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inviato il 21 Settembre 2022 ore 9:24
Skylab . . . negli aspetti da conciliare oltre che economici e scientifici ci sono pure quelli strategici, ma in ogni modo si arriverà a conciliarli quando saremo veramente alle strette nel senso che si saranno verificati dei danni macro economici/sociali e probabilmente all'ora si arriverà alla "quadratura". |
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inviato il 21 Settembre 2022 ore 9:49
Qualche minimissimo risultato lo si vede già nella recente grossa spinta data al fotovoltaico, ma forse dettata più dal vertiginoso aumento dei prezzi dell'energia causati dalla guerra che da ragionamenti di tipo ecologico. Nel caso specifico, così come per le auto elettriche, inizia a muoversi qualcosa quando si vede che c'è un ritorno economico: cioè quando si crea lavoro e soprattutto quando le aziende che contano iniziano a guadagnarci qualcosa. Purtroppo è sempre e solo l'economia a orientare le decisioni politiche, che vengono prese solo se c'è un nesso chiaro e immediato fra causa ed effetto. Nella questione ecologica questo nesso c'è ma non tocca in modo immediato e diretto persone e nazioni: ognuno pensa che i propri sacrifici siano una goccia nel mare e che quindi non servano a nulla. Interventi "dolorosi" vengono pertanto ritenuti come non giustificabili. Vale sia per le scelte individuali che per quelle collettive. |
user198779
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inviato il 21 Settembre 2022 ore 9:55
Prevenire è sempre meglio che curare, purtroppo la storia non insegna nulla si è sempre superato il limite sopportabile dalla società con conseguenti guerre e o rivoluzioni. Anche stavolta sarà così ma con una forza d'urto inimmaginabile rispetto al passato. |
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inviato il 21 Settembre 2022 ore 10:00
Purtroppo oggi qualsiasi evento si trasforma subito in un problema a livello mondiale. Ciò è dovuto alle infinite interconnessioni di ogni tipo che creano un effetto domino in tutti gli ambiti. Gli esempi negli ultimi 20 anni non mancano... |
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inviato il 21 Settembre 2022 ore 10:11
La catena causata dai cambiamenti climatici è molto semplice, ed è già iniziata: 1. problemi alimentari causati da siccità e/o inondazioni 2. conseguenti migrazioni di massa per trovare cibo 3. conflitti dovuti alle migrazioni di cui sopra 4. aumento dei problemi alimentari dovuto ai conflitti 5. aumento delle migrazioni dovuto ai conflitti 6. problemi economici dovuto alla rottura degli equilibri esistenti 7. sviluppo di povertà dovuto al peggioramento delle condizioni economiche 8. conflitti sociali dovuti al peggioramento delle condizioni di vita 9. destabilizzazione delle strutture politiche un po' dappertutto ... e via con l'effetto domino  |
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inviato il 21 Settembre 2022 ore 10:12
“ inizia a muoversi qualcosa quando si vede che c'è un ritorno economico: cioè quando si crea lavoro e soprattutto quando le aziende che contano iniziano a guadagnarci qualcosa. Purtroppo è sempre e solo l'economia a orientare le decisioni politiche, che vengono prese solo se c'è un nesso chiaro e immediato fra causa ed effetto. „ . . su questo sono d'accordo, se c'è un ritorno economico e un giro di intessi adeguato le cose si fanno. Non sono troppo convinto dell'efficacia del fotovoltaico così come è concepito, le energie rinnovabili hanno il problema dell'incostanza e disponibilità nei periodi di effettivo bisogno, ecco perchè ritengo il fotovoltaico valido se supportato da una rete nazionale elettrica degna del suo nome e con giusti criteri di scambio energia. sarebbe molto interessante sviluppare il solare a concentrazione con il supporto dell'idrogeno come vettore. “ ognuno pensa che i propri sacrifici siano una goccia nel mare e che quindi non servano a nulla. Interventi "dolorosi" vengono pertanto ritenuti come non giustificabili. Vale sia per le scelte individuali che per quelle collettive. „ . . convengo anche su questo . . gli umani fanno fatica a concepire che il risparmio delle risorse, l'ecologia, i prodotti a Km 0, il rimboschimento, il riciclaggio di oggetti ancora utili in contrapposizione col consumismo sfrenato, l'economia circolare e di sussistenza, politiche di sostenibilità ambientale, demolizione di vecchie strutture inservibili e trasformate in aree verdi. ecc. sono sempre strategie utili anche se comportano qualche sacrificio. |
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inviato il 21 Settembre 2022 ore 10:16
“ ... e via con l'effetto domino „ . . Skylab . . quello che hai messo in elenco non è tutto colpa del clima ma in parte dovuto a scelte strategiche scellerate. |
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inviato il 21 Settembre 2022 ore 10:25
“ Non sono troppo convinto dell'efficacia del fotovoltaico così come è concepito, le energie rinnovabili hanno il problema dell'incostanza e disponibilità nei periodi di effettivo bisogno, ecco perchè ritengo il fotovoltaico valido se supportato da una rete nazionale elettrica degna del suo nome e con giusti criteri di scambio energia „ io spero si ingegnino con delle centrali di "raccolta" di tutta l'energia non utilizzata. Da usare nei periodi di minor produzione o per fornirla a chi un FV non se lo può mettere. |
user198779
