user206375
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inviato il 07 Aprile 2023 ore 7:55
Fossero questi i problemi. Il benaltrismo non ci azzecca nulla secondo me, è una questione di priorità e serietà. Se dopo due anni di pandemia e uno di guerra, crisi energetica, del lavoro, ecc. la menano con ste robe significa che si è perso il contatto con la realtà. Presentassero una proposta di legge e amen ed invece la tirano per le lunghe e con robe ridicole perchè deve passare il messaggio che loro sono patrioti (loro, quelli della flat tax, altro termine italiano) e gli altri i traditori. Ma rischiamo di infilarci in discussioni da tifosi della politica, e a me i politici fanno tutti schifo, da destra a sinistra, anche se sono d'accordo che abusare di termini inglesi andrebbe evitato. |
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inviato il 07 Aprile 2023 ore 9:14
ogni tanto risorge questa polemica. Ma la lingua che noi oggi chiamiamo italiano (e le altre europee) sono tutte frutto di prestiti incrociati e relitti linguistici che vengono addirittura dalle lingue preindoeuropee che si parlavano nella Urheimat (tanto per usare pure il tedesco) collocata nelle steppe tra Ucraina e i monti Urali. Lingue che con le migrazioni e l'incontro con altre parlate non indoeuropee diedero origine alle lingue arcaiche europee che poi a loro volta diventarono le lingue franche del mondo, egiziano, greco e attraverso l'etrusco, il latino. Greco e latino che costituirono per molti secoli, in forme anche localizzate, la lingua franca del mondo antico da questa parte di terra. Poi seguendo l'arco del cambiamento del potere le lingue franche sono state anche arabo, spagnolo, italiano, francese e…inglese. A me sembra che sia questo inglese che a volte dia fastidio, ma immagino fosse lo stesso che provavano alcuni costretti a parlare latino. Ma cosi va il mondo. Ormai anche le aziende italiane vivono un ambiente multinazionale in cui si fa prima a parlare e scrivere in lingua franca che al momento è l'inglese, nessuno ci fa caso. Io ho lavorato in multinazionali italiane o con casa madre all'estero e questa commistione è ormai acquisita, quelli di buon gusto magari evitano di usare tra colleghi italiani o in contesti extra lavoro perle quali briffare, implementare, budgettare (o come visto spesso su questo forum badgettare :) ), upgradare, flaggare, schedulare ecc ecc. Sul rigoroso uso di un buon italiano negli atti legislativi e della P.A., invece sono d'accordo, ma li bisognerebbe investire in correttori di bozze e revisori molto bravi che siano in grado di rendere leggibili le orrende pandette che si continuano a scrivere; leggere un qualsiasi documento legislativo o atto pubblico è impresa davvero ardua… ; siamo ancora a livello Azzeccagarbugli. |
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inviato il 07 Aprile 2023 ore 9:27
Riporto l'avviso iniziale anche qui per contestualizzare l'aggiornamento per chi inizia dagli ultimi commenti. ------------------------------------------------------------------------- Aggiornamento del 6-4-2023 Finalmente un po' di sensibilità sulla comunicazione effettivamente comunicata... www.liberoquotidiano.it/sondaggi/italia/35380540/multe-lingue-stranier Per la prima volta appare un riscontro a quello che auspicavo con la mia petizione (del 2017), anche se non credo che sia merito mio. Dopo tanti anni soltanto la constatazione della montante ubriacatura mistilinguistica, può aver spinto qualche giornalista a svegliarsi... |
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inviato il 07 Aprile 2023 ore 10:11
Evito di esprimere il mio pensiero liberamente, perchè sarei bannato a vita, ma da un paese di "ignoranti patentati" e certificato da ogni ricerca, da almeno 20/30 anni a questa parte, certe prese di posizione fanno solo pensare al QI medio. Oggi almeno 3 lingue sono necessarie a livello ottimo/perfetto, (ma mi confronto normalmente con persone che ne parlano perfettamente 5/6!), qualsiasi rapporto di lavoro è con aziende/filiali/persone estere, per non parlare di dover viaggiare per il mondo, settimanalmente. Stendiamo un velo pietoso delle figure barbine che ci fanno i nostri politici all'estero Nei paesi "civili" la televisione trasmette in inglese e se proprio proprio, si possono attivare i sottotitoli, nella propria lingua madre. Che meraviglioso futuro attendono le nostre generazioni per lavorare, nel e con, il mondo, con queste idiozie (poi da quale pulpito di "giornale" ), che già ora da terzo mondo, ci faranno sprofondare inesorabilmente nel 4 o 5! Quando poi senti "vaccate madornali" come vietare la carne sintetica (che di sintetico ha solo l'ignoranza di chi lo sostiene! ) in difesa del nostro "made in italy/italianità" (che di made c'è proprio poco ) a favore delle aziende estere che invece potranno "produrla" ed OVVIAMENTE commercializzare da noi, il tutto a DANNO delle nostre stesse aziende ITALIANE.... |
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inviato il 07 Aprile 2023 ore 10:43
Ovviamente, le mie sono considerazioni sull'andazzo generale, e prima ci adeguiamo e meglio sarà. Grazie alla sempre stimatissima Dott.sa Grazia Arc.azzo, che "mischiare" termini stranieri senza senso, spesso è una orribile bruttura e stortura da condannare. MA essendo un paese che conta poco, con una lingua ancora "meno importante" nel mondo, (eh si i tempi dell'impero romano sono andati... ed il latino non c'entra nulla), è obbligatorio essere noi a doverci adeguare, al resto del mondo e non il contrario! |
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inviato il 07 Aprile 2023 ore 10:59
