user90373
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inviato il 04 Ottobre 2017 ore 10:10
@ Opisso “ ... un CMOS e un Foveon danno risultati diversi su colore e rumore. Eppure sono entrambi "digitali"no? „ Si,si; dai,dai; che bello! CMOS Vs Foveon! Così mi riposo e imparo. |
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inviato il 04 Ottobre 2017 ore 10:11
@Puma Ok. Anche qui (in fotografia) però bisogna capire quali sono i parametri entro cui ci muoviamo per i confronti. Altrimenti si può asserire che un banco ottico è meglio di uno smartphone e contemporaneamente che una phase one è meglio di una polaroid. Probabilmente allo stato attuale, ci sono delle limitazioni di costi/tecnologia per cui avendo a disposizione tot budget e tot tempo per sviluppo ecc. l'analogico potrebbe essere obiettivamente "meglio". Sinceramente non ne ho idea. Sull'audio... ok il CD aveva uno standard migliorabile ma sinceramente non capisco che limiti dovrebbe avere un "file" wav 24Bit/352Khz. Ma qui la faccenda si fa ancora più spinosa perché i dati oggettivi scarseggiano e ognuno può dire la sua su tutto... |
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inviato il 04 Ottobre 2017 ore 10:15
Infatti, un banco ottico 9x12 a pellicola non lo batte ancora nessuno (ma chi se lo può permettere?); ho molti dubbi sul possibile confronto fra pellicola 35 mm e FF digitale professionale |
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inviato il 04 Ottobre 2017 ore 10:33
Articolo del 2005, per cui preistoria, ma credo che questa affermazione sia ancora valida: “ Trovare due sistemi di produzione delle immagini che siano assolutamente identici ed equivalenti, con la sola differenza che uno usa il sensore e l'altro la pellicola, è impossibile. „ www.nadir.it/tecnica/PELLICOLA_DIGITALE.htm |
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inviato il 04 Ottobre 2017 ore 11:14
Allora, andiamo per ordine... Che il digitale (tutto: cine/foto/audio/video) sia superiore all'analogico PARAMETRO PER PARAMETRO é vero. Risoluzione fine, dettaglio, rumore, dinamica, "fuoco": é INOPINABILE la superioritá "numeri alla mano" del digitale (tutto). Inoltre, come tutti sappiamo e al contrario dell'analogico, é NEUTRALE, cioé "non ci mette del suo". Quindi l'analogico (tutto) PARREBBE una vetusta/obsoleta tecnologia per vecchi/nostalgici vintagisti matusa. Cosa accade però come "risultato finale" del mix di parametri perfettini/neutri/asettici/impeccabili tipici del digitale? Accade che la somma degli addendi é inferiore al risultato TEORICO che i singoli parametri sommati tra loro dovrebbe dare. In cosa é inferiore, si dirá? Eccoci "ai nòcciolo della quistione", per dirla in toscano: c'é un parametro che non é misurabile né campionabile né rappresentabile in ambito numerico. Quel parametro - principe - della riproduzione audio/foto/cine/video si chiama NATURALEZZA. E qui casca l'asino... |
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inviato il 04 Ottobre 2017 ore 11:28
La NATURALEZZA non è un parametro, ma il frutto del lavoro di tecnici che hanno modificato in una sorta di "preproduzione" la situazione di risposta che le pellicole avrebbero avuto se lasciate "neutre". Un po' come quando, per invogliare la gente ad acquistare i nuovi (all'epoca) corredi di macchine e obiettivi 24x36 anziché 6x6, aumentarono il contrasto delle ottiche e la loro incidenza sulla saturazione dei colori perché altrimenti, a parità di ingrandimento delle stampe, nel confronto col 6x6 sarebbero apparse slavate, e la stessa cosa cercarono di fare, almeno inizialmente, i tecnici delle pellicole; è quello che oggi viene richiesto di fare in postproduzione, solo che non tutti hanno il manico necessario. Non si tratta di una guerra tra tecnologie (presunte) sorpassate o meno, ma di tecnologie differenti: se non si è in grado di affrontare il digitale con il flusso di lavoro tipico del digitale si ottengono porcherie, ma se non si è in grado di affrontare la pellicola con il flusso di lavoro tipico della pellicola si ottengono ugualmente porcherie |
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inviato il 04 Ottobre 2017 ore 11:30
Il fatto è che, obiettivamente, quando una cosa non è misurabile può diventare difficile discernere se è un limite della misura o del fatto che certamente non misurabili sono i gusti personali. Ci può stare anche un mix delle due cose... Edit: quoto sostanzialmente il discorso di Daniele... |
