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Lupi e lettere ai quotidiani...


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avatarsenior
inviato il 18 Gennaio 2014 ore 21:48    

Ciao a tutti, la mi affermazione di un morto per attacco di un lupo negli ultimi 50 anni e' presa dai dati dal centro per lo studio e la documentazione sul lupo, poi che tale informazione sia corretta oppure no lascia il tempo che trova......nel senso che se anche i decessi a causa dei lupi fossero 50 negli ultimi 50 anni cosa cambierebbe? Sarebbe comunque un numero irrilevante considerando la presenza umana nei territori popolati dai lupi.
Sono animali bellissimi ed e' giusto che tornino nei territori dove un tempo vivevano. Ho visto i lupi in quasi tutto il mondo gli ho ammirati dalla Siberia al Nord America, gli ho sentiti ululare di notte mentre guardavo l'aurora.
@pralfio, viviamo in un pianeta dove la maggior parte degli esseri viventi deve uccidere un'altro essere vivente per poter sopravvivere, e in molte parti del mondo questa regola vale anche per l'uomo, noi siamo qui oggi anche perché i nostri antenati hanno vissuto di caccia e di pesca, io sono nato in una famiglia dove la caccia e la pesca erano radicate nel DNA dei miei genitori e dei miei nonni, per svariati motivi ho conosciuto la caccia e la pesca nel mondo e in molte occasioni ho potuto condividere le tradizioni di popolazioni lontane e molto diverse da noi. Andare a caccia o pescare possono essere i comportamenti più assurdi che ci sono o i comportamenti più neccessari che ci sono semplicemente cambiando il contesto territoriale di dove ci si trova.....

user25280
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inviato il 18 Gennaio 2014 ore 21:52    

Quoto Edoardo, totalmente vero, ma chi non ha argomenti o non ha assoluta conoscenza, mescola le cose, poi vuole far credere che gli animali selvatici uccidono per divertimento, gli argomenti scarseggiano e si arrampicano sugli specchi.
Gli animali non uccidono per divertimento o profitto, tutto quello che fanno é semplicemente legato alla pura e semplice sopravvivenza, punto.
Chi non sa o non ha capito questo, torni a studiare che é meglio.

avatarsenior
inviato il 18 Gennaio 2014 ore 22:09    

Che la presenza del lupo intimorisca l'uomo ci può stare, ma che faccia scappare perfino le rondini...via, c'è un limite a tutto. Il lupo, e con lui tutti i predatori, esiste per un motivo ben preciso. Vogliamo sterminarli tutti? E' ora di finirla con questo modo di ragionare, non possiamo più permetterci di alterare l'ecosistema per adattarlo ai nostri capricci, le conseguenze sarebbero gravissime.

user25280
avatar
inviato il 18 Gennaio 2014 ore 22:19    

Le rondini non scappano, ma si riducono drasticamente perché gli stessi furbi che gridano al lupo al lupo, sono anche gli stessi che spargono pesticidi, staccano i nidi dai casolari di campagna perché le rondini cagano, ecc ecc ecc
Fanno le vittime del lupo cattivo, ma i veri e unici dannosi sono proprio loro con i loro comportamenti insensati.


avatarsenior
inviato il 19 Gennaio 2014 ore 17:37    

Ciao di nuovo.
Ho ancora un paio di pensierini da condividere. Vedo tantissime persone che hanno un approccio con la tematica ambiente-coabitazione interspecifica-equilibrio-cultura del rispettto reciproco, in cui mi riconosco appieno. Non sono un animalista convinto e non sono pessimista cosmico in merito a quanto sopra. Confesso che andavo anche a pescare...Confesso di essere stato anche un antesignano della pesca no-kill (ho sconvolto più di uno spettatore liberando trote marmorate di oltre un chilo, non riuscivano a capire che sono ormai rarissime ed è un vero crimine anche mangiarsene una...) e che mi portavo a casa solo pochi pesci contati quando avevo voglia di un piatto di fritto...
Penso che pescare o cacciare, come raccogliere funghi, sia una forma di prelievo che si contestualizza nella selezione naturale , a patto di mantenere il tutto entro limiti di sostenibiità propri della selezione e non eccedere con l'efficienza derivante dalla cultura: per iperbole, pescare con le bombe è rapido, veloce e redditizio, ma non rispetta più l'etica della selezione naturale perchè è un metodo indiscriminato e indiscriminante - a parte l'eventuale moncherino se non si calcola bene la miccia... E' possibile operare un prelievo responsabile del patrimonio zoologico naturale, a patto che a) sia sostenibile e b) le finalità abbiano un'etica accettabile. Per intenderci, niente di male a cacciare o pescare per mangiare (la natura ci ha fatti onnivori...), buuuu e vergogna a chi porta a casa un pesce solo per esibirlo al bar o uccide un animale solo per appendere un trofeo al muro se non peggio, come per togliersi un fastidio o fare quello che fanno tutti (vedi bisce o insetti, non ho mai capito perchè bisogna uccidere i ragni).
Tanto per arricchire la casistica sui luoghi comuni, mi risulta che le tanto vituperate vipere (altro spauracchio esagerato, non andare nel bosco che c'è la vipera, non frugare nei cespugli che c'è la vipera, mettiti le scarpe alte che la vipera ti morde le caviglie, ma dove c...o sono tutte queste vipere, che voglio fotografarne una e boia se riesco a trovarla!!)
a) schivano l'uomo come la peste (qualcuno deve aver fatto girare la voce nell'ambiente...)
b) mordono a malincuore e solo se minacciate di gravi danni, sono gelosissime del loro veleno e non lo sprecano per un pistolazzo qualsiasi che gli zampetta intorno
c) la loro puntura non è mortale (se uno è già cardiopatico o trombotico è altra cosa...)
d) all'ospedale, se proprio sei riuscito a farti mordere ma ce ne vuole, non usano più il siero perchè c'è più rischio di shock anafilattico a farlo che di avvelenamento a non farlo.

