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inviato il 26 Marzo 2020 ore 18:08
Ettore, anch'io qualche anno fa ho provato a fare qualcosa di simile, ma ci ho piazzato pure un drago sputa fiamme disegnato con software per frattali; l'ho anche postato nelle mie gallerie, ma almeno il drago rendeva già palese l'intento anche prima che la inserissi in "Grafica e fotomontaggi", oltre al fatto che non sono così bravo in quel tipo di elaborazioni. Però sarei curioso di vedere come presenta al pubblico certe immagini l'autore di quel tutorial. Non saremo né di qua e nemmeno di là, ma il filo del rasoio è parecchio tagliente |
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inviato il 26 Marzo 2020 ore 18:26
"Questo è fake" Senz'altro (avendo visto il video). Il risultato potrebbe comunque essere "né carne ne' pesce ". Mi chiedo se fotografare veramente la scena per poi postprodurla applicando tutta una serie di interventi selettivi e di filtri in modo da arrivare allo stesso risultato sarebbe stato cosa migliore. Edit: Daniele mi conferma, se ci avesse piazzato da qualche parte un bel drago sarebbe stato meglio |
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inviato il 26 Marzo 2020 ore 18:53
“ Però sarei curioso di vedere come presenta al pubblico certe immagini l'autore di quel tutorial. „ Bella l'idea del drago Il tutoria è un tutorial... ed in quanto tale tutto va bene, ed è anche efficace. Ma l'intento del tutoria si può leggere in due modi: 1) come fare per 'vendere' un'immagine altrimenti poco/meno interessante 2) guardate come facilmente vi possono trarre in inganno Però, qui andiamo un po' off topic |
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inviato il 26 Marzo 2020 ore 20:45
Lord, quando ho cominciato a fotografare, non tanti anni fà, come tutti quelli che iniziano non ero per niente soddisfatto dei miei risultati,ma insistendo sono migliorato,poi ho cominciato a "pasticciare " su qualche scatto con l' intento di rendermelo guardabile ( lightroom, capture e gimp ) ma quando ho cominciato a capire come farli funzionare ho anche capito che volevo migliorare la mia fotografia IN macchina e non dopo, da qui la mia scelta di non usare piu' programmi per modificare un qualcosa della foto ma cercare di ottenerlo subito, allo scatto, forse una sfida con me stesso, non saprei, ma rimane il mio modo di fotografare e di intendere la fotografia. Saluti Franco |
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inviato il 26 Marzo 2020 ore 22:13
Franco.., l'intento è quello giusto, eccome; magari tornerai a prendere in considerazione RAW e post quando, anziché tentare di rendere guardabile una foto sbagliata, vorrai solamente metterla a punto per come l'avevi pensata e vorresti proprio quella via di mezzo tra due preset standard, oppure vorrai provare a cimentarti in un vero e proprio montaggio foto(e)grafico, magari con tanto di drago , ma ben conscio di fare qualcosa che valica un limite e che come tale vorrai presentare. Magari invece continuerà a non piacerti la post e cercherai di fotografare solo situazioni in equilibrio tra la tua visione e le qualità dei preset della fotocamera, come se chi li ha creati fosse il tuo sviluppatore-stampatore di fiducia; in fondo il digitale ha solo ribaltato alcune delle regole del gioco, ma anche HCB (mica bau-bau, micio-micio) si appoggiava ad un personaggio simile, anche se quella volta lo si faceva dopo lo scatto per ovvie ragioni imposte da quella tecnologia. |
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inviato il 26 Marzo 2020 ore 23:04
D'accordo che la PP è sempre esistita, anche con l'argentico, ma adesso c'è anche un bel po' di confusione.... Faccio prima una premessa: ci dimentichiamo spesso dell'ultima fase del processo fotografico, che è la riproduzione. Stampa o output video che dir si voglia, c'è comunque un interfaccia (ingranditore e carta chimica, stampante o scheda grafica), quindi un algoritmo che elabora l'immagine. Anche quella è postproduzione. Nel termine si tira dentro tutto, ma secondo me bisognerebbe ragionare, in termini tecnici e etici (anche se sprecare la parola etico per queste cose mi pare grottesco) di quattro attività distinte: a) taglio e inquadratura Fin da quando si è usciti dalla riproduzione diretta sulla lastra di vetro e si è cominciato a stampare, ci si è posti il problema di posizionare e ritagliare l'immagine sul supporto. Parte ineluttabile del processo. b) regolazione dei parametri di sviluppo dell'immagine. Luce, contrasto, nitidezza, ecc. sono sempre stati in qualche modo gestiti, con le tecniche di sviluppo e stampa e con le regolazioni dell'ingranditore. Adesso si hanno solo più strumenti e più facili da usare, ma senza queste "cure" la fotografia sarebbe ben poca cosa.... c) fotoritocco Come già detto, consiste in un intervento selettivo sull'immagine, sezionata per zone o livelli grafici, al fine di modificarne la struttura estetica. Si faceva anche con l'argentico. Con la matita... d) montaggio Combinazione di due o più immagini per associare elementi di ciascuna in un qualcosa che potremmo chiamare una "chimera fotografica". Adesso lo fa l'elettronica e il software, una volta si faceva otticamente (chi ne era capace). Forse per essere rigorosi bisognerebbe chiamare postproduzione quanto al punto b) e fotoritocco quanto ai punti c) e d). Il punto a) è elementare tecnica di stampa. All'atto pratico considero due cose: 1) da questo punto di vista il digitale è stato sostanzialmente un'evoluzione più che una rivoluzione: si fanno le stesse cose, solo in modo più approfondito, più radicale e più accessibile. 