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È giusto rimuovere l'opera d'arte di un assassino?


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avatarsenior
inviato il 14 Settembre 2020 ore 19:53    

NO!

user12181
avatar
inviato il 17 Settembre 2020 ore 6:31    

L'orizzonte di valori in cui si muove la fondazione di Palazzo Grassi è quello ben noto, ha certamente le sue ragioni, che il cuore non conosce...


m.youtube.com/watch?v=ouzB2abb4ME

avatarjunior
inviato il 17 Settembre 2020 ore 10:08    

Corriere del Veneto - Venezia, a Palazzo Grassi rimossa l'opera dell'artista omicida

user177356
avatar
inviato il 17 Settembre 2020 ore 10:27    

L'opera parla anche in memoria della Blum e sollecita un pensiero negativo per l'artista . La gallerista Jacques [amica della vittima e che ha eliminato tutte le opere dell'artista - ndr] fa una scelta di rappresentanza di un privato. Una fondazione come quella di Pinault non può comprimersi su questa posizione.


Ma guarda te se mi tocca essere d'accordo con Sgarbi.

Peraltro, titolo e soggetto dell'opera ben si sarebbero prestati a raccontare ciò che è successo.

avatarsenior
inviato il 17 Settembre 2020 ore 10:29    

comunque fa intendere che la scelta sia stata discussa e condivisa non è stata solo un imposizione presa da chi organizza

avatarjunior
inviato il 17 Settembre 2020 ore 10:32    

entrambe le opzioni possibili, ovvero rimuovere l'opera o lasciarla in esposizione, hanno ragion d'essere.. non esiste oggettivamente una cosa giusta o una cosa sbagliata.. quello dipende dalle diverse sensibilità di ognuno di noi. tutto qui

avatarsenior
inviato il 17 Settembre 2020 ore 11:36    

Sgarbi non ha MAI ragione.

avatarsenior
inviato il 17 Settembre 2020 ore 14:07    

tranne quando è in campagna



avatarsenior
inviato il 17 Settembre 2020 ore 14:37    

MrGreenMrGreenMrGreen

user177356
avatar
inviato il 17 Settembre 2020 ore 15:34    

la scelta sia stata discussa e condivisa


Tra "istituzione, curatore e artisti coinvolti", senza alcuna trasparenza sul processo. Continua a non convincermi.

Sgarbi non ha MAI ragione


Il fatto di essere d'accordo con lui, infatti, mi fa temere di avere torto.

avatarsenior
inviato il 17 Settembre 2020 ore 15:36    

Secondo me sono gli unici soggetti che avevano titolo per entrare nella decisione
Di certo non il web o una cosa legata al pubblico genericamente

user177356
avatar
inviato il 17 Settembre 2020 ore 15:38    

Matteo, in altri ambiti esiste l'istituto della consultazione pubblica. Non si tratta di demandare la decisione al pubblico, ma di chiedere l'opinione degli interessati per assumere una decisione tenendo conto di tutti i contributi.

avatarsenior
inviato il 17 Settembre 2020 ore 15:42    

Io sono sempre contrario alla consultazione pubblica, per me la decisione spetta a organizzatori e a chi é coinvolto

avatarsenior
inviato il 20 Settembre 2020 ore 1:14    

L'eccesso di "buonismo" è come l'eccesso di pulizia.
Alla fine ti becchi di tutto.

Avrei esposto a fianco dell'opera parole che raccontavano la triste vicenda.
Atto dovuto per la vittima e spunto per un'analisi arricchita.

avatarsenior
inviato il 20 Settembre 2020 ore 8:20    

Pur se personalmente avrei spinto per non rimuovere l'opera, sono però d'accordo con Matteo sul fatto che la decisione debba spettare ai curatori e al personale coinvolto nall'organizzazione dell'esposizione e non ad una sorta di consultazione pubblica; un ente culturale, pubblico o privato che sia, per rimanere credibile deve muoversi in un ambito di "autorevolezza" non solo nelle motivazioni che portano ad operare le scelte culturali e progettuali a monte di un allestimento, ma anche e soprattutto nella gestione di tutte le situazioni particolari, impreviste o, come in questo caso, socialmente rilevanti che si dovessero verificare al contorno (o nel contesto) dell'esposizione stessa. In fondo è la "prova del 9" dell'integrità culturale dell'intero palinsesto di quell'istituzione.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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