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inviato il 23 Maggio 2017 ore 13:47
Per assurdo, posso fotografare un bosco dietro casa, sviluppare la fotografia con profilo standard, non alterare null'altro, neppure il bilanciamento del bianco, neppure ridurla. Poi la metto sul web con scritto: foresta nera - Germania e la foto non è falsa. Mi pare chiaro. |
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inviato il 23 Maggio 2017 ore 13:50
La foto non è falsa è falsissima |
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inviato il 23 Maggio 2017 ore 13:58
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inviato il 23 Maggio 2017 ore 14:02
“ Infatti ciò che conta è l'uso dell'immagine, non l'immagine in se, sinceramente non capisco questo non capire... „ ma io l'ho capito.. |
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inviato il 23 Maggio 2017 ore 14:21
Foto vera e foto "sincera". Lo scorso anno partecipai ad un concorso fotografico locale in cui si chiedeva: “ possibili modifiche (consentite) al file originale: parziale ritaglio – raddrizza – luminosità – contrasto – nitidezza non è consentito altro tipo di post produzione spinta vogliamo foto "sincere" espressamente „ Io faccio foto con un obbiettivo Shift, ne faccio tre scattate in portrait e le unisco in panoramica ottenendo un formato 3:2 di ca 40Mpix. A questo punto mi sono chiesto se questo si poteva considerare "sincero", a termini stretti di regolamento direi di no. Ma lo stesso identico risultato avrei potuto ottenerlo con una lente grandangolare più larga su una Canon da 50 Mpix con un solo scatto. Questa seconda metodologia sarebbe stata "sincera" mentre la mia non lo era? Stesso problema si pose per il concorso Sony, dove c'è una categoria denominata "enhanced" in cui si richiamano espressamente i fotomontaggi fotoritocchi e le foto ottenute con stitching, a mio modo di vedere mischiando indebitamente tecniche che hanno intenti ben diversi. Come dice Labirint realtà e foto sono cose diverse, si tratti di pellicola o digitale cambia poco. Senza voler dare giudizi morali verità e sincerità stanno solo nelle intenzioni del fotografo e talvolta nemmeno solo in quelle. Nel libro di Ritchin "Dopo la fotografia" si narra di una fotografia (ancora su pellicola) scattata da un reporter che venne usata da giornali diversi per sostenere tesi diametralmente opposte sull'accaduto, semplicemente apponendo due diverse didascalie ad insaputa del reporter stesso. Se pariamo di fotoreportage la categoria vero e sincero (applicata alle intenzioni, non al risultato immagine) assume una connotazione morale e crea una ben precisa gerarchia in cui il vero e sincero stanno sopra e son da preferire al falso ed al finto. In altri ambiti tale distinzione non può dare alcuna patente di merito ed a mio avviso non ha nemmeno senso. |
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inviato il 23 Maggio 2017 ore 14:25
Condivido Labirint nel dire che realtà e fotografia sono due cose diverse. La fotografia è uno strumento, un mezzo, un'opportunità. Se facciamo l'errore di confondere e paragonare i linguaggi tra loro passeremmo poi le notti a parlarne. E poi come in quasi tutte le espressioni figurative, non c'è una strada certa da seguire. Ho visto il film ma il libro era meglio, bel quadro sembra una foto..... |
user62994
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inviato il 23 Maggio 2017 ore 14:41
Cartesio, Kant, Leibnitz e credo anche Wolff...ho qualche dubbio su Wittgenstein.....sarebbero felici di partecipare...Per carità intediamoci...non voglio scatenare un putiferio....solo un'opinione, molto più seria di quanto possiate credere....forse è che definire l'ambito della sincerità intesa come veridicità nel campo umano è tentativo piuttosto velleitario...sul mio modo di vedere una certa cosa, e quindi di riproporla in forma di immagine, ci riverberano mie convinzioni, sociali, politiche, religiose, sessuali,economiche e soprattutto le finalità che perseguo proprio in quanto portatore di certe convinzioni...l'esempio della foto che cambia totalmente di significato a seconda dell'inquadratura ne è un esempio assai evidente.....sarà che per professione sono abituato a proporre e a sentirmi proporre angoli di visione e di giudizio totalmente differenti e tutti sulla medesima cosa che il problema della verità assoluta non mi si è mai posto......sono sempre davanti ad una verità contingente....quasi mai assoluta...anzi proprio mai....ammiro sinceramente chi ha convinzioni assolute....ma non lo invidio... |
user46920
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inviato il 23 Maggio 2017 ore 14:43
Caterina: “ Il governo Francese ha approvato una legge che obbliga a dichiarare il fotoritocco nelle immagini pubblicate, questo nell'ambito di misure volte non a moralizzare la fotografia ma alla ben più seria lotta ai disturbi alimentari. „ Oohhh, finalmente ci siamo arrivati e pian piano lo capiranno tutti che ... chi è bugiardo è anche ladro ed è solo dannoso per la società! Menomale, che almeno si è capito il danno e fortunatamente si cerca di rimediare dall'interno del campo governativo .. perché noi pecoroni, da fuori, non abbiamo le facoltà mentali (... o almeno non tutti ) . W la fotografia .. ma quella vera !!! .. che fa bene alla salute la fotografia prende significato nel momento in cui qualcuno la guarda come se fosse una fotografia ed è questo il punto cruciale e fondamentale che molti non comprendono: perché utilizzare la fotocamera quando si potrebbe interpretare più facilmente con un disegno? proprio per la forza che la fotografia ha dentro di sé ... proprio per quello che rappresenta, per la verità