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inviato il 09 Giugno 2020 ore 14:43
Mi consola il fatto che mi biodegraderò. |
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inviato il 09 Giugno 2020 ore 14:48
“ L'avvento dei mezzi di trasporto ha reso possibile questa follia che sono gli spostamenti di massa per recarsi al lavoro „ Purtroppo ormai 40-50 km di spostamenti casa / lavoro sono la normalità, ex colleghi sono arrivati ad 80 prima di cedere e cambiare. Oltre che emettere CO2, queste situazioni devastano anche il lavoratore stesso. Anni fa feci un colloquio per un posto a 75 km da casa, la mia ex azienda stava fallendo; ebbene, sottolineai che la distanza non era un problema (mentivo sapendo di mentire), mi risposero serafici "c'è gente qui che abita a 100 km". La globalizzazione bellezza Mangiare frutta e verdura di stagione e locale quanto possibile, oltre ad aiutare ambiente e produttori locali, aiuta anche il nostro organismo, visto che i prodotti sono più freschi e saporiti |
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inviato il 09 Giugno 2020 ore 14:49
“ In effetti spesso tirchieria e coscienza ecologica tendono a confondersi nello stesso soggetto, non che sia sempre male, anzi. „ Anzi! Questo è il primo passo per cambiare la cultura, perché di questo c'è bisogno: noi, chi più chi meno, siamo figli di una cultura (quella del finto boom economico) che ha chiaramente impatti deleteri sul nostro ambiente; è necessario cambiare l'intera cultura/società, quindi il primo passo è disincentivare economicamente alcuni comportamenti: certo, bisogna dire che Amazon e affini si muovono nella direzione contraria... “ Bio non è sempre un etichetta messa così per bellezza „ "Bio" è un'indicazione di processo, non di prodotto e tantomeno non di risultato finale in termini di impatto ambientale. Il problema è sempre lo stesso: per diminuire questo impatto, bisogna diminuire i consumi. |
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inviato il 09 Giugno 2020 ore 14:52
“ Il "Bio" è una delle invenzioni più t*faldine che sono riusciti a fare negli ultimi dieci anni „ se intendi il "bio" industriale sarei più che tentato di darti ragione, anche se qualche distinguo ci sta pure in quel caso, ma bisognerebbe conoscere bene la ditta di cui decidiamo di fidarci, esattamente come dovremmo fare con il contadino. Che dire? Anche il contadino lo puoi conoscere bene solo in alcuni casi; difficilmente sarà possibile per chi abita in centro a Milano o Bologna. Imparare a leggere le etichette sarebbe già un buon inizio (in Italia anche meglio che altrove), ma indubbiamente non è risolutivo nemmeno quello. Se però riusciamo a tenere a mente che "un buon inizio" non è la meta, ma presuppone un continuo cammino di conoscenza, confronto e scelta, qualche risultato potrebbe pure venire. |
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inviato il 09 Giugno 2020 ore 14:53
“ Mi consola il fatto che mi biodegraderò. „ In una cassa con fodera di zinco saldata la vedo dura |
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inviato il 09 Giugno 2020 ore 14:54
“ Purtroppo ormai 40-50 km di spostamenti casa / lavoro sono la normalità „ Ma guarda, io faccio sempre l'esempio degli anni '50 nel mio paesino: chi lavorava a Milano, in fabbrica, prendeva la bicicletta e ogni mattina si faceva almeno 30km per arrivare in fabbrica, perché non c'erano i soldi per pagare l'abbonamento del tram; ora le biciclette sono sparite e la Fiat è contenta, i lavoratori sono pure contenti di perdere due ora della propria vita ogni giorno: quindi tutti contenti, mah  |
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inviato il 09 Giugno 2020 ore 14:55
cremazione come in India e le ceneri disperse nel sacro Gange |
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inviato il 09 Giugno 2020 ore 14:59
“ bisognerebbe conoscere bene la ditta di cui decidiamo di fidarci, esattamente come dovremmo fare con il contadino. „ Ma io sono anche ingenuo e voglio credere che tutte le ditte certificate "bio" non imbroglino, ma il punto non è questo: se vogliamo avere gli stessi consumi + processo "bio", allora non facciamo altro che peggiorare le cose; vero che fino a 50 anni fa i prodotti del settore primario erano il più "bio" possibile (con tanto di semina e falciatura a mano, in alcuni casi), ma ci dimentichiamo sempre quali fossero i consumi di 50 anni fa e le aspettative di vita/qualità di vita: per avere seri benefici ambientali dal "bio", dovremmo rivedere pesantemente le nostre abitudini alimentari e aspettative sociali |
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inviato il 09 Giugno 2020 ore 14:59
“ cremazione come in India e le ceneri disperse nel sacro Gange „ Anche in un fiume un po' più vicino; dispersione a km 0 |
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inviato il 09 Giugno 2020 ore 15:00
“ se vogliamo avere gli stessi consumi + processo "bio", allora non facciamo altro che peggiorare le cose „ Questo è sacrosanto |
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inviato il 09 Giugno 2020 ore 15:02
io tengo il Sarno, anche quello è un fiume sacro |
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inviato il 09 Giugno 2020 ore 15:30
“ però se nessuno di noi compra più posate e bicchieri in plastica un pò l'inquinamento diminuirà. „ Prendo questa frase a spunto per chiarire alcuni concetti. Gli svedesi ecologisti pro domo loro, hanno imposto alla comunità europea che piatti e posate di plastica dovessero essere banditipermesso solo l'utilizzo di piatti e accessori che dervano da scarti di prodotti biologici. Il fatto è che noi tali surrugati plasticosi riciclabili biologici, non li possiamo usare perchè.... puzzano di cacca, si merda. Chiaro il loro intento di non farli utilizzare. Come fare allora quando hai organizzato una cena a casa tua con altre persone? La loro risposta è usa le lavatrici che hai a disposizione. Grazie al ca.xxo noi non abbiamo i loro spazi. le loro cucine sono grandi come tutta la nostra casa e a stento forse noi riusciamo a metterci in quella che è una parvenza di un piano cottura una lavastoviglie piccola e compatta per due persone. E si anche i loro dettami ecologici seguona la dritta che col boffice degli altri sono tutti fro.xx |
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inviato il 09 Giugno 2020 ore 15:31
Ma perché in casa voi usate piatti di plastica? e li lavate nella lavastoviglie? |
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inviato il 09 Giugno 2020 ore 15:34
“ Ma perché in casa voi usate piatti di plastica? „ No per fortuna no |
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inviato il 09 Giugno 2020 ore 15:36
Nessuno li usa, ma quando hai 8 persone a cena che fai? Li porto da te i piatti di ceramica , Mirko a lavarli? |
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