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inviato il 04 Novembre 2016 ore 12:55
questo eventualmente non dipende dalla fotografia, che è solo un mezzo usato per cantare come si vede il mondo. Se tu hai visto tanto, fatto da altri, il tuo stile è una sorta di sottolineatura alla cultura fotografica che ti è piaciuta, va benissimo anche così. |
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inviato il 04 Novembre 2016 ore 19:25
Mi viene in mente quando lavoravo con la fotografia. Facendo quasi esclusivamente solo matrimoni, era inevitabile dargli un'impronta personale. Se poi si voleva lavorare, bisognava trovare qualcosa di nuovo e originale da proporre. E li ci sono riuscito abbastanza bene. Ma poi, quando ho iniziato a scattare solo per gusto, mi sono reso conto di non saper fare e affrontare tantissimi temi della fotografia. Così ho iniziato a cimentarmi e provare un Po di tutto. Credo che con il tempo, quando avrò trovato qual'è la mia vera vena, riuscirò di nuovo a trovare la mia identità. Questo e un argomento che mi interessa perché mi tocca personalmente. |
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inviato il 04 Novembre 2016 ore 19:40
Ciao Gianluca, alle tue foto non manca nulla! Come ho già detto in precedenza, non vedo bene il motivo di trovare ad ogni costo uno"stile" o una "identità" come la chiami tu. Si scatta per passione, per divertirsi, per sperimentare, e alla fine ognuno ha il proprio modo di fare, e quindi il proprio "stile". Senza andare a cercarlo. Forzare la mano per rendersi riconoscibili a tutti i costi significa mettere dei paletti alla propria attività e quindi auto-limitarsi. Non sono sicuro sia una buona cosa... |
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inviato il 04 Novembre 2016 ore 19:51
Quando si scatta per divertimento il discorso regge. Infatti forzare non porta a nulla. Diverso per chi ci lavora. O trova la propria identità o rimane nel mare dell'anonimato. Se poi si scatta solo per divertimento e si riesce a dare un'impronta personale alle proprie foto da renderle riconoscibili, beh...sarebbe il massimo. |
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inviato il 04 Novembre 2016 ore 20:01
La gazzetta dello Sport ha avuto l'idea più geniale da quando esistono i giornali: stampare su carta rosa. La si individua con un solo colpo d'occhio in mezzo ad una marea di quotidiani e settimanali. Potrebbe essere un buon inizio, no? |
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inviato il 04 Novembre 2016 ore 20:18
Gianluca Urpi Concordo!!! Skylab59 Ottimo esempio.... |
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inviato il 04 Novembre 2016 ore 21:22
Bella idea! Importante, come dice Roberto Tomesani, non cercare di imitare qualcuno, ma insistere in una certa direzione, la propria. Grazie Nelli! Bel video. Illuminante. |
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inviato il 04 Novembre 2016 ore 22:13
“ Ma poi, quando ho iniziato a scattare solo per gusto, mi sono reso conto di non saper fare e affrontare tantissimi temi della fotografia. „ beh, secondo me sarebbe un'ottima occasione per sbagliare, provare, risbagliare e riprovare, sempre che la cosa diverta. |
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inviato il 04 Novembre 2016 ore 22:21
La cosa è molto divertente. Sbagliare senza pietà per poi riprovare. |
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inviato il 04 Novembre 2016 ore 22:41
Lo stile può anche essere una "forma" estremizzata che si vuole assegnare alle proprie immagini, per es. tutte slavate, tutte monocrome, oppure con 2-3 colori solamente, tutte flou (come faceva a suo tempo David Hamilton), ma questo modo di procedere porta facilmente nell'ambito della grafica. Ci sta, ma è un po' un'altra cosa. A mio avviso se rimaniamo nell'ambito della fotografia il proprio stile riguarda il modo in cui riprendiamo un soggetto: la scelta del soggetto stesso, l'inquadratura, la luce, il taglio, ecc. Quello che segue è la rielaborazione grafica. Se è intesa come ottimizzazione dei toni, colori, ecc. si rimane nella fotografia, se si va oltre si entra nella grafica. Come avevo già detto, il confine fra le due arti è labile. Tutto è lecito, ognuno fa ciò che più gli piace. Se poi piace anche agli altri, tanto meglio! |
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inviato il 04 Novembre 2016 ore 23:46
Faccio un esempio e prendo un fotografo della città dove abito. Anche perché sarebbe facile andare a prendere quelli famosi. www.stefanodalessandro.net/ritratti.asp Questo ha uno stile nei ritratti. Ma ce ne sono tantissimi pure in questo forum. |
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inviato il 06 Novembre 2016 ore 4:56
Troppo sulla falsariga ed epigono di Anne Geddes. Motivo sufficiente per non portarlo come esempio. (nel qualcaso meglio citare gli originali, mai gli imitatori). E pure il secondo tuo link, di paesaggista proselito degli hdr sparati che restituiscono paesaggi di plastica, così in voga e di moda nel sito...stenderei un velo pietoso. (buoni per illustrare libri di fiabe o sfondi per videogames) Ovviamente miei (impietosi) pareri personali. Vorrei sperare su esempi futuri più consoni e meritevoli per essere riportati come citazioni esemplari. Ma ne dubito viste le divergenze di gusto e di opinione. |
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inviato il 06 Novembre 2016 ore 10:36
Renember Sul primo sono d'accordo e hai ragione. Meglio citare Anne Geddes. Ti assicuro però che nel suo piccolo di fotografo di provincia, viene riconosciuto e subito identificato. Nel suo stile. Che poi sia sulla falsa riga di un'altro questo è un'altro discorso. Sul secondo, gusti a parte, è pur sempre uno stile. Discutibile, ma uno stile ben definito. I miei erano esempi di come si possa avere, o adodattere, uno stile. Non volevo certo mettere in vetrina due esempi per lodarli di quanto sono bravi, o peggio, metterli alla gogna per quanto sono scarsi. E qua mi viene in mente anche questo - www.juzaphoto.com/me.php?p=12609&pg=allphotos&l=it&srt=dat Ma ce ne sono tanti. Tutti con uno stile ben definito. |
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