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Tre fonti della fotografia Web


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user20639
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inviato il 11 Novembre 2015 ore 23:43    

Sostanzialmente sono d'accordo che la fotografia è il frutto di quello che abbiamo capito delle cose che vediamo, però, l'analogia con la caccia e il cacciatore mi rende allergico, molto...., comincio già a grattarmi...
Non c'è nessuna arte in chi uccide per divertimento, almeno che, non ne avesse sincero bisogno per il suo sostentamento.
Stesso discorso per chi fa la caccia fotografica, disturbando, danneggiando e uccidendo gli animali per poterli fotografare come trofei.
Siamo custodi degli esseri viventi, non loro despoti assoluti da prenderci la loro vita quando lo desideriamo.
Penso anche io, che in ogni immagine ci sia parte di noi; che ci sia una ricerca di se stessi in ogni scatto dello spirito e della realtà. La fantasia è una componente come l'espressività, indispensabili, quando si vuole parlare con creatività sull'immagine.
Qualcosa di infinitamente più grande e difficile, di uccidere e sparare, un senso che desidera costruire non recidere.

Appena avrò tempo introdurrò nuovi temi sul rapporto della fotografia e Web.
Un saluto

avatarsenior
inviato il 11 Novembre 2015 ore 23:55    

ma l'esempio del rinculo che dà il fucile lo trovo fenomenale.
fotografare come sparare, forza in avanti ma anche all'indietro, verso chi scatta.
poi in inglese scattare si traduce proprio sparare.

mi ha colpito l'analogia metaforica dell'avanti e dell'indietro, non ho preso in considerazione la violenza dell'atto.

user46920
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inviato il 14 Novembre 2015 ore 7:43    

Credo di aver individuato tre grandi filoni di pensiero e di espressività, "in queste tre categorie di origine del pensiero web" si possono includere tutte le fotografie nei vari generi.

La fotografia della luce (una fotografia che va alla ricerca di alcune verità).
La fotografia dello spirito (è una scoperta intima e interiore).
La fotografia del racconto (un romanzo della vita e delle vicende).


un bel pensiero/riflessione ...

quale potrebbe essere un riassunto dei punti, fin dove si è arrivati ?

user20639
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inviato il 19 Novembre 2015 ore 10:17    

Ciao L'occhiodelcigno,
secondo me, l'arte è l'unica attività umana che può riempire il vuoto: l'arte può esprimere tutto, può ingoiare tutto.
Secondo me, i tre punti citati sono i pilastri del pensiero della cultura occidentale.
La riflessione voleva, nel suo piccolo, cercare questo pensiero e riscontrarlo anche nelle miriadi d'immagini generate dal web.
E' importante sapere da dove veniamo, è importante cercare di capire le mutazioni della nostra cultura, è importante comprendere la critica e le contraddizioni della nostra cultura.
Ora, le immagini del web esprimono un grande ventaglio delle nostre tradizioni culturali, ma è innegabile che ci sono correnti di pensiero con ricerche conservatrici, ma ci sono anche molte intuizioni che portano in altre dimensioni del pensiero.
Lo dico per me, bisogna avere il coraggio di andare oltre, di scoprire cosa possiamo imparare dalle altre culture. Di avere il coraggio di sperimentare il nuovo...
Nell'immagine del web, specie nella fotografia naturalistica si riflette una mancanza di senso, ossia, quello che traspare sembra la volontà di far conoscere la natura in senso turistico ambientale, ma sinceramente, nelle immagini leggo molto più di questo... cosa? In questo senso, dobbiamo darci una mano per comprenderlo, guardando la natura per la sua essenza.
Penso nell'importanza della fotografia libera del web, come una grande fonte, uno specchio della nostra cultura la quale è importante quanto la fotografia di qualità.
Non c'è fotografia di qualità se non nasce dalle fonti e dal basso.

user46920
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inviato il 19 Novembre 2015 ore 11:44    

Caspio, ti avevo chiesto un riassunto ;-)

Alora ne butto lì una (di idee)

specie nella fotografia naturalistica si riflette una mancanza di senso, ossia, quello che traspare sembra la volontà di far conoscere la natura in senso turistico ambientale, ma sinceramente, nelle immagini leggo molto più di questo... cosa?


secondo me la fotonaturalistica è per certi versi una cattura della bellezza intorno a noi ... e in questo concetto si potrebbe estendere a molti generi, anche il ritratto o la street (sicuramente la paesaggistica).