2) tutto questo astio contro la postproduzione è riconducibile a un concetto più soggettivo ed estetico, che è quello della verosimiglianza con la realtà. Una volta il fotoritocco (che è ciò di cui in realtà si litiga) poteva alterare solo marginalmente l'impressione sulla pellicola. Anche un fotomontaggio, a parte i casi di grossolani contorni intorno alle figure, rendeva le immagini più o meno come erano state acquisite. Non uguali, ma molto simili e comunque piuttosto verosimili. Oggi il digitale permette addirittura di...fare a meno dell'immagine originale (p,es. film girati con solo il protagonista e con scene e comparse virtuali). L'intervallo di verosimiglianza delle immagini proposte si è allargato tantissimo, l'apoteosi si raggiunge nei servizi di moda: fotografi uno stilista ottantenne di un metro e sessantacinque, con la panza, le guance da bullmastiff e un metro quadro di tonsura sulla cocuzza, e stampi un quarantenne di un metro e ottanta, taglia quarantotto, vita stretta, pelle tesa e zazzera da Lucio Battisti. Sui tabloid patinati del fashion va bene, certo non si vedono le modelle con la pelle di plastica di certe foto amatoriali, ma altri settori di editoria ragionano diversamente: molte riviste di viaggi, cultura, architettura o natura rifiutano le foto che non hanno un elevato requisito di verosimiglianza. Le valutano in termini di luce, contrasto, equilibrio cromatico. Non vogliono gli esasperati effetti "cartolina" che tanti amatori producono. Non vogliono sfocati esagerati, soprattutto sugli animali: un minimo di ambientazione è essenziale per renderne la natura. Però non c'è niente di male a pensarla in modo differente. Ecco, secondo me il buttare sul piano etico queste discussioni vuol dire soprattutto cercare pretestuosamente una base logica e scientifica a quelle che sono inclinazioni personali. Per gli editori è diverso: loro devoo vendere, vogliono le foto funzionali a questo scopo. |
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inviato il 27 Marzo 2020 ore 8:00
Andrea Ferrari quando si parla di etica in fotografia per me basterebbe che l'autore dichiarasse quando una foto ha subito una trasformazione sostanziale e mi spiego meglio, se si inserisce una persona o si toglie un soggetto da un immagine basterebbe pubblicarla nella sezione fotomontaggio per esempio, certe cose nei concorsi fotografici ad esempio non sono ammesse tanto è vero che a richiesta bisogna fornire anche il raw. Per il resto non vuol dire che il risultato finale non possa essere migliore dell'originale ma basta che sia dichiarato. |
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inviato il 27 Marzo 2020 ore 9:16
mi permetto di riportare il discorso ad un certo livello. C'è post e post. E lo sappiamo. Partiamo dalle basi, perchè se io (ipotetico) sento draghi, argentico, analogico, stampe....vado in confusione più totale, e allora dico, essendo ignorante, dico che la PP è il male. Invece, facendo le cose a piccoli passi, si scopre l'indubbia utilità della post intesa come intervento basilare in RAW, o al limite jpg. Dando per scontato che IO, godo nel raggiungere un certo posto in un certo orario, mi muovo se posso dopo un temporale, cerco certe condizioni di luce, quindi il 90% del risultato è la pianificazione, poi però sviluppo il raw dando e cercando il meglio di quello scatto. Questa è la post IMPRESCINDIBILE e, al netto di tutte le vostre considerazioni, non credo sia possibile fare fotografia a certi livelli, di approccio, di foto amatori senza considerare questo aspetto. Detto questo, quando si scatta in raw, ma anche in jpg anche se personalmente lo trovo peggiore, i contrasti vanno ristabiliti, il bilanciamento del bianco corretto va ricalibrato, i neri vanno riportati ai giusti valori e soprattutto il file va pulito dei maledetti granelli di polvere e così via. Questo non è barare, non è mentire, non è t*fare. E' un normale processo da fare. ripeto 30 secondi per rendere giustizia alla vostra foto, li volete investire? poi chi vuole, a me non interessa, fa fotomontaggi, ci mette i draghi, il fumo, e così via. poi ovviamente tutto si fa e nessuno va in galera, c'è anche chi mette la panna nella carbonara. Ciao LC |
user183552
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inviato il 27 Marzo 2020 ore 11:05
