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inviato il 10 Settembre 2019 ore 9:17
“ A meno che, ragionando in modo "relativistico", il tempo non venga annullato „ quindi tutto potrebbe essere riassunto nella fotografia della morte. ponila in un unico istante, alzi gli occhi al cielo per vedere la luce, fai la foto. Quella foto senza tempo diventerebbe l'eternità. nessuna attività, solo una foto, ferma, fissa. |
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inviato il 10 Settembre 2019 ore 9:31
nel film "Nosso Lar" visibile in bassa qualità sul tubo uno dei più grandi medium mai esistiti spiega cosa faremo senza il corpo fisico, ma con il corpo etereo e con un passaggio iniziale nel bardo........... |
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inviato il 10 Settembre 2019 ore 21:03
Trovo un po' dogmatico dare per scontato che infinite possibilità materiali risultino noiose. Certo è meglio che il tutto sia combinato con quella famosa 'luce', che ti fa sentire come un pisello in un baccello qualsiasi cosa tu faccia. |
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inviato il 10 Settembre 2019 ore 21:15
Per fare un esempio, anche in questa vita, sono le persone turbolente che si appassionano a sesso, droga e rock and roll e poi si stufano. Molti monaci invece sono felici anche dopo cent'anni di routine. Ma immaginate di avere la luce del monaco, però più chiara e stabile, insieme ad infinite combinazioni materiali ed ecco che ho qualche dubbio che possa venire a noia. Per esempio a me piacerebbe sapere la verità su ogni argomento storico, riviverlo ed indagare con una lente d'ingrandimento onnisciente ogni sentimento dei potenti, da Giulio Cesare a Conte (sic!). Sai quanto 'tempo' ci vuole... |
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inviato il 10 Settembre 2019 ore 21:20
“ Per fare un esempio, anche in questa vita, sono le persone turbolente che si appassionano a sesso, droga e rock and roll e poi si stufano. Molti monaci invece sono felici anche dopo cent'anni di routine. Ma immaginate di avere la luce del monaco, però più chiara e stabile, insieme ad infinite combinazioni materiali ed ecco che ho qualche dubbio che possa venire a noia. „ con questo passaggio hai insinuato una gradualità in quello che molti danno per scontato che sia uno stacco. Quindi anche una possibilità di predizione dell'aldilà se si esaspera lo stadio finale di questa gradualità. |
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inviato il 10 Settembre 2019 ore 21:38
l' Akascia in questi casi ti da una mano, il problema e saperci entrare coscienti ...ed uscire e ricordare.. la quantistica oggi spiega qualche cosa..... |
user12181
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inviato il 11 Settembre 2019 ore 1:01
Io, lo racconto ossessivamente a tutti quelli che incontro (l'ultimo è stato oggi a Chiuro un addetto alla vendita del negozio Salewa, cercavo una softshell per le mie cardiopasseggiate), ho fatto un giretto proprio fino al limite dell'altro mondo, e forse un po' oltre, ma non ho visto nulla, ovviamente. Sono tornato dopo tre giorni, molto contento di risvegliarmi nel noiosissimo aldiquà (nonostante le orribili allucinazioni che mi hanno accecato per altri tre giorni) e mi godo profondamente ogni noiosissimo giorno, ora anche da neopensionato giuridicamente in attesa della fine. L'opaco vuoto che si staglia sul nulla risplende di inesauribile significato. |
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inviato il 11 Settembre 2019 ore 8:09
“ Molti monaci invece sono felici anche dopo cent'anni di routine „ Per la combinazione di due fattori: sono consapevoli che questa vita avrà comunque una fine e sperano in un dopo "diverso", cioè si prefiggono una meta da raggiungere. Ma quando non ci saranno più quella consapevolezza, quella speranza e una meta da raggiungere? Vedi che anche tu, per immaginare qualcosa che nell'aldilà possa ravvivare il tuo interesse, hai dovuto fare ricorso al materialismo del desiderio di conoscenza della storia, ma pur sempre della storia di "questo" mondo. |
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inviato il 11 Settembre 2019 ore 8:38
“ Per la combinazione di due fattori: sono consapevoli che questa vita avrà comunque una fine e sperano in un dopo "diverso", cioè si prefiggono una meta da raggiungere. „ non sono questi credo, i motivi che alzano così tanto le sopracciglia dei monaci, almeno, non di quelli buddhisti. Credo che si stia meglio dopo la comprensione e l'accettazione della realtà, poichè è una condizione che ti permette di esserci già un po' dentro, consapevolmente. |
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inviato il 11 Settembre 2019 ore 9:23
Ooo, non sarei molto d'accordo con la tua interpretazione di cosa ispira i monaci buddhisti, primo per il fatto che anche loro sono uomini e non vanno esenti dalle aspettative degli uomini, secondo perché ho visto la medesima "estasi" (non saprei come altro definirla) in Santoni Indù, Padri Francescani ecc., persino in Sciamani animisti, che non mi pare abbiano tutti la medesima visione di quale sia la realtà da comprendere e accettare |
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inviato il 11 Settembre 2019 ore 10:04
Altan definitivo...
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inviato il 11 Settembre 2019 ore 10:06
i veri mistici hanno per forza di cose una stessa visione, gli indottrinati no. Gli esempi e le vie da segiure sono quelle dei mistici a prescindere la casacca che indossano, per gli sciamani il discorso è leggermente diverso... nel libro "lo sciamanesimo" di Mircea Elaide una enciclopedia dell'argmento si vede che i rituali sono simili tra soggetti distanti migliaia di Km dagli sciamani del Baikal a quelli birmani.....da migliaia di anni... Poi sciamani si nasce ...monaci ci si diventa... |
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inviato il 12 Settembre 2019 ore 8:56
Francesco, hai messo a nudo la grande paura di tutti noi |
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inviato il 12 Settembre 2019 ore 9:22
“ Francesco, hai messo a nudo la grande paura di tutti noi MrGreen „ Ma anche il desiderio più incontrollabile |
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inviato il 14 Settembre 2019 ore 19:10
“ Per la combinazione di due fattori: sono consapevoli che questa vita avrà comunque una fine e sperano in un dopo "diverso", cioè si prefiggono una meta da raggiungere. „ Sono due fattori troppo comuni, per giustificare la particolare felicità dei monaci. “ Vedi che anche tu, per immaginare qualcosa che nell'aldilà possa ravvivare il tuo interesse, hai dovuto fare ricorso al materialismo del desiderio di conoscenza della storia, ma pur sempre della storia di "questo" mondo. „ In realtà partivo dal presupposto che i sentimenti dei potenti, non derivassero solo dalla materia, ogni uomo è un abisso. Questa cosa, mi fa venire in mente che san Tommaso d'Aquino, sosteneva l'esistenza di una 'natura' umana, ma non di una 'natura' angelica, nel senso che riteneva che ogni angelo fosse talmente diverso dall'altro da non poter avere una 'natura' comune. |
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