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La scimmia con la reflex per Milano e Benedusi Atto III


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avatarsenior
inviato il 30 Gennaio 2013 ore 16:28    

Sono state scritte quasi 40 pagine di discussione ed ora la finiamo così? Com battutine spiritose (?) che divertono solo chi le scrive?
Ha ragione Marinaio, non mi sembra il caso di precipitare in queste facezie.

Non ho certo la pretesa di chiudere la discussione, vorrei solo trarne le mie personalissime conclusioni a beneficio (forse) di chi, come quasi sempre avviene, inizierà a leggere dalla fine. Cercherò di essere perciò il più possibile obbiettivo, fermo restando che si tratta solo di idee mie.
Un primo dato, credo incontestabile, è il grande interesse suscitato da argomenti, non tecnici, che hanno toccato gli aspetti espressivi della fotografia. Il numero di visite ed interventi ne sono la testimonianza.
Aver avuto la possibilità di confrontarci con un fotografo di fama consolidata è stata un'occasione unica. Il personaggio non è certo "facile", ma ha espresso le sue idee. Molti non hanno gradito i suoi modi ruvidi, ma alzi la mano chi non lo vorrebbe ancora in questo forum a discutere con noi.

Tutte le critiche che gli sono state rimbalzate parlando dei suoi lavori, mi auguro servano da esperienza per convincerci della loro inutilità. Questa pratica, largamente diffusa su questo forum, di andare subito a vedere e commentare, per ripicca, le foto di chi ci ha criticato è deleteria per ogni crescita critica. Lo stesso principio vale naturalmente per le critiche entusiastiche rimbalzate tra gli "amici" del forum. Dovremmo semplicemente sforzarci di ascoltare le argomentazioni di critica, rifletterci e filtrarle attraverso la nostra sensibilità. La personalità e le foto di chi critica vengono in subordine.

Il nocciolo del pensiero espresso da Benedusi penso si possa sintetizzare nella frase: "oggi fare belle fotografie non basta più, ci vuole un'idea, un perchè".
Il concetto di "idea", secondo Benedusi, ingloba la progettualità come fase fondamentale per concretizzare le idee. Ho letto con particolare attenzione ed interesse il suo passaggio sulla progettualità nelle foto "street" di HCB. Un fotografo apparentemente lontano da concetti di programmazione. Ho inteso quindi la progettualità in senso ampio. Un progetto può essere un'idea estetica, la ricerca di uno stile. La preparazione logistica, il prefigurarsi uno scatto, sono degli aspetti importanti, spesso fondamentali in certi generi, ma non esauriscono da soli il concetto progettualità.

Al centro di tutto resta dunque "l'idea" del fotografo, la forza del suo personale momento creativo. Più l'idea è forte e riconoscibile nelle nostre foto e piu eviteremo di produrre foto "inutili". Il concetto di "foto inutile" è stato tra i più dibattuti. La mia modesta opinione è che il giudizio di inutilità non può essere soggettivo. Ha ragione Marinaio quando dice che nessuna foto per lui è inutile, anche quelle che finiscono nel cestino. Altra cosa è però sottoporre le nostre foto al pubblico. Se quelle foto non sono sorrette da idee "forti" perchè chi le guarda non le percepisce e non trova nulla della personalità del fotografo, quelle foto saranno al massimo "belle" ma, secondo Benedusi, inutili.

Questo credo sia il punto più controverso. Non si tratta di discutere solo della presenza o meno dell'idea creativa ed originale del fotografo. Possiamo anche dare per scontato che un'idea dietro una foto, di qualsiasi genere, ci sia sempre. Il problema è che non basta che l'idea ci sia, é necessario anche misurarne la carica, la potenza espressiva ed estetica, l'originalità. Un'dea "debole" produrra risultati "deboli". Un'idea forte farà di quella foto un'opera d'arte.

