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Ciao Diego


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user12181
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inviato il 28 Novembre 2020 ore 18:06    

Prima di dire che il popolo bue esagera, conviene sforzarsi di leggerla (tutta, non solo il pezzetto citato sotto), e comprenderla.
È di uno dei maggiori pensatori moderni, nonché poeta sommo.
Fantastico, neanche Nietzsche a questi livelli. E l'ha scritta a ventitré anni.

"Vano dirai quel che disserra e scote
della virtú nativa
le riposte faville? e che del fioco
spirto vital negli egri petti avviva
il caduco fervor? Le meste rote
da poi che Febo instiga, altro che giuoco
son l'opre de' mortali? ed è men vano
della menzogna il vero? A noi di lieti
inganni e di felici ombre soccorse
natura stessa: e lá dove l'insano
costume ai forti errori ésca non porse,
negli ozi oscuri e nudi
mutò la gente i gloriosi studi."


user203495
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inviato il 28 Novembre 2020 ore 20:42    

Questa non la ricordavo.
Giacomo è secondo solo al Sommo.

avatarsenior
inviato il 29 Novembre 2020 ore 18:23    

Bisognerebbe ogni tanto fare un piccolo sforzo di comprensione.
Intanto dobbiamo condividere la definizione di eroe. Nel mio passato scolastico l'eroe incarnava il profondo rispetto per i valori positivi che stanno o, a questo punto, stavano alla base del vivere civile. Un eroe era chi arrivava al sacrificio supremo per una causa nobile.
Per quanto mi riguarda, non credo che Maradona sia arrivato a tanto perciò la definizione di eroe direi che non sia pertinente.
Grande campione? Fuori di dubbio.
Grande uomo? Mah, qui si dovrebbe chiarire che cosa si intende per grande uomo.
Anche in questo caso occorrerebbe condividere il significato di questo aggettivo: grande. E sempre in chiave filologica penso che un grande uomo sia uno che ha fatto grandi imprese a beneficio dell'umanità e del sapere ed abbia mantenuto uno stile di vita sobrio e senza esaltazioni od eccessi. Maradona ha fatto questo? Non mi pare che lo si possa dire.
Maradona è stato certamente un grande campione e basta. Questa parte della sua esistenza non assolve in alcun modo il resto. Compiangerlo come sportivo è giusto anzi doveroso. Divinizzarlo perché ha significato il riscatto per la città di Napoli, io che amo quella città ed ho carissimi amici, direi che potrebbe significare una mancanza di rispetto proprio per i napoletani. Napoli è una città splendida che è stata un faro nella cultura dai secoli passati, non può affidare il proprio riscatto, verso chi è che cosa poi, ai gol del pur bravissimo Maradona.
Con questo non pretendo di fare cambiare idea a quelli che la pensano diversamente. Dico solo che non si dovrebbero sovvertire i valori sociali in quanto si perderebbero i riferimenti su cui si regge il rapporto sociale.
Detto questo, compianto per il campione, rispetto e comprensione per l'uomo.

user33434
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inviato il 29 Novembre 2020 ore 20:17    

@Rjb Perdonami ma stai affrontando il tema usando definizioni arbitrarie. Hai scelto tu cosa significa eroe, grande uomo etc.
Credo possa essere interessante più che altro capire per quale motivo, già da prima della sua morte, a questo uomo in particolare sono stati attribuiti questi epiteti. Alla classe dirigente del calcio non è mai piaciuto e le parole di alcuni in questi giorni sono quasi la definizione stessa di ipocrisia ma per il popolo (non solo a Napoli o a Buenos Aires) ha assunto l'aura di eroe, leggenda o addirittura semi-divinità. Il fatto che non incontri la tua definizione di eroe è, di fronte a questo fatto, importante solo per te.

Divinizzarlo perché ha significato il riscatto per la città di Napoli, io che amo quella città ed ho carissimi amici, direi che potrebbe significare una mancanza di rispetto proprio per i napoletani. Napoli è una città splendida che è stata un faro nella cultura dai secoli passati, non può affidare il proprio riscatto, verso chi è che cosa poi, ai gol del pur bravissimo Maradona.

