user33434
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inviato il 05 Agosto 2016 ore 12:45
“ L'errore, cui concedo il beneficio della buona fede;-), sta dalla parte di coloro che cercano regole incapaci di mettere tutti d'accordo ed etichette astruse „ Condivido e sottoscrivo “ nessuno oggi si sogna di impugnare la spada per difendere la "vera pittura", la "vera scultura" o "la vera musica" „ Purtroppo devo smentirti almeno per quel che riguarda la musica. E' pieno di persone che provano a stabilire cosa è o non è musica e addirittura cosa può o meno rientrare a buon titolo in un determinato genere musicale. La cosa triste è che spesso più che i critici sono i musicisti stessi a porre questo tipo di paletti. |
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inviato il 05 Agosto 2016 ore 12:57
Franco, in realtá, sono posizioni complementari. Basta dare uno sguardo al mio sito per capire che sono tutto, fuorché conservatore, ma questo penso tu lo sappia. Quello che mi preme é tutelare la Fotografia (che sia o meno Arte). Utilizzare in un determinato contesto un linguaggio che in pochi possono capire e citare autori, che (aimhé) solo alcuni conoscono e peggio ancora difendere a spada tratta il concetto di Arte, in un contesto facilmente plagiabile, non solo non apporta vantaggi, ma rischia persino di peggiorarne la condizione. Un esempio lapalissiano su tutti é quello che sta accandendo da ormai diverso tempo. L'Arte viene anteposta alla Fotografia. Cosí anche chi non sa fotografare, puó giustificare qualsiasi scarabocchio e nel momento in cui glielo fai notare "Eh tanto é Arte". Stiamo contribuendo a creare un contesto anarchico, dove di fatto mi pare vi sia un decadimento a 360 in ambito artistico (non per nulla si citano sempre i soliti autori del passato). Indi per cui alla tua domanda "Perchè non tentare, piuttosto, di scrivere un nuovo linguaggio per un mezzo che ha avuto negli ultimi anni una diffusione ed uno sviluppo epocali rispetto al passato?" Rispondo con un'altra domanda, ma come si fá a scrivere con un nuovo linguaggio, se il 90% degli pseudo fotografi in questo contesto non hanno mai utilizzato alcun linguaggio, in quanto alcuni ignari delle potenzialitá della Fotografia, mentre altri semplicemente non sanno Fotografare (e forse non gli importa), perché "Tanto é Arte"? |
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inviato il 05 Agosto 2016 ore 12:57
“ La fotografia ha soprattutto una cosa che sa fare solo lei. La fotografia, premetto, è rischioso e sbagliato definirla in assoluto, perché è un fascio enorme di pratiche diverse, di usi e funzioni sociali diversi. Ma se proprio vogliamo ridurla a un minimissimo comun denominatore, potrebbe essere sostanzialmente questo: la fotografia raccoglie tecnicamente quel che mette in forma (mentre tutti gli altri procedimenti di fabbricazione di immagini visualizzano nella mente quel che poi mettono in forma). Le due cose, prelievo e formatività, in fotografia vanno assieme, anzi sono la stessa cosa: rompere la loro simbiosi per isolare la seconda e farla prevalere sulla prima equivale a distruggere quel che di fotografia c'è nella fotografia. La fotografia, dunque (se e fino a quando è fotografia), cattura, attraverso un apparato ottico e una superficie sensibile, l'apparenza luminosa di una porzione di mondo fisico, preventivamente circoscritta da un'inquadratura (che è lo strumento espressivo sovrano della fotografia), e lo fa simultaneamente (cioè registrando le forme tutte d'un colpo, non a pennellate successive) in un arco di tempo definito, solitamente molto breve. Questa cattura viene restituita dall'apparato tecnico, alla fine delle operazioni che gli sono proprie, sotto forma di un'immagine bidimensionale nella quale siamo in grado di riconoscere gli oggetti che erano davanti alla fotocamera. La fotocamera risponde a un preciso ordine del fotografo: vai e prendi quello che ho inquadrato. La fotografia, è stato detto autorevolmente, è un'immagine-atto; ed è essenzialmente questo atto, quel gesto momentaneo e imperioso di selezione e designazione del visibile, questa decisione di agire e di generare un'immagine in un dato momento, impartendo disposizioni adatte a un meccanismo predisposto per eseguirle. Quell'ordine è soggetto a ineliminabili vincoli