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Non si fa piú nessuno sforzo per capire


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avatarsenior
inviato il 15 Novembre 2023 ore 17:10    

Quello è uno specchietto per turisti .... Domanda: quando hai visto le sue opere la prima volta e ne hai tratto sensazioni, in seguito queste si sono confermate e\o modificate\arricchite seguendone ed approfondendo il percorso ? Riferisciti SOLO alle sensazioni che ti hanno suscitato.

avatarsenior
inviato il 15 Novembre 2023 ore 17:12    

No, si può anche fare un passettino e non fare sempre cose che anche un bambino delle elementari capisce senza aver studiato

Ma infatti non parlavo di questo; se poi si prende un autore che proviene da culture differenti, e non contaminate con la nostra, è ovvio che lo si debba capire prima di poter valutare le sue opere.
Dubito che, anche leggendo la biografia di Joyce, il contadino irlandese degli anni '30 avrebbe compreso Ulisse, ma se persone di altri strati sociali lo compresero non fu certo per aver letto la biografia dell'autore, ma perché probabimente ne condividevano, o quanto meno ne percepivano la visione, oltre al fatto che comunque parlavano e scrivevano già con un linguaggio più elevato di quello del contadino (che probabilmente all'epoca era anche abalfabeta), cioè condividevano già con Joyce le basi del medesimo linguaggio elevato e gli rimaneva da interpretarne solo alcune modalità d'uso.
Nei tagli di Fontana, invece, non era presente alcuna base di linguaggio visivo "comune" all'osservatore dell'epoca, a qualunque classe sociale o livello culturale appartenesse. Ciò non toglie l'importanza dell'opera di Fontana, ma credo che anche parecchie persone di cultura l'abbiano accantonato, all'epoca.

avatarsenior
inviato il 15 Novembre 2023 ore 18:02    

Lei però ha lavorato molto m gli stati uniti e varie sue idee sono state 'rubate' da autori americani che ci han fatto successo .
Non mi pare che la difficoltà principale sia il suo essere orientale
Ma per fontana vale lo stesso anche perché non é solo tagli

avatarsenior
inviato il 16 Novembre 2023 ore 12:30    

Ma per fontana vale lo stesso anche perché non é solo tagli

Giusto, ma rimane il fatto che ad un certo punto della sua vita giunge ad elaborare un "sistema di simboli" che non è più un "linguaggio", perché è talmente personale che obbliga l'osservatore ad andare alla ricerca di tutte le "chiavi di lettura", anche quelle semplicemente formali, nel percorso e nella psicologia dell'autore stesso; in pratica lo obbliga ad imparare una "nuova lingua" che però potrà utilizzare solo con quell'autore.
Lo fai con un autore, lo fai con due, lo fai con tre... poi, se non lavori nel campo dell'arte o non ne fai un tuo interesse prioritario su tutto il resto, molli e passi ad altro, e non per una questione di ignoranza o incapacità, ma semplicemente perché questo lavoro sottrarrebbe troppo tempo ad altri interessi che "per te" sono prioritari.
Ovvio che, a questo punto, l'arte diventa una cosa elitaria destinata unicamente a chi ne fa l'interesse fondamentale della "sua" vita.
Certo, questo è lo specchio della settorializzazione ed estrema specializzazione del sistema di vita attuale, ma proprio per questo non consente di liquidare la faccenda con un semplice "Non si fa piú nessuno sforzo per capire", perché ognuno finisce per "dover scegliere" quale indirizzo specialistico dare al proprio campo d'interesse, escludendone giocoforza altri; e molti escluderanno proprio l'arte anche senza essere dei trogloditi. Non hai idea di quanti direttori di Musei scientifici, o specialisti di alto livello in qualche campo delle Scienze Naturali, ho conosciuto che per l'arte quello sforzo non lo fanno...

avatarsenior
inviato il 16 Novembre 2023 ore 12:54    

In realtà si perché ben pochi creano un linguaggio, anzi pochissimi
Per la maggior parte basta un piccolo passettino, per altri poco di più
Ma questo non si fa e si nella maggior parte dei casi
Chi fa fotografia giocoforza usa un linguaggio visuale.
Questo linguaggio ha molte sfumature ma la gran parte rimane ancorata allo stagnetto dove sta.
Esiste solo un tipo di fotografia il mio, tutti gli altri sono inutili.
Se non é immediato e non lo capisco il fotografo ha fallito.
Quanti lo scrivono anche qui?
Molte volte banalmente hanno fallito loro come osservatori e dicendo e scrivendo così si vantano della loro mediocrità e questo non li imbarazza nemmeno in po' anzi ne vanno fieri.
Questo é molto triste, io sono sempre stato invidioso di chi conosceva, di chi aveva preparazione e capacità
Invece si fanno topic su topic giocando a chi grida di più dove banalmente si vuole imporre una propria visione che in gran parte dei casi é banale

avatarsenior
inviato il 17 Novembre 2023 ore 10:35    

Esiste solo un tipo di fotografia il mio, tutti gli altri sono inutili.
Se non é immediato e non lo capisco il fotografo ha fallito.
Quanti lo scrivono anche qui?