Sono il primo a infischiarsene di tutti gli insulti rivolti alla mia città perché, sebbene non sia un intellettuale, ho almeno la cultura sufficiente per conoscere l'importante ruolo che ha avuto nella cultura occidentale. Nonostante ciò noi napoletani riconosciamo a questo atleta incredibile un attributo unico, quello di averci rappresentato, non per nascita, non per caso ma per libera scelta sua e dei napoletani. In questa città lui si riconosceva, gli appariva familiare e l'ha amata, un amore corrisposto e talvolta conflittuale ma reciproco, che non è stato mai reciso neanche dal tempo e dalla distanza.

avatarsenior
inviato il 29 Novembre 2020 ore 20:35    

Mauro, mi dispiace ma le mie non sono definizioni arbitrarie. Cesare Battisti, soldato, Pietro Micca, Salvo d'Acquisto, sono eroi. Hanno dato la vita per un ideale, per qualcosa di universale, la libertà di un popolo. Mettere sullo stesso piano questi e le vicende di Maradona francamente mi sembra un poco eccessivo.
Maradona non rappresentava i napoletani. Maradona giocava nella squadra del Napoli, prendeva dei bei soldi, si prendeva pure le ragazze napoletane e ci ha messo un bel po' di anni per riconoscere un figlio, napoletano. Liberi di sentirvi rappresentati da Maradona ma nella storia c'è Masaniello, i caduti delle giornate della rivolta contro il nazifascismo della città e i caduti per il Risorgimento. Dubito che nei libri di storia si studieranno le gesta di Maradona. Poi se addirittura per il popolo napoletano e per quello argentino assurge al mito di semidio, beh, francamente credo di non aver null'altro da aggiungere.

avatarsenior
inviato il 29 Novembre 2020 ore 20:42    

mahhhhhhh

user33434
avatar
inviato il 29 Novembre 2020 ore 20:44    

Poi se addirittura per il popolo napoletano e per quello argentino assurge al mito di semidio, beh, francamente credo di non aver null'altro da aggiungere.

Constatato che questa cosa è avvenuta, ben prima della sua morte, secondo te perché è avvenuta?
Secondo me si sbaglia la premessa, cioè affibbiare la definizione di eroe soltanto a persone che hanno avuto la loro gloria in ambiti storico-politici.

user203495
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inviato il 29 Novembre 2020 ore 20:54    

Leggo da :Federico il Grande.Alessandro Barbero.
«Sia Costantino il Grande sia Pietro il Grande,per esempio,fecero uccidere il proprio figlio perchè avevano paura che congiurasse per spodestarli.Pietro il Grande,a quanto pare,lo frustò a morte con le sue mani.....Costantino,già che c'era,fece uccidere anche la propria moglie perchè pensava congiurasse con il figlio.Allora dove sta la grandezza?La risposta ,evidentemente,va al di la di qualunque considerazione morale.Sta nel segno che questi uomini hanno lasciato nella storia......»
Dico solo che non si dovrebbero sovvertire i valori sociali in quanto si perderebbero i riferimenti su cui si regge il rapporto sociale.

Valori sociali?E chi li decide?La Società?Ad inizio 20esimo secolo in Germania il valore sociale era l'odio verso il Giudeo.
E i valori della ns società quali sono?
E sempre in chiave filologica penso che un grande uomo sia uno che ha fatto grandi imprese a beneficio dell'umanità e del sapere ed abbia mantenuto uno stile di vita sobrio e senza esaltazioni od eccessi. Maradona ha fatto questo? Non mi pare che lo si possa dire.

Ndo stà?
La storia la scrivono i vincitori.Gli sconfitti la subiscono.

Se vai cercando il male nel cuore dell'uomo sperando di trovarlo,senza meno lo troverai
Francamente trovo irritanti queste puntualizzazioni.Forse che qualcuno ha additato Maradona ad esempio di vita?
Perchè questi oziosi distinguo?
Bisognerebbe ogni tanto fare un piccolo sforzo di comprensione.

