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Ma il futuro delle reflex?


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avatarsenior
inviato il 04 Novembre 2019 ore 13:57    

mah...non sono d'accordo con questa visione così drastica...già ritengo esagerate queste considerazioni quando si parli del passaggio da analogico a digitale, ma da reflex digitale e ML mi sembra decisamente eccessivo: la visione ottica nel mirino ha qualche vantaggio obiettivo, ma nulla cambia su tutto il resto.

avatarsenior
inviato il 04 Novembre 2019 ore 19:29    

Angor, . . . la parte del mio precedente post: "previsione fantascientifica" è scritta chiaramente e volutamente come un'ironica provocazione Sorriso . . . ma che l'adozione di fotocamere ML sempre più piene di features, facilitazioni, automatismi svuoti la capacità creativa del fotografo medio non è utopia e neppure fantascienza, sicuramente una parte di fotografi manterranno capacità di analisi perche' ancora una bella fetta sono partiti e si sono fatti l'esperienza in era analogica reflex, ma le generazioni nuove faranno l'abitudine agli automatismi delle nuove fotocamere e delle nuove tecnologie, difficilmente sapranno leggere la luce ed esporre correttamente o illuminare una scena in modo creativo.
Guardati intorno e vedi gruppi di ragazzi, e anche meno giovani fagocitati dagli smartphone e dal web, le conseguenze dell'intelligenza artificiale contagerà pure la creatività in ambito fotografico e aggiungo che queste non sono solo mie opinioni ma anche quelle di molti fotografi di professione con 40 anni di esperienza.

avatarsenior
inviato il 04 Novembre 2019 ore 20:34    

Vero

avatarsenior
inviato il 04 Novembre 2019 ore 20:38    

Giuliano . . . cerco di difendere la vecchia guardia Sorriso o meglio la tradizione anche in ambito fotografico creativo. Cool

avatarsenior
inviato il 04 Novembre 2019 ore 20:44    

;-);-);-)

avatarsenior
inviato il 05 Novembre 2019 ore 1:13    

Un mio amico fotografo professionista - che usa una canon 5d Mk 2 e in studio un banco ottico - mi ha detto che non gli interessa un bel niente avere l'ultimo ritrovato della tecnologia perchè le foto le fa lui e la macchina è solo lo strumento di cui si avvale. Vale il principio di sufficienza: quando fa quello che vuole lui e che gli serve, va benone.
Un altro mio amico fotografo ha confessato che lui i matrimoni li fa con la 5d Mk2 e il 24-105 e ce ne cresce. Con quel principio barbaro, ci è arrivato alla pensione. Suo figlio fa reportages giornalistici, dice che della 7d ce ne cresce...
Al matrimonio della figlia di un mio amico, pochi anni fa, c'era un fotografo-videomaker con Nikon D3 e 24-70 e come secondo corpo una d300 con 80-200.
Penso che i clienti più attenti e smaniosi dell'ultimo parto della tecnologia siano gli amatori evoluti e pretenziosi più che i pro.
Quelli che conosco hanno un rapporto molto distaccato con l'attrezzatura: è lo strumento per portare a casa la michetta, non cercano soddisfazioni cerebrali. Finchè il "ferrovecchio" fa il suo sporco lavoro, lo si tiene sotto e si evita di spendere soldi inutilmente.

avatarsenior
inviato il 05 Novembre 2019 ore 1:38    

Quelli che conosco hanno un rapporto molto distaccato con l'attrezzatura: è lo strumento per portare a casa la michetta, non cercano soddisfazioni cerebrali. Finchè il "ferrovecchio" fa il suo sporco lavoro, lo si tiene sotto e si evita di spendere soldi inutilmente.
. . . i tre fotografi professionisti della mia zona, con i quali ho buoni rapporti di amicizia, la pensano esattamente così, non spendono in attrezzature inutili.
Sfruttano quello che hanno, cambiano la fotocamera quando è arrivata al limite, non si fanno condizionare dalle mode ML giocattolo, sanno utilizzare al meglio l'attrezzatura e le ottiche che hanno, sanno gestire la luce e il movimento, tirano fuori stampe perfette da fotocamere che molti "amatori evoluti e pretenziosi" snobberebbero.

avatarsenior
inviato il 05 Novembre 2019 ore 8:25    

@Cirillo da un lato capisco il tuo punto di vista, ossia che un automatismo, quale che sia, "svuota" in qualche modo un'abilità che, prima di esso, un tecnico doveva avere per svolgere un certo lavoro...nota che uso il termine "tecnico", non fotografo, perchè questo discorso vale a 360° per qualsiasi attività che preveda l'uso di strumenti.

