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I ragazzi non leggono più... e si vede


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avatarsenior
inviato il 17 Gennaio 2020 ore 11:19    

it.wikipedia.org/wiki/L%27uomo_senza_qualit%C3%A0

avatarsenior
inviato il 17 Gennaio 2020 ore 11:27    

Purtroppo la deriva della società tutta si ripercuote invariabilmente sulla scuola.
Devo aggiungere che la politica, con i continui tagli alla cultura e all'istruzione, è la principale causa di questa deriva.

avatarsenior
inviato il 17 Gennaio 2020 ore 11:42    

Fabio F77, L'uomo senza qualità di Musil era uno dei cavalli di battaglia del mio prof. di Storia dell'Arte, uno dei migliori insegnanti che ho avuto.

avatarjunior
inviato il 17 Gennaio 2020 ore 11:45    

@Federicomaderno, il tuo pensiero è condiviso da mia moglie, anche lei insegna in un IT.
Io stesso ho un diploma tecnico, d'altra parte ho sempre avuto una certa inclinazione per le materie umanistiche e amo da sempre la lettura. Condividevo tutto questo con i miei colleghi studenti, tanto che due del corso di cui facevo parte hanno vinto rispettivamente un concorso di poesia e un premio per la migliore composizione scritta, tutti di livello nazionale, e siamo al sud.
Al contrario, si sente sempre dire che gli istituti tecnici lasciano forti carenze nella base culturale degli studenti, gli stessi docenti a volte si sentono di "serie B" se non insegnano in un liceo e loro stessi sono sfiduciati in partenza.
Detto in modo chiaro, ho un forte rammarico nel veder trasformati gli istituti tecnici in scuole degli asini.
Da ragazzo la percezione era diversa, molti dirigenti industriali erano geometri, periti industriali e ragionieri e gli stessi istituti permettevano di abbracciare la libera professione, spesso con risultati lusinghieri. Ricordo anche che c'era una forte spinta dei nostri docenti a formarci come tecnici dotati di una forte autonomia.
Non mi stupisce il tuo rammarico nel veder svilito l'insegnamento concreto dei contenuti, ma si può operare bene anche nell'attuale contesto scolastico. Nella scuola di mia moglie c'è un indirizzo turistico. Qualche anno fa era il bidone dove le famiglie buttavano i figli sciocchini per cinque anni. Una buona squadra di docenti ha promosso l'interazione con dei validi partners per le esperienze scuola-lavoro, stringendo accordi con compagnie di navigazione, agenzie che promuovono il turismo locale, un caffè-libreria, associazioni culturali, FAI …, e i ragazzi si sono trovati a fare le guide turistiche anche per utenza straniera fin dal terzo anno, a partire per una crociera formativa con la Grimaldi al quarto anno, ad organizzare eventi, ad avere un ruolo attivo negli eventi organizzati per l'orientamento in entrata e tanto altro. La cosa interessante è che tra due mesi un docente universitario verrà a presentare un suo nuovo saggio nel caffè-libreria, con un evento organizzato dai ragazzi che stanno fungendo da segreteria organizzativa e se la stanno cavando alla grande, anche nelle cose semplici. Sono partiti dall'approccio con la corrispondenza verso il docente abituandosi ad una forma corretta, opportunamente guidati e ad aprile si terrà l'evento. Parliamo di un istituto tecnico per il turismo di un comune di 12.000 abitanti in Abruzzo dove oggi alcuni genitori, che sono anche insegnanti in altre realtà, riportano i loro figli (sai che adesso ci sono le iscrizioni e le ultime iniziative per l'orientamento in entrata) togliendoli dalle scuole del capoluogo. I diplomati inoltre sono già conosciuti dalle poche aziende del territorio per un periodo trascorso da loro.
Ora, di certo non sono attività che si svolgono con un libro in mano, ma se gli apri la mente e gli fai vedere come gira il mondo, li fai uscire dalla loro bolla adolescenziale e le letture se le cercheranno da soli.
I docenti e la dirigente, da parte loro, hanno dato responsabilità di coordinamento a nuovi colleghi volenterosi provenienti da diverse esperienze lavorative, talvolta con ruoli importanti e ottime relazioni. Come vedi, i talenti servono anche tra gli insegnanti.

avatarsenior
inviato il 17 Gennaio 2020 ore 12:18    

Parallelamente al ruolo della scuola ritengo che il ruolo dei genitori sia centrale, addirittura prioritario.
Se i genitori sono privi di qualsiasi interesse o passione, passivi e svogliati, genitori che appena arrivano a casa accendono la TV e si fiondano sul divano come balene spiaggiate, dubito fortemente che i figli possano avere approcci molto diversi.
La parola chiave è ESEMPIO.
Il fatto di far sempre la voce grossa perché la scuola, le istituzioni... gli ALTRI non fanno nulla, non è una buona cosa.