Giudicare il "peso" delle idee è la cosa più difficile perchè la nostra sensibilità ci porterà inevitabilmente a giudizi, anche qui, soggettivi. Dunque "de gustibus", è bello ciò che piace? No, concludere così, a mio giudizio, significa negare la storia dell'arte, rischiare di prendere lucciole per lanterne.
Potremmo emozionarci fino alle lacrime e magari innamorarci ascoltando le canzoni di Gigi D'Alessio, non ci sarebbe nulla di male ma, giudicare quelle canzoni sullo stesso piano delle opere di Mozart solo perchè ci piacciono di più, sarebbe un grave errore.
Evitarlo significa capire il perchè, affinare il gusto, acquisire strumenti di conoscenza e consapevolezza critica.
Questo implica un minimo di percorso "culturale".
Mi fermo qui. Andrei a ripetere cose che dico spesso. Poi passo per quello delle prediche...



avatarjunior
inviato il 30 Gennaio 2013 ore 16:52    

Ho letto tutte le "trentasette" pagine della discussione. Ringrazio Jeronim per l'ultimo intervento che ha scritto perche' secondo me riassume in modo molto chiaro tutto cio' che e' venuto fuori ... io, per quel poco che conta, mi ritrovo al 100% con queste idee.
Purtroppo e' facile cadere nell'errore di commentare le opere invece che giudicare le idee, per me la tentazione e' stata molto forte guardando il sito di Benedusi poi, pensando anche che "l' utilita'di una foto puo' stare anche nel fatto che ti ha fatto guadagnare almeno 1000 €", ho capito che la coerenza comunque c'e'.

user18686
avatar
inviato il 30 Gennaio 2013 ore 21:08    

Segnalo che su "Fotografare" di febbraio c'è un bellissimo servizio/intervista di 4 pagine dedicato a un certo Settimio Benedusi.......

user18686
avatar
inviato il 30 Gennaio 2013 ore 21:28    

Insomma, mi dite che cosa posso fotografare o, meglio, che cosa posso postare?
Nulla naturalmente.


Bravo, inizi a capire.MrGreen

user18686
avatar
inviato il 30 Gennaio 2013 ore 21:33    

Inizio a capire ma non sono ancora in grado di spiegarlo a mia nonna


Se è per questo nemmeno io ci sono mai riuscito, secondo me nemmeno Albert non ce l'ha mai fatta!;-)

Ps. ma solo perchè non abbiamo mai conosciuto tua nonna.MrGreen

avatarsenior
inviato il 30 Gennaio 2013 ore 21:35    

Fabrizio.....non amo la polemica e te lo dico col cuore in mano. Pensi di aver dato un contributo alla discussione?

avatarjunior
inviato il 30 Gennaio 2013 ore 21:53    

@Fabrizio Nessuno ha mai detto che le foto da te elencate non possono essere ne scattate e ne tantomeno postate ;-)
si è ragionato sul fare una distinzione tra le "classiche" e le "artistiche"... ho usato termini molto semplicistici si intende ! Sorriso

avatarsenior
inviato il 30 Gennaio 2013 ore 21:53    

Hai fotografato con gusto le Tre Cime?

Hai aperto il file e te lo sei goduto a casa?

L'hai postato con soddisfazione sul forum?


Oppure hai riaperto il file della nipotina di tre anni mentre soffia le candeline?

Ti si è allargato il cuore?

La foto è venuta bene, il fuoco è perfettamente sugli occhi e tra vent'anni la giovane si farà -grazie al tuo scatto fatto con cura- un bel 20-30 da appendere in camera.


Tutto questo non ti è negato: non è negato nemmeno a me che ho gli HD pieni di foto dei miei di casa e delle vacanze e dei luoghi che abbiamo visitato.

E allora cosa (espressione ovviamente impropria) che cosa ti è , ci è "negato"?

A me sembra semplice: non siamo " F otografi".

Se vuoi passare per "Fotografo", con la "F" maiuscola, devi avere delle idee, un progetto, e uno stile.

Altrimenti sei un semplice appassionato, o, se vogliamo dire, "un non Fotografo".



Ah, dimenticavo... Sorriso



Ciao da un "non Fotografo". Sorriso



user10190
avatar
inviato il 30 Gennaio 2013 ore 22:11    

Hai fotografato con gusto le Tre Cime?