tecnici (che cambiano con l'evoluzione tecnologica) e in una certa misura è modulabile secondo la volontà del fotografo. Il quale dunque dice alla fotocamera: vai e prendi quello che ho inquadrato, ma fallo con questi tempi di posa, questa apertura di diaframma, questa profondità di campo. Queste istruzioni, che fanno parte del procedimento fotografico, e senza le quali la fotografia non può esistere, consentono al fotografo di richiedere alla fotocamera una cattura che abbia una forma quanto più possibile vicina all'immagine che il fotografo aveva visto nel mirino, o almeno aveva desiderato ottenere. „ Smargiassi ha scritto questo, sulla definizione minima di fotografia. Nel pezzo l'etica è tirata in ballo in merito alla funzione, e non alla tecnica sulla quale si è impostata la discussione. La lettura, pur non essendo a livelli di libretti per bambini, è perfettamente comprensibile a tutti. La parte in grassetto ne è il punto nevralgico in quanto evidenzia la distinzione tra la fotografia e il resto. La rimanente parte citata ricalca la circoscrizione in modo più preciso. L'intero pezzo completa il quadro. Mi sa che non l'ha letto nessuno. |
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inviato il 05 Agosto 2016 ore 13:08
“ Ma se proprio vogliamo ridurla a un minimissimo comun denominatore, potrebbe essere sostanzialmente questo „ Beh, se vogliamo ridurla a un minimissimo comune denominatore, difficile dissentire. “ La fotografia, premetto, è rischioso e sbagliato definirla in assoluto „ Questo passaggio mi sembra più aderente allo sviluppo di questa discussione invece. Che magari è inutile, magari no, magari le chiacchiere estive fanno colore, come ne facevano per le comari all'inizio del '900 |
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inviato il 05 Agosto 2016 ore 13:15
Ragazzi, ha chiamato il bar: quanti Campari? |
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inviato il 05 Agosto 2016 ore 13:15
Caneca, non falsificare. Il bar è chiuso per ferie, lo sai. |
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inviato il 05 Agosto 2016 ore 13:17
Fortunato in realtà vedo molti bei lavori anche attuali di persone che sono bravi fotografi e hanno ottime idee che li portano a creare lavori interessanti. Se posso citare italiano direi Mustafa sabbagh anche se lui USA molto poco la post ma ha una ben precisa idea e stile |
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inviato il 05 Agosto 2016 ore 13:18
'Comari e Cumpari' nelle peggiori sale italiane |
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inviato il 05 Agosto 2016 ore 13:20
Caneca, rispetta le comari! Anzi, poi metto anche un tributo fotografico: le comari sono la spina dorsale della nostra storia, altro che |
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inviato il 05 Agosto 2016 ore 13:25
E che non lo so?! Solo che le comari, difficilmente si interessano di arte... piuttosto ne sono fautrici, con chiacchiere su fatti rielaborati creativamente |
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inviato il 05 Agosto 2016 ore 13:27
Le comari SONO arte |
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inviato il 05 Agosto 2016 ore 13:29
Vabbè ho capito esco a fare foto...anzi no piove...mi metto al pc |
user33434
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inviato il 05 Agosto 2016 ore 13:37
Granita di caffè e tressettino ? La granita l'ho fatta io, è speciale. |
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inviato il 05 Agosto 2016 ore 13:42
Siii (!!) tropicalizzato Sballone Che sempre meglio é. .. |
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inviato il 05 Agosto 2016 ore 13:58
Oh ragazzi, a mensa ho ordinato tagliatelle al ragù e mi sono visto servire degli spaghetti allo scoglio. Quando al cuoco gli ho fatto notare il disguido lui mi ha risposto attaccandomi : guarda che è solo il tuo complesso di inferiorità che ti porta alla difesa di un non meglio identificato "specifico culinario". Allora smettila di cercare regole ridicole e di pretendere di porre degli assurdi paletti invalicabili sui quali non concorderemo mai. Tu ci vedi degli spaghetti io delle tagliatelle. Quando una tagliatella smette di essere tagliatella per diventare spaghetto???? |
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