“ Ecco, secondo me il buttare sul piano etico queste discussioni vuol dire soprattutto cercare pretestuosamente una base logica e scientifica a quelle che sono inclinazioni personali. Per gli editori è diverso: loro devoo vendere, vogliono le foto funzionali a questo scopo. „ Super. “ mi permetto di riportare il discorso ad un certo livello. C'è post e post. „ “ poi ovviamente tutto si fa e nessuno va in galera, c'è anche chi mette la panna nella carbonara. „ Essenziale Pongo una domanda a Dart Fener e ad Andrea Ferrari:quando concludete il ciclo,scatto,PP etc,ritrovate quello che avete visto? Intendo,vi càpita di non riconoscere nella foto ciò che volevate imprimere?Rappresentare? Vi càpita di scartare la foto perchè non fedele?A me si.Per errori miei ovviamente. Saluti |
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inviato il 27 Marzo 2020 ore 12:07
Joseph59, la tua domanda può benissimo essere ribaltata, ovvero: quando scatti in JPG con un preset preimpostato in macchina, ti capita mai che quella foto non corrisponda, per contrasti, per colori ecc., a quello che hai visto? Ti capita di scartare la foto perché non fedele? A me capitava di continuo quando, nei primi tempi dopo il passaggio al digitale, lavoravo con una compatta che sfornava solo JPG; mi capitava al punto che decisi di lasciare tutti i parametri su "neutro" e postprodurre i JPG. Sarà stato probabilmente perché scatto per lo più in situazioni con qualche criticità, ad esempio nel sottobosco, non discuto di questo, però se volevo avvicinarmi a quello che vedevo dovevo procedere in quel modo. Ad esempio, per la taratura del bianco facevo due scatti identici, ma con una piccola mira a toni di grigio inserita in uno dei due; poi in post sistemavo con i Livelli o le Curve il bianco il nero e il grigio di quello scatto e riportavo i medesimi valori sull'altro, ritrovandomi i colori molto più corretti di quelli di qualunque preset della macchina (e già con quella facevo macro, quindi da riportare il più fedelmente possibile) P.S.: chi pensa che l'etica sia una forma di paraculata per giustificare presunte inclinazioni personali, non solo non ha capito cosa sia l'etica, ma nemmeno cosa sia la comunicazione, che probabilmente confonde con le regole del marketing |
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inviato il 27 Marzo 2020 ore 12:41
@Joseph, la domanda che fai per me non ha molto senso, e non lo ha in senso assoluto. Io sono soddisfatto del risultato finito, che è vincolato alla scena al 90%. Se già so che devo perdere mezz'ora per uno scatto lascio stare, perché i problemi sono alla base dello scatto. Ma se per caso la macchina sbaglia il bilanciamento del bianco io HO il dovere di correggere questo errore, questa interpretazione sbagliata per me della macchina. Tralasciando poi l'aspetto più creativo della post, che in questo caso mi sembra interpretato come pura eresia. Io ho in mente un risultato,evocare qualcosa con gli scatti e il 90% è data dalla situazione è il 10%dal lavoro in post. Io di riportare fedelmente quello che vedo(filosoficamente parlando dovremmo aprire altre 20 discussioni e non basterebbero) non mi interessa poi granché. Ciao LC |
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inviato il 27 Marzo 2020 ore 13:45
La PP è uno dei tanti aspetti interpretativi di un'immagine. Premesso che tutta la realtà (visiva, uditiva, od altro che non saprei...), quando 'riprodotta' su un supporto diventa 'interpretazione' (tra virgolette perché potrebbe essere voluta o inevitabile), è anche vero che a volte 'alterare' la realtà oggettiva di un'immagine è un passo, se non obbligato, quanto meno dovuto. In genere (per me), lo scopo di una forte PP è consentire al 'lettore' di quella immagine di vivere le stesse sensazioni che ho provato nella ripresa ed avere un'immagine più realistica dell'avvenimento riprodotto. Mi spiego con un esempio personale: mi è capitato di dover preparare dei manifesti che pubblicizzassero delle manifestazioni. Pur disponendo di centinaia di immagini, alla fine non ce n'era una che realmente desse l'impressione della vivacità dell'evento. Soluzione: vai di photoshop e timbro clone ed ho riempito l'inquadratura di soggetti impegnati nell'evento (immaginate: uccelli, persone, biciclette e tanto altro...) Le immagini ottenute in PP alla fine rispecchiavano esattamente le sensazioni e la festosità del momento. Concludo: in un certo qual modo questo è 'fake' ma da un altro punto di vista le immagini proposte erano di gran lunga più aderenti alla realtà di quello che era accaduto ed alla percezione di 'affollamento' che io, come fotografo, avevo vissuto. |
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inviato il 27 Marzo 2020 ore 14:48
Io sospetto che sotto sotto la PP e il digitale siano considerate una specie di LIVELLA che a molti, che anni or sono pensavano di avere il verbo in tasca perché sviluppavano e stampavano , risulta troppo indigesta perchè li mette a confronto con la loro mediocrità fotografica. |
user109536
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inviato il 27 Marzo 2020 ore 15:09
Ma non è più semplice fotografare come meglio si riesce, idem per la PP e divertirsi invece di scrivere tutto è il contrario di tutto. Su questo tema non si potrà mai andare d'accordo. Lasciatelo perdere . |
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