Altra notizia bomba: i serpenti hanno il veleno non per cattiveria (loro o divina, la cosa è ancora da chiarire...) ma perchè gli serve, come ai felini servono gli artigli e agli squali i denti. Ergo, lo sanno usare.
In India il morso del cobra fa migliaia e migliaia di vittima all'anno (i serpenti più pericolosi sono il bungaro fasciato e la vipera di Russell, ma sono meno coerografici così ci siamo presi il cobra come spauracchio, vuoi mettere, si alza, dilata il collo...), le statistiche mediche dicono che molti di questi morsi (ca. 50%) sono di avvertimento (il carognone non inocula veleno) e tanta gente (% a doppia cifra...) ci lascia le penne per lo spavento. Fate voi...
Mi sorge il dubbio: il cobra è più clemente dell'uomo (potrei farti fuori ma per questa volta passi...) o più intelligente (perchè sprecare veleno? tanto crepa lo stesso...)?

avatarsenior
inviato il 19 Gennaio 2014 ore 18:17    

@Andrea Ferrari, quoto il tuo ragionamento dalla prima parola all'ultima, mi sorprendo che in un forum come questo ci siano discussioni sul ritorno del lupo, ma poco tempo fa ero intervenuto in un post sulla "estrema pericolosità" dei cinghiali.....
Forse qualcuno non riesce a capire che il futuro del nostro pianeta e di conseguenza il nostro futuro, passa proprio per il ritorno del lupo e di altri animali ormai spariti dai loro territori.
La natura e' una ,macchina perfetta fatta di migliaia di ingranaggi, spetta a noi mantenere la macchina, il sistema ci permette di prelevare quello che ci serve per vivere.... il prelievo di una trota di un fagiano di un pollo o di una mela non fa differenza, e' il rispetto dell'equilibrio che fa la differenza.



user25280
avatar
inviato il 19 Gennaio 2014 ore 19:05    

Andrea e Davide, avete ragione su ogni punto, personalmente sono pienamente in sintonia con il vostro pensiero, ma purtroppo c'é sempre un ma!!!!
Periodicamente nascono un certo numero di poveri disadattati (parlo dell'uomini, manco a dirlo) che devono per forza avere delle recondite paure, degli atavici terrori, quindi passano il loro tempo a raccontare fandonie, a seminare finti terrori, poi l'ignoranza del popolino bue segue a ruota.
La cosa più meschina in assoluto é quando a fomentare questi terrori popolari, sono poi in realtà dei soggetti che hanno un interesse personale.

avatarsenior
inviato il 19 Gennaio 2014 ore 19:09    

Ciao Davide
Mi fa piacere che ci si trovi sostanzialmente d'accordo su questi argomenti, più se ne parla e più se ne conviene, più vive la speranza di ...sopravvivere!! Mi permetto solo una nota di dissenso: non spetta all'uomo manutenere la "macchina". La natura è un soggetto dominante, si colloca a un livello superiore, l'uomo è l'unico "suddito" che osa farne scempio mentre il giusto atteggiamento di umiltà sarebbe semplicemente rispettarla e lasciarle fare il suo corso. Tanto per fare un esempio, si sente in ogni dove sbraitare contro gli enti locali che, non facendo manutenzione ai letti dei fiumi (...) sarebbero concause di inondazioni e altri dissesti (si sa, questi ENORRRRRRMI tronchi che intasano i fiumi fino a costruire dighe tipo Assuan...). La miglior manutenzioone sarebbe eliminare tutte le costruzioni abusive e irrispettose delle dinamiche dei fiumi, che negli anni si sono accumulate a sproposito nei letti!! Tanto per dirne una, in Friuli un po' si tempo fa qualche...mentecatto (??) ha provato a lasciare che, nei fiumi, la natura facesse il suo corso e se ci capitava un albero abbattuto ci rimanesse, bando ad argini, draghe e altri ecomostri. Bene, i danni da dissesto idrogeologico si sono ridotti!! I fiumi si modellano i loro corsi con la saggezza della natura, che nessun ingegnere riusirà mai ad eguagliare, e le piene vano e vengono come prima che l'uomo pretendesse di gestirle con i suoi piccoli mezzi. Violentando la natura PENSIAMO di rimediare a degli inconvenienti, in realtà ci misuriamo con forze soverchianti e tutto quello che riusciamo a fare è modificare il tempo (in avanti) e gli effetti (in peggio) di eventi ineluttabili.