Comunque è il fortografo che fà il genere "buono" o "cattivo" ... nelle immagini c'è anche l'anima del fotografo, qualunque immagine.

user20639
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inviato il 19 Novembre 2015 ore 17:37    

Sospetto,
come il nostro poeta Giacomo Leopardi, che è stato il primo ( è ancora il più grande) a mettere in discussione l'operato dell'uomo nei confronti della natura, che la bellezza non sia il parametro giusto per analizzare la natura.
Con la bellezza, non è detto che si arrivi alla verità, anzi spesso la inganna.
Se la bellezza, spesso è un inganno della verità, quello che è importante trovare è il senso delle cose, che vengono espresse. Cercare l'essenza del significato.
Per Leopardi, la natura è matrigna, appunto perché nella sua bellezza può ingannare, ma non ne è avverso, tutt'altro.
Cerca nella natura il vero significato dell'esistenza, quello che cerchiamo anche noi, inconsapevoli che esista, anche con lo strumento della fotografia.


user46920
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inviato il 19 Novembre 2015 ore 18:05    

Sospetto ... che la bellezza non sia il parametro giusto per analizzare la natura.

infatti non c'entra l'analisi ... della natura.
Quella è solo una giacca (l'analisi), forse una divisa, una coperta ... ma il vero stimolo che attira, è la bellezza del mondo che è tutta intorno a noi (inutile chiederne il permesso o richiederne la presenza, come fa juza, quella c'è comunque, basta vederla).

... poi, il vero significato dell'esistenza, se vuoi riassumere, è forse l'esistenza stessa ... ma non so.


user20639
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inviato il 20 Novembre 2015 ore 0:38    

Con il tempo, imparando a conoscere la natura e vivendola, non la troviamo sempre bella e disponibile nei nostri confronti, anzi. Allora si impara ad apprezzarla per il suo ciclo vitale, cosa molto rara nell'universo, ma quando si comprende che ogni cosa viva, è destinata alla morte, per ridare vita è così chissá per quanto... Ci troviamo con una grande verità, che ogni vita ha bisogno di altra vita per vivere, una contraddizione, una assurdità?
La vita organica necessita di energia che proviene da altre vite, per me non è tutto apposto, ma c'è qualcosa d'imperfetto. Chiaramente però questa è la sola condizione di esistenza che c'è, almeno in questo pianeta.
Oltre a tutto ciò, l'uomo si sta moltiplicando a dismisura e la natura ne è quasi letteralmente mangiata da noi, impedendo la sua rigenerazione vitale.
Analizzare l'uomo è la natura oramai è assolutamente indispensabile e senza perdere tempo prezioso.
Per questo, l'arte nella sua forma più sublime non può occuparsi di bellezza in questo momento storico, ma si occuperá di questioni ancora più grandi e misteriose come la vita, perché è solo la vita che ha senso.


