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Economia ecologica.


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avatarsenior
inviato il 28 Luglio 2023 ore 7:12    

Rovelli e Tonelli si professano atei.
Faggin è meno chiaro www.italypost.it/federico-faggin-luomo-del-microchip/

avatarsenior
inviato il 28 Luglio 2023 ore 7:14    

Io mi occupo ormai da quasi 15 anni di mercato del lavoro e gestisco e organizzo politiche attive, ma non solo, mi occupo spesso di formazione anche in aziende dove ho avuto modo di leggere anche materiale più o meno riservato sull'organizzazzione del lavoro di aziende di eccellenza tra cui anche un paio di multinazionali di rilievo.

In questa discussione si toccano troppi argomenti e ci sarebbe da discuterci per minimo un centinaio d'anni, ma la mia modesta conclusione è che soprattutto la politica ci sta fuorviando, ci sono una serie di luoghi comuni che sono i cavalli di battaglia dei nostri politici e che spesso diventano l'unico paradigma interpretativo da parte di chi vi si allinea più o meno...

Per quanto riguarda il lavoro è importante ricordare che l'Italia, in mezzo a molte notizie di sfruttamento (e ne ho viste passare non poche sotto i miei occhi), rimane uno dei paesi con l'industria più sviluppata al mondo, con capacità manifatturiere di rilievo, abbiamo capacità industriali in alcuni comparti che ci rendono in grado di competere sul podio, in realtà lo si scopre velocemente andando a vedere i prodotti ad alti livelli di integrazione come l'aerospaziale dove ci sono una marea di aziende italiane che entrano negli appalti a vari livelli.

Visto che la nostra economia non è solo il ristorante sotto casa, anzi statisticamente incide in modo modesto, (per la cronaca vengo da una dinastia di ristoratori) anche il lavoro ed i lavoratori risentono di realtà produttive molto differenti che poi a loro volta si scontrano con il problema centrale delle aziende di oggi: la capacità di generare Valore.

Ora se ci si concentra sulla capacità di generare valore e meno su quella di chiudere i bilanci con utili più o meno alti (anche se le cose sono sempre correlate), ci si rende conto che il lavoro ed i lavoratori sono uno dei tasselli chiave della generazione di valore (lo è pure una strategia sostenibile in fatto di ambiente), anzi esistono studi che dimostrano che se un azienda leader di un comparto in un territorio definito impone una riduzione dei compensi cambiando strategia retributiva alla fine, assestato un vantaggio di bilancio momentaneo, tutto il settore perde di "valore" e sul lungo periodo viene punito anche in termini di investimento e competitività globale.
PS: Mi è capitato di venire a conoscenza diretta del ragionamento di un AD infuriato con le risorse umane che avevano trovato un modo per ridurre dei benefit nei nuovi contratti, il quale spiego che sul lungo periodo l'azienda sarebbe stata meno competitiva a risparmi modesti.

Ma allora qual'è il problema? Secondo me esiste un divario oramai poco colmabile sulla capacità di generare valore e profitti tra i comparti in grado di esporare eccellenze e quelli che si fondano sui consumi interni, in alcuni casi quest'ultimi generano pure profitto ma valgono poco, se domani entra un competitor straniero si sciolgono come neve al sole molte di queste aziende.

La questione ecologica (io userei in modo più preciso "sostenibilità") interessa moltissimo le aziende che generano valore ed anzi si organizzano in modo che questa lo aumenti per loro; un esempio che coinvolge la lavorazione dei metalli nazionale è l'impiego, la lavorazione e la commercializzazione dell'alluminio che ci vede essere un mercato di rilievo a livello europeo e che ci ha visto affermarci anche in virtù del tentativo delle aziende di riciclare più facilmente e di rispettare parametri più stringenti nella lavorazione e conservazione agroalimentare, fatta semplice di fronte a sfide che qualcuno chiamerebbe "ecologiche" le nostre aziende hanno migliorato la loro posizione di mercato aumentando il loro valore ed i loro profitti.

Quindi, le aziende non sono nemiche della sostenibilità, anzi, lo diventano a volte in presenza della mala politica che anzi spesso parla mossa dalle lobby di quelli che valore e profitti ne generano sempre meno ed hannno modelli di economia di riferimento ottocenteschi. Se l'imprenditore (se veramente tale) si rende conto che un materiale scarseggia o rischia di essere messo al bando si adopera per coglierne un opportunità, chi si lamenta dei politici dei costi aumentati sono quelli che di solito l'opportunità non l'hanno vista, come vuole l'economica "liberale" devono chiudere per far posto agli altri e i politici dovrebbero avere l'onesta di capire come funziona e non farsi "influenzare" da chi ci vuole con lo sguardo sempre all'indietro.

