|
|
inviato il 08 Agosto 2019 ore 14:39
come ben sai non affido di certo tutta la mia conoscenza alla scienza. La scienza ha una bella portata, e mi piace molto, ma a mio parere utilizzarla come unica forma di conoscenza è davvero limitativo. Inoltre la scienza arriva sempre per seconda, dopo l'idea o l'intuizione che aveva già visto prima, senza bisogno del certificato di verificazione. I computer che sono utilizzati in astrofisica non sono null'altro che l'estensione umana delle ipotesi possibili, poi l'uomo sceglie i vari elaborati per confrontarli con la realtà o con modelli ipotizzati. La fede non si comporta come la logica. La fede non contempla affatto la logica. Il mio livello di conoscenza non scientifica invece si basa sul ragionamento, non sulla fede. Tutta la teoria darwiniana è partita da un ragionare, non da una fiducia in qualcosa in modo acritico. Quindi la fede non mi appartiene. Le cose in cui credo sono ciò che rimane dopo il cestinamento di molte altre ipotesi possibili. Ricorderò per l'ennesima volta che io non mi sono "fatto buddhista". è accaduto che leggendo sul buddhismo, da una parte con gioia ma dall'altra con una ferita per il mio narcisismo, ho scoperto che il mio ragionamento personale e la mia personale cosmogonia, personali non lo erano affatto. In un certo senso, sono "stato costretto", per onestà intellettuale, a riconoscere di non avere io l'esclusiva di quel modo di pensare, già sviluppato almeno 2500 aa fa. e seppur non tutto collima tra il mio pensiero e quello buddhista, sarei un ipoc.rita a definirmi diversamenta da buddhista. Posso definirmi un buddhista occidentale, e il mio buddhismo molto si interseca con la teoria darwiniana. |
|
|
inviato il 08 Agosto 2019 ore 15:00
“ Ooo, ma il punto è che Dio, l'anima o l'essenza, qualunque cosa noi possiamo credere che esista oltre la materia, non sono dimostrabili, quindi alla fine sono pur sempre atti di fede „ ecco la fede è una cosa che mi manca e non ne sento la necessità. Qualcuno ha detto: fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. e poi l'anima' l'essenza' nonsono dimostrabili. L'uomo o qualsiasi essere vivente sul nostro pianeta o nell'universo è solo un agglomerato di materia gestito da un software. L'unica differenza tra noi e un computer è che noi siamo composti di materia organica e muorendo ci decomponiamo in atomi e particelle elementari, un computer quando muore (lo spegni) puoi rifare il bootstrap. |
|
|
inviato il 08 Agosto 2019 ore 15:06
“ La mia idea... siamo tutti entità semirincoglionite dentro una realtà virtuale ( la matrice ). DIO sta giocando e noi siamo solo parte del deogioco. „ Ah certo questo puo' essere. Il problema saà quando la mamma di dio lo chiamerà a mangiare e gli imporrà di spegnere il videogioco dell'universo. |
|
|
inviato il 08 Agosto 2019 ore 15:24
“ Il mio livello di conoscenza non scientifica invece si basa sul ragionamento, non sulla fede „ Ma i fondamenti di quel ragionamento sono dimostrabili? Se non lo sono, anche l'accettazione del risultato di quel ragionamento è un atto di fede; i fedeli non sono tutti col cervello chiuso e succubi del pensiero di altri; S. Paolo, S. Agostino basavano i propri discorsi sul ragionamento, ma poi accettavano le proprie conclusioni per fede, dal momento che quei ragionamenti non erano dimostrabili. La fede non è l'accettazione passiva di qualcosa di cui non sai nulla e su cui non riesci ad imbastire un ragionamento personale (può essere anche questo, ovviamente, nei casi più terra-terra), ma è l'accettazione di qualcosa che sai che non potrà essere dimostrato. Dunque, la persona capace di ragionare può benissimo avere una qualche fede basata proprio sul ragionamento. E' assai probabile, però, che la fede di chi ragiona finisca prima o poi per non coincidere più con quella di chi si accontenta esclusivamente di parole pronunciate o scritte millenni fa accettandole acriticamente, ed è qui che sorgono i problemi di dialogo. |
user111807
|
inviato il 08 Agosto 2019 ore 16:53
Felix +1 |
|
|
inviato il 08 Agosto 2019 ore 17:45
“ noi siamo solo parte del deogioco. „ E dallo sguardo del tuo Avatar direi che tu sei il Boss da sconfiggere per passare al livello 2 |
|
|
inviato il 08 Agosto 2019 ore 19:27
“ E dallo sguardo del tuo Avatar direi che tu sei il Boss da sconfiggere per passare al livello 2 „ Ma... Un attimo... Stiamo parlando di un videogioco o di Dungeons&Dragons?  |
user117231
|
inviato il 08 Agosto 2019 ore 20:06
Comunque.. ho già parlato con chi di dovere. Chi fa le veci di LUI. Vi si da un'altra possibilità... |
|
|
inviato il 08 Agosto 2019 ore 21:17
ah bene mi piace giocare a doom |
user111807
|
inviato il 08 Agosto 2019 ore 22:15
"Ogni particella - afferma l'autore - ogni essere, dall'atomo all'uomo, sembra contenere al suo interno un livello di informazione, di intelligenza consapevole. Il dilemma che intendo affrontare in questo libro è da dove proviene questa intelligenza." ... Google Books Tratto da " l'universo sapiente " |
