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inviato il 07 Ottobre 2022 ore 14:01
Non ho detto che si debba lavorare GRATIS... Pero' si puo' cercare di lavorare in modo etico. Questo e' un modo di lavorare che investe anche chi fa il progetto. Lo ripeto spesso ai miei clienti, che hanno l'abitudine di dire che il mio "non e' un lavoro" ma e' divertimento, visto che la maggior parte delle persone paga per farlo. (scherzano, ma intanto tentano di abbassare il prezzo) Io lavoro in modo etico ma, per poterlo fare, la condizione sine qua non e' che il mio lavoro sia rispettato e valutato il giusto. Altrimenti, non si lavora. Si e' sfruttati. |
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inviato il 07 Ottobre 2022 ore 14:08
" Non vi dibbattete troppo che tanto non se ne fa un kazoo."...se intendi che Ombra faccia solo chiacchiere allora non lo conosci. Potrebbe anche essere che non faccia niente ma ti assicuro che in ogni caso si è dato da fare. |
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inviato il 07 Ottobre 2022 ore 14:13
Ma no, è un bravo uaglione e le sue cose le ha fatte, è solo che ogni tanto le spara grosse pubblicamente perché non ha molti filtri per le sue fantasie bislacche |
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inviato il 07 Ottobre 2022 ore 14:20
Da che ho memoria, sono sempre stato sfruttato nella mia vita. Credo che la mia condizione sia la stessa di praticamente tutte le persone che mi circondano, ma a non tutti piace riconoscere d'essere sfruttati. E' un atteggiamento protettivo comprensibile, in fondo. Io non ho problemi a rivendicarlo invece, così come quell'altra questione psichiatrica. La gente ti abbuffa la uallera con le sue beghe sanitarie, visite, interventi chirurgici, cancri incurabili... ma nessuno che ti venga a raccontare di quando assumeva degli psicofarmaci, antidepressivi, antispastici, antiepilettici... ci avete mai fatto caso? E stiamo qui a parlare di cosiddetta "arte" funzionale, deontologia, corsi, accreditamenti borbonici... Io penso che, esattamente come nel caso di chi muore quotidiamamente perchè vive al di sotto della soglia del 1dollaro/giorno, anche quelli che sono dimenticati dal resto del mondo debbano essere lasciati in pace. Farlo sapere in giro non serve a niente, altrimenti non se ne parlerebbe già più dopo tutti questi anni trascorsi, poichè la questione sarebbe già risolta. |
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inviato il 07 Ottobre 2022 ore 14:45
It takes a fool to remain sane |
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inviato il 07 Ottobre 2022 ore 14:48
Gli Ark fanno cacare però |
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inviato il 07 Ottobre 2022 ore 14:56
chi sono gli Ark? |
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inviato il 07 Ottobre 2022 ore 14:57
ringrazio ombra grigia per avermi fatto conoscere la fondazione che gestisce l'ospedale in Uganda su cui ha fatto un reportage, gente meritevole di aiuto. |
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inviato il 07 Ottobre 2022 ore 14:59
“ chi sono gli Ark? „ ah... mo' ho capito. Li ho appena ascoltati e, si... fanno cacare. |
user12181
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inviato il 07 Ottobre 2022 ore 15:43
Non credo basti l'autorizzazione della struttura, ci vuole sicuramente (credo) anche e innanzitutto quella dei singoli pazienti o, se sono impossibilitati, dei loro parenti o tutori. In genere in ospedale non possono fare un passo diagnostico/terapeutico di qualche minimo rischio (anche un'ecocardio transesofagea o una prova da sforzo) senza farti firmare il consenso informato (un bel papiro). Che poi in alcuni ospedali vadano di fretta, e te lo facciano capire, è un altro conto. Se anche uno è sotto TSO in una unità operativa di salute mentale non credo che i medici abbiano diritto a renderlo oggetto di riprese fotografiche senza consenso. P.S. Io sono uno di quelli che parla una volta sì e una no dei suoi guai sanitari, peraltro assai meno rilevanti di quelli di altri che non ne parlano affatto, è questione di personalità, ognuno è contento a modo suo. Ho notato peraltro che Caneca parla una volta sì e una no dei suoi guai cetuali, anche qui è questione di personalità, lui è contento parlando del suo scontento. |
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inviato il 07 Ottobre 2022 ore 15:48
“ Ho notato peraltro che Caneca parla una volta sì e una no dei suoi guai cetuali, anche qui è questione di personalità, anche lui è contento parlando del suo scontento. „ ON/OFF, I/0, ALTO/BASSO, BIANCO/NERO... il solito appiattimento comunicativo del SI/NO, senza passaggi intermedi. Se io parlo di una mia cosa personale, in un contesto peraltro pertinente, non è necessariamente perchè io ne tragga godimento o contentezza. A questo punto, quando mi chiedono il codice fiscale o una fototessera ed io mi dimostro collaborativo, dovrei starnazzare dalla gioia |
user12181
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inviato il 07 Ottobre 2022 ore 16:05
Dai su, nessuno in un forum ti ordina di dire quel che pensi, e tanto meno quel che senti, dirlo ti fa contento, appaga un bisogno. Epicuro. Direi anche Freud, compreso quello di Al di là del principio di piacere, se non fosse per il fatto che in questo thread ci sono suoi agguerriti detrattori che non saprei confutare. |
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inviato il 07 Ottobre 2022 ore 16:31
Bravo. |
