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Ma a quale punto siamo arrivati?


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avatarjunior
inviato il 01 Agosto 2022 ore 9:45    

chi era lì e non è intervenuto è colpevole, come sono colpevoli coloro che hanno visto le due ragazze a Riiccione nella stazione e capendo che non erano " in sé " non sono intervenuti .

avatarsenior
inviato il 01 Agosto 2022 ore 10:03    

chi era lì e non è intervenuto è colpevole, come sono colpevoli coloro che hanno visto le due ragazze a Riiccione nella stazione e capendo che non erano " in sé " non sono intervenuti .

Ma forse non avete ben chiaro come funzionano le cose (almeno in Italia ma solo perché non resto del mondo o non ci sono stato o non ci sono stato abbastanza per giudicare).
In un paese in cui la gente non si alza per dare posto sui mezzi ad una donna visibilmente incinta o ad un anziano barcollante (se non che addirittura si corre per portarglielo via) come si fa a pretendere o anche solo aspettarsi che si intervenga in casi come questo?!?
Io a Milano ho visto persone passare di fianco a gente stesa per terra (non parliamo di senzatetto) nella più totale indifferrenza.
Vi risparmio i commenti quando qualcuno si butta sotto la metro.

Comunque non mi sembra che altrove siano messi meglio:
www.corriere.it/esteri/22_gennaio_29/fotografo-rene-robert-cade-strada

avatarsenior
inviato il 01 Agosto 2022 ore 10:57    

Sul fatto di intervenire/non intervenire..non e' questione cosi semplice perche' le situazioni non sono tutte uguali. Nei rari casi in cui mi e' capitato siamo intervenuti in 5-10 persone e l'aggressore ha desistito soltanto per il numero di persone che si e' visto arrivare a cercare di calmarlo. Se ciascuno ragiona singolarmente bloccato dalla paura non interviene.
In 5-10 lo si ferma anche con le cattive se necessario, suvvia.


Giusto. Proprio lì sta il problema: non abbiamo più quel minimo di senso della comunità che ci faccia agire insieme agli altri. Chiaramente anche se ci si mette in dieci a fermarne uno può sempre capitare che qualcuno dei dieci si faccia male, va messo nel conto. Però se si continua a non fare mai nulla i potenziali aggressori si sentiranno sempre più impuniti e a farsi male saranno altre vittime, mentre con qualche azione dissuasiva in più i potenziali aggressori ci penserebbero su due volte prima di lasciarsi andare a sfogarsi col debole di turno, e anche questo va messo in conto. Alla fin fine, dal punto di vista della collettività, starsene sempre a guardare senza far nulla non è conveniente.

avatarsenior
inviato il 01 Agosto 2022 ore 11:10    

Puoi essere anche in cento, ma una persona alterata carica di rabbia rimane pericolosa specie se ha un coltello e sono tanti quelli che vivono una "vita di strada" (non in senso negativo ma di incontrare persone nuove in ogni momento nella giornata) o frequentano contesti "limite" come discoteche o "bande", ad averlo addosso.
Mi è capitato di vedere persone in difficoltà e chiedergli "tutto bene?" "ha bisogno d'aiuto?" e alla risposta "no no sono solo un po' stanca/o" o simile ho lasciato perdere e sono andato per i fatti miei. Di certo se vedo uno che sanguina o in emergenza sanitaria, chiamo un'ambulanza.

Il punto è che queste cose accadono come gli incidenti sul lavoro o automobilistici. Sono imprevedibili soprattutto dei limiti che vanno a superare e non sei preparato, ammesso che tu possa fare qualcosa.

Per quanto concerne le due ragazze, non c'è stato proprio il tempo per reagire. La gente gli ha gridato ma almeno una era intontita da qualcosa che aveva preso nella notte e l'azione di salvataggio della sorella è durata gli istanti di troppo.

user203495
avatar
inviato il 01 Agosto 2022 ore 11:31    

chi era lì e non è intervenuto è colpevole, come sono colpevoli coloro che hanno visto le due ragazze a Riiccione nella stazione e capendo che non erano " in sé " non sono intervenuti .

Che dovevano fare?Legarle?Ma che bislaccata è questa?Chiedo:hai mai incrociato uno "non in sé"?Sei intervenuto?
Questi animi da buon Fariseo che distribuiscono patenti di colpevolezza e di indifferenza a destra e a sinistra......


avatarsenior
inviato il 01 Agosto 2022 ore 11:34    

chi era lì e non è intervenuto è colpevole, come sono colpevoli coloro che hanno visto le due ragazze a Riiccione nella stazione e capendo che non erano " in sé " non sono intervenuti.