Personalemente sono convinto che usare termini in inglese "a caso" nelle frasi, sia non solo indice di ignoranza, ma anche di provincialismo. Anche perché molto spesso chi si avventura in questa pratica, lo fa semplicemente per darsi un tono, quando magari non è neanche in grado di fare un'ordinazione in inglese al ristorante. Senza parlare della mancanza di conoscenza base della propria lingua. Quante volte capita di leggere "o scattato delle bellissime foto", "sono tornato ha casa"? L'inglese va conosciuto e utilizzato, ma quando serve, non buttando parole a caso in frasi in italiano. |
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inviato il 07 Aprile 2023 ore 11:09
è un po' un misto di tutto: provincialismo, ignoranza, praticità, intraducibilità e, come ha evidenziato signessuno, il fatto che l'italiano in tutto il mondo lo parlano proprio e solo gli italiani e gli emigrati italiani (spesso, specie se solo figli di emigrati, pure piuttosto male, peraltro). e abitudine: ad esempio, un tizio che ha tirano un pippone mostruoso a mio figlio a scuola proprio su questa cosa...arrivando persino a definire lo smartphone come "breviario elettronico"...ha poi concluso la lezione con uno spettacolare "buon weekend". |
user206375
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inviato il 07 Aprile 2023 ore 11:30
Vivo in un paese dove in tv o al cinema i film non vengono mai doppiati. Vedi ragazzini di 12-13 anni che parlano l'inglese senza nemmeno averlo studiato a scuola. Al lavoro, anche semplici impiegati senza laurea, parlano correttamente 3 lingue. Poi forse qui c'è un'abuso. Parole come cool, fun ecc. ormai vengono usate quotidianamente. Ma in Italia, persino nei luoghi pieni zeppi di turisti, si fa difficoltà a trovare persone in grado di parlare un pó dl'inglese. Ecco, questo per me è provincialismo. Nel 2023 portare avanti simili battaglie lo trovo ridicolo. Investissero il loro tempo e soldi nella scuola pubblica invece di menarla con ste storie qui. |
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inviato il 07 Aprile 2023 ore 11:39
che poi il grosso delle "importazioni" deriva da gergo informatico.....io ho una certa età e ancora mi ricordo ancora quelli del CED ( ) con i camici bianchi e le penne al taschino....e già quando telefonavi perchè ti si era piantato il calcolatore IMB XT a floppy disk / dischi mosci ( ) ti sparavano: "lo hai ipiellato?"...da li è stato solo un crescendo |
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inviato il 07 Aprile 2023 ore 11:41
Esatto Riccà! Vai in paesi assurdi da terzo mondo e tutti "spiaccicano" l'inglese, pure il cantoniere che toglie le erbacce a bordo strada con le mani.... Qui nemmeno in molte strutture ricettive sanno parlare con i turisti... figuriamoci a dare indicazioni per strada! Per non parlare sul lavoro, quando fai call internazionali via zoom/skype, oppure gli ordini che arrivano dalla filiale estera, oppure il referente straniero inviato qui che devi seguire, ecc. ecc..., ma l'apoteosi è quando ad essere straniero è il tuo cliente diretto, ciaone! |
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inviato il 07 Aprile 2023 ore 12:06
tutti riportano che nel paese andostan parlano 2/3/4 lingue sin dall'asilo il problema non è che si vuole abolire la conoscenza di lingue straniere, ma il suo utilizzo nell'amministrazione pubblica non un'autarchia linguistica dove viene imposta la traduzione per termini inesistenti nella nostra lingua (vedi Spagna e Francia). In Italia, mi pare, siamo tutti esterofili e italianofobi: le stesse identiche cose se fatte all'estero sono bellissime e a protezione della tradizione, se fatte in Italia è revanscismo culturale |
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inviato il 07 Aprile 2023 ore 12:20
Il problema non è che in italia non si conoscono le lingue straniere, in particolare l'inglese, il vero problema è che molti non conoscono l'italiano, non conoscono l'inglese ma nonostante ciò mischiano le due lingue (vedi i molti esempi citati) creando un ibrido assurdo degno dei peggiori casi di afasia! |
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inviato il 07 Aprile 2023 ore 12:24
“ Questo post , alquanto datato , torna di attualità ora che dal vice presidente della Camera dei deputati parte la proposta , almeno per quanto riguarda la Pubblica Amministrazione , di utilizzare l'italiano ove possibile al posto di locuzioni straniere . Proposta subito ridicolizzata dai "benaltristi" per i quali , appunto , c'è "ben altro ...!". In attesa di risolvere tutto il "ben altro !" ... perché no ? Dov'è il problema nel sostituire lo "Smart working" con "lavoro da casa" (libera traduzione!), "briefing" o "brainstorming" con "riunione" ? E qui mi fermo perché ci siamo capiti , anche senza trasformare il computer in "ordinatore" (ma magari "calcolatore" andrebbe bene lo stesso ...). La questione è relegata alla P.A. ma non vi dà fastidio l'uso ormai smodato dell'inglese anche nella pubblicità , un non senso che non ha alcuna giustificazione , posto che la conoscenza della lingua inglese non è poi così diffusa in Italia ? Perché , insomma ? Si vuol far vedere che "si conosce l'inglese " ? Magra consolazione , credo sarebbe assai più producente dimostrare che si conosce l'italiano , dove "zoppicano" spesso anche alcuni giornalisti dei TG o giovani freschi di laurea che fanno magre figure nei vari giochi a premi televisivi . „ La questione è irrilevante. La proposta non ha alcun senso se non quello di cavalcare l'onda politica di un governo sovranista che invece di occuparsi di faccende serie, propone boiate come leggi anti rave party o la sostituzione di alcune parole inglesi. Ma la gente continuerà a chiamarlo computer e non certo "compilatore/calcolatore". | |

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