Hai aperto il file e te lo sei goduto a casa?

L'hai postato con soddisfazione sul forum?


Oppure hai riaperto il file della nipotina di tre anni mentre soffia le candeline?

Ti si è allargato il cuore?

La foto è venuta bene, il fuoco è perfettamente sugli occhi e tra vent'anni la giovane si farà -grazie al tuo scatto fatto con cura- un bel 20-30 da appendere in camera.


Tutto questo non ti è negato: non è negato nemmeno a me che ho gli HD pieni di foto dei miei di casa e delle vacanze e dei luoghi che abbiamo visitato.

E allora cosa (espressione ovviamente impropria) che cosa ti è , ci è "negato"?

A me sembra semplice: non siamo " F otografi".

Se vuoi passare per "Fotografo", con la "F" maiuscola, devi avere delle idee, un progetto, e uno stile.

Altrimenti sei un semplice appassionato, o, se vogliamo dire, "un non Fotografo".



Ah, dimenticavo...



Ciao da un "non Fotografo".


Quotone cosmico...

avatarjunior
inviato il 30 Gennaio 2013 ore 23:07    

Insomma, siamo giunti quasi alla fine di questo terzo thread sulla fotografia e a questo punto non so più cosa posso fare.
Mi trovo davanti alle tre cime di Lavaredo poco prima del tramonto, il cielo appare tra le nuvole in una luce irreale.
Le fotografo?
Per carità!
Sono alla baita Segantini e un arcobaleno appare dietro il Cimon della Pala.
Lo fotografo?
Per carità!
Sono a piazza Navona il giorno della Befana, festa di luci e di colori, bancarelle variopinte, persone di tutte le razze.
Faccio qualche scatto?
Per carità!
Sono a Parigi, Londra, New York.
Posso fare qualche foto?
Per carità!
Mi imbatto in una ragazza zingara dagli occhi di ghiaccio, in un bambino che piange, in un vecchio con le rughe. Posso fotografarli?
Per carità!
Dietro tutti questi potenziali scatti non ci sarei io!
E, ammesso che qualche scatto mi sfuggisse, se tecnicamente non valido, mi verrebbe rinfacciato che non ho saputo usare livelli, curve, maschere etc. etc. se tecnicamente perfetto invece, verrei tacciato di eccessivo tecnicismo che va a discapito dell'arte.
Meglio una foto brutta che parla, che una foto perfetta che non dice niente!
Tutte le foto cui facevo riferimento sono già state fatte e a me che cosa resta?
Ma se studio in conservatorio e mi diplomo in pianoforte, posso suonare un notturno di Chopin o, se mi diplomo in violino, posso suonare un capriccio di Paganini?
O mi si verrà a dire che centinaia di grandi interpreti lo hanno già fatto?
Insomma, mi dite che cosa posso fotografare o, meglio, che cosa posso postare?
Nulla naturalmente.
E mi accorgo che, sempre di più, parecchi di coloro che intervengono hanno le gallerie vuote, segno che non se la sentono più di postare.
Io non posto nulla e, a questo punto, mi viene da dire, non posterò mai!


Puoi fare ognuna delle foto che hai indicato ci mancherebbe!

Ma la differenza fra l'utilità o meno di quella stessa foto, sta nella didascalia che scriverai e nella quantità di pippe mentali con cui saprai farcire il tuo "progetto" e, in ultimo, quanto sarai convincente nel raccontarle ste pippe...
Non si inventa più nulla nella fotografia, ci sono solo persone più brave di altre a inventarsi delle fondamenta di argomentazioni alle proprie foto e a spacciarle come credibili.






user10190
avatar
inviato il 30 Gennaio 2013 ore 23:43    

Circa i vecchietti con le rughe... ne ho mai fotografato uno e la ragione principale stava che nelle riviste Leica International e altre, c'erano sempre vecchietti rugosi mostrati forse per evidenziare la qualità dei rinomati vetri... mi sembrava di fare il copione... Così di mio nonno ho soltanto una foto scattata a debita distanza...MrGreen

avatarsenior
inviato il 31 Gennaio 2013 ore 2:15    

@Fabrizio
Non hai capito nulla. Qui non si tratta di essere pro o contro Benedusi, ma discutere su alcune idee che, incidentalmente, sono state portate da quel fotografo.
Le stesse idee potevano essere di Berengo Gardin o di Scianna (dico a caso). Non è importante da chi provengono, ma la loro sostanza. Di questo avresti dovuto parlare.
Non importa a nessuno se poi pensare alle idee ti provoca una certa "sterilità" fotografica.

