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inviato il 06 Giugno 2018 ore 23:59
Qui non si tratta di ragionare su ciò che salgado ha ottenuto nella sua carriera ma sul messaggio che ha dato oggi... E poco hanno a che vedere i commenti sulle gallerie di tizio e caio paragonati ai lavori di salgado (cosa assai poco elegante) Possiamo essere d'accordo o meno con i concetti che esprime....ma limitiamoci a quelli altrimenti la discussione prende una deriva senza senso.... |
user90373
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inviato il 07 Giugno 2018 ore 0:08
Il messaggio si basa su concetti ed i concetti portano a dei risultati e, probabilmente, buoni concetti saran forieri di buoni risultati. |
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inviato il 07 Giugno 2018 ore 0:23
Vero in generale Troppo semplicistico nel topic in questione.... Non vogliamo rapportare i concetti e i risultati all'epoca nella quale vengono formulati/ottenuti? |
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inviato il 07 Giugno 2018 ore 0:35
Quando cominciai a disegnare con la tavoletta grafica in molti non approvavano questa mia scelta. Da un lato non avevano tutti torti perché ile chine e i pennelli davano risultati più soddisfacenti e ne ero consapevole. Sono passati anni ormai e la tavoletta grafica non può mancare ad un'illustratore. Photoshop ormai ti permette di realizzare tavole esattamente come fossero con chine e pennelli (se ne sei capace). Molti artisti vecchio stampo ormai sempre più spesso lavorano con tavolette grafiche senza abbandonare pennelli e chine. I concetti cambiano chiunque tu sia ma devi avventurarti...poi sta a te decidere pennelli o tavoletta, analogico o digitale perché no anche cellulare (molti lo usano già) |
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inviato il 07 Giugno 2018 ore 8:06
Discussione interessante. Provo a dire la mia. Fotografare significa scrivere con la luce. Quindi, scrivere. Un tempo la scrittura con la 'penna' era accessibile a pochi per una barriera culturale, e anche finanziaria. Chi scriveva, come i monaci amanuensi, lo faceva per motivi nobili: perché fatti di valore (pensieri di filosofi, rapporti di storici,...) non andassero perduti. Restassero nella memoria. E si riproduceva su carta e su copie per evitare che questo andasse perduto, come nel rogo della biblioteca di Alessandria. Gli scrittori erano pochi, e il titolo aveva un pregio. Quando la scrittura è divenuta accessibile, diciamo dopo la seconda guerra almeno nel mondo occidentale, è stata usata per infiniti scopi. Estremo: i pizzini erano concepiti per comunicare tra pochi, non certo per resistere al tempo ed essere diffusi. Oggi tutti scrivono, ma pochi sono gli scrittori. Allo stesso tempo nascono nuovi strumenti e nuovi usi dello scritto, così distanti dall'originale che si devono definire con un nuovo nome: pizzino, murales, telegramma. Se ci pensiamo, con la fotografia è successo qualcosa di molto simile. Io nel discorso di Salgado intravedo la lettura di questo fenomeno. Una persona che oggi gira il cellulare verso se stessa, fissa su supporto elettronico quello che il sensore legge, lo trasferisce ad altri su Facebook, poi si pente dell'effetto e vuole cancellare il post, ha uno scopo diverso da Salgado quando fotografa. E infatti preferisce dire che ha fatto un selfie, non sente l'esigenza di stampare, e magari sa già che quella comunicazione farà la fine di un pizzino. È la accessibilità che fa la differenza, molto più del device. È una questione di fine, non di strumento. Oggi tutti fotografano ma non tutti sono fotografi. Così come tutti scrivono ma non tutti sono scrittori. Ma proprio e prima di tutto perché non ne hanno l'intenzione |
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inviato il 07 Giugno 2018 ore 8:39
Mi ripeterò, ma secondo me Salgado non si è lanciato contro lo strumento in sé, ma contro la "filosofia" (tutta commerciale) con cui viene proposto e, spesso, utilizzato. Calzante l'esempio dei pizzini fatto da Fabrizio: la gran parte delle immagini che scaturiscono dalla "filosofia" di cui sopra ha la valenza dei pizzini, non certo quella di un libro (memoria) e nemmeno quella di una rivista (diffusione di conoscenza) |
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inviato il 07 Giugno 2018 ore 9:38