Appunto.



avatarsenior
inviato il 30 Novembre 2020 ore 12:19    

Non seguo più il calcio anche grazie a una squadra in bianco e nero ma non solo, una cosa sola so però che quando vedevo e rivedo Maradona in campo, l'emozione è così forte che arrivo alle lacrime. E poche cose hanno in me questo effetto. Non giudico l'uomo ma il campione, ed era (è) pura emozione. E finché non ne arriva un altro così resta il numero uno.

Comprendo ma non condivido episodi pubblici di esaltazione. Ognuno lo viva nella propri cerchia di amici e familiari.

avatarsenior
inviato il 30 Novembre 2020 ore 15:44    

Un Dio sul campo

Un Diavolo fuori

Fosse morto sul campo, sarebbe stato da esaltare come tale, essendo morto fuori, non credo, anche perchè gli dei non muoiono ...

avatarsenior
inviato il 30 Novembre 2020 ore 15:55    

È giusto tenere separati i due contesti.
Il comportamento privato non cancella il valore sportivo come il valore sportivo non annulla il comportamento privato.

avatarjunior
inviato il 30 Novembre 2020 ore 16:09    

Il comportamento privato non cancella il valore sportivo come il valore sportivo non annulla il comportamento privato


Quindi nn sembrano separati ma legati MrGreen

avatarsenior
inviato il 30 Novembre 2020 ore 17:31    

Sono legati dal soggetto che è unico, ma separati nel contesto in cui il comportamento è declinato. Mi pareva una cosa ovvia che non richiedesse una spiegazione.

user33434
avatar
inviato il 01 Dicembre 2020 ore 0:23    

Se uno arrivasse da un altro pianeta e leggesse questa discussione cercando di capire chi fosse Maradona potrebbe pensare che sia stato un grande calciatore ma anche un assassino.
Tutto questo prendere le distanze da una persona che non ha fatto male ad altri che a sé stesso lo trovo indice di un perbenismo che sembra venire da quella stessa epoca in cui giocava a Napoli.

Qui l'opinione del prof. Barbero che ho trovato interessante nella distinzione tra dionisiaco e apollineo.
twitter.com/i/status/1332396352043692033

avatarsenior
inviato il 01 Dicembre 2020 ore 6:58    

Assassino nessuno lo ha detto. Ma chi viene da fuori, se vuole farsi una idea leggererà molte più notizie per farsi una idea più obiettiva.
Interessa poco l'opinione dell'esperto di turno dato che i fatti, nella loro cruda narrazione, parlano d'altro.
Si è letto di un Maradona generoso perché giocava coi bambini. Ma non si hanno notizie di donazioni od ospedali dedicati a costoro.
Dei tantissimi che oggi piangono la sua morte, si legge che non c' era nessuno al suo fianco negli ultimi giorni della sua esistenza. Anche quelli che potevano e che oggi rilasciano interviste come le figlie. Non è questione di perbenismo ma se vuoi, al contrario, un sano realismo che mette le cose al posto che devono stare. I sentimenti e le emozioni possono stravolgere l'ordine delle cose. Ma quando uno muore non è che di colpo le cose che ha fatto sì trasformano. Ricordiamo anche che non ha pagato le tasse e questo è un danno verso coloro che in garage non hanno le Ferrari. Si è vantato di aver avuto relazioni sessuali con più di ottomila donne. Pensiamo quante di queste lo avranno fatto senza dire nulla a padri, mariti o fidanzati. Non è fare un danno tradendo la fiducia di costoro? Se poi qualcuno non si risente a passare per cornuto perché la sua fidanzata é stata con un personaggio famoso, beh, sono corna sue. Al di là del folclore e, per qualcuno, del presunto moralismo, dire che Maradona non ha fatto del male a nessuno è un poco riduttivo. Con la droga poi è stato un pessimo esempio per i giovani, quelli a cui servono esempi positivi e non solo abili calciatori. Non ci vuole molto a comprenderlo.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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