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Color Management: sto realizzando una guida gratuita, mi piacerebbe avere il vostro parere


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avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2026 ore 13:44    

Ivo6767 non sono d'accordo perché confondi il fondamento teorico della colorimetria con il funzionamento della gestione del colore ICC.

È vero che il sistema ICC nasce con l'obiettivo di ottenere una riproduzione che risulti visivamente coerente per l'osservatore e che CIELAB abbia una base percettiva; così come è vero che l'intento percettivo cerca di preservare le relazioni complessive dell'immagine durante una compressione di gamut... ma questo non significa che il CMM "imiti il sistema visivo" o che lavori sulla percezione dei contrasti come descrivi.

Il CMM non analizza il contenuto della scena, non interpreta la tridimensionalità e non modella i fenomeni percettivi della visione umana, come il contrasto simultaneo o l'adattamento visivo. Esegue invece trasformazioni colorimetriche basate sulle tabelle (LUT), sulle matrici e sulle funzioni matematiche definite nei profili ICC, applicando eventualmente una trasformazione di adattamento cromatico tra punti di bianco secondo le specifiche ICC.

Due profili diversi possono produrre risultati percettivi differenti pur utilizzando lo stesso CMM.Per questo motivo sbagli nell'affermare che percezione del contrasto e gestione del colore siano la stessa cosa; sono concetti collegati, ma appartengono a livelli diversi.

La gestione del colore utilizza modelli colorimetrici ispirati alla percezione per garantire" coerenza cromatica" tra dispositivi; la percezione visiva comprende fenomeni molto più ampi (adattamento cromatico, contrasto simultaneo, costanza del colore, effetti di contesto, risposta locale del sistema visivo) che il sistema ICC non modella né gestisce direttamente.

Insistere sull'nserire nella guida argomenti estranei alla gestione del colore secondo standard icc, continuo a ritenerlo eccessivo, in quanto già così contiene errori e avrebbe bisogno di un supporto esterno di professionisti. Se non sono riusciti quelli del gruppo del colore, a fare un sito omnicomprensivo, dubito che ci possa riuscire un singolo utente.

avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2026 ore 13:48    

Premesso che i miei suggerimenti nascono esclusivamente da uno spirito di critica costruttiva, vorrei chiarire meglio il senso del mio intervento.

È stato lo stesso Andy a chiedere suggerimenti e, leggendo l'introduzione del sito, mi sembra evidente che l'obiettivo non sia realizzare una guida semplificata, ma affrontare il color management in modo approfondito e accessibile ai fotografi.

Scrive infatti:

"Le informazioni esistono, ma sono sparse... Ogni pagina risponde a una domanda precisa, spiega il problema prima della soluzione."

Proprio per questo mi sono permesso di suggerire alcune integrazioni. Non perché ritenga il lavoro poco valido, anzi: proprio perché lo considero molto promettente.

La mia osservazione è che, parlando di fotografia, il color management non può essere completamente separato dal contesto percettivo e applicativo. Contestualizzare non significa allargare il tema, ma aiutare il lettore a comprendere perché uno strumento esiste, quali problemi risolve e quale sia il suo campo di applicazione.

Faccio un paio di esempi.

Nel capitolo dedicato al soft proofing si parla correttamente della simulazione di stampa, ma si dà per scontato un flusso orientato alla stampa personale. Potrebbe essere interessante accennare anche ai casi di stampa professionale o commerciale, dove entrano in gioco standard come FOGRA, GRACoL o altre specifiche di produzione.

Oppure il metamerismo è spiegato correttamente dal punto di vista spettrale, ma potrebbe essere utile ricordare che la percezione finale dipende anche dalle condizioni di osservazione, come la geometria di illuminazione e osservazione, oltre che dall'illuminante stesso.

Allo stesso modo, quando si parla di come vede l'occhio, forse varrebbe la pena accennare che ciò che percepiamo è il risultato dell'elaborazione del cervello, che integra dati fisiologici, adattamento visivo ed esperienza. Del resto, in altri capitoli della guida vengono già introdotti concetti come il grigio medio e il rapporto tra fisica e percezione, quindi non mi sembrerebbe un'estensione fuori tema.