Concordo quasi totalmente con Fabrizio. “ È la accessibilità che fa la differenza, molto più del device. È una questione di fine, non di strumento. „ “ Mi ripeterò, ma secondo me Salgado non si è lanciato contro lo strumento in sé, ma contro la "filosofia" (tutta commerciale) con cui viene proposto e, spesso, utilizzato. „ Concordo anche su questo. Ma spesso filosofia e strumento anche se non sono la stessa cosa sono "collegati". Per concretizzare la tua filosofia ti servono gli strumenti adatti. E se questi non sono a disposizione... Ma lo strumento vive anche di vita propria. Nel senso che se fornisce quella possibilità questa possibilità sarà sicuramente sfruttata da qualcuno Poi ci sarà una specie di "selezione naturale" che decreterà la diffusione dei vari "modus operandi"... Quello che comunque mi premeva sottolineare, l'ho detto prima ma forse sono stato troppo dispersivo, è che a prescindere da cercare di "incasellare" le varie forme espressive... se queste si diffondono e hanno il loro proprio linguaggio... mi sembra interessante cercare di sfruttarle e "indagarle". Ad esempio un fotografo potrebbe cercare di creare dei selfie d'autore o ad esplorare le potenzialità di Instagram che la gente comune coglie solo di sfuggita (cosa che sta facendo Shore). O un romanziere potrebbe provare a scrivere una specie di romanzo epistolare utilizzando e-mail in luogo delle lettere... Poi, oddio, ognuno può continuare a battere su territori più consolidati continuando ad ottenere risultati interessanti e degni di nota. |
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inviato il 07 Giugno 2018 ore 9:55
Sono perfettamente d'accordo ma lo smartphone cosa c'entra?...ormai puoi documentare anche con quello (se ne sei capace). In tutti i campi si lavora sfruttando le nuove tecnologie, poi c'è chi la usa in modo sensato e chi no. C'è chi per scelta, per stile o per incompatibilità con i nuovi mezzi tecnologici lavora ancora vecchio stampo ma senza criticare chi sfrutta i nuovi mezzi. Quello che trovo sbagliato invece è il non avere le basi di partenza cioè partire direttamente con l'ultima diavoleria sul mercato...e i risultati si notano. |
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inviato il 07 Giugno 2018 ore 10:00
“ guardando i lavori di Salgado confronto ai tuoi e di qualcuno che non ha foto ma ha commentato in modo xx Salgado, forse mi faccio influenzare? „ Scusa se mi sento tirato in ballo, dato che non ho foto: Stai per caso dicendo che siccome non puoi vedere le mie foto, le mie parole, contestualizzate e ripetute più volte, non valgono? Che devono essere corroborate da una qualsivoglia prova di una mia paventata "bravura"? Sinceramente. “ Oggi tutti fotografano ma non tutti sono fotografi. Così come tutti scrivono ma non tutti sono scrittori. Ma proprio e prima di tutto perché non ne hanno l'intenzione „ Esatto, non importa. Giusto o preoccupante che sia. Salgado, io, noi, possiamo sentirci amareggiati da questo, consapevoli che la cosa si rivelerà utile come succhiarsi il pollice per risolvere un'equazione. “ Ad esempio un fotografo potrebbe cercare di creare dei selfie d'autore o ad esplorare le potenzialità di Instagram che la gente comune coglie solo di sfuggita (cosa che sta facendo Shore). O un romanziere potrebbe provare a scrivere una specie di romanzo epistolare utilizzando e-mail in luogo delle lettere... Poi, oddio, ognuno può continuare a battere su territori più consolidati continuando ad ottenere risultati interessanti e degni di nota. „ Infatti, c'è chi usa instagram e facebook in un modo, chi in altro. Io cerco di pubblicare su instagram i miei lavori, ovviamente decontestualizzati, come vetrina. Shore lo usa come un diario fotografico, e forse è l'utilizzo più consono da usarvi, nonostante credo che shore si sia un po' perso. O magari è solo cambiato, e io devo ancora entrarvi in sintonia. Ma è un'altra storia |
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inviato il 07 Giugno 2018 ore 12:19
“ Sono perfettamente d'accordo ma lo smartphone cosa c'entra? „ Beh, la domanda era: "Oggi ognuno ha a disposizione una macchina fotografica nel proprio telefonino e ogni giorno vengono scattate miliardi di fotografie. È un bene o un male?". Dubito che Salgado possa pensare che con uno smartphone non sia possibile fare anche fotografia come la intende lui; semplicemente osserva che nell'utilizzo consueto ci si fa altro. |
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inviato il 07 Giugno 2018 ore 12:57
@Matteo, non era nulla nei tuoi confronti ma se Gastel mi dice il digitale ha cambiato la fotografia e tu (per ipotesi) esprimessi parere contrario non pensi che conoscendo i suoi lavori ma non avendo mai visto i tuoi, pur rispettando la tua opinione, io sia più portato a condividere il suo di pensiero? è sbagliato? forse ma io sono abituato a confrontarmi e sopratutto se lo faccio con chi è più bravo di me (cosa facile) perché mi mostra esempi reali che mi aiutano a crescere. |