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inviato il 07 Ottobre 2022 ore 17:14
“ Quante probabilità ci sono di portare a casa delle denunce anche con autorizzazioni e liberatorie firmate dai parenti che hanno la tutela ? „ Con liberatorie direi che le probabilità, che permangono comunque, sono ridotte significativamente. Non vado oltre, sarebbe un po lungo. Ad ogni modo è troppo generico parlare di strutture psichiatriche perchè è un mondo molto variegato in cui le esperienze possono risultare le più svariate. Ho modo di raffrontarmi per lavoro con vari livelli, pubblici e privati, dal centro di salute mentale a case di ricovero. Mi è capitata la richiesta di autorizzare la pubblicazione di immagini di miei amministrati di sostegno in relazione ad attività che venivano svolte in collaborazione tra strutture pubbliche ed associazioni varie, senza alcuna licenza di natura commerciale. Personalmente ho sempre preteso la visione delle fotografie per verificare che, a mio avviso, non vi fosse alcuna lesione della dignità delle persone interessate. Non sono a conoscenza dei criteri adottati da altri. Del resto il valorizzare la faccia buona della medaglia ritengo sia OGGI più meritevole che attenzionarne i lati oscuri. I lavori autoriali del passato sono stati eseguiti in una altra era geologica, e seppur possa esserci la possibilità che alcune situazioni siano, mutati i tempi, in qualche modo analoghe, non rispecchiano più la maggioranza della casistica. Nel complesso debbo dire che nelle realtà che conosco da vari anni vi sono molti aspetti positivi, anche se in alcuni settori ne permane molta inefficacia ed abbandono, situazione che variano da regione a regione ed anche a livelli territoriali locali, sulla scorta di una inattuazione della Legge Basaglia ma il tema è decisamente troppo ampio. Ad ogni modo esistono vari modi per interfacciarsi sta a te fare esperienza sul campo dove potrai e riuscirai a "giocare". Personalmente senza nessun tipo di pretesa particolare e con un percorso da definire in itinere era stato avviata una sorta di progetto con alcuni educatori dopo aver ricevuto il consenso da parte della struttura, valutando poi l'uso potenziale del materiale che sarebbe stato messo a disposizione della struttura nella documentazione delle varie attività svolte, etc. Ho passato un po di tempo all'interno delle varie "divisioni" tra gli anziani, tra persone con problemi psico-fisici, coinvolti nelle varie attività quotidiane e "ludiche-rieducative", il rapporto con il personale, etc, per rendermi conto della situazione e solo successivamente ho iniziato poi a portare la camera e fare foto. Purtroppo dopo poco emerse il covid e il progetto di fatto terminò li. Il materiale giace nei miei archivi e non è mai stato utilizzato in alcun modo. Tutt'oggi in queste strutture esistono limitazione di accesso e opportunamente non è mai stato ripreso per la tutela della salute di queste persone. Mutando le condizioni le stesse considerazioni possono farsi per le case circondariali. Anzi le difficoltà sono decisamente maggiori per vari motivi che è qui inutile menzionare. Puoi provare a contattare alcune istituzioni per cercare di avere qualche possibilità. Se dovessi farlo io partirei dalla figura dal Garante dei detenuti www.giustizia.it/giustizia/it/mg_3_8_16.page o dall'osservatorio della Unione delle Camere Penali. www.camerepenali.it/cat/70/osservatorio_carcere.html Se non sarà possibile sviluppare tematiche dentro i luoghi (anche la realtà carceraria è un mondo molto variegato con problematiche complesse; entrare dentro alcuni istituti è diverso rispetto ad entrare dentro altri ti assicuro) esistono importanti motivi per documentare anche quanto avviene agli ex detenuti fuori dal carcere. In ogni caso puoi ricevere suggerimento o indicazioni anche di associazioni di livello territoriale inferiore. Mettendo insieme le due tematiche eviterei gli OPG (o perlomeno cosa rimane) mondo complesso in cui l'accesso è davvero molto limitato. Se però dovessi però scegliere un tema da trattare, senza passare dal filtro di alcune strutture, scegliere un altro argomento. L'ingiusta detenzione. E' un tema di cui si parla molto poco, non ipersfruttato, stimolante e che si interfaccia in un mondo trasversale. Semplificando direi meno soggetto ad esclamazioni tipo va beh, solite storie, passami il telecomando.. Puoi rinvenire in rete una miriadi di casi, di storie, famose e non a cui dare organicità. Il contatto può essere molto più semplificato (che non vuol dire semplice) dal momento che ciascuna persona decide per se. Ma le persone sono molte, basta cercare casi di cronaca in rete. Alcuni hanno voglia di far sapere quello che è successo loro, poichè nessuno pensa mai che può capitare a chiunque, altri decisamente seppellire la vicenda. Ma questa è altra storia. Qualunque strada tu voglia percorrere credo che sia utile avere un approccio pragmatico. Eviterei riferimenti un po banali alla sofferenza, al dolore e similari. Opportuno documentarsi per bene sugli argomenti, sulla evoluzione della materia, delle normative..; sapere di cosa si parla è importante per avere attenzione dagli interlocutori. In tutta onestà mi pare che su questo punto siamo indietro. Ma posso sbagliare ed in ogni caso non è un problema mio. |
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inviato il 07 Ottobre 2022 ore 17:52
quell'altro, intanto, è sparito per ringraziare ai likes per l'EP appena conseguito Pragmatismo, deontologia, sensibilità...  |
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