I miei riferimenti a Boscarol, Bottoli, al Gruppo del Colore e ad altre fonti non vogliono sostituire l'impostazione tecnica della guida, ma suggerire alcune prospettive che, a mio avviso, potrebbero renderla ancora più completa e autorevole.

In definitiva, il mio intento non è criticare il lavoro svolto, ma contribuire, se possibile, a rafforzare un progetto che considero molto utile.

avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2026 ore 14:00    

FILO63 non ci crederai ma trovo che i tuoi interventi siano molto interessanti, anche in altri topic, perché hai uno stile (leggero, non urlato ma deciso) nell'esporre concetti che mi è molto affine e che apprezzo.

Io sono intervenuto criticando, spero in modo costruttivo, le premesse con cui Andy ha apero la discussione, e non concordando con le conclusioni che ne ha tratto; successivamente ho letto la sua guida, che ho trovato graficamente al passo coi tempi ma scoprendo che contiene anche alcuni errori, in certe spiegazioni.

Da qui la domanda: è utile creare l'ennesima guida sulla gestione del colore da soli, sperando, nel caso, che qualche "collega" intervenga a correggere gli errori?

Dal mio punto di vista sarebbe stato meglio creare prima un gruppo di lavoro e poi decidere di fare qualcosa di migliore rispetto al passato, qualcosa di mai visto, altrimenti il rischio è quello dell'enshittification o alla meglio, di essere ridondanti.

avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2026 ore 14:22    

Ti ringrazio per l'apprezzamento, che ricambio volentieri perché anche i tuoi interventi mi hanno dato diversi spunti di riflessione.

In realtà credo che le nostre posizioni non siano così lontane. Anch'io penso che una guida debba essere tecnicamente rigorosa e che, quando possibile, il confronto con altre competenze la renda più solida.

La mia riflessione, però, nasce da un'esperienza diversa. Negli anni ho visto più volte un fenomeno ricorrente, sia nel colore industriale sia nella fotografia: quando una tecnologia viene presentata come la soluzione definitiva, spesso genera aspettative che nella pratica non riesce a soddisfare. Il risultato è che, dopo un primo entusiasmo, molti finiscono per rifiutare anche gli strumenti realmente utili.

Per questo continuo a pensare che una guida tecnica tragga forza anche dal contesto. Non per uscire dall'argomento, ma per aiutare il lettore a comprendere perché quello strumento esiste, quali problemi risolve e quale sia il suo campo di applicazione.

Penso, ad esempio, al rapporto tra color management e fotografia contemporanea. Oggi molti fotografi dedicano grande attenzione alla profilazione della fotocamera o del monitor e, nello stesso tempo, utilizzano LUT, simulazioni di pellicole o color grading che modificano intenzionalmente la resa cromatica. Non c'è nulla di sbagliato in questo, anzi: fa parte del linguaggio fotografico. Proprio per questo, però, credo sia utile affiancare alla spiegazione tecnica anche una riflessione sull'intento fotografico e sugli aspetti percettivi.

Capire come funziona uno strumento è fondamentale. Capire quando, perché e con quale obiettivo utilizzarlo, secondo me, lo è altrettanto.

avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2026 ore 14:35    

"Capisco perfettamente l'esigenza di sintesi e il desiderio di tracciare dei confini netti per non far disperdere il filo del discorso. Tuttavia, credo che limitare la discussione escludendo la componente percettiva crei una contraddizione di fondo che rischia di depotenziare l'utilità stessa di una guida per fotografi.

Il colore non è un elemento isolabile: è un sistema complesso, un ecosistema quasi 'quantico' in cui la misurazione strumentale e la percezione visiva coesistono e si influenzano a vicenda nello stesso identico istante. Non si tratta di livelli separati, ma di variabili strettamente interconnesse. È proprio dall'unione di questi due mondi – il dato numerico del laboratorio e la risposta psicofisica dell'occhio – che scaturisce la comunicazione visiva.