avatarsenior
inviato il 19 Gennaio 2014 ore 19:49    

Andrea quando ho scritto che spetta all'uomo mantenere la macchina....intendevo dire che l'uomo per la SUA soppravivenza deve mantenere la macchina, se no la natura eliminera' l'uomo e continuera' senza di lui.
Il concetto e' che il nostro comportamento deve essere equilibrato se vogliamo proseguire, al contrario ci autodistruggeremo e la natura continuera' il suo corso senza di noi.

avatarsenior
inviato il 19 Gennaio 2014 ore 23:52    

Ciao a tutti
a me, invischiarni in certi argomenti mi fa male al cervello, poi mi vengono delle idee strane e scrivo sproloqui che levati.
Steve mi ha dato un bello spunto: premesso che l'uomo è un animale e non riesce a sottrarsi ai modelli naturali di comportamento, una delle sue (patologiche?) peculiarità è quella di mediare tali comportamenti con il principale elemento di differenziazione rispetto agli altri animali: non me ne vogliano i credenti, non l'anima, la cultura. Che e' sostanzialmente un complesso di informazioni chel'uomo riesce a patrimonializzare e organizzare per potenziare le interazioni con l'ambiente e renderle più complesse.
Bene, uno degli schemi comportamentali generali in natura è la competizione.
Gli animali la esercitano in termini fisici e materiali, sia in forma interspecifica (lotte con altre specie per contendersi le risorse dell'ambiente) che intraspecifica (lotte interne al gruppo per il predominio, la gerarchia, l'accaparramento dell'harem, ecc.). Le forme di competizione intraspecifiche devono equilibrarsi con due altre regole: l'istinto di conservazione della specie (impone di non sopprimere gli antagonisti) e la selezione naturale (impone di sopprimere i più deboli in nome del miglioramento della specie).
La competizione intraspecifica nell'uomo è ritualizzata (sport, carriera, dongiovannismo, ecc.) o regolata da leggi che privilegiano la salvaguardia dei soggetti (codice penale, religioni, etiche e morali. ecc. - NB: mi va benissimo, non sono mica un nazista!!).
Resta un grosso problema di natura etologica: cosa abbiamo per sfogare aggressività e distruttività? Per alcuni funzionano anche qui dei comportamenti rituali (sport, agonismo, ecc.), altri si sfogano con strani comportamenti quando guidano (...!!), altri allo stadio (tifo organizzato = ritualizzazione del branco) o in politica, altri ancora ribaltano tutto inventandosi strane forme di competizione interspecifica e allora giù legnate ai lupi, ai cinghiali, ai ragni, alle bisce, a tutta una serie di animali che DEVONO essere una minaccia, altrimenti con chi ce la prendiamo?
Per certi versi, stiamo parlando di soggetti che - etologicamente parlando - sono ancora sul ponte che collega o divide l'uomo dagli altri animali: hanno cominciato a usare la cultura per regolare i loro comportamenti ma ne sono schiavi invece di usarla da uomini liberi, come uno strumento utile e funzionale.

user25280
avatar
inviato il 20 Gennaio 2014 ore 21:34    

Andrea, hai fatto un'analisi completa e approfondita di quello che é il comportamento umano, non fa una piega.

avatarsenior
inviato il 21 Gennaio 2014 ore 13:58    

Sono forte, neh?

user25280
avatar
inviato il 21 Gennaio 2014 ore 14:00    

Dalle mie parti dicono "forte come l'aceto" MrGreenMrGreenMrGreen

Battute a parte ripeto che hai centrato appieno il succo del discorso, sono d'accordo al 100%

avatarsenior
inviato il 21 Gennaio 2014 ore 23:42    

Mi coglie un fllash su un commento di Davide Zonta.
Sul fatto che il lupo non sia pericoloso sono d'accordo, sulla pericolosità del cinghiale non sarei invece così indulgente: di norma al terzo piatto causa problemi molto seri, Triste che si anticipano al secondo se il salmì è un po' carico o se la polenta è passata alla griglia Eeeek!!! (da un po' di acidità). Tutto questo senza considerare la variabile del rosso di corpo a cui lo si abbina. ;-)No, il cinghiale è pericoloso!!MrGreen

avatarsenior
inviato il 21 Gennaio 2014 ore 23:44    

Il paradosso è che diventa pericoloso da morto...


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