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avatarsenior
inviato il 08 Marzo 2026 ore 15:14    

Dimenticavo: abbi sempre l'accortezza di numerare i rullini e annotarti, anche solo sommariamente, i soggetti, i luoghi e gli ambienti fotografati.

avatarsenior
inviato il 08 Marzo 2026 ore 16:28    

@PaoloMcmlx
Ciao Paolo, come sempre le tue descrizioni delle pellicole sono chirurgiche, hai sempre la visione giusta di quello che poi si riflette nell'uso sul campo.
A dire il vero, parlando della fine anni 80 e inizio anni 90, tanti fotografi specialmente di moda usavano pellicole ed anche sistemi di sviluppo alternativi vedi cross process.
Quello che però stava succedendo all'inizio degli anni 90 era legato ai giovani fotografi che stavano per nascere.
Non faccio il nome ma la storia è simpatica, un fotografo esordiente entrò allora nell'agenzia di pubblicità dove lavoravo e portandosi una rivista appresso voleva allora usare una pellicola Fuji che allora era sviluppata a Parigi.
Ovviamente vengo chiamato in ballo dal titolare che poi fondò la prima galleria fotografica in Italia.
Guardo la rivista e guardando come è stata stampata in in roto-offset non scorgo però quei verdi della Fuji che ci facevano impazzire in pre-stampa e noto i rossi più giallognoli classici della Kodak ed allora azzardo che era una Kodak inoltre guardando le varie foto stampate da pagina intera a formati piccoli tipo 6x6 cm affermo che ha una conoscenza della luce cinematografica perchè c'erano schiarite in alcune zone che se fatte allora in pre-stanpa non sarebbero state così dettagliate, quindi aveva luci piccole da piazzare alla bisogna perchè i pannelli non erano usabili in quella situazione di foto d'arredamento. Quindi il titolare dell'agenzia chiama il fotografo e si scopre che era una Kodak ed anche le luci erano piazzate in modo che tutta la scena fosse ben illuminata senza aver bisogno poi di interventi in pre-stampa, siccome mi sono lanciato in affermazioni ancora più dettagliate si scopre che usa due formati il 24x36 ed il 6x6 come mi sembrava di intuire dall'incisività di alcune foto.

Ora dopo questa chiacchierata, per entrare nel vivo delle pellicole, Kodak all'inizio degli anni 90 già sapeva che fine avrebbe fatto l'editoria con l'avvento del digitale e secondo il mio modesto parere non ha più investito soldi per la ricerca tirando i remi in barca e vivere sugli allori della notorietà fino alla fase decadente.

Tutto questo per dire che le pellicole che si usavano a livello professionale erano quasi tutte tranne qualche sporadico uso nella moda andavano poi stampate in editoria e allora qui la Kodak in pratica era la pellicola unica per via che rispecchiava tutte le esigenze della pre-stampa in editoria.

Cosa invece molto diversa nei vari fotoclub più o meno affermati, dove Fuji era in larga scala usata per paesaggi, ma anche per ritratti. Chi la usava era molto attento anche poi in fase di sviluppo e di stampa nel caso servisse.
Stampando poi le dia in cibacrhome anche qui si poteva intuire che era stato studiato per le Kodak ed in stampa venivano trattate in modo diverso dai laboratori professionali. Non che la pellicola Fuji fosse risultata meno buona in cibacrhome ma andava curata in modo diverso.

A Milano in Colozenith erano molto attenti perchè da loro passavano in pratica tutti i fotografi sia da studio che di moda e pubblicità di quei tempi.
Poi le Kodak erano meno resistenti al calore della Fuji e per chi proiettava era una cosa vitale oltre alla profondità dei neri e quindi la resa dei contrasti in proiezioni in dissolvenza.

Ma tutte queste cose tu le sai bene e le hai seguite anno per anno.;-)

avatarsupporter
inviato il 08 Marzo 2026 ore 17:16    

Grazie @paoloMcmlx , congelerò il tutto in attesa !

avatarsenior
inviato il 08 Marzo 2026 ore 18:51    

Ciao Ivano,
come sempre sono interessantissimi i tuoi sprazzi di vita vissuta - vita fotografica e/o editoriale chiaramente - perché sono rivelatori di un mondo che per ovvi motivi il "fotoamatore medio" come me non poteva conoscere.
Certo ne poteva avere una vaga idea anche leggendo le riviste fotografiche, io poi ne avevo una minimissima conoscenza che era dovuta al fatto che all'epoca mio zio Antonio lavorava con l'Istituto Geografico De Agostini, ma certo la conoscenza di chi c'è stato "immerso" è ben altra cosa, senza contare quanto una cosa del genere vale per la conoscenza storica, direi anzi archeologica di un mondo che ormai, per la gran parte, non esiste proprio più... basti pensare a quanto è ormai ridotta al lumicino l'editoria... anche l'alta editoria.

Stessa fine, anzi anche peggiore perché questa è ormai veramente prossima all'estinzione, è la proiezione, che un tempo era relegata, per ovvi motivi di comodità di condivisione, ai soli circoli fotografici, oggi neppure a quelli anche perché pure i circoli fotografici sono estinti in quanto sostituiti dai forum Eeeek!!! con quanto vantaggio non so dirti anche se come immediatezza di "condivisione del sapere" di certo non c'e paragone... col bel mondo antico!

avatarsenior
inviato il 10 Marzo 2026 ore 17:47    

Poi le Kodak erano meno resistenti al calore della Fuji e per chi proiettava era una cosa vitale oltre alla profondità dei neri e quindi la resa dei contrasti in proiezioni in dissolvenza.
*********************************************

Altra sacrosanta verità.
Riguardo alla resistenza al calore devi sapere che alcuni proiettori Kodak Ektapro hanno la funzione extra-light che permette di aumentare del 20% la potenza delle loro lampade da 300 W però, sul libretto di istruzioni, è chiaramente specificato che allorquando si adoperi questa funzione è assolutamente sconsigliato tenere in proiezione una singola diapositiva per un lasso di tempo superiore a 60 secondi perché potrebbe rovinarsi l'emulsione, o deformarsi il telaietto o addirittura incendiarsi.

Per curiosità ho verificato come avrebbe reagito una delle mie Velvia a una siffatta tortura e così, dopo aver recuperato una diapositiva di scarto, l'ho tolta dal suo telaietto, l'ho inserita in un telaietto GePe "metalmask" e l'ho tenuta in proiezione per oltre dieci minuti... non è accaduto nulla!

Però mi sono ben guardato dal ripetere la prova con una dia Kodak MrGreen anche perché sul libretto è riprodotta la sagoma del classico telaietto Kodak in cartoncino con tanto di logo della Casa Gialla ;-) e quindi ho preferito non rischiare!

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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