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come definire la vita?


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avatarsenior
inviato il 24 Aprile 2019 ore 14:47    

Stavo pensando alle religioni animiste,allo Shintoismo allo spirito del fiume o delle rocce(o le montagne che si disgregano) alle particelle di materia microscopiche che ci dicono giungere sulla Terrra conservate nei frammenti di meteorite,che conservano microorganismi.Oppure a "tutte le cose visibili e invisibili".
Per le piante basta grattare e cercare del verde la linfa,a volte non si capisce,che è quella che poi si vede all'infrarosso ed in certe piante è meno attiva e produce una colorazione differente insieme alla crescita, linfa-anima?
Il Darwinismo non spiega l'evoluzione, sostengono alcuni teorici,tanto da ipotizzare delle varianti.
Le giraffe si sono allungate il collo e le scimmie hanno perso la pelliccia...e nel latte ci sono gli omega 3...

avatarsenior
inviato il 24 Aprile 2019 ore 15:31    

Com'è la vita ? E' come la scala del pollaio: corta e piena di merda.

Comunque, ha vita qualsiasi cosa sia in grado di riprodursi.

avatarsenior
inviato il 24 Aprile 2019 ore 16:12    

l'evoluzione è sopravvalutata, si tratta di modifiche casuali

si e no; prendiamo ad esempio gli animali: così come ci sono elementi nei piani corporei dei diversi phyla che a quanto pare creano vincoli evolutivi (il numero delle vertebre del collo delle giraffe, ad esempio), ho l'impressione che questo corrisponda al fatto che anche a livello genetico non sia possibile qualunque modifica casuale, ma solo all'interno di un determinato range.
In ogni caso, il fenomeno della regressione a cui accennava Jack_96 sembra funzionare come uno dei meccanismi che impediscono "derive" genetiche in assenza di variazioni ambientali che le rendano necessarie. Alle volte l'evoluzione pare essere un sistema molto ben calibrato fra elementi deterministici e non deterministici (o lo simula molto bene).

user117231
avatar
inviato il 24 Aprile 2019 ore 16:18    

Da questo thread si comprende con chiarezza
uno dei vostri grandi limiti,
credere che esista vita solo se cerchiabile
all'interno delle limitate conoscenze umane.
..
Ecco spiegato perché non concepite
nemmeno la semplice esistenza di Dio...:-P

avatarsenior
inviato il 24 Aprile 2019 ore 16:46    

non dimentichiamo che non c'è neanche bisogno di nascere.
se il feto presenta anomalie tali da renderlo incompatibile con la vita può già morire dentro l'utero.
Quindi lo spettro delle variabili post concepimento sono molte di più dei fenotipi osservabili viventi, (alcuni muoiono poco dopo la nascita).
Già arrivare ad essere un adulto in grado di riprodursi presume d'aver fatto tutta una scalata soppravivendo ogni giorno fino a quel punto.
Chi muore prima della riproduzione, per motivi di incompatibilità vita-ambiente, non trasmette discendenza.
Quindi le derive ci sono a tutto spiano, ma molte non arrivano alla riproduzione.
L'evoluzione non va in un senso del bello, o in un senso del meglio, ma semplicemente nel senso dell'adatto.
Ogni essere deve fare i conti con le proprie doti metaboliche e funzionali, sempre. Deve fare i conti con la sua ricapitolazione e se il percorso non funziona, quasi sempre risulta inutile trovarsi scritto nel proprio corredo genico tutti gli elementi per essere un perfetto adulto di puma. infatti, se nel corredo genico c'è un passaggio in cui questo futuribile puma sarà un pessimo succhiatore di latte quando è cucciolo potrebbe morire in 3 giorni e quindi mai arrivare ad essere il perfetto adulto come scritto nel suo genoma.
Il range di variazione genica in una prole è certamente finito e non infinito.
Comprende potenzialmente tutti gli elementi trascorsi del suo Phylum, con una maggiore predisposizione verso i più recenti.
Ma parlare di regressione è un po' una contraddizione, varrebbe ad affermare che si può andare indietro nel tempo.
Elementi vecchi possono tornare alla luce in particolari situazioni (per es. l'accoppiamento tra tigre e leone genera un ibrido sterile di grandi dimensioni, e si presuppone che riappaiano dimensioni feline arcaiche) o in situazioni pressochè normali o non del tutto studiate riappaiono strutture arcaiche. Ma me ne guarderei bene dal parlare di regressione.

avatarsenior
inviato il 24 Aprile 2019 ore 16:51    

uno dei vostri grandi limiti,
credere che esista vita solo se cerchiabile
all'interno delle limitate conoscenze umane.

un'affermazione inesatta (cercare di capire cosa sia la vita non significa averla già catalogata in tutti i suoi elementi costitutivi; se fosse così, questo 3d non sarebbe nemmeno partito perché tutti penseremmo di conoscere già la realtà) e che non giustifica affatto la seconda
Ecco spiegato perché non concepite
nemmeno la semplice esistenza di Dio

dal momento che persino il cristianesimo spinge a "cercare Dio nelle sue opere"; ma se non cerchi di capirle, queste opere, come puoi pensare di trovarci o non trovarci Dio?

avatarjunior
inviato il 24 Aprile 2019 ore 16:51    

La vita è il fluire dell'energia elementare da un essere all'altro, è scambio e trasformazione, metabolismo, respiro.

avatarsenior
inviato il 24 Aprile 2019 ore 16:53    

Quindi le derive ci sono a tutto spiano, ma non arrivano alla riproduzione

I tentativi di deriva, vorrai dire; quelli che hai descritto sono, appunto, tentativi che non riescono per incompatibilità all'origine, non per mancanza di adattabilità. Comunque mi pare che la tendenza regressiva di molti caratteri sia ampiamente dimostrata a livello scientifico

avatarsenior
inviato il 24 Aprile 2019 ore 16:54    

“ Sopravvivono solo i soggetti più adatti all'ambiente che li circonda.
Che a loro volta trasmetteranno i loro geni alla generazione successiva. ?


