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inviato il 10 Gennaio 2018 ore 12:43
immagino ci sia sempre un progetto, in testa o schizzato su carta e nessuno vada al computer per ...vedere come viene: suppongo (anzi ne sono sicuro) che anche nello studio di architettura dove va mia figlia si proceda così. Ma è lo stesso per ogni professione: quando oggi parlo ad un convegno è tutto molto più interessante, completo e catturano molto di più l'attenzione le slide di power point invece degli sbadigliogeni lucidi di una volta. Ma alla base c'è sempre un progetto fissato nelle sue linee essenziali....appunto "senza smanettare per tentativi". |
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inviato il 10 Gennaio 2018 ore 12:45
Vincenzo...era per prendersi un po' in giro. Se dovessi contare io ogni giorno le fesserie che faccio...!! |
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inviato il 10 Gennaio 2018 ore 12:50
Se non facessimo fesserie sai che noia!!! |
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inviato il 10 Gennaio 2018 ore 12:56
gia! ma come ti fanno inc.....!!! |
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inviato il 10 Gennaio 2018 ore 13:00
Mi permetto di intromettermi dicendo che la fotografia è meravigliosa sia in Digitale che a Pellicola, l'importante è che chi sta dietro alla macchina fotografica abbia ben chiaro cosa vuole ottenere e cosa vuole trasmettere dalla sua visualizzazione. Io scatto a pellicola sia a colori che in bianco e nero, che in digitale. I due sistemi a me piacciono tantissimo ed entrambi a mio avviso vanno utilizzati per quello che possono dare in Stampa! Ho detto Stampa perché questo è il fine Ultimo della macchina fotografica. |
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inviato il 10 Gennaio 2018 ore 13:07
Simone Caleffi: non posso che essere d'accordo su tutto, anche (ma ovviamente ognuno fa come crede) sul fatto che la stampa sia il passaggio finale obbligato. Anche per me una fotografia finisce ed è veramente valutabile quando viene stampata e....possibilmente quando viene stampata in proprio o, comunque, quando possa rispondere esattamente alle proprie aspettative senza compromessi |
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inviato il 10 Gennaio 2018 ore 14:10
Grazie della risposta Claudio. Sono d'accordo con Te. |
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inviato il 10 Gennaio 2018 ore 14:26
Credo che siamo in tanti a pensare che la fotografia, comunque venga ottenuta, se non viene stampata rimanga per qualche verso incompiuta |
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inviato il 10 Gennaio 2018 ore 14:29
e poi, se stampi, in proprio, è un prolungamento del gioco: nuove tecniche da imparare, trucchi, abilità da mettere in campo |
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inviato il 10 Gennaio 2018 ore 16:59
"Credo che siamo in tanti a pensare che la fotografia, comunque venga ottenuta, se non viene stampata rimanga per qualche verso incompiuta" Per me SI. |
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inviato il 12 Gennaio 2018 ore 19:01
“ "Credo che siamo in tanti a pensare che la fotografia, comunque venga ottenuta, se non viene stampata rimanga per qualche verso incompiuta" Per me SI. „ Anche per me, seppur preferisco quella argentica, non è questione di presa di posizioni, ma di soddisfazione personale. |
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inviato il 12 Gennaio 2018 ore 20:00
Argentica intesa come sali d'argento? |
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inviato il 12 Gennaio 2018 ore 21:18
1) Qualcuno di voi conosce "struttura delle rivoluzioni scientifiche" di Khun? Il paradigm shift pare fatto apposta per spiegare la resistenza ideologica degli analogici 2) "Credo che siamo in tanti a pensare che la fotografia, comunque venga ottenuta, se non viene stampata rimanga per qualche verso incompiuta" Io no, nell'era digitale la finalizzazione su carta non è necessaria, come non lo era per le dia |
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inviato il 12 Gennaio 2018 ore 21:27
“ Argentica intesa come sali d'argento? „ Sì quella con bacinelle e ingranditore, colpa mia che non so lavorare e vedere una fotografia a monitor, ho bisogno di lavorarci fisicamente |
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inviato il 12 Gennaio 2018 ore 22:02
io amo stampare e non riesco a "sentire mia" una foto immateriale che non posso tenere tra le mani. Ho benedetto l'era digitale perchè mi ha consentito finalmente di stamparmi in proprio e con relativa facilità foto a colori. E, anzi, mi rammarico che il digitale sia arrivato anche troppo tardi! In epoca analogica (quindi in tempi non sospetti, quando non avevo certo idea che avrei mai potuto guardare un giorno una fotografia sul monitor di un pc)) avevo un rapporto di amore e odio nei confronti delle dia; ne posseggo ancora migliaia, avevano colori splendidi, ma non le "possedevo". E, allora come oggi, non era "resistenza ideologica". Ma questo non significa che il mio modo di sentire le foto sia l'unico |
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