Arriviamo invece alle aziende che per loro natura si occupano dei consumi interni, qui sorgono i problemi, è tra queste che si trovano i record di salari bassi e politiche ambientali non sostenibili, sono queste che non hanno più ormai la forza di generare valore e spesso sono "stordite" al punto di non avere idee in prospettiva (spesso non sempre solo per colpa loro), serve un piano che coinvolga tutti questi per ammodernarne i comparti e la capacità di avere un rilievo economico, pur essendo io dell'idea che serva un salario minimo, questo deve essere accompagnato da una strategia che alzi i consumi locali, territoriali e nazionali rivedendo se necessario il sistema della tassazione.

In realtà se ci pensate bene il cameriere ed il commesso che guadagnano 1200 euro al mese sono i primi che portano al crollo dei consumi interni perche stretti dall'inflazione smettono di spendere e sono esattamente la categoria che la BCE dimentica quando aumenta i tassi di interesse, bisogna agire su questi settori...

user198779
avatar
inviato il 28 Luglio 2023 ore 7:25    

La maggioranza delle aziende sembra che non capiscano che se il lavoratore sta bene guadagnano di più.
Sono stato a contatto con lavoratori centinaia di aziende forse migliaia e si vede subito l'aria che tira appena varchi l'entrata dell'azienda dall'espressione di chi ci lavora.

avatarsupporter
inviato il 28 Luglio 2023 ore 7:55    

Franlazz il cameriere o la commessa a 1200 in regola all'imprenditore costano 2300 euro al mese, perché sorvolate sempre su questo punto cruciale quando parlate di stipendi bassi, sono bassi per una imposizione ingorda dello stato

mettiamo di voler aumentare a 1500, 300 euro in più netti significa al datore 600 euro, 3000 euro al mese di costo per un cameriere o commessa è improponibile per chiunque abbia una pizzeria o negozio

per dire che sono stufo di sentir dire che le imprese devono pagare di più, mai che si affronti il vero problema, è lo stato che deve tassare meno sul lavoro, qui gli ingordi se ci sono sono due, ma voi ne vedete sempre e solo uno

avatarsenior
inviato il 28 Luglio 2023 ore 8:02    

Guarda @Lomography la mia famiglia ha avuto camerieri alle dipendenze fino a poco tempo fa e li pagavamo poco e so quanto costa la tassazione sul lavoro, ma attenzione non siamo per niente uno dei paesi con il costo del lavoro più alto, anzi, siamo alcuni punti sotto a Paesi con indicatori economici simili al nostro, quindi a prescindere dalla tassazione si pagano comunque poco alcuni stipendi.

avatarsenior
inviato il 28 Luglio 2023 ore 8:04    

Concordo con Lomography

avatarsenior
inviato il 28 Luglio 2023 ore 8:05    

La questione è la capacità di generare valore delle aziende che pagano poco, io delle domande su come è cambiata la ristorazione da quando vi entrò mio bisnonno 110 anni fa me le sono fatte e pure i miei fratelli ( che ci lavorano ancora). Non è colpa delle aziende, non solo almeno,ma bisogna affrontare la questione.

avatarsupporter
inviato il 28 Luglio 2023 ore 8:18    

Non è colpa delle aziende, non solo almeno,ma bisogna affrontare la questione.


che sarebbe ?

user206375
avatar
inviato il 28 Luglio 2023 ore 8:29    

Non ho trovato i dati del 2022-2023 ma non credo che siano cambiati di molto
ll fisco più esoso sul lavoro tra i Paesi avanzati nel 2021 è stato quello del Belgio (cuneo al 52,6%), seguito da Germania (48,1%), Austria (47,8%) e Francia (47%).
Italia 43%

Ora paragonami gli stipendi di questi paesi con quelli dell'Italia e dimmi tu se la tua spiegazione ha ancora senso.

Salario minimo di Francia, Germania, Belgio e sui 1500-1600.

Poi sempre per avere un'idea più chiara
Evasione fiscale in rapporto al pil
Italia 27%
Spagna 22,5%
Belgio 21,9%
Grecia NP
Germania 16%
Francia 15%
Olanda 13,2%
Regno Unito 12,5%
STATI UNITI 9%


Poi si potrebbe parlare anche di debito pubblico ma lo fai affrontando prima la corruzione, l'evasione, mafia.

Paesi più corrotti d'Europa

Romania
Italia
Grecia
Bulgaria
Croazia
Slovacchia

Scegliete pure quali priorità dovrebbe avere un governo.

avatarsenior
inviato il 28 Luglio 2023 ore 8:38    

La mia curiosità è : se si conosce l'evasione in percentuale significa che sanno anche dove è .
E se l'evasione è un problema, come possono permettere ad ulteriori clandestini di entrare in Italia senza fermarli e regolarizzarli ? Di cosa pensano vivono questi immigrati senza possibilità di retribuzione ? E se vogliamo limitare l'evasione, come mai lasciamo ancora le pratiche statali che sono quelle con maggiore evasione ?