Ciao e buon appetito a tutti!
Roberto

user111807
avatar
inviato il 17 Gennaio 2020 ore 12:33    

Esempio e coerenza aggiungerei.
Ciao

avatarsenior
inviato il 17 Gennaio 2020 ore 12:33    

Condivido l'intervento precedente sull'importanza dei genitori: conosco famiglie nelle quali i genitori non leggono e anche i figli non hanno quella passione.

avatarsenior
inviato il 17 Gennaio 2020 ore 13:56    

Guarda caso… sono spugne e sono giusti in origine, mai incoerenti (rispondono a principi innati), poi si rovinano appunto per mancanza di riscontro coerente. Che poi è il guaio della società, soprattutto attuale.

avatarsenior
inviato il 17 Gennaio 2020 ore 14:57    

Si, i genitori sono in effetti l'esempio prioritario, danno l'inprinting (anche se non siamo le oche studiate da Konrad Lorenz MrGreen).
Io ho 62 anni e ricordo che nella generazione dei miei genitori, quella che ora viaggia mediamente intorno agli 85 anni, non erano poi così pochi nemmeno gli operai, magari con solo la licenza elementare come mio padre, che leggevano e favorivano i figli a seguirne l'esempio, se potevano li portavano a visitare musei (magari facendo più fatica dei figli a capire ciò che vedevano) ecc.

avatarsenior
inviato il 17 Gennaio 2020 ore 15:01    

Beh all'epoca dare un'istruzione (che a molti non era mancata perché non c'erano le risorse per darla) era il regalo più grande che un genitore potesse dare. Oggi sembra (sermbra) una cosa meno utile...

user68000
avatar
inviato il 17 Gennaio 2020 ore 15:15    

c'è da dire che, purtroppo, PC e social accoppano la lettura

quando ero bambino/ragazzo ero in grado di divorare in un pomeriggio grossi tomi di cento e più pagine

ho conservato questa capacità fino agli anni 90 circa, poi gradualmente è andata scemando, come anche la capacità di scrivere veloce, poi proprio quella di scrivere Triste

solo quando sono in vacanza recupero, leggendo che so un Nature o un National Geographic in un paio di serate, perché non mi porto dietro alcun device e quindi la sera dopo cena vado di letture cartacee

ma durante la settimana trovo in effetti difficile preferire un libro o una rivista alle 4 ciance qui o su altri fora

avatarsenior
inviato il 17 Gennaio 2020 ore 15:29    

La lettura può essere utile ma a condizione che si comprenda ciò che si legge. Tutto è conosciuto alla meglio, in modo superficiale ed è impossibile dire quali siano i libri migliori per una preparazione "reale".

Ciò che si conosce bene questa può essere la preparazione - come si prepara il caffè etc..

Marameo ha toccato il centro del problema e reputo sintomatico il fatto che il suo intervento sia stato superato come nulla fosse.

Hai perfettamente ragione.
Leggere, si insegna a leggere, ma quando si può dire "lui sa leggere"?
Preoccuparsi soprattutto del Come sa leggere.
Vengono fatti esercizi di velocità nella lettura? non mi risulta.
Si insegna come leggere veloci? si può anche stare tutta una mattina su mezza pagina se serve.
Si snobba troppo il metodo e si va troppo in fretta allo scopo.Confuso
Qualcuno forse insegna a leggere al contrario? non mi risulta.
e chi lo ha detto che non servirebbe...?
Escono i bimbi capaci di leggere come una ciccione sa appendersi al trapezio e ciondolare, nessuno gli insegna a diventare acrobati del trapezio della lettura perchè siamo noi i primi impediti a non renderci conto di quanto sarebbe utile essere agili nella fruizione del metodo, il fine viene solo dopo,
altrimenti non lo raggiungerai mai con padronanza.

avatarjunior
inviato il 17 Gennaio 2020 ore 15:33    

Skylab59,
Sì è vero, la scuola è diventata l'ultima istituzione alla quale si chiede sempre di essere in grado di risolvere i problemi. Basta sentire le discussioni sociologiche sui media: droga, violenza, bullismo... non si sente mai dire che sia la famiglia a doversene occupare per prima. C'è sempre la scuola che deve fare tutto: istruire, fare da assistente sociale, da psicologi, da educatore... Semplicemente, la scuola non può arrivare ovunque.
Qualcuno vuole rispondere a questa domanda? Perché sui canali RAI (lo Stato!) vengono trasmessi in orari diurni programmi diseducativi, violenti, VIETATI AI MINORI etc, mentre se un docente facesse visionare le stesse cose ad una classe di ragazzini sarebbe sospeso subito dal servizio?

avatarsenior
inviato il 17 Gennaio 2020 ore 15:35    

forse perchè la tv può essere uno strumento didattico mentre la scuola deve esserlo.

avatarjunior
inviato il 17 Gennaio 2020 ore 15:35    

Mirc
Certo che si possono fare bellissime esperienze collaterali, ma senza mai tradire lo spirito formativo dell'indirizzo scolastico. Chiedi a tua moglie se i famosi e famigerati PON sono sempre coerenti con quello che serve ai suoi studenti.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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