@Salvob
In fotografia non si inventa più nulla? La bravura dipende dal l'abilità nel contrabbandare e rendere credibili le pippe mentali? Mio Dio.....!
Perché non aggiungi che non ci sono più le stagioni di una volta, che tutti i meridionali sono gelosi?

avatarsenior
inviato il 31 Gennaio 2013 ore 8:18    

Fabrizio, te lo dico da "quasi" coetaneo, senza polemica e sperando che tu possa capire e non offenderti... Una delle peggiori cose che possa capitare a chi ha superato l'età della giovinezza è opporsi al cambiamento, restare ancorato alle vecchie convinzioni, chiudere la mente e credersi arrivato.

Quello che puoi fare con una fotocamera in mano lo sai benissimo da te e Preben ti ha già risposto più che egregiamente.

Anche Jeronim ti ha espresso altrettanto compiutamente quale è lo spirito della discussione che ormai dovrebbe essere chiara a tutti. Quindi non starò a ripeterti il pistolotto.

Quindi ti chiedo la cortesia di rileggere i tuoi ultimi interventi alla luce di tutto questo e chiederti a cosa serve la tua ennesima provocazione se non ad innescare altri interventi polemici come questo:

Ma la differenza fra l'utilità o meno di quella stessa foto, sta nella didascalia che scriverai e nella quantità di pippe mentali con cui saprai farcire il tuo "progetto" e, in ultimo, quanto sarai convincente nel raccontarle ste pippe...
Non si inventa più nulla nella fotografia, ci sono solo persone più brave di altre a inventarsi delle fondamenta di argomentazioni alle proprie foto e a spacciarle come credibili.


Non volete fermarvi a riflettere su quanto è stato scritto? La provocazione di Benedusi vi ha solo "infastidito"? Allora non insistete ad arroccarvi su posizioni stantie, accusando gli altri di esprimere concetti frutto di "pippe mentali". Uscite a fotografare tutto ciò che vi piace e vi è sempre piaciuto, nessuno vuole togliervi questo godimento (..e ci mancherebbe). Io vi posso solo consigliare di riflettere su tutto quello che è stato più volte ripetuto, cercando di cambiare modo di pensare allo scatto prima di essere costretti a farlo. La vita ci offre sempre due possibilità: accettare le condizioni in cui viviamo o assumersi la responsabilità di cambiarle. A voi la scelta ;-)

avatarsenior
inviato il 31 Gennaio 2013 ore 9:23    

é ovvio che le abitudini non portano sacrifici....é la zona " confort" ... ma é altrettanto sacrosanto che...la nostra mente é come un paracadute....se non si apre siamo rovinati MrGreen ( non é mia ...l'ho letta da qualche parte e la trovo molto calzante ;-))