sottointesa che porta nell'immagine e in un modo che nessun altro mezzo è capace di fare! la vera fotografia riprende solo la realtà, riprende l'immagine della realtà e non può mai mentire ... l'immagine è creata dalla Luce e non dalla mano dell'uomo, questa è la fotografia, l'uomo è solo un treppiede, uno schiaccia pulsanti, un operaio ... un quaqquaraqqua che si vuole arrogare la pretesa di poter fare quello che non è capace di fare, quello che naturalmente non può fare, perché non è il suo compito l'ottica ha il compito di proiettare la fotografia ed il sensore di registrarla il fotografo che sta dietro alla macchina può solo indirizzarla di qua e di là in un dato momento questa è la vera forza della fotografia ... ovvero la realtà che manifesta ed è l'essenza della sua struttura naturale come unico mezzo in grado di portare con sé la forza della testimonianza, della documentazione e della rappresentazione del reale, come nessun altro mezzo al mondo può fare falsificare le immagini fotografiche significa imbrogliare chi le osserva ... e finalmente lo si è capito anche in campo governativo era ora! |
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inviato il 23 Maggio 2017 ore 14:45
@Gtb4 Wittgenstein no. scriverebbe una decina di enunciati. ci sarebbe un topic per ogni enunciato in cui altri commenterebbero aspramente. non proseguirebbe. |
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inviato il 23 Maggio 2017 ore 14:58
@L'occhiodelcigno Dubito fortemente che questa stanza fosse così, questa foto è un grossolano falso [IMG]1646785[/IMG] (mannaggia, come diavolo di fa a mettere le foto... www.juzaphoto.com/galleria.php?l=it&t=1646785) @Gtb4 La relatività della verità |
user46920
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inviato il 23 Maggio 2017 ore 15:16
Caterina, mi fa molto piacere leggere queste parole nei tuoi interventi “ Usare la fotografia (non fare fotografia, sono cose essenzialmente diverse) per rappresentare è sicuramente atto libero, nessuna foto nasce falsa , ogni foto può diventare falsa a seconda dell'uso, basta solo una didascalia a renderla tale „ di solito, chi parla di integralismo anti-PP queste cose basilari non le capisce nemmeno e quindi ogni tuo intervento in merito, mette delle buone fondamenta al discorso ... che appunto, come dicevo, è molto semplice e trasparente come l'acqua ... o come la Luce per cui poi si fà a non capire nemmeno l'uso o l'intento “ Infatti ciò che conta è l'uso dell'immagine, non l'immagine in se, sinceramente non capisco questo non capire... „ l'unica spiegazione è proprio il non voler capire come scelta mirata e calcolata, giusto per continuare a fare le cose in maniera da poter imbrogliare l'osservatore (con omissioni o didascalie false, clonazioni, fotomontaggi e trucchetti vari) ... ed il cui scopo è poi sempre lo stesso. |
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inviato il 23 Maggio 2017 ore 15:29
Sinceramente riesco ad apprezzare ogni genere di fotografia se contestualizzata nel giusto contesto, amo molto David LaChapelle un artista che usa la fotografia e dice " se volete vedere la realtà prenderte l'autobus" ma anche Berengo Gardin paladino dell'autenticità fotografica, ma il nocciolo resta altro, non credo sia il caso di scomodare filosofi per giustificare l'uso di lupi ammaestrati in un contest di footografia naturalistica wild , non invidio chi prende queste posizioni a difesa dei furbetti |
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inviato il 23 Maggio 2017 ore 15:32
occorre semplicemente capire come la spacci, la fotografia. se dici di vendere una scena fatta con lupi ammaestrati per ricostruire una scena selvaggia non c'è inganno. se dici di vendere una ripresa nella Selva Nera con lupi selvaggi e non è vero c'è inganno. Quindi l'inganno non è nella fotografia ma nel come la spacci. Se la foto è silente (senza commenti), e sembra quello che non è, moltissime foto di Fontana sono inganni.
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user46920
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inviato il 23 Maggio 2017 ore 15:33
Mtdbo:“ Dubito fortemente che questa stanza fosse così, questa foto è un grossolano falso „ in che senso che è un falso? ... che quella stanza prima era più in ordine? quella è una fotografia vera, di una casa disabitata da anni, tra l'altro ripresa con la pellicola e digitalizzata molto male da un operatore del settore che si spacciava per professionista il vero o il falso che si rappresenta o si vuole rappresentare, non annulla il fatto che " nessuna foto nasce falsa " tu hai tirato in ballo Alberto Panizza ... ma se mostri un fotomontaggio in una mostra di fotografie, devi specificarlo ... e se non si attiene al regolamento, non devi nemmeno mostrarlo, altrimenti la tua è solo una fotografia falsa .. è solo un disegno "a mano libera" spacciato per fotografia. Se mostri una fotografia, beh quella deve essere una fotografia, altrimenti non mostrarla nemmeno! Oppure, se non vuoi scriverlo in didascalia che è un fotomontaggio, postala in grafica e fotomontaggi .. punto. non è complicato, dai ... ed è pure inutile girarci troppo intorno (anche se vedo che hai come il bisogno di farlo - chissà perché?) |
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inviato il 23 Maggio 2017 ore 15:35
Cigno dopo battaglie sulle barricate opposte forse abbiamo capito che a volte le distanze sono anche lessicali , certo abbiamo comunque visioni piuttosto diverse di alcune parti del mondo dell'immagine, ma credo che anche su questo passare a parlare di opere multimediali spazzerebbe via molti equivoci. |
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