Ok, però questi personaggi, in realtà, ci sono sempre stati.
Credo che il problema sia la loro maggior visibilità rispetto al passato, dovuta come al solito alla presunta "democratizzazione" di Internet che, dando la parola a tutti senza alcun filtro o indirizzo, lascia credere che tutti i pareri abbiano effettivamente la medesima dignità. Ma d'altra parte lo vedi anche nella normale vita sociale, dove tutti rivendicano la democrazia esclusivamente come un diritto, dimenticando che prima di tutto comporta un obbligo personale all'acquisizione di un livello culturale sufficiente ad esercitare quel diritto con un minimo di cognizione di causa.

avatarsenior
inviato il 17 Novembre 2023 ore 15:55    

un analisi perfetta e condivisibile Daniele.

avatarjunior
inviato il 31 Gennaio 2024 ore 9:49    

Intanto complimenti Matteo per questa discussione.
È lunga e non riuscito a leggere tutti gli interventi.
Una volta pubblicai in un sito oggi chiuso (stavo iniziando con la fotografia cosiddetta "surreale) una foto con un orsacchiotto per aria che mi affiancava mentre camminavo in un bosco.
Quel sito era organizzato in modo particolare: c'era una sorta di "maestro" che commentava tutti e di fatto sentenziava sul merito delle foto.
Fatto sta che questo maestro era un noto fotoreporter, bravissimo e da me molto apprezzato.
Il suo responso fu : Nicola, non vuol dire niente .. è priva di messaggio... cosa volevi dire?
Risposi che non volevo lanciare nessun messaggio, che la foto poteva prestarsi a varie interpretazioni o anche semplici sensazioni .. come ad es. un paesaggio.
Non servì a molto.
Bocciata per manifesta carenza di significato.
.. ho continuato a stimare il mio crudele critico, ma ho anche continuato nella mia strada.
A distanza di tempo resto dell'idea che chi cerca in una fotografia surreale sempre e solo un messaggio da parte dell'autore, perde di vista il senso della foto.

avatarsenior
inviato il 01 Febbraio 2024 ore 8:17    

Trovo il tuo un intervento interessante che mette il punto su un discorso che non è così banale da affrontare.
Un fotografo noto che apprezzo ha detto che è impossibile fare una lettura approfondita di una foto senza sapere quale è il concetto di base che l'autore voleva esprimere.
Io so che un paio di trogloditi qui sul forum quando dico che qualcosa dipende fanno battute stupide, ma gli assolutismi in fotografia non funzionano.
In linea generale anche a me piace quando il concetto dietro l'immagine e le scelte sono pensate e precise, mi trovo a vote di fronte a scatti buttati li in cui l'autore spera che chi osserva trovi un significato sensato che di base la foto non ha.
Però vedo i tuoi scatti ed ad altri di autori che partono da concetti simili e non posso dire che la tua strada non solo è sensata, ma funzionale ai tuoi concetti e coerente con quello che mostri che tra l'altro mi piace molto.
Per me l'ambiguità in certi lavori è un valore aggiunto in effetti e nello specifico è praticamente necessaria allo scopo della fotografia mostrata

avatarsenior
inviato il 01 Febbraio 2024 ore 11:02    

Un fotografo noto che apprezzo ha detto che è impossibile fare una lettura approfondita di una foto senza sapere quale è il concetto di base che l'autore voleva esprimere.

