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Alex, comprendo il tuo pensiero. Io mi sono però fermato a considerare l'uso dell'intelligenza senza tirare in ballo l'intelletto che è qualcosa di diverso, più alto e profondamente personale per ognuno di noi.
Vedere o rivedere Mars Attack. Molto istruttivo. Hawking era contrario ad inviare segnali nello spazio che rivelassero la nostra presenza. Se degli extraterrestri arrivassero qui da noi significherebbe che sarebbero in possesso di una tecnologia che noi neanche ci sogniamo. Quando Colombo sbarcò in America i nativi lo accolsero senza ostilità...ma durò poco e tutti sanno come andò a finire.
A voler essere ottimisti però c'è sempre la possibilità che arrivi una specie aliena, ovviamente tecnologicamente molto evoluta (altrimenti come ci arriva qui da noi?) la quale provveda a salvarci da noi stessi, più o meno allo stesso modo e spinta dallo stesso impulso col quale noi abbiamo salvato alcune specie animali dall'estinzione, restaurando il loro habitat che se ne stava andando a put.tane. Ovviamente se pensiamo che siamo anche stati i responsabili dell'estinzione di più specie di quelle che abbiamo salvato si capisce che le probabilità a nostro favore sono quelle che sono...
Potremmo anche ritrovarceli e con loro grande sorpresa a poche migliaia di chilometri da noi perché risucchiati da un warmhole e sputati qui vicino.
user198779
inviato il 04 Gennaio 2023 ore 18:11
Se sono arrivati al punto di avere queste conoscenze e in teoria una civiltà molto antica dovrebbe essere un popolo non belligerante che ha passato il punto critico dell'autodistruzione più o meno dove si trova ora la nostra civiltà.
dato per assodato che le leggi della fisica valgono in ogni angolo dell'universo, e quindi la velocita della luce non si puo superare ma neanche minimamente avvicinarsi, possiamo stare tranquilli, gli alieni esistono per una semplice questione di probabilta, ma per quanto possano essere avanzati tecnologicamente, nessuna forma di vita organica puo viaggiare per migliaia di anni nel vuoto cosmico
quindi la cosa piu probabile nell'eventualita, e che sia una AI aliena quella che potrebbe mai contattarci, e questo vale anche per noi, non viaggeremo mai tra le stelle, ma puo farlo una AI creata da noi.
i vantaggi di un robot dotato di AI rispetto a noi sono tutti a suo favore e noi non ne abbiamo nessuno, non invecchia, puo andare in stand bay per migliaia di anni, non subisce il degrado cellulare dei raggi cosmici, non va in ansia paranoia a stare da solo o dentro un involucro per centinaia di anni, non ha bisogno di gravità, acqua, produrre ortaggi e carne, gli bastano dei pannelli solari eficienti
e se arriva gli canteremo i Pink Floyd come benvenuto
user198779
inviato il 04 Gennaio 2023 ore 19:18
Potrebbero essere dei droni in avanscoperta gli avvistamenti di ufo .
Che la velocità della luce non si possa superare sarà da scoprire.
e=m×c2
Il 95% dell'universo è composta da energia e materia oscura forse proprio perché viaggia ad una velocità superiore a quella della luce.
user214553
inviato il 04 Gennaio 2023 ore 19:49
Scheriffoh
Passare un ipotetico wormhole è poco probabile rispetto a quello che ci mostrano i film di fantascienza. Un blackhole, invece, non può mai costituire un percorso che ci porti da un punto A a un punto B. Dovrebbero essere sorpresi di averlo attraversato più del fatto che siano giunti da questa o quell'altra parte dell'universo.
Il wormhole è la scorciatoia che usa il verme per giungere dall'altro capo della mela senza fare tutto il giro. La parte interna alla mela non farebbe più parte dell'universo del verme; questa scorciatoia che è la parte interna è un bulk, o iperspazio. La parete del wormhole si può intendere come una parte di questo universo, ed avrebbe la sua stessa dimensionalità, per questo è visualizzato come un buco sferico. Da un altro punto di vista la stessa parete non può considerarsi parte dell'universo del verme; ciò è valido almeno per quanto riguarda il wormhole di Flamm, il vero scopritore di quello che sarà poi conosciuto come "ponte di Einstein-Rosen". In principio il "proto-wormhole" non è altro che due singolarità nell'universo; queste poi si estendono nell'iperspazio tendendo l'una verso l'altra, è qui che si crea il "ponte"; una volta creato il passaggio, il wormhole aumenta di circonferenza; dopo una certa soglia comincerà a contrarsi fino a rinchiudersi, lasciando alle sue spalle le singolarità. Questo processo avviene a una velocità tale che nemmeno la luce ha il tempo necessario di percorrere l'intera scorciatoia attraverso il bulk; qualsiasi cosa dovesse mai entrate in un wormhole troverebbe la sua distruzione nella sua contrazione-chiusura! Da ciò che il mio livello di comprensione del fenomeno mi permette di capire, questo fato per il "verme" è inevitabile; questo è quanto stabiliscono le leggi relativistiche di Einstein in relazione a un wormhole sferico e privo di materia gravitazionale. Inoltre, è estremamente improbabile che questi ponti possano esistere come fenomeni naturali, ragion per cui i fortunati fruitori della scorciatoia non dovrebbero essere affatto sorpresi della loro destinazione. A quanto ne so, nessun oggetto osservato nell'universo potrebbe diventare un wormhole; ciò che invece è stato osservato sono indefinite stelle massive che una volta esaurito il loro "combustibile" collasseranno su se stesse generando blackholes.
La lontana ipotesi di un wormhole atteaversabile, consiste nella sua creazione da parte di una civiltà ultra-avanzata, appartenente alla sfera extra-brana. Allo stesso modo, questa civiltà dovrebbe essere in grado di spingere una brana verso l'altra tramite una massa veramente molto densa, ipoteticamente una stella di neutroni; questo dovrebbe essere il passaggio semplice di tutta l'operazione, la quale successivamente richiederebbe la manipolazione di schiuma quantistica per aprite il varco e materia esotica per tenerlo aperto. Quando parliamo di materia esotica e schiuma quantistica, da quel poco che so, ci addentriamo nel campo delle congetture più di quanto non abbiamo già fatto in tutto il resto del discorso, che rimane per intero a livello "altamente improbabile"... almeno dalla nostra prospettiva quadri-dimensionale.
Un astronauta che viaggiasse ad una velocità prossima a c, vivrebbe in un tempo (per lui, rispetto a chi è sulla terra) lentissimo, quasi fermo, rispetto a quello vissuto da un osservatore rimasto sulla terra. Viaggiando a quasi C, un uomo (o un robot) potrebbe raggiungere una stella lontana migliaia di anni luce e tornare indietro vivo. Però sulla terra sarebbero passati migliaia di anni e chissà chi troverebbe. Non so fare i calcoli esatti sulla base della velocità raggiunta dall' ipotetico astronauta, ma il concetto è questo, per quanto ho compreso della relatività
Non hanno manipolato lo spazio-tempo, hanno fatto una simulazione al computer.
"l'esperimento è stato effettuato sulla base di un modello molto semplice e irrealistico, che si sarebbe potuto fare anche con carta e penna: «Direi quindi che non ci insegna molto sulla gravità quantistica che già non sapessimo."
L'articolo in sé non ha una grande rilevanza scientifica; se vuoi approfondire in maniera ineccepibile quanto ho confusionariamente espresso, puoi leggere "una guida scientifica alle scorciatoie del nostro universo", di Everett-Roman.
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