Le due cose non sono paragonabili, le dinamiche di quello che è successo a Riccione sono poco chiare ed infatti non hanno ancora stabilito l'esatta dinamica dell'accaduto.
Ma non solo ore 06:40 di mattina, quante persone ci saranno state?
Erano tutte vicine e si sono tutte accorte per fare in tempo a fermarle? Metti anche solo che gli altri che aspettavano il treno fossero dall'altro lato del binario, sai quanto ci vuole a scendere nel sotto passaggio, andare al binario e risalire dal sottopassaggio per poi raggiungerle?
Il fatto è successo talmente velocemente che gli altri hanno appena fatto in tempo ad urlare di allontanarsi. Se avessero potuto le avrebbero fermate e forse le due ragazze non erano nemmeno ubriache (non lo sappiamo ancora).
Occhio a dare giudizi non essendo stati presenti e non sapendo come siano andate le cose.

avatarsenior
inviato il 01 Agosto 2022 ore 11:39    

Puoi essere anche in cento, ma una persona alterata carica di rabbia rimane pericolosa specie se ha un coltello e sono tanti quelli che vivono una "vita di strada" (non in senso negativo ma di incontrare persone nuove in ogni momento nella giornata) o frequentano contesti "limite" come discoteche o "bande", ad averlo addosso.

Non solo, pare che questo qua avesse un amministratore di sostegno (forse la madre) e quindi a livello psichiatrico forse non è del tutto a posto e pare che abbia problemi di instabilità mentale.
Se ciò fosse vero forse sarebbe stato ancor più difficile bloccarlo e cercare di farlo desistere.

www.ansa.it/marche/notizie/2022/07/31/lomicidio-di-civitanova-marche-l

avatarsenior
inviato il 01 Agosto 2022 ore 11:50    

Per me i casi potrebbero essere due... o il nigeriano ha proferito cose (almeno per lui) inaccettabili, che lo hanno spinto a tornare sui suoi passi e fare quello che ha fatto oppure è veramente "bipolare" e sotto forte emozione entra in "funzione" un bagaglio psicologico latente.

Però... c'è anche l'implicazione che era con la sua compagna e il timore che lei abbia giudicato il suo comportamento codardo, l'ha mandato fuori di senno... per così dire...


avatarsenior
inviato il 01 Agosto 2022 ore 12:02    

Beh se uno chiede l'elemosina, per quanto insistentemente, e tu lo ammazzi, qualcosina che non funziona nella testa devi averlo.
Diverso il caso in cui avverti di essere in reale pericolo, tu o i tuoi cari, e allora stazza o autocontrollo non contano più nulla, ma non sembra questo il caso.

Sono eventi fortunatamente rari, ma anche incontrollabili...

Non dico che se fossi stato sul posto mi sarei tolto la camicia mostrando la S di Superman...però cavolo...è durato minuti...e pare ci fosse stata una bella folla...
Però è inutile e sbagliato giudicare a posteriori, finché non ci si trova in quelle situazioni non si può giudicare chi ci si è trovato.

avatarjunior
inviato il 01 Agosto 2022 ore 12:08    

Che dovevano fare?Legarle?Ma che bislaccata è questa?Chiedo:hai mai incrociato uno "non in sé"?Sei intervenuto?
Questi animi da buon Fariseo che distribuiscono patenti di colpevolezza e di indifferenza a destra e a sinistra......


OK...allora diciamo che va bene così. Comunque le rare volte che mi è capitato io sono sempre intervenuto.

user203495
avatar
inviato il 01 Agosto 2022 ore 12:13    

a Monteforte Irpino (in provincia di Avellino) un giovane nigeriano è entrato in un negozio e, dopo una accesa discussione di cui non si conoscono i motivi, ha preso un martello e ha colpito violentemente il proprietario del negozio, un 56enne cinese, uccidendolo, e ferendo gravemente un altro cliente, di nazionalità bulgara, che cercava di fermarlo.

Questo è intervenuto.
OK...allora diciamo che va bene così

No che non va bene.Come non va bene l'odio.Come non vanno bene le guerre.Le sofferenze inflitte agli inermi.
Non va bene colpevolizzare l'altro.E,soprattutto,in casi come questo,smuovere categorie sociologiche per distogliere l'attenzione dal vero colpevole:l'aggressore.