avatarsenior
inviato il 31 Gennaio 2013 ore 9:47    

Provo a dire la mia.
Da secoli, si sprecano fiumi di inchiostro (ora si impiegano TB di dati) circa la validità o meno di un'opera d'arte, di un pezzo musicale, di una poesia ecc...
Secondo me, quasi tutti gli interventi sinora letti (anche se non li ho letti tutti, confesso) sono più che legittimi.
Sono più che legittimi perchè si riferiscono allo step successivo a quello che genera la messa in atto del prodotto artistico, qualunque esso sia.
Asoltando una sinfonia, "leggendo" un quadro, assimilando una poesia ecc... non si fa altro che ricevere il prodotto del sentimento che lo ha generato.
Non è un prodotto fine a sè stesso.
Io ho conosciuto personalmente una famosa poetessa milanese recentemente scomparsa (a mio modo di vedere un genio assoluto della poesia): beh, lei non componeva poesia per venderle, per deliziare i suoi "clienti" o per fare profitto. Lei aveva dei sentimenti e dei pensieri e li esprimeva e comunicava in versi. Ho sottolineato "comunicava" ed "esprimeva" in quanto l'arte è comunicazione dell'espressione dei propri pensieri e sentimenti.
Quando ha detto e scritto: " O dammi canto da cantar soave, sì che lacrime di cielo colorino la vita " mi son venute le lacrime agli occhi. E mi vengono tuttora!
Ma perchè? Non certo perchè si tratta di 14 parole messe giù ad cazzum (come dicevano i latini...), ma perchè ha usato proprio questa metrica e questa sequenza per esprimenre un concetto del tutto naturale che tutti noi più o meno esprimiamo in altri modi. Il fatto è che noi lo facciamo in un altro modo e lei lo ha fatto così. Per prima.

Si è parlato di Fontana in precedenza. Ma è arte il tagliare una tela? O è arte dipingere una lattina della Campbell o l'insegna della Esso?
E' arte tagliare un violino in due ed imbalsamarlo? E' arte dipingere manichini in una piazza vuota con squadre, righelli e templi greci? Assolutamente SI .
L'artista comunica il dramma interiore, la gioia, i propri problemi, i propri punti di vista nei modi che ritiene opportuno.
Siamo noi ad avere sufficiente apertura di sentimenti (e dico sentimenti, non preparazione artistica, tecnica e culturale) per poter cogliere quel che l'artista (o meglio, l'esecutore) voleva comunicare.

Si è citato in precedenza Malmsteen. Ok, può piacere o meno. Allo stesso modo di F. Sinatra o Battiato.
E allora? il problema non è se piace o meno. La questione da porsi è: cosa avrà voluto dire e comunicare mettendo in atto quel che ha fatto?
Alcune volte il messaggio arriva, altre volte no. E non è un problema di tecnica.
Prendiamo Bach o Rachmaninoff. Entrambi richiedono una tecnica esecutiva pazzesca . La difficoltà di esecuzione di alcuni canoni di Bach o di alcune ottave di Rachmaninoff richiedono anni di preparazione solo per fare quei passaggi. Ma sono uno l'opposto dell'altro.
Il primo è tecnica allo stato puro. Delle regole matematiche estremamente complesse fatte di richiami, contrappunti, terze, quarte e quinte voci messe su un pentagramma.
Il secondo è sentimento, lirismo e dramma interiore allo stato puro. Cosa avevano dentro quando hanno composto le loro musiche? Avevamo dentro talmente tanto "caos" cosicchè hanno potuto "generare una stella danzante" ? Non lo so; ma so per certo che lo hanno fatto per comunicare .

Ora, se io fotografo un candelabro o un seno nudo, non pi pongo (in quanto non dovrei proprio) il problema se piacerà, se sarà recepito come esercizio di tecnica, se sarà considerata arte ecc... . Lo faccio e basta.
Il mio scopo non è quello di fare nudi alla Marinaio, o macro alla Rubacolor, paesaggi alla Juza o cogliere attimi alla Roberto Marini (senza nulla togliere a tutti gli altri più di 20.000 utenti, sia chiaro -era solo per fare esempi-).
Certo, il giorno che ci riuscirò sarò felice, ma il mio scopo è di scattare. Scattare e basta. Riuscire a mettere su in sensore quel che vedono i miei occhi attraverso, magari a volte riuscendoci ed altro no, il cuore.

Si potrebbe fare migliaia di altri esempi, ma più o meno il senso è sempre quello. Non esiste che il nudo sia superiore alla paesaggistica o lo street sia superiore all'astrofotografia. Sono tutte diverse espressioni della realtà.

Emozioni, emozioni emozioni. Non è detto che tutti le provino (e le recepiscano) allo stesso modo.

Questo era il mio piccolo e modesto contributo. Grazie della pazienza e del tempo dedicatomi.

Lorenzo

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