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Street photography: bisogna porsi dei limiti?


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avatarsenior
inviato il 28 Marzo 2017 ore 21:07    

non c'è da aspettare 20 minuti, ma c'è da guardare se nello zaino hai un po' di zucchero e due dita d'acqua da offrire.
se non lo fai poi vai in depressione per forza e la droga è solo una scadente medicina.

avatarsenior
inviato il 29 Marzo 2017 ore 7:28    

si, e questo e' il punto di vista di qui ed ora.
In quelle situazioni..il punto di vista diventa necessariamente:" uno più o uno meno non cambia il risultato".
Cinicamente,voglio dire, lo slogan:" una morte e' una tragedia, 10mila morti sono una statistica" risulta vero.
Quando vivi l'inferno,oltre ad un certo limite, semplicemente smetti di opporti. Lo accetti come un dato di fatto.
Con tutto il suo peso.
Alla fine, quando di bambini e persone in quelle condizioni ne hai visti centinaia. Diventano statistica.
L'errore del fotografo e' stato quello di voler trasformare una statistica nel caso singolo (e di esserci riuscito). E questo ha mosso le coscienze di tutti.
Gli e' precipitato addosso...

avatarsenior
inviato il 29 Marzo 2017 ore 10:29    

capisco cosa intendi.
ma si pone un altro problema, la contingenza.
io in Africa ci sono stato ed ho visto un bambino che si medicava la gamba con acqua fognaria.
Il fatto è che stavo camminando, in mezzo a tanta gente del posto, in una specie di bolgia.
Lì invece si parla di aver fatto la posta per 20 minuti.
ti viene quindi da pensare che di avvoltoi ce ne fossero 2.

avatarsenior
inviato il 29 Marzo 2017 ore 10:34    

ma era il suo lavoro,state parlando di un fotoreporter di guerra e lo accostate ad un amatore,la differenza c'è ed è tutta li.

avatarsenior
inviato il 29 Marzo 2017 ore 10:38    

c'è a tutto un limite.
Anche Scianna è (era) un professionista, ma narra di un episodio di fotogiornalismo in cui dice NO. Non si doveva fotografare, si doveva intervenire e fare qualcosa.

Non dimentichiamoci mai che prima di essere qualsiasi cosa, fotografi, panettieri, avvocati, muratori, ecc... siamo esseri umani.
Nulla può essere anteposto ad essere ciò che siamo in primis, cioè in prima natura: umani.
Se si fugge questa regola non scritta perdiamo la nostra natura, la nostra dignità, il contatto con tutto ciò che dovrebbe somigliarci ma improvvisamente non ci somiglia più perchè noi siamo diventati qualcosa di diverso. (professionismo? in tal caso la professionalità diventa la nostra capsula di cianuro).

avatarsenior
inviato il 29 Marzo 2017 ore 10:48    

guarda tu hai un tuo punto di vista io il mio.
la foto suscitò sdegno,rabbia in alcuni schifo...ma credi che la colpa sia del fotografo o dei bigotti come noi che sappiamo ma non vogliamo vedere?
tutti sanno che in africa esistono quelle realtà,anche io ci sono stato,ma nella nostra realtà si fa presto a dimenticarlo,poi arriva una immagine scioccante e ci indigniamo,passati 5 minuti tutto torna ad essere come prima...insomma,quella è la realtà di tanti luoghi nel mondo,che ci piaccia o meno,se poi uno invece di indignarsi da un capo del mondo volesse cercare di fare qualcosa ci sono molte cooperative di volontari che lavorano bene a cui potersi affidare e a cui prestare servizio.

star qua a indignarsi,serve a nulla.

avatarsenior
inviato il 29 Marzo 2017 ore 10:51    

a parer mio aggiungo che quella immagine dovrebbe essere considerata tra le più importanti e significative del secolo passato.

avatarsenior
inviato il 29 Marzo 2017 ore 11:00    

Filtro, la responsabilità personale, non ne puoi uscire fuori.
se hai mancato, tutto il mondo che gira intorno e il destino di un'immagine non contano nulla. conta solo quello che hai fatto in quel momento, e ti ritorna in continuazione, se sai di aver mancato parecchio.
L'autore ovviamente se ne rende conto, altrimenti sarebbe bello tranquillo.
il fatto è che a certe repliche non sa rispondere, perchè non c'è risposta.

avatarsenior
inviato il 29 Marzo 2017 ore 11:04    

ma tu hai parlato con lui?
sai che si è ucciso per quella immagine?
oppure,magari,avrà visto di persona e ribadisco di persona,tanta di quella merda che ne io ne tu possiamo immaginare?

insomma, la solita storia,occhio non vede cuore non duole.

avatarsenior
inviato il 29 Marzo 2017 ore 11:31    

fortunatamente, io posso parlare solo per me.

avatarsenior
inviato il 29 Marzo 2017 ore 11:37    

come io del restoSorriso

avatarjunior
inviato il 29 Marzo 2017 ore 13:01    

@ Vincenzo Virus
Se si organizza una battuta di caccia forse è meglio e anche molto costruttivo. Se qualcuno è di Milano io non ho problemi e penso neanche per qualche buon amico juzzino.MrGreen

ciao, sono di Milano ed ho oliato il "fucile"...

avatarsenior
inviato il 29 Marzo 2017 ore 13:19    

Volentieri Jep!!!...ti mando un M.P ;-)

avatarsenior
inviato il 29 Marzo 2017 ore 21:48    

Vivian Maier .... e pensare che non ha mai visto uno dei suoi 100000 scati.
Mi hanno regalato un suo libro fotografico... ogni scatto ti incanta. E pensare che è riuscita con una macchina fotografica di sicuro non performanete come quelle attuali.

Io non riuscirei a fare scatti a sconosciuti, non tanto per l'eventuale "brutta figura" (anche) ma perchè avrei timore della reazione del soggetto che può essere delle più disparate, soprattutto oggi con la questione della privacy.

Comunque, secondo me, è giusto evitare di scattare in certe situazioni e quelle dell'autore del post rientrano in questa casistica.
Mi ricordo che l'anno scorso andai in visita a Viterbo e mi trovavo nella chiesa in cui è custodito il corpo incorrotto di Santa Rosa, tutti raccolti in preghiera anvanti alla teca.... arriva un tizio che imposta la sua macchina con una serie di bip, fa spostare un fedele perchè gli impediva l'inquadratura ed infilata la sua macchina nella grata comincia a scattare con il rumore dello specchio ..... forse sono esagerato, ma certe volte è meglio uno scatto in meno .

avatarjunior
inviato il 30 Marzo 2017 ore 0:02    

Io penso che finché si è in strada si può fotografare praticamente tutto, poi il limite sta sempre a te, se c'è un incidente e tu sei l'unica persona che può soccorrere ovvio che devi posare la macchina e aiutare, ma se.come ti è capitato ci sono i paramedici allora non vedo cosa c'è di male. L'unico limite è quello che ti poni tu. Io personalmente i bambini non li fotografo mai non che non si possa ma è una mia scelta perché capisco che oggi con tutto quello che siti sente è facile essere giudicati male quindi evito e passo avanti. Comunque ricordati sempre.che sei in strada e non fai niente di sbagliato.

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