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inviato il 07 Giugno 2018 ore 13:44
“ Dubito che Salgado possa pensare che con uno smartphone non sia possibile fare anche fotografia come la intende lui; semplicemente osserva che nell'utilizzo consueto ci si fa altro. „ Esatto, non credo sia rincoglionito tale da dire che non puoi fare "memoria" con il cellulare. Probabile che sia come dici tu. Ma credo anche sia più sveglio di come appare, non credo che non sapesse con tale affermazione (almeno il titolo) non sollevasse un vespaio. Colpa sua o del giornalista? “ non era nulla nei tuoi confronti ma se Gastel mi dice il digitale ha cambiato la fotografia e tu (per ipotesi) esprimessi parere contrario non pensi che conoscendo i suoi lavori ma non avendo mai visto i tuoi, pur rispettando la tua opinione, io sia più portato a condividere il suo di pensiero? è sbagliato? forse ma io sono abituato a confrontarmi e sopratutto se lo faccio con chi è più bravo di me (cosa facile) perché mi mostra esempi reali che mi aiutano a crescere. „ Io, sono il primo che condivide la diversificazione dell'opinione. Se una persona è oggettivamente esperto, mi affido a lui. Sono per lo studio, per l'esperienza, per l'applicazione e buonsenso. Ccredo che questo faccia davvero la differenza nel valore dell opinioni. Altresì penso che bisogna saper discernere la differenza tra affermazioni oggettive e opinioni, soggettive. Dare peso alla persona ma allo stesso tempo valutare le affermazioni senza un paraocchi. Altrimenti abbiamo da una parte (esempio sopra) un Gardin che afferma che la foto non va manipolata o messa in posa, e dall'altra abbiamo un Soth ad esempio. Pareri validissimi tutti e due, ma sono visioni in cui non c'è un giusto o sbagliato, solo coerenza ma nel proprio lavoro, in cui noi ci possiamo trovare o meno. Non sono queste le uscite sbagliate o giuste oggettivamente Essere obbiettivi. E questa capacità va ovviamente, di pari passo anch'essa con esperienza, studio, e sopratutto buonsenso. Io posso anche concordare con Salgado sull'eccesso consumistico delle foto, che non si stampa più, che si dimenticano le foto dopo pochi minuti di averle scattate (parlo in generale). E allora? La soluzione? Per legge mettiamo l'obbligo di stampa? Di pensare allo scatto prima di farlo? Ma coloro che fanno così sono persone a cui non importa della questione. E sono cambiati i modi di fruire. |
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inviato il 07 Giugno 2018 ore 13:46
“ consapevole che quel suo certo modo di intendere la fotografia era l'unico percorribile per ottenere quel tipo di risultati? Visti i quali, mi sento di affermare si tratti di un modo tutto sommato corretto. „ Curioso che quando si tratta di Salgado i risultati vanno accettati senza discutere mentre invece se si parla di Gursky diventano figli di un mondo della fotografia sbagliato... Poi per me Salgado è un grandissimo e avendo avuto la fortuna di sentirlo parlare a lungo dal vivo non credo che volesse prendere una posizione totalmente assolutistica sul tema, al contrario mi è sembrato persona molto pacata dai grandi valori e capace di cogliere tutte le sfumature del mondo in cui vive. |
user23063
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inviato il 07 Giugno 2018 ore 13:51
Diciamo che una discussione così ha senso e trova determinate risposte in un contesto dove si cerca qualcosa di più del semplice condividere consumistico (inteso come usa e getta dell'immagine, che i social fomentano per loro stessa impostazione), ma dove si cerca di dare un significato ad ogni azione che si compie. Ognuno avrà la sua risposta, ma è innegabile che SE non si ha coscienza del mezzo e delle sue possibilità e limiti si ricade sostanzialmente in quello che ha affermato Sebastiao. Che per alcuni potrebbe peraltro andare anche benone, ma come per la discussione sulla foto naturalistica, è ben importante non spacciare per acqua quello che è vino e viceversa. |
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inviato il 07 Giugno 2018 ore 14:12
“ Ma credo anche sia più sveglio di come appare, non credo che non sapesse con tale affermazione (almeno il titolo) non sollevasse un vespaio. Colpa sua o del giornalista? „ Titolo acchiappaclick con virgolettato creativo... E funziona, ahinoi! |
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