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avatarsenior
inviato il 26 Agosto 2016 ore 17:49    

PCollins: "personalmente odio il B&W che mi dice qualcosa in meno,piatto,impersonale,scontato,non lo usano neanche più nei cimiteri,insomma la morte della fotografia,la negazione del mondo,valido solo per i nerd che non sanno fotografare."

L'ho letto solo ora il post...Eeeek!!!

Dopo questa affermazione apodittica possiamo anche chiudere l'argomento...ci ha già detto e spiegato tutto P.Collins...

Peccato solo per i grandi fotografi del passato Se lo avessero saputo si sarebbero risparmiati un mare di figuracce! Uno fra tutti E.Weston...ma anche HCB...eee... che schifo...!!!MrGreen

avatarsenior
inviato il 26 Agosto 2016 ore 17:51    

@Leo45 hai ragione intendevo intendevo "Ideale" - "Mito" - "Aura" , la parola che ho usato "Alea" è sbagliata ;-)

user30328
avatar
inviato il 26 Agosto 2016 ore 17:58    

Per me e' come un nudo integrale o un nudo velato.
Il primo a colori eccita ma poi ci si abitua piu facilmente, il secondo in BN intriga sempre e comunque.

avatarjunior
inviato il 26 Agosto 2016 ore 18:01    

Non ci siamo, ragazzi. A parte civetterie estetizzanti bisogna sondare il perchè dell'ostilità nei confronti del b/n. Alcuni lo preferiscono per una serie di ragioni valide che non negano valore alle foto a colori. Altri, a priori, lo detestano qualificandolo come un ripiego a migliorare le foto a colori riuscite male. Mi sembra un atteggiamento di chi non comprendendo le valide ragioni di altri,si limita a detestare quello che non è capace di capire. Capita in tutti i campi, non solo fotografici.
Invito qui tutti i cattivoni a spiegarsi.

avatarsenior
inviato il 26 Agosto 2016 ore 18:47    

Concordo in toto con Gomba!;-)

avatarsenior
inviato il 26 Agosto 2016 ore 19:00    

Enzo for president! Grande, concordo al 100%.

avatarsupporter
inviato il 26 Agosto 2016 ore 19:08    

P.S: Oggi le immagini nemmeno più si "leggono": si consumano freneticamente... forse da qui la smania per l'ipernitidezza, per i colori ipersaturi etc...
Si cerca lo shock visivo che ci aiuti a ricordarla/e in mezzo alla millemila altre!


Giusto ma penso che lo shock visivo aiuti a farle spiccare ad una rapida occhiata nel mare d'immagini che tutti i giorni inondano il web, per essere ricordate credo ci sia bisogno di altro...Stieglitz diceva " Il mio intento è di realizzare fotografie che sembrino sempre più fotografie e che non saranno viste a meno che non si abbiano occhi e si guardi, e che chi le ha viste una volta non le dimentichi mai più"

Per il resto bn e colore sono due mezzi espressivi che se ben usati portano comunque all'eccellenza, mi è difficile scegliere tra un Giacomelli ed un Pete Turner, l'importante è usare il mezzo giusto in funzione di quel che si vuol raccontare e di come lo si vuol raccontare.

avatarsenior
inviato il 26 Agosto 2016 ore 19:14    

Io mi pongo la questione in termini di mezzi, per me una costante nell'arte é di produrre un massimo di senso con il minimo di mezzi...allora, in quest'obbiettivo, che é fondamentale nell'espressione artistica, uso il colore solamente quando apporta un'informazione essenziale al messaggio che voglio trasmettere...se no non ha senso aggiungere qualcosa che non serve a niente....una fuga di Bach a 4 voci scritta per il cembalo dice già tutto con questo strumento, poi si potrebbe trascriverla per clarietto, oboe, trombone e basso, per dare più colore strumentale ma cambierebbe veramente qualcosa nel meggaggio di Bach?...al contrario vedo male dei coloristi come Debussy suonati al cembalo...insomma colore o B&N per me non cambia nulla, io scelgo l'uno o l'altro in funzione del messaggio. Per me una foto in B&N non é una foto privata di colore, cosi come una foto a colori non é una foto in B&N con l'aggiunta del colore, sono 2 medium diferenti anche se apparentati, come la pittura e la scultura.

avatarsenior
inviato il 26 Agosto 2016 ore 20:38    

Basta comparare 2 foto 1 di Alex Webb l'altra di Gary Winogrand...Web se ci levi il colore crolla tutto, Winogrand col colore non ci guadagnerebbe niente. Winogrand diceva scherzando "il colore con me lo posso permettere, faccio molte foto e i rullini a colori costano cari"

avatarsenior
inviato il 26 Agosto 2016 ore 21:11    

Discussione non semplice, se si mescola il bianconero "di ripiego", quello che recupera gli scatti mal riusciti, con quello cercato come forma espressiva (poco importa se da grandi artisti o da appassionati veraci...).

Personalmente non mi sono mai posto la questione in termini di meglio o peggio, di più artistico o meno artistico...
Bianconero e colore sono profondamente diversi, e io ho scelto il primo praticamente da subito, perchè lo sentivo in qualche modo più affine al mio modo di esprimermi. Semplicemente, mi piaceva di più.
O forse perchè al tempo era l'unico processo che potevi controllare dal principio alla fine (dallo scatto alla stampa) con una certa facilità... Chissà Sorriso

Tuttavia c'è una grande differenza tra il bianconero al tempo della pellicola e quello dell'era digitale.
Non per tutti (io perlomeno scatto sempre sapendo che il risultato sarà monocromatico, e cambia quindi poco), ma per molti la "decisione" è a posteriori, a foto già fatta, e questo cambia enormemente le cose.
Perchè, a mio modo di vedere, la fotografia in bianconero richiede cose differenti già a monte, in fase di scatto, nel modo di comporre e valutare i soggetti, così come, spesso, anche nel modo di esporre.

Pur facendo bianconero da sempre, non ho mai ben capito espressioni tipo "questa l'ho vista in bianconero", perchè credo che, come quasi ovunque accade, ci sono processi che devono diventare quasi meccanici (l'esempio di Cartier-Bresson sulla guida dell'automobile va sempre bene) e, quasi inevitabilmente, o si va in modo preponderante se non assoluto da una parte, o si va dall'altra. Proprio perchè nel tempo diventa un modo complessivo di pensare, al cui servizio si mettono gli aspetti tecnici.

Poi, rispetto a un certo successo diffuso... beh, magari può davvero essere soltanto moda... Sorriso

Buona serata
F

avatarjunior
inviato il 26 Agosto 2016 ore 21:40    

Il problema non è la scelta. Ognuno ha i suoi rispettabili gusti che non vanno messi in discussione. Il problema che vorrei centrato è questo: perchè c'è ostilità per il b/n?
Io sono sicuro che si tratta di frustrazione.

avatarsenior
inviato il 26 Agosto 2016 ore 21:49    

Io credo che tutte le ostilità nascono da incomprensioni, e da qualche buona ragione su cui fondarle, che non manca mai Cool
Ma perchè preoccuparsene Enzo?!? Sorriso

avatarsenior
inviato il 26 Agosto 2016 ore 22:36    

Personalmente non mi sono mai posto la questione in termini di meglio o peggio, di più artistico o meno artistico...
Bianconero e colore sono profondamente diversi, e io ho scelto il primo praticamente da subito, perchè lo sentivo in qualche modo più affine al mio modo di esprimermi. Semplicemente, mi piaceva di più.
O forse perchè al tempo era l'unico processo che potevi controllare dal principio alla fine (dallo scatto alla stampa) con una certa facilità... Chissà Sorriso

Tuttavia c'è una grande differenza tra il bianconero al tempo della pellicola e quello dell'era digitale.
Non per tutti (io perlomeno scatto sempre sapendo che il risultato sarà monocromatico, e cambia quindi poco), ma per molti la "decisione" è a posteriori, a foto già fatta, e questo cambia enormemente le cose.


Francesco Merenda, d'accordo al 100% dal prosses analogico controllabile (stampare a colori era un lusso che non mi potevo permettere da studente)...al la scelta B&N, colore si fà prima dello scatto e non dopo...Sorriso


avatarsenior
inviato il 27 Agosto 2016 ore 0:26    

"Tuttavia c'è una grande differenza tra il bianconero al tempo della pellicola e quello dell'era digitale..."

Mi argomenteresti meglio questa frase?

Grazie
Massimo

avatarsenior
inviato il 27 Agosto 2016 ore 0:56    

"Tuttavia c'è una grande differenza tra il bianconero al tempo della pellicola e quello dell'era digitale..."

Mi argomenteresti meglio questa frase?


Certamente e volentieri caro Massimo.
Sempre però aggiungendo quanto avevo scritto nella riga sotto. Ovvero "non per tutti", o per meglio dire, non necessariamente ;-)

Di differenze se ne potrebbero indicare molte, il grosso delle quali troverebbero probabilmente puntualizzazioni polemiche (coi soliti riferimenti a post si e post no), che preferisco quindi evitare.

Ma il riferimento era a una differenza sostanziale e innegabile: in era digitale, se una fotografia uscirà in bianconero o meno, lo puoi decidere a foto già fatta.
Con la pellicola non si scappa: la scelta era a priori, a seconda del rullino che mettevi in macchina.

Si può obiettare che potevi usare più supporti nella stessa sessione...
Anche io, col medio formato ho usato spesso dorsi con pellicole differenti in contemporanea.
Ma ogni singolo scatto, inevitabilmente, nasceva già monocromatico o colorato.
E comunque, i più non usavano più dorsi o più corpi, sempre parlando in generale...

E questo aveva anche "effetti collaterali".
E' vero che potevi alternare pellicole diverse, ma psicologicamente eri molto più spinto a lavorare in continuità.
Se avevi speso molto per la diaproiezione, alla fine facevi diapositive.
Se stampavi in camera oscura alla fine facevi solo bn o quasi.

E l'effetto è che ti abituavi a "pensare" in funzione di quello, perchè come anche qualcun altro ha scritto, la differenza tra monocromatico e colore già interviene (o dovrebbe intervenire) in fase di scatto.
Solo due esempi (per come la vedo io, e come la vedevano quelli da cui ho imparato...): 1: nel colore è importante... il colore Sorriso mentre nel bianconero contano di più le relazioni cromatiche e la loro ulteriore relazione con la forma.
2: esposizione.... io conosco poco il colore, ma credo che sia importante esporre "bene". Nel bianconero è invece importante esporre in modo "appropriato", perchè l'esito tonale definitivo si otteneva in camera oscura ieri e in post oggi.

Aggiungo un'ulteriore differenza fondamentale, per chi al bianconero si dedica specificamente...
Le relazioni cromatiche, fondamentali per un buon bn, in pellicola potevi "maneggiarle" solo attraverso l'uso dei filtri. Che però erano fissi, e il cui effetto potevi solo immaginare (nel mirino, con un filtro rosso montato, vedevi semplicemente tutto rosso).
Quindi, una volta fissate, quelle erano e l'intervento successivo poteva consistere nel contrasto, la luminosità, qualche mascheratura selettiva. Ma il rapporto tra, per esempio, giallo e blu, restava sostanzialmente quello (anche se una buona capacità in camera oscura faceva la sua parte...), mentre oggi è totalmente gestibile partendo da un raw, per natura "grezzo" e totalmente adattabile.

Si potrebbe proseguire, ma il pippone è già lungherrimo temo ;-)
Spero però di essere stato sufficientemente specifico Sorriso

Ciao
F

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