Perchè questo è quello che succede, è innegabile.

Ma è anche innegabile che quella particolare abilità, in realtà, spessissimo non abbia mai contribuito in qualche modo a ottenere un prodotto migliore.

Si legge spesso che solo chi espone manualmente abbia il pieno controllo dello scatto, ma non è assolutamente vero.
Si può essere creativi anche con la più automatica delle macchine, basta saperla controllare.
Così come la capacità di creare un set di luci non nasce certo dall'usare una macchina manuale a pellicola per lo scatto finale piuttosto che una ML.

Anzi, nascono anche altre abilità: ad esempio, io sto usando sempre più tecniche come l'ettr e l'hdr e mi accorgo che sto acquisendo una capacità di previsualizzare scene ad alto contrasto che chi rimane ancorato all'esposizione singola non avrà mai. Sto parlando ovviamente di hdr realistico, non quelle pattonate delle prime ore.

Io credo che sia sempre da prendere il meglio da quello che offre la tecnologia, ma per farlo bisogna conoscerla.

PS: non prenderei a riferimento i fotografi di matrimonio, perchè sono un caso molto particolare: anche se loro sono ottimi professionisti, hanno una committenza che spessissimo non capisce sostanzialmente niente di foto. E per la quale una stampa in 30x40 è già di per se una meraviglia, anche fosse mezza bruciata. Oltre che scattare in condizioni quasi ideali.
Per cui, che per un fotografo di matrimoni, o comunque indirizzato all'utenza "civile", bastino macchine molto basiche, non significa quasi nulla.

avatarsenior
inviato il 05 Novembre 2019 ore 10:10    

Angor. . . Troppi automatismi e facilitazioni purtroppo tendono a condizionare il fotografo, che se non ha una preparazione autonoma e critica, tende a seguire un processo mentale prestabilito dal costruttore della fotocamera nell'approccio allo scatto x arrivare al risultato voluto. Le features delle fotocamere moderne aiutano si ma non concedono il tempo alla mente di riflettere al momento dello scatto, tutto ormai è permesso a velocità istantanea.

Il mio primo docente di fotografia, Guido Guidi, ai tempi era professore alla cattedra di storia della fotografia allo iuav di venezia, ci costringeva a mettere la fotocamera sullo stativo e utilizzarla in manuale con scatto flessibile, la fotocamera doveva essere in bolla ecc. sosteneva che tra automatismi e features e velocità di scatto la nostra mente non aveva alcun modo e tempo di riflettere sul soggetto inquadrato, sulla giusta pdc, sul significato dello scatto, diceva che bisognava concedere alla nostra mente il tempo per entrare in profonda sintonia con il contesto, solo allora possiamo sublimare l'arte dello scatto.

Un processo simile, perfettamente descritto da un professore di rango, può benissimo essere implementato con una normale e moderna ML con visore orientabile ( tralasciando il fatto che le ML non danno nessun preview fedele della scena) ma molto raramente ho visto un fotografo implementare un metodo del genere nella fase di scatto, spesso ho notato il contrario.

La mancanza di un'approccio critico e meditativo allo scatto e alla sua preparazione influisce negativamente sulla qualità finale delle proposte fotografiche, basta dare un'occhio alle foto postate sui forum per averne conferma. Sorriso Cool


Io credo che sia sempre da prendere il meglio da quello che offre la tecnologia, ma per farlo bisogna conoscerla.
. . . ci può stare solo se nella formazione dell'utilizzatore c'è la capacità di piegarla ai propri bisogni e risultati, cosa che accade di rado.

avatarsenior
inviato il 05 Novembre 2019 ore 10:38    

Cirillo, ti quoto in toto.

avatarsenior
inviato il 05 Novembre 2019 ore 11:23    

a parte non condividere molto questo approccio, perchè come già detto non è sufficiente prendere la via più dispendiosa per essere anche più bravi come, al contrario, non è possibile giudicare meno bravo chi prenda, invece, quella più efficace.

Ma nel caso specifico reflex DIGITALE vs ML non capisco quali siano questi fantomatici automatismi delle ML che possano fare una tale differenza.