Pretendere di semplificare l'argomento eliminando la percezione e l'interazione con il cervello significa, a mio avviso, cadere in una contraddizione: significa voler spiegare uno strumento fotografico limitandoci a fare esempi da laboratorio, dimenticando che il fine ultimo di quel flusso di lavoro è lo sguardo di un osservatore. Accettare questa complessità, senza tralasciare le parti che ne sono inevitabilmente coinvolte, non significa allargare il tema fuori misura, ma semplicemente restituire ai fotografi la realtà delle cose."

avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2026 ore 15:42    

Da progettista ho sempre avuto un approccio antropocentrico. Ogni oggetto, ogni strumento e ogni ambiente progettato nasce per essere utilizzato dall'uomo. Per questo mi viene naturale partire dall'utilizzatore prima ancora che dalla tecnologia.

Credo che questa sia anche la ragione per cui, nel tempo, mi sono trovato a discutere con Wazer e ancora di più con Raamiel. Curiosamente, spesso arriviamo a conclusioni non così distanti, ma percorriamo strade diverse. Il loro ragionamento parte dal modello fisico e matematico; il mio tende a partire da come l'uomo percepisce, interpreta e utilizza quel modello.

L'essere umano non osserva il mondo come uno strumento di misura. Integra continuamente dati sensoriali, memoria, esperienza, cultura e contesto. È probabilmente questa capacità di costruire significato che rende la nostra percezione così diversa da una semplice acquisizione fisica del dato.

Lo vediamo anche in fotografia. Nel bilanciamento del bianco inseguiamo spesso un bianco teoricamente neutro, mentre nel cinema accettiamo e apprezziamo dominanti cromatiche molto forti perché contribuiscono alla narrazione. Lo stesso osservatore che correggerebbe una fotografia giudicandola "troppo calda" può immergersi completamente in un film costruito su una palette cromatica intenzionalmente irreale.

Per questo continuo a pensare che il color management sia uno strumento prezioso, ma che trovi il suo significato solo quando viene messo in relazione con l'intenzione del fotografo e con il modo in cui l'essere umano percepisce e interpreta un'immagine.

avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2026 ore 15:49    

@Jaak mi fai più ingenuo di quello che sia. Quello di ridurre la risoluzione per migliorare SNR è un vezzo che citano molti Juzini, era stato introdotto da Butler di DPR molto tempo fa.
Il motivo per cui ho tirato in ballo la diffrazione era: se Gemini prende lucciole per lanterne (magari interrogata male da me) nel caso della diffrazione, come è credibile che dia suggerimenti sempre corretti nel caso del colore in fotografia digitale che è un argomento in sé più complesso? Mi sembrava palese il mio intento, evidentemente avrei dovuto spiegarlo meglio.
Andy ha postato che non conosceva Marco Olivotto. Il Marco è un brillante, al punto che Margulis lo ha indicato come il suo successore più accreditato e naturalmente Margulis non è un peracottaro, tutt'altro.
Tutto quello che riguarda il colore in Photoshop lo ha inventato letteralmente lui, non è un volonteroso influencer.
A Gemini avevo precedentemente chiesto se conosceva Gerald Holst. Nella risposta ha citato principalmente il NIR, importante nella ricognizione aerea. Non ha citato la relazione fondamentale che lega il pixel pitch (dimensione del sensel in micron), f/ e la lunghezza d'onda del colore alla risoluzione equivalente.
Questa relazione l'ho postata su Juza parecchie volte, non saprei da quanti è stata presa sul serio.MrGreen
Chi è bravo con AI, provi a chiedere cosa ha pubblicato (e innovato) Gerald C. Holst.

avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2026 ore 17:30    

"Trovo l'approccio di Filo63 molto interessante e condivisibile, proprio perché rimette al centro l'osservatore. Credo che in un forum di fotografia, se un approfondimento tecnico non viene calato anche nel contesto della percezione e dell'intento visivo di chi scatta, si rischi di renderlo meno accessibile. Diventa più difