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inviato il 23 Agosto 2015 ore 17:44
Tranquilli: l'account di Benedusi è autentico. Per chi lo ricorda, l'aveva aperto un paio d'anni fa in occasione di un'altra discussione. |
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inviato il 23 Agosto 2015 ore 17:45
Continuo a dubitare.. Ma nel frattempo seguo.. I-felix credo abbia detto tutto. |
user20639
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inviato il 23 Agosto 2015 ore 17:57
Mi viene in mente una certa intervista a quattrocchi. Un giornalista e critico, chiede all'artista dell'opera: cosa siano le vibrazioni che sente quando esegue l'opera? Lo richiede per la terza volta, poi l'artista si arrabbia in una crisi isterica e poi gli promette che lo avrebbe denunciato all'ordine dei giornalisti per avergli fatto tale violenza... Badate bene, si sta cercando di definire il senso e gli ingredienti dell'arte da almeno 3000 anni. Tutti hanno dato i loro pareri autorevoli di una vita di lavoro, si sono date molte ricette o metodologie per possedere la virtù, ma è impensabile dare una definizione oggettiva di cosa sia esattamente. Certo è, l'arte viene riconosciuta a naso, ma molte volte anche il naso sbaglia, la storia è piena di sottovalutazioni clamorose, come di supervalutazioni di geni inesistenti e dimenticati. |
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inviato il 23 Agosto 2015 ore 18:11
E' una foto piena di rumore, con zone chiare e scure stranamente accostate e con un fiume troppo chiaro e argenteo per essere vero ! In piu' da la sensazione di pendere a sx. Tranquillo che c'e' chi la vede cosi' ! |
user67843
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inviato il 23 Agosto 2015 ore 18:15
“ Invece questa foto a fatto la storia, magari non dell'arte, ma comunque la storia. „ E qualcuno sa dire il perchè? A mio parere, rispetto a tutte le versioni a colori della stessa montagna... questa è molto piu drammatica e cupa... tipico dei cieli di Adams... sarà questo che ha colpito il suo pubblico? |
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inviato il 23 Agosto 2015 ore 18:17
Questo è sicuro Mi riferisco al post di Max57 |
user21398
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inviato il 23 Agosto 2015 ore 18:17
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inviato il 23 Agosto 2015 ore 18:19
Perchè fa parte di un progetto e perchè lui le ha fatte.... non RIFATTE! |
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inviato il 23 Agosto 2015 ore 18:19
Va a dare un'occhiata al tabacchi dietro l'angolo o al primo bazar di chincaglierie turistiche che trovi. Cartoline così, anche se colorate, non ne trovi. |
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inviato il 23 Agosto 2015 ore 18:31
Vorrei che qualcuno mi spiegasse cosa vede di intimo vero personale e potente nelle foto di Settimio Benedusi. Le cartoline di Caterina mi emozionano sempre..... |
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inviato il 23 Agosto 2015 ore 18:33
Settimio, sono convinto che il post di Clphotos sia ironico quanto il mio ! |
user62173
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inviato il 23 Agosto 2015 ore 18:35
Mi chiedo se ci si chiede mai, quanto abbia senso prendersi sul serio in discussioni come questa... dove una foto se è stata fatta da un pinco pallino qualsiasi non vale nulla ma se invece è stata fatta da un nome conosciuto è una gran foto. Intendo la stessa foto. Non è che per caso a dare un valore alle cose è la stessa massa che singolarmente non varrebbe nulla... ma opportunamente indirizzata da una terza forza diventa fondamentale ?!!! Se si avesse il coraggio di dire davvero quello che si pensa di una foto a prescindere dal nome di chi l'ha fatta.... il mondo andrebbe meglio !!! |
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inviato il 23 Agosto 2015 ore 18:38
Seguo la discussione con interesse, non capita spesso che una personalità del calibro di Settimio passi di qui. "La buona Fotografia deve essere potente, intima, coraggiosa e vera": non so perché, ma mi viene in mente lo scrittore/giornalista Tiziano Terzani. Terzani scrive con la penna. Un fotografo con la luce. I libri di Terzani sono forti (VERI) potenti e coraggiosi. Non emozionanti, riflessivi. Non artefatti, ma tremendamente concreti. Lui era in prima linea a raccontare la guerra, non a 500 metri di distanza in una camera di un albergo, come molti suoi colleghi. I suoi libri spesso raccontano verità sulla guerra oppure, di converso, presentano con forza introspettiva il suo lungo viaggio attraverso la malattia in "Un altro giro di giostra", dove "quasi mai la verità è semplicemente bella"... Credo che la differenza stia lì, lo stesso concetto è applicabile alla fotografia, sempre di scrittura si parla. |
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