Strano silenzio.La comunità nigeriana è scesa in piazza per il loro connazionale ucciso.Sull'altro caso,un nigeriano che uccide un cinese.....silenzio.
Però è inutile e sbagliato giudicare a posteriori, finché non ci si trova in quelle situazioni non si può giudicare chi ci si è trovato.

Concordo

avatarsenior
inviato il 01 Agosto 2022 ore 12:31    

Ho visto cose... astronavi in fiamme... e va bene... lasciamo stare le glorie del cinema... ma un'esperienza con un nero che mendicava e che poteva finire male, l'ho avuta. In Piazzale De Angeli a Milano nel 1998. Di Domenica passeggiando nel primo pomeriggio e osservando la vetrina del negozio di ottica e informatica nella galleria. Un mendicante che scorreva nella strada mi vede e gira dentro e si approssima. Alla richiesta rispondo che non ho soldi e non li avevo veramente perché per impedirmi di "tuffarmi" nella gelateria Marghera lì a due passi ero uscito senza neppure qualche spicciolo. Però lui non ci crede... "tu vestito così dici che non hai soldi?" Infatti "ero vestito a festa". Cerco di spiegagli ma niente da fare, faccio per andare ma comincia a seguirmi per una trentina di metri e si ferma soltanto quando degli oggetti che aveva in una cesta gli cadono e si ferma per raccoglierli. Successe nulla. Soltanto un pomeriggio rovinato poiché la possibilità di dover ricorrere a una colluttazione per liberarmi di un tizio che non credeva che uno ben vestito potesse muoversi senza neppure spiccioli, mi impressionò. Intorno non c'era anima viva... oltre a noi due...

avatarsenior
inviato il 01 Agosto 2022 ore 12:33    

Io non sono certo delle mie possibili reazioni in tutte quelle circostanze estreme, tipo investimenti in auto, interventi in una rissa o in uno stupro al fine di separare i litiganti o soccorrere la o lo sventurato.
Non so se mi comporterei come va fatto o se lo farei nell'altra direzione.
Accade spesso che sei in auto e uno ti taglia la strada. Tu suoni il clacson e quell'altro inchioda, scende dall'auto e ti pianta un cacciavite in un orecchio, oppure fa MMA e ti lascia sul selciato con un trauma cranico.
Idem per gli stupri, per il bullismo in branco o anche episodi come questo, dove il violento è soltanto uno.
Per queste cose esistono le forze di polizia, non i prodi e valorosi cittadini che espongono la propria incolumità per evitare una tragedia. In molti casi le tragedie diventerebbero due e per cosa?
Sono consapevole che polizia e carabinieri non possano fare ronde continue e a tappeto su tutto il territorio, ma sono anche dell'idea che se un cittadino qualunque decide di intervenire lo fa consapevole del fatto che può andargli bene così come no.
Nel caso di quei pirati della strada che investono qualcuno e poi scappano, direi che esiste una bella differenza tra chi scappa e poi ci ripensa e va a costituirsi ore dopo o giorni dopo in questura
e chi scappa senza ripensamenti.
Nel primo caso la reazione è istintiva e comprensibile in quanto dettata dalla paura, dalla vergogna, dal senso di colpa...
nel secondo è soltanto caccaliquidaNelCranio.

avatarsenior
inviato il 01 Agosto 2022 ore 12:33    

il 32enne che hammazzato di botte il nigeriano soffriva di sindrome bipolare con comportamenti psicotici e disturbo borderline ed era stato sottoposto a un TSO. In pratica era una bomba ad orologeria con il timer innescato. La madre era stata nominata sua amministratrice di sostegno ma viveva a 400 km di distanza. Le solite italianate Triste

avatarsenior
inviato il 01 Agosto 2022 ore 12:36    

Puoi essere anche in cento, ma una persona alterata carica di rabbia rimane pericolosa specie se ha un coltello e sono tanti quelli che vivono una "vita di strada" (non in senso negativo ma di incontrare persone nuove in ogni momento nella giornata) o frequentano contesti "limite" come discoteche o "bande", ad averlo addosso.


Certo che si rischia a intervenire, magari anche di morire. Il punto è che in genere ci prendiamo paura e cadiamo nell'indifferenza perchè abbiamo a cuore la nostra incolumità più della nostra dignità. Invece di essere veri uomini siamo solo degli omuncoli, ci hanno educati così. E mi ci metto dentro io per primo, naturalmente.


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