Sì, ma non è proprio così: ragionando in termini di popolazione, si parla di probabilità di trasmissione; il concetto di base è corretto, solo che va spalmato su un lungo lasso di tempo ;-)


1) la vita è frutto del suo adattamento all'ambiente (chi comanda è la fisica e non la biologia)

2) la variazione dei caratteri avviene in modo casuale, la "vita" per adattarsi all'ambiente, nell'ambito specie specifico, compie dei tentavi alla cieca per generare soggetti che abbiano possibilità di sopravvivere in ambienti "variati" rispetto a quello del presente, non conosce come l'ambiente varierà ma ci prova (non volontariamente).
Il cottolengo è pieno di tentativi falliti nell'ambito specie specifico della nostra specie.

3) mi permetto di confutare il "lungo lasso di tempo" ricordando che nell'ambito del regno delle monere, i batteri hanno una capacità di trasferire le informazioni genetiche in orizzontale e quindi non devono attendere il passaggio generazionale. Ad esempio lo fanno attraverso ai flagelli di cui sono dotati.
In biologia viene anche chiamato "Trasferimento Genico Orizzontale" ed avviene quasi in tempo reale.
I poveri antibiotici hanno i loro santi problemi a star dietro a questa "strategia di sopravvivenza".

Pensate che le monere o batteri sono costituite da cellule "Procariote" e cioè le più antiche. Nonostante esistano da sempre (o quasi) hanno trovato strategie di sopravvivenza senza procedere a grandi trasformazioni evolutive.

In sostanza la meiosi (parlando di esseri evoluti) è la perfezione imperfetta.
Durante la differenziazione cellulare è normale che qualcosina vada "storto" diversamente saremmo tutti fatti con lo stampino ...

MrGreenMrGreen


user117231
avatar
inviato il 24 Aprile 2019 ore 16:54    

DEFINIZIONE ALTERNATIVA
Vita è..
15 minuti fermi sulla strada,
dallo stigghiolaro di fiducia. Cool

avatarsenior
inviato il 24 Aprile 2019 ore 17:02    

Old_pentax, se l'evoluzione fosse solo fatta da variazioni casuali, in condizioni ambientali stabili avremmo più individui malformati e malati che individui sani, ma questo non avviene, perché?

avatarjunior
inviato il 24 Aprile 2019 ore 17:03    

La stigghiolaro è in via catabolica...

avatarsenior
inviato il 24 Aprile 2019 ore 17:10    

Old_pentax, se l'evoluzione fosse solo fatta da variazioni casuali, in condizioni ambientali stabili avremmo più individui malformati e malati che individui sani, ma questo non avviene, perché?

non è così, e comunque il concetto di "malattia" in ambito evolutivo è tutto da ridefinire rispetto a quello che ci dice la medicina.
Per es. per la medicina il favismo è una malattia, per l'evoluzione è un'opporunità.
La mancanza di G6FD è associata ad una maggiore resistenza alla malaria. In un contesto d'invasione da anopheles i favici (e anche chi ha l'anemia mediterranea) sarebbe avantaggiato rispetto a chi dalla medicina è definito "sano". O meglio, in un periodo in cui ancora non si era così evoluta la medicina lo è stato.

avatarsenior
inviato il 24 Aprile 2019 ore 17:11    

Old_pentax, se l'evoluzione fosse solo fatta da variazioni casuali, in condizioni ambientali stabili avremmo più individui malformati e malati che individui sani, ma questo non avviene, perché?


Sei abbstanza preparato e dovresti saperlo:
si chiama "Selezione naturale".
Chi non è adatto muore!

Inquanto alle condizioni stabili sappiamo benissimo che la fisica non ce le concede.

Stessa cosa per la vita che ci circonda.

Molti secoli fa qualcuno che non aveva conoscenza di biologia aveva coniato una frase che nella sua sintesi aveva un valore universale: Mors Tua Vita Mea.

Traduco prosaicamente: non c'è vita senza vita.


avatarsenior
inviato il 24 Aprile 2019 ore 17:14    

Chi non è adatto muore!

vero, anche se comunque l'evoluzione è molto più dolce di solito.
Accade che i "migliori" hanno più figli, chi è "peggiore" ne ha meno da portare a sua volta a riprodursi.
Ma a volte accade che un filone che sembrava destinato all'estinzione si trova in un contesto climatico-ambientale nuovo, e da quel filone si ha un enorme successo.
Questo perchè aveva con sè caratteristiche peggiori per l'ambiente di prima, ma migliori per il nuovo.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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