Ps tassazione Italia 43% è una barzelletta ... nemmeno troppo simpatica visto che si beffa di chi paga davvero le tasse e sono cifre drasticamente superiori a quel misero 43%

avatarsenior
inviato il 28 Luglio 2023 ore 8:42    

Lomo ma quando pagavano con i contratti a progetto, voucher e altre amenità ti davano più soldi?
Pensi che in Italia se si pagassero meno tasse ti pagherebbero di più?
Pensa che in Italia per le ristrutturazioni, ti hanno aumentato il costo tanto paga lo stato mi dicevano, e un bagno da 5k€ lho pagato 10 k€, tanto paga lo stato la metà e tu lo paghi uguale.

avatarsenior
inviato il 28 Luglio 2023 ore 8:49    

Pensi che in Italia se si pagassero meno tasse ti pagherebbero di più?


SI

avatarsenior
inviato il 28 Luglio 2023 ore 9:04    

Se ora ti pago 1000 e 1000 allo stato, poi ci saranno quelli che faranno ti pago 1000, 500 allo stato e 500 me li tengo.
@yellowstone
Tu sei abituato bene, a Catania c'era un distributore dove il proprietario li pagava in regola anche con ticket restaurant ma poi i dipendenti erano costretti a restituire ticket e soldi.

Certi lavori vengono visti senza valore quindi uno vale l'altro, cosa diversa dove un impiegato o operaio porta valore l'imprenditore lo paga di più per non perderlo

avatarsenior
inviato il 28 Luglio 2023 ore 9:04    

@Riccà @Yellowstone77 altri argomento che complica ulteriormente la questione, anche come detto sopra non è sempre colpa delle imprese, l'azienda che esporta ad alto valore aggiunto, magari paga tangenti nelle commesse pubbliche nazionali o per stati esteri ma evade poco tanto guadagna lo stesso.

Ci sono poi comparti che evadono perché non vedono una via di uscita, io come detto vengo da una famiglia di ristoratori, categoria che è stata negli anni di superevasori, ma sapete quanti di questi hanno evaso realmente per arricchirsi, pochi, se si analizza la questione si scopre che molte catergorie di evasori lo fanno il 50% per sopravvivere ad un sistema fiscale che non è fatto per loro ed un altro 50% per coprire problemi di gestione dell'impresa.

Mio padre negli anni 80 e 90 girava con un auto che costava come casa mia ed aveva delle perdite sistematiche nella sua gestione dell'attività di cui non si dava assolutamente noia, acquistava la materia prima il giovedì (ristorante di pesce) per valori di un utilitaria in un mese, faceva centinaia di coperti tra giovedì sera e domenica sera e poi tra il lunedì ed il mercoledì svendeva ad operai di ditte il cibo rimasto a menù fisso, parliamo di centinaia di coperti in entrambi i casi. Quando con i miei fratelli abbiamo preso in mano i conti abbiamo scoperto che tra il 2000 ed il 2010 il prodotto che rimaneva nei frigoriferi la domenica sera svenduto era gran parte della marginalità del fine settimana che andava in fumo, la decisione di avere un menù ridotto la domenica sera e non avere quasi più prodotti di lusso nei menù a prezzo fisso fu la prima di tante correzioni, ma ne potrei aggiungere a decine: nessun controllo dei costi energetici (decine di frigoriferi), nessun controlo dei costi bancari (esempio un conto con fido aperto dove di pagavano interessi ed un altro con liquidità ferma..), gestione dell'orario di lavoro a sentire e non sul reale carico delle attività ecc. ecc. Mio padre è stato (ora pensionato) un grande ristoratore ma un pessimo imprenditore ed i costi di questa mancanza hanno gravato sulla ricchezza familiare inferiore, gli stipendi dei dipendenti e la loro crescita (quando possibile) ecc ecc.

Bisogna fare un lavoro serio sul sistema fiscale (ripensare la logica degli studi di settore e premiare modelli sostenibili non solo lato ambientale ma anche umano), commerciale ed anche sulla cultura imprenditoriale, mio padre con tutta la buona volontà del mondo continuava ad avere a modello mio bisnonno, ho amici piccoli artigiani che perdono la vita a fare lavorazioni (su un assemblaggio di molti pezzi) che possono trovare sul mercato già fatte (a volte meglio di quanto fanno loro) e per continuare a farle bruciano marginalità e magari pagano meno i dipendenti e cercano di evadere tasse.


avatarsenior
inviato il 28 Luglio 2023 ore 9:09    

@Murphy il valore è sicuramente il perno della questione, ma viene generato da più fattori, lavoratori, strategie commerciali, sostenibilità, organizzazzione aziendale e poi almeno per il 50% dalla marginalità reale.

Sapete quante aziende ho visto chiudere per colpa di cattivi imprenditori, tante, ma ne ho viste altrettante chiudere per colpa di cattivi lavoratori (spesso mal suggeriti dai sindacati). Ci vuole un nuovo sodalizio per il lavoro, qua discutete spinti da chiare posizioni politiche del passato, allungate come il brodo nel presente, ma nella pratica contano 0, l'imprenditore chiude e l'operaio fa la fame.....(poi vanno entrambi a chiedere l'RDC)

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