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Cartier Bresson, scenografo o cacciatore?


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avatarsenior
inviato il 13 Agosto 2018 ore 22:51    

Daunio purtroppo ognuno gira la frittata come vuole probabilmente colpa mia che non riesco a spiegarmi. Sicuramente chi fotografava Ciavarro nel suo genere faceva il suo Lavoro ed era pagato e visto che quei fotoromanzi avevano un grosso seguito lo faceva anche bene. Nel mondo dei fumetti capita a qualsiasi disegnatore di rubare scene da fotografie o altri disegni e trasformarle adattandole alle proprie esigenze.lo fanno i grandi maestri e non. Sicuramente chi non è del campo avrebbe da ridire e dargli del copione ma questo non avviene mai da chi disegna fumetti per professione. Idem per gli incisori di camei che prendono spunti da scene di dipinti del '600 o '700 e non per questo molti di loro non siano dei grandi maestri dell'incisione. Chi non ha mai lavorato in certi campi o lo fa da poco tempo purtroppo ha una visione diversa ma sono affari suoi.

avatarjunior
inviato il 14 Agosto 2018 ore 3:02    

Ritengo che uno scatto rubato, buono, buonissimo o incredibile, fate voi, possa capitare a tutti.. Senza dimenticare che il "culo" si allena..
Ma immaginare una scena, costruirla, renderla credibile e coerente, avere qualcosa a monte da raccontare e riuscire a condensarlo in qualche frazione di secondo, credo sia totalmente su un altro livello..



avatarsupporter
inviato il 14 Agosto 2018 ore 7:31    

@Buh
Sono completamente d'accordo.
Inoltre non dobbiamo dimenticare che HCB con tutto il movimento si poneva come arte figurativa alternativa alla pittura, concetto severamente criticato dai social del tempo.
Loro progettano molte foto così come lo facevano i pittori e si ispirano a sua volta ai pittori dei tempi.
Come fotografi partono da pionieri, senza preconcetti ed aumentando il livello di realismo rispetto a quello che proponeva la pittura, delineando un metodo ed uno stile che sino ad oggi è preso a riferimento. Poi riescono in molte foto anche a congelare attimi fuggenti ma non per caso perché se li sono immagginati e poi ne sono andati alla caccia. Il culo va giustamente allenato. Poi se non arriva si paga la baguette al ragazzino e lo si fa correre.

avatarsenior
inviato il 14 Agosto 2018 ore 8:57    

Comunque, al di là di HCB che non era propriamente un fotoreporter anche se il suo stile ha influenzato la categoria, il reportage e il modo di fruirne sono cambiati nel tempo (anche e soprattutto in funzione dei mezzi a disposizione), e questo è chiaro se pensiamo ai fotoreporter "ante litteram" della guerra di secessione americana: difficile che tra il 1861 e il 1865 le attrezzature fotografiche consentissero di cogliere realmente l'attimo sempre e comunque (più facile che li cogliesse una pallottola mentre sistemavano cavalletto e banco ottico)

avatarsenior
inviato il 14 Agosto 2018 ore 9:19    

1861 - 1865, evabbè.

avatarsenior
inviato il 14 Agosto 2018 ore 9:32    

difficile che tra il 1861 e il 1865 le attrezzature fotografiche consentissero di cogliere realmente l'attimo sempre e comunque (più facile che li cogliesse una pallottola mentre sistemavano cavalletto e banco ottico)


Tra l'altro, nessuno aveva mai visto una fotocamera e quindi di sicuro gli sparavano perché pensavano che il fotografo stesse montando una mitragliatrice o qualche diavoleria del genere...

avatarsenior
inviato il 14 Agosto 2018 ore 10:07    

Tra quella data e oggi non c'è stato un momento in cui si è deciso per un taglio netto tra cogliere l'attimo e sistemare in qualche modo una scena, è stata un'evoluzione continua, per cui ciò che rientrava in un determinato concetto ai tempi di HCB non è detto che ci rientri ancora.

avatarsenior
inviato il 14 Agosto 2018 ore 10:09    

Penso che a prescindere da HCB tutti tra professionisti e non, si è cacciatori e perché no anche registi se si presenta l'occasione.;-)

user96921
avatar
inviato il 14 Agosto 2018 ore 10:15    

...Purtroppo uno dei “mali” della nostra società è quello di volere/dovere catalogare classificare tutto, analizzare e confrontare con uno strumento errato che è la mante. HCB come tutti coloro che hanno lasciato tracce indelebili della loro opera, lo hanno fatto con il cuore facendo lavorare il loro aspetto emotivo, istintivo, secondo voi HCB si riteneva un pescatore, un cacciatore, pianificatore, instintivo ecc. ecc tutte menate che servono per riempire pagine del nulla, (rispetto comunque le opinioni di tutti). Facciamo lavorare la nostra parte emotiva quando fotografiamo, così facendo avremmo risposto al 90% dei quesiti come quello posto.
Le nostre foto nn saranno belle come quelle dei grandi ma potremmo "emozionarci" quanto loro mentre le facciamo, questo sarebbe un bel risultato!!!
Buona luce a tutti
Scusate la sintesi ma dal cell nn riesco fare meglio.

avatarsenior
inviato il 14 Agosto 2018 ore 10:37    

il problema non è neanche la classificazione.
è che esiste un tipo di fotografia che non prevede di modificare la scena.
Addirittura in certe sottocategorie di questa fotografia farlo è un reato perseguibile.

Quindi se si considera quel tipo di fotografia, dare disposizioni su cosa fare o come disporsi equivale ad essere un piccione che caca su una torta alla crema.

dite che HCB era un fotografo e non un fotogiornalista, che si prendeva diverse licenze come artista.

avatarsenior
inviato il 14 Agosto 2018 ore 10:40    

il problema non è neanche la classificazione.
è che esiste un tipo di fotografia che non prevede di modificare la scena.
Addirittura in certe sottocategorie di questa fotografia farlo è un reato perseguibile.


Basta vedere la figura "demmedda" (con esclusione per anni dai concorsi internazionali) che si è fatto quello con il formichiere al Wildlife Photographer of the year 2017

avatarsenior
inviato il 14 Agosto 2018 ore 10:42    

Beh li siamo all'assurdo….Ma esistono tanti altri casi in naturalistica, più o meno noti, che testimoniano quanto sia importante il "come mi dichiaro" in quanto fotografo...

avatarsenior
inviato il 14 Agosto 2018 ore 11:02    

Mi sento chiamato in causa, pur se di striscio, dal tuo intervento RobBot per due ragioni, la prima è il brutto titolo che ho dato al thread (di cui mi sono pentito e scusato), la seconda è che a parlare sei tu, che con le tue splendide foto e con i tuoi interventi mai banali ti sei guadagnato la mia forte stima.
Sono d'accordo con te che catalogazione e classificazione siano deleteri, quanto più ci si avvicina alla impalpabile e spesso insondabile profondità dell'arte (o di qualunque opera dell'uomo capace di esprimere intensità, emozioni, universalità). Anche se preferirei scagliarmi sull'eccesso di importanza dato alla catalogazione: un conto è dire che Picasso era cubista, vitalistico, mediterraneo, espressione del novecento e goderselo comunque, un conto è goderselo (o non goderselo) perché era cubista ecc...
Un gran problema, e non so se solo di questo tempo, è invece la superficialità, la mancanza di profondità, di impegno emotivo a percepire, di impegno cognitivo a capire, di tempo ed energie dedicate a percepire e capire. Internet in questo non aiuta, anzi!
Hai, per me, gran ragione a dare alla parte emotiva, percettiva un'importanza assoluta, molto preponderante rispetto al sapere, alla parte cognitiva, ma credo che sarebbe un errore negarla, o peggio (come hanno fatto alcuni interventi) demonizzarla.
Con senso della misura, buon senso, spirito critico e passione per l'approfondimento vero (non con le chiacchere ma con libri, documenti, pareri autorevoli) sapere, secondo me, è legittimo, e a volte utile, anche quando si è davanti a opere d'arte (o a qualunque opera dell'uomo capace di esprimere intensità, emozioni, universalità).
Ciao

avatarsenior
inviato il 14 Agosto 2018 ore 11:18    

non so se dicendo che non sei un sostenitore dello spontaneismo ti riferivi al fotogiornalismo in cui la ripresa non è necessariamente spontanea.
infatti il fotografo è parte dell'azione tantopiù ad essa si avvicina e si fa notare.
Di sicuro nel tuo topic si accende proprio una lampadina per allocare correttamente il fotografo HCB, in pratica per catalogarlo.

Anche io aborro le classificazioni, specie quelle riguardanti le fotografie, poichè una stessa fotografia può essere allocata tra differenti generi.
Ma l'economia della nostra mente, prima ancora della sua vastità, ha una sua necessità di sintesi, e spontaneamente fa confronti necessari a capire utilizzando l'esperienza, confronti che sono il primo passo per classificare.

avatarsenior
inviato il 14 Agosto 2018 ore 11:33    

@vincenzovirus
Daunio purtroppo ognuno gira la frittata come vuole probabilmente colpa mia che non riesco a spiegarmi. Sicuramente chi fotografava Ciavarro nel suo genere faceva il suo Lavoro ed era pagato e visto che quei fotoromanzi avevano un grosso seguito lo faceva anche bene.


forse neanche io sono stato chiaro.
non entro nel merito se e cosa e più alto artisticamente o concettualmente.
qui il discorso è deviato su altro ma era partito da una considerazione di una voce di corridoio, un pensiero ancora senza fondamenti e basato sulle supposizioni e convinzioni personali, dire che Bresson era furbo a vendersi e faceva posare attori, mentre formalmente a tutt'oggi è considerato un antesignano della street... comporta denigrazione, maldicenza o quello che vuoi tu, magari è vero magari no, ma è uno sport che a me non piace, sarebbe come se qualcuno andasse in giro dicendo che i tuoi successi lavorativi piccoli o grandi fossero frutto di artifici o alterazione di metodi o risultati.
a me mangiare del pesce surgelato spacciato per pescato per quanto buono darebbe fastidio.
altrimenti la chapelle sarebbe una pippa megagalattica se stessimo facendo un discorso di genere.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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