avatarsenior
inviato il 20 Novembre 2015 ore 0:59    

ciao Leoconte, è un piacere rileggerti.
io sulla vita dono molto terra terra, a metà strada tra darwinismo e buddhismo come concezione.
La vita, credo sia piuttosto diffusa nell'universo, ma è una diffusione rara se rapportata al numero di pianeti esistenti.
da noi, nella nostra pallina di fango, esiste da circa 3,5 miliardi di anni.
La vita nasce trasformando l'inorganico, e così esiste ancora, nel mondo vegetale.
Poi è nata la vita che si nutre della vita.
noi siamo una delle evoluzioni della natura e ne facciamo parte.
la natura sa essere distruttiva, vedi locuste o inquinamento umano.
L'uomo è un animale che ha facilità alla dipendenza, sia verso le sostanze sia per assuefazioni psicologiche.
L'uomo di oggi rispetto a quello del passato vive il rapporto della dominanza in modo più forte. In un certo senso oggi siamo più omologati e probabilmente più schiavi di un sacco di orpelli che consideriamo beni.
La vita può essere un altro ricatto alla nostra libertà. Forse la morte è meglio in tal senso.
Meglio una vita vissuta a modo proprio e breve credo, che una vita ligia soprattutto per la vita in sè.
Sulla bellezza mi trovi daccordo. Ma per me valeva anche prima come discorso.
L'acclamazione della bellezza può avere senso per il proprio confort, ma il rischio è quello di diventare sempre più schiavi di una finta crema sociale, e di farci dimenticare l'eterogeneo umano, che è la massima ricchezza umana.

non dimentichiamoci che natura non è sinonimo di vita.

user46920
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inviato il 20 Novembre 2015 ore 7:16    

La vita organica necessita di energia che proviene da altre vite, per me non è tutto apposto, ma c'è qualcosa d'imperfetto.

non vedo l'iperfezione in questo, quindi non riesco bene a comprendere il motivo per cui affermi che l'arte nella sua forma più sublime non può occuparsi di bellezza in questo momento storico

... è probabilmente solo una questione di termini: l'arte, la bellezza, il sublime, l'occupazione, ed anche il concetto di questo momento storico sono o possono differire da persona a persona nel significato e per essere compresi da entrambi, in una cominicazione, è assolutamente necessario (fondamentale) che abbiano o rappresentino lo stesso valore (significato del codice).

Mi piacerebbe capire cosa sia l'imperfezione che vedi !!! ... solo così posso seguirti e cercare di scambiare idee con te.

Poi ti dirò, se vuoi, come e perché io non vedo l'imperfezione in questo.


Ma le tre fonti della fotografia sul web, quale evoluzione hanno avuto o subito, nel seguito del thread? (che era poi la prima domanda che ti avevo posto, sperando in un riassunto ;-)).



user20639
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inviato il 20 Novembre 2015 ore 9:02    

Caro Cigno,
Non ho potuto fare un riassunto dettagliato, le pagine sono molte e anche gli interventi. Gli interventi si disperdono con le divagazioni....se ti metti a leggere troverai molti spunti e idee con il contributo di tutti. Questo è il web, un riassunto, porterebbe via molto tempo oltre a essere complicato. Quello che posso offrirti è la mia impressione... Che ho già scritto, al tuo invito.

Sull'imperfezione della vita, così come la vediamo adesso, la questione è millenaria. Con lo studio sull'uomo e il suo rapporto con la natura vengono alla luce molte contraddizioni, ma la più eclatante, penso sia quella dell'energia che richiede la vita per la sua esistenza.
Nella nostra cultura si tenta di superare l'istinto della violenza e della sopraffazione per un ideale di bene comune. Un ragionamento che sarebbe nobile e ci potrebbe dare qualche probabilità di perpetrazione della specie, invece, quello che si verifica è il concetto della ragione del più forte: il pesce piccolo viene mangiato dal pesce grande ( per fare un chilo di sgombri ci vogliono dieci chili di sardine, per fare un chilo di tonno ci servono dieci chili di sgombri), per fare un uomo ci vogliono tonnellate di vite.
La nostra cultura, spesso nelle credenze, si manifesta con la fede di una vita futura, l'immortalità dell'anima, che dovrebbe essere una vita che procede con altre forme di energia, noi la definiamo vita spirituale.
In questo caso, se il quiz fosse risolto, non avremmo più la necessità di vivere a spese di altre vite.
In questi decenni, osservando l'universo ci siamo accorti che lo spazio è strapieno di varie energie, energie anche molto più potenti del sistema della vita organica, basta guardare il perpetuarsi della potenza del nostro piccolo sole. Però, è tutto relativo e va rapportato a spazio e tempo.
Un saluto

user46920
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inviato il 20 Novembre 2015 ore 10:58    