Peraltro non capisco perchè le preview delle ML nn debbano essere considerate fedeli, dato che fino a ieri il live view o la review della foto scattata erano considerati come tali.
Oggi, specie per chi usa ETTR, questa preview sta effettivamente stretta, ma per le situazioni ordinarie (ossia dove in PP non siano previsti interventi estremi) è decisamente fedele.

avatarsenior
inviato il 05 Novembre 2019 ore 14:40    

Angor, . . . nessuno e' costretto a seguire i consigli e i metodi di un prof. ordinario di una cattedra di storia della fotografia e tanto meno non ho giudicato nessuno, ho solo discusso di un'approccio psicologico diverso e intimo alla fotografia, la modernità degli strumenti attuali non impedisce affatto ma di certo non stimola al rigore e all'introspezione nel momento dello scatto bensì aiuta a trovare la via più veloce.

Ho solo criticato il possibile pericolo delle tendenze attuali perchè l'esperienza ( sei mesi di corso con Guido G. maestro di Land Art) di approfondire un'approccio diverso alla fotografia ha cambiato il mio modo di vedere e di rapportarmi con il linguaggio fotografico.

Peraltro non capisco perchè le preview delle ML nn debbano essere considerate fedeli, dato che fino a ieri il live view o la review della foto scattata erano considerati come tali.
. . . difatti preview, live view oppure review non hanno nessuna fedeltà cromatica con la realtà e tanto meno con il mirino ottico di una reflex, offrono la comodità di inquadrare senza rompersi la schiena e un visione approssimata del reale.

La differenza è che le fotocamere con mirino ottico, siano esse reflex oppure fotocamere a corpi mobili, non sporcano la memoria visiva del momento dello scatto, non modificano e non amplificano nessun stimolo visivo.

Quando sei davanti allo schermo del pc e farai PP dal negativo digitale cercando di ricreare la fedeltà cromatica della scena la memoria dello scatto ti aiuterà a ritrovare, nei limiti del possibile, la fedeltà e la magia del momento, questo è il mio metodo poi ognuno è libero di utilizzare ETTR, HDR e altre tecniche affini, ma il processo occhio/cervello/percezione/memoria sono l'unica nostra possibilità per esprimerci correttamente in ambito del significato "fotografia" il resto potrebbe essere computer grafica.

Se ancora non ci credi osserva le gallerie della C. Bruzzone e pure di altri e capirai in un attimo il loro approccio e la meticolosa preparazione allo scatto. Sorriso

avatarsenior
inviato il 05 Novembre 2019 ore 14:56    

Cirillo, ti quoto in toto.
. . . grazie per il sostegno, siamo in due a fare reato di opinione. MrGreen MrGreen

avatarsenior
inviato il 05 Novembre 2019 ore 17:09    

boh...forse dipende da come uno si approccia allo scatto....io, personalmente, tutta quella fase di "sensazioni" che fanno nascere lo scatto l'ho PRIMA dell'inquadratura, quando guardo il soggetto dal vivo, ed eventualmente anche in live view o nel mirino della macchina fotografica, ma riguardano soprattutto la composizione, il significato che posso aver trovato i un certo rapporto tra i soggetti....molto raramente, per non dire mai, mi è capitato che l'aspetto predominante della foto fossero i colori. E qualora lo fossero, probabilmente sempre per una mia debolezza, dubito che sarei stato in grado di ricordare con sufficiente precisione e completezza più di 1 o 2 scatti.

In sostanza, almeno a me, è alquanto inutile poter apprezzare la differenza di resa cromatica tra un mirino ottico e una visione pure di preview elettronica di un live view/evf, perchè dubito che la mia memoria sarebbe in grado di farne un gran che.


avatarsenior
inviato il 05 Novembre 2019 ore 18:14    

L'approccio, il metodo e la memoria dello scatto è una caratteristica che si sviluppa con l'allenamento continuo, non è una facoltà da super uomini. Proprio per questo dico che gli strumenti odierni offrendoci molte comodità ci sviano dalla capacità di indagare, stiamo parlando non di tecnica ma di attitudini psichiche applicate all'arte fotografica, ai tempi nemmeno io mi ero posto il problema, dopo aver frequentato corsi con Guido Guidi, Stephen Shore, Giacomelli si apri' un'altro mondo . . .

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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