Forse sarebbe meglio dire senza poter valutare il contesto: chi osserva una foto può darsi che sappia vita e miracoli dell'autore, quali sono le motivazioni che lo hanno spinto a scattare eccetera eccetera. Ma magari no e allora diventa fondamentale il contesto: dove sta quella foto? Da sola o fa parte di una serie ben meditata? E' esposta in un luogo dove chi la vede ha dovuto scegliere di andare a vederla (mostra, museo...) o è stata sparata su una pagina di un social in mezzo a tante altre che non sono che rumore visuale? E' stata stampata? In che formato? L'autore ha ritenuto opportuno mettere titolo e didascalia oppure no? L'autore la pubblica oggi o è una cosa di parecchi anni fa?
Perchè troppo spesso capita di sentir criticare immagini riprodotte (magari male) digitalmente e tolte dal loro contesto spaziale e temporale, e queste critiche suonano proprio male, a volte sono ridicole semplicemente perchè chi parla invece di dire "E' brutta" avrebbe dovuto dire "Non capisco".

avatarsenior
inviato il 01 Febbraio 2024 ore 15:38    

...molte delle opere che nascono oggi si sforzino in tutti i modi di essere esattamente quello che sono, di significare precisamente quello che la didascalia o la scheda o il comunicato hanno detto che significano. Di eliminare cioè dal proprio orizzonte ogni ambiguità, ogni mistero. Ogni oscurità.


la capacità di lettura o interpretativa di un'immagine, di un film, di una poesia e di qualsiasi forma di espressione artistica, è sempre stata a piramide come tutta la conoscenza in generale. Non tutto è per tutti, c'è una visione storica, una dualistica ed una esoterica e nella pittura sopratutto quella sacra, ricca di simbolismi, i tre elementi si riescono a distinguerli benissimo.
Quando qualcuno spiega qualcosa (secondo la sua capacità interpretativa) arriva subito un'altro che sovverte la prima analisi ed avanti all'infinito.
C'è qualcuno che ritiene importante che le foto vadano spiegate, ma altre correnti di pensiero che dicono l'inverso e tutte autorevoli.

avatarsenior
inviato il 02 Febbraio 2024 ore 15:16    

concordo col titolo della discussione, perchè trovo che sia esattamente ciò che ha fatto la fortuna dell'arte moderna: di fronte ad un'opera d'arte sconosciuta, è normale ricorrere a testi che diano tutto quanto necessario per "comprendere" l'opera stessa. Si è così giustificati ad evitare qualsiasi sforzo di interpretazione, dato che sarebbe fondamentalmente inutile di fronte ad "opere" sempre più astratte e slegate da qualsiasi canone di giudizio istintivo.

Con un'opera d'arte più classica, invece, potrebbe essere richiesto un giudizio immediato, cosa che non tutte le persone/critici sono in grado di affrontare, sia come capacità ma soprattutto come responsabilità di un giudizio proprio.

Cosa comprensibile, dato che non mancano situazioni in cui il mondo dei critici è stato bellamente imbrogliato da falsari o addirittura prank appositamente preparati.

avatarsenior
inviato il 23 Febbraio 2024 ore 17:09    

Allora sono apposto perché metto la parola 'mistero' in ogni distretto dei miei topic e trovo sia fondamentale dato che 'su ciò di cui non si può parlare si deve tacere' ovvero c'è una dimensione del reale che non si esprime col concetto, una dimensione che si esprime nelle note del mistero.

Comunque, cari Matteo Groppi e ombroso Rombro, volevo soltanto segnalarvi questa 'misteriosa' opera dell'artista John Galliano che si esprime attraverso la forma défilé de haute couture . Da giorni continuo a vedere e rivedere questa sfilata ritenendo che contenga un segreto, un mondo inventato perfettamente e parallelo a quello reale. Magari interessa anche voi:


avatarsenior
inviato il 24 Febbraio 2024 ore 9:11    

trovo molto attinente il discorso delle sfilate di moda con l'arte moderna....sfilate di abiti che nessuno indosserà mai nel mondo reale, destinate unicamente ad un mondo autocelebrativo dove sono gli stessi attori a definirne e riconoscerne il valore. Sulla forza quasi esclusiva delle quantità di denaro che muovono.


avatarsenior
inviato il 24 Febbraio 2024 ore 12:29    

Angora trovo quanto hai scritto estremamente superficiale
Nella moda c'é sempre stata tanta ricerca e studio soprattutto quando a capo delle case c'erano sarti e non industrie
Conoscevo persone che lavoravano nell'alta moda, una negli abiti e una negli accessori e c'é dietro molto studio.
Così come qui quando si parla di foto di moda sembra si parli di un genere di serie b quando tante sperimentazioni e studi sono legate a quella tipologia di scatti.

Il video é stupendo e c'é un grande lavoro dietro, Galliano ultimamente ha perso qualche colpo ma di certo non é l'ultimo arrivato

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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