Ok, ho letto con attenzione.
Vedo che tocchi molti (troppi) punti in un solo periodo della frase, portandomi in giro, lontano dalla conclusione del discorso e faccio spesso fatica a seguire tutto, magari per te è chiaro, ma per me da fuori ti assicuro che non lo è ;-)

comunque penso di aver trovato il punto dell'imperfezione:
il pesce piccolo viene mangiato dal pesce grande ( per fare un chilo di sgombri ci vogliono dieci chili di sardine, per fare un chilo di tonno ci servono dieci chili di sgombri), per fare un uomo ci vogliono tonnellate di vite.


è impossibile che per fare 1 kg di sgombri ci vogliono 10kg di sarde Eeeek!!!
e quindi tutto il resto del calcolo non risulta: l'energia è quella, se tutto si trasforma e nulla si crea o si distrugge, è forse nella tua equivalenza che si crea l'imperfezione che dici di vedere ??

user20639
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inviato il 20 Novembre 2015 ore 12:56    

Si, la catena alimentare funziona con questi valori energetici, poi ci sono le variazioni, ma il concetto è quello delle sardine che sono alla base della catena alimentare del mare.
Anche per fare un chilo di maiale servono 10 kg di cereali. Per fare 10 kg di cereali servono svariate tonnellate d'acqua e molte altre risorse ed energie. (un chilo di carne corrisponde a circa 4000 cal. 1 kg di cereali fanno sempre 4000 cal.)
Se noi mangiassimo cereali potremmo dare da mangiare a più persone sulla terra e sarebbe anche più salutare.

Conoscere la natura e l'uomo non è semplice..... specie i nostri rapporti con essa.... se pensiamo di usare tutto il pianeta come cibo e materie prime non durerà ancora molto. Quando sono nato io, nel 1961 si era in 3 miliardi di persone, solo dopo 54 anni siamo diventati 7,4 miliardi. Di questo passo saremmo in 10 miliardi fra 15/20 anni.

Se questo problema non viene compreso ne percepito, ne discusso, se continueremo a non affrontare il problema, ne saremo travolti. La specie umana non avrà futuro....
Il fotografo, anche quello inconsapevole, nelle sue immagini è testimone di quello che accade e delle mutazioni. La necessità maggiore è interpretare e riconoscere questi cambiamenti: della natura e dell'uomo.

user46920
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inviato il 20 Novembre 2015 ore 14:11    

OK, ma allora stai parlando della società civile e non della vita organica né della natura che abbiamo intorno Confuso

Qui parli di imperfezione naturale
La vita organica necessita di energia che proviene da altre vite, per me non è tutto apposto, ma c'è qualcosa d'imperfetto.
... mentre adesso stai dicendo imperfezione del sistema "civile" umano Confuso

poi, posso anche essere d'accordo con te su questo, indipendentemente da fatto che i valori o i rapporti enegetici siano corretti o meno, siano letti in un modo o in un altro, ecc, ecc ..
Se questo problema non viene compreso ne percepito, ne discusso, se continueremo a non affrontare il problema, ne saremo travolti. La specie umana non avrà futuro....


mentre su questo
Il fotografo, anche quello inconsapevole, nelle sue immagini è testimone di quello che accade e delle mutazioni. La necessità maggiore è interpretare e riconoscere questi cambiamenti: della natura e dell'uomo.

direi che forse non tutti tutti i fotografi debbano per forza occuparsene.

tu credi che chiunque debba fare fotografia incentrata su questo aspetto della nostra società ???

user20639
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inviato il 20 Novembre 2015 ore 18:11    

Non credo che tutti vogliano occuparsi di questo drammatico problema....ma inconsciamente emerge da tutte le parti, anche in fotografia.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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