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inviato il 04 Ottobre 2017 ore 11:30
La prima obiezione sará: la naturalezza é un parametro soggettivo, non oggettivo. La mia risposta sará: prendete come riferimento assoluto LA REALTÁ e tanto più una foto vi sembrerá reale, tanto essa sará NATURALE. Da allora in poi imparerete ad essere SEMPRE in grado di riconoscere foto "finte" da foto "naturali" e scoprirete casualmente che gli scatti da voi ritenuti più naturali saranno "figli" della pellicola. Pura coincidenza... |
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inviato il 04 Ottobre 2017 ore 11:35
Mi avete anticipato Dan e Opi ma io vi ho risposto esaurientemente. Aggiungo che LA NATURALEZZA la si può imparare a riconoscere e ad apprezzare con l'esperienza e i confronti. É una roba alla portata di tutti, basta soltanto disporre dell'approccio "umile ricercatore agnostico", liberandosi prima da preconcetti o pregiudizi fuorvianti. |
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inviato il 04 Ottobre 2017 ore 11:42
Puma, vuoi che ti faccia vedere una carrellata di stampe innaturali per colori, contrasto, profondità ecc.? Tutte quelle che facevo fare al lab. sotto casa al tempo della pellicola, più metà delle dias che ho realizzato; quelle in Kodachrome praticamente tutte, anche se ammetto che erano più "accattivanti". Se si vuole un confronto valido si deve ricorrere all'ambiente professionale di alto livello, tanto per la pellicola che per il digitale, un ambiente in cui tutti operano con competenze di livello adeguato ad ottenere il massimo da quella tecnologia, e allora vedrai che le presunte differenze scompariranno, per lasciare eventualmente il posto a sfumature di gusto personale, ma queste ci saranno sempre così come ci sono sempre state tra negativo colore e Dias, tra colore e BN ecc. |
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inviato il 04 Ottobre 2017 ore 11:47
Una cosa è verissima, comunque: l'allargamento esponenziale della possibilità di avvicinarsi alla fotografia, operato dal digitale, e soprattutto di diffonderla (Internet) hanno fatto aumentare in modo altrettanto esponenziale il numero di immagini inguardabili; ma considerando che è aumentato drasticamente il numero di quelle prodotte, buone o cattive che siano, direi che si tratta semplicemente di aver "aperto le gabbie" in cui prima stavano rinchiusi tutti quelli che non hanno abilità fotografiche (né a pellicola né digitale) |
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inviato il 04 Ottobre 2017 ore 11:48
“ Da allora in poi imparerete ad essere SEMPRE in grado di riconoscere foto "finte" da foto "naturali" e scoprirete casualmente che gli scatti da voi ritenuti più naturali saranno "figli" della pellicola. Pura coincidenza...;-) „ Sono stato in viaggio una ventina di giorni e siamo ancora a questo punto? Davvero non riusciamo ad andare oltre a questi luoghi comuni? Quoto in toto l'intervento di Daniele Ferrari... Aggiungo che ho appena visitato una galleria a Bishop in california dedicata a Galen Rowell...Molti scatti con Kodachrome....Di naturale in quei colori ho visto poco... Ma si trattava ciò nonostante di bellissimi scatti....soprattutto se contestualizzati al periodo.... |
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inviato il 04 Ottobre 2017 ore 11:50
“ prendete come riferimento assoluto LA REALTÁ „ La realtà è a colori*, non ha la grana ne il rumore, lo sfocato, il bilanciamento del bianco, il tutto a fuoco e non è bidimensionale. Non è affatto così semplice prenderla come riferimento Forse il discorso varrebbe più per l'audio. Ma giusto nella musica classica e/o acustica dal vivo. Un suono elettronico o una chitarra distorta tra i rimbombi di un palazzetto dello sport e un mixing approssimativo non sono il massimo dei riferimenti. *L'uso delle foto bn è quasi più un fattore culturale inizialmente creato dai limiti della pellicola a colori. Nel cinema i film "colorati" la fanno da padrone proprio perché sono più "naturali"... |
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inviato il 04 Ottobre 2017 ore 12:23
Angus, perdonami, bisogna vedere come quei Kodachrome sono stati stampati. E visto che 999 probabilità su 1000 (anzi: lo possiamo dare per scontato) esse non sono dei Cibachrome allora sono stampe da files digitali ottenuti dalla scansione delle diapositive originali... detto in poche parole in quelle stampe, della tipica impronta delle dia Kodachrome, non è rimasto alcunché. |
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