|
|
inviato il 08 Agosto 2019 ore 23:01
“ Ma i fondamenti di quel ragionamento sono dimostrabili? Se non lo sono, anche l'accettazione del risultato di quel ragionamento è un atto di fede; „ sei un po' troppo drastico.   e occorre avere un po' più fiducia nell'uomo. Quindi secondo te tutto ciò che riesci a capire ed intuire senza la bolla del metodo scientifico è fede. Dai... non è proprio così, lo sai bene. se vedo incupirsi il cielo, un brontolio, le nubi, e ho esperienza per cui so che da lì a poco potrebbe piovere esco di casa con l'ombrello anche se non cade neanche una goccia d'acqua. e non per fede. La maggior parte delle tue azioni sono dettate dal TUO RAGIONARE, NON dal metodo scientifico e NON da una fede. è per questo che l'uomo ha dignità. ed in questo è moooolto dissimile da una macchina. “ La fede non è l'accettazione passiva di qualcosa di cui non sai nulla e su cui non riesci ad imbastire un ragionamento personale (può essere anche questo, ovviamente, nei casi più terra-terra), ma è l'accettazione di qualcosa che sai che non potrà essere dimostrato. „ féde (poet. fé) s. f. [lat. f?des] . – 1. a. Credenza piena e fiduciosa che procede da intima convinzione o si fonda sull'autorità altrui più che su prove positive: avere f. in Dio, nella Provvidenza, nei valori umani, nella democrazia; dare, prestare f. a una persona, a una notizia; parole che trovano f., che sono credute; toglier f., rendere poco credibile: vedrai Cose che torrìen f. al mio sermone (Dante); un testimone, un comunicato degno di f., che merita f., attendibile. e sottolineo: si fonda sull'autorità altrui più che su prove positive |
|
|
inviato il 09 Agosto 2019 ore 0:07
Avete mai parlato con una persona stupida, intellettualmente molto limitata? Sembra impossibile che non possa capire anche le cose più semplici, per lui semplicemente non esistono, non le vede perciò non ci sono. Ecco, se pensiamo a noi stessi come entità enormemente limitate rispetto alla complessità (o magari semplice evidenza) dei problemi che ci poniamo, non sembra inutile ostinarsi a voler dare una risposta a questi quesiti? Non è più semplice ammettere che il problema supera le nostre capacità di comprensione, visto che le più grandi personalità della storia non hanno trovato soluzione? Ed è davvero così importante dare una risposta qualsiasi, pur di dire qualcosa? Non dico di smettere di cercare risposte, solo procedere con cautela consapevoli degli enormi limiti di una ricerca fatta con gli occhiali sbagliati. La fede... Solitamente la fede fornisce risposte di nessuna utilità e spesso i suoi dogmi puzzano di becero utilitarismo, io me ne tengo lontano. Però vedo che questo nostro universo risponde a leggi precise, ad un Logos la cui esistenza, indubitabile, porta con sé le solite domande irrisolte, che mi impediscono di liquidare la questione con sufficienza. Se proprio devo 'schierarmi' con qualcuno, chiedo di far parte della squadra di Spinoza, per il resto lascio fare al mio limitato cervello che mi fa apparire 'belle' le cose del creato, me le godo senza troppe domande, nella (vana) speranza che venga il giorno in cui mi apparirà tutto più chiaro. |
|
|
inviato il 09 Agosto 2019 ore 8:02
Fede “ Credenza piena e fiduciosa che procede da intima convinzione „ o, e sottolineo "o" “ si fonda sull'autorità altrui „ e quel “ più che su prove positive „ è riferito ad entrambe le cose. Questo è scritto nella tua citazione. Dunque, da cosa può nascere un'intima convinzione che non sia fondata sull'autorità altrui, se non dal ragionamento personale? Quello che realmente contraddistingue un'azione di fede, qualunque sia la motivazione di fondo, è solo la mancanza di "prove positive", altrimenti ricadremmo nel medesimo campo del metodo scientifico. Io credo nell'esistenza di Dio per una serie di ragionamenti che non coincidono con gli insegnamenti della religione, ma che ne condividono l'impossibilità di essere provati scientificamente: esattamente come il tuo credere in una continua serie di reincarnazioni; dunque, secondo la tua logica, il mio credere in Dio non sarebbe una forma di fede? |
|
|
inviato il 09 Agosto 2019 ore 8:28
altrui è estraneo alla persona da cui deriva. se è proprio non è altrui. |
|
|
inviato il 09 Agosto 2019 ore 8:45
“ esattamente come il tuo credere in una continua serie di reincarnazioni „ . . . Daniele, una piccola ma importante precisazione nella teologia buddista: le serie di continue reincarnazioni si chiamano semplicemente "incarnazioni" in quanto non consapevoli e non volontarie, una sorta di meccanismo implacabile chiamato "samsara" o ciclicità delle vite, mentre la reincarnazione è un'atto consapevole e volontario con scopi ben precisi in genere è una prerogativa dei monaci evoluti e approdati o prossimi al Nirvana ma che decidono di avere ancora una missione da compiere in un corpo fisico. Un'esempio di tale reincarnazione è l'attuale 14° Dalai lama Tenzin Gyatso. |
|

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info) |