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inviato il 21 Settembre 2022 ore 10:30
La quadratura del cerchio sarà proprio riuscire ad immagazzinare l'energia solare o di altre fonti rinnovabili. Perché qualsiasi forma di produzione di energia artificiale non farà altro che peggiorare la situazione bisogna arrivare ad un livello più basso possibile dell'entropia dato che non si può fermare e non è reversibile. |
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inviato il 21 Settembre 2022 ore 10:46
“ . . Skylab . . quello che hai messo in elenco non è tutto colpa del clima ma in parte dovuto a scelte strategiche scellerate. „ Ah beh certo... si tratta di un minestrone esplosivo che risulterà piuttosto indigesto a tutti. “ io spero si ingegnino con delle centrali di "raccolta" di tutta l'energia non utilizzata. Da usare nei periodi di minor produzione o per fornirla a chi un FV non se lo può mettere „ “ La quadratura del cerchio sarà proprio riuscire ad immagazzinare l'energia solare o di altre fonti rinnovabili. „ immagazzinare l'energia è difficile e costoso: Per piccoli quantitativi ci sono le batterie, ma per quantitativi più grossi la cosa è complicata. Qui da noi diversi impianti idroelettrici sono predisposti per poter funzionare alla rovescia: di notte, quando l'energia (delle centrali nucleari) genera un esubero di corrente, questa viene utilizzata per ripompare l'acqua nei laghetti artificiali in alta quota, così da poterla riutilizzare per generare nuovamente corrente elettrica. Creo che però vi siano grosse perdite, se non vado errato dell'ordine del 30%. La cosa migliore è però poter utilizzare subito l'energia prodotta dal fotovoltaico: per il privato non funziona molto bene, visto che viene prodotta durante il giorno quando in casa non c'è nessuno, e in prevalenza d'estate quando il riscaldamento è spento. le industrie e i servizi però funzionano sempre, soprattutto di giorno, per cui ci si deve basare sullo "scambio", se possibile equo. Purtroppo questo oggi è ancora un punto dolente... |
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inviato il 21 Settembre 2022 ore 11:13
le rinnovabili hanno sicuramente il problema dell'incostanza e dell'imagazzinamento, così come altre fonti hanno le loro problematiche. Non esiste una soluzione "unica" ma la sinergia, per cui la carta vincente è il mix da produzioni diversificate. Malgrado questo la situazione fotovoltaico in Italia è penosa. Ci sono già progetti privati da svariati gwh pronti ad entrare in funzione, ma sono bloccati dalla burocrazia. Più che altro da presunti vincoli paesaggistici che nessun amministratore locale o centralizzato vuole accollarsi. Resta il fatto che anche in Germania, dove il fotovoltaico ha incrementato molto più che da noi, il problema dell'incostanza e dell'imagazzinamento è ancora rilevante. Anche loro si sono appoggiati al metano, con le realtive conseguenze. Non risolvi neanche col nucleare, visti i problemi che sta riscontrando anche la Francia. La diversificazione è l'unica strada per risolvere sia i problemi dell'incostanza di produzione, che di reperimento di materia prima da "bruciare". Questo per quanto riguarda la sola produzione di energia. Restano comunque in ballo la riduzione dei consumi (non solo di energia) e l'efficentamento. A livello globale incidono comunque maggiormente i disboscamenti e gli allevamenti. Solo gli allevamenti producono più c02 di tutti i trasporti per terra, mare e cielo e le foreste contribuiscono sempre meno al "ricambio d'aria". Senza contare lo scioglimento dei ghiacci che, neanche a dirlo, non "raffreddano" più come prima. |
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inviato il 21 Settembre 2022 ore 11:18
Ecco, cosa significa "punto di non ritorno", anzi PUNTI di non ritorno. Il ghiaccio è uno dei punti. Una volta "andato" non è che puoi rimetterlo e a determinate temperature contribuirà lui stesso al riscaldamento (non rifreddando). Non è manco un cane che si morde la coda, ma che la divora lentamente, mangiando tutto se stesso. |
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inviato il 21 Settembre 2022 ore 11:48
Il ghiaccio non solo raffredda, ma con la sua bianca superficie riflette i raggi solari e quindi il calore e lo rispedisce nello spazio. In assenza di ghiaccio l'energia solare è assorbita dal terreno, che la riversa nell'ambiente. La perdita di superfici ghiacciate è a breve e medio termine irreversibile. Dovremo aspettare la prossima glaciazione... |
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inviato il 21 Settembre 2022 ore 14:59
La soluzione legata all'incostanza della produzione di energia con fotovoltaico, eolico, idroelettrico (in particolare le minicentrali sui fiumi) è convertire il plus di produzione in Idrogeno per poi ultilizzarlo per produrre energia elettrica nei momenti di scarsa produzione degli impianti citati. Lo stanno facendo nel Nord della Germania, ai confini con la Danimarca. Un grosso impianto eolico realizzato da un gruppo di agricoltori sta integrando l'impianto con una centrale di produzione di Idrogeno. Meglio l'idrogeno che le batterie. |
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inviato il 21 Settembre 2022 ore 15:06
Il guaio è che a ogni trasformazione di energia vi è una perdita. Meglio quindi, se si riesce, utilizzarla subito. Anche il trasporto di energia elettrica a lunga distanza, tramite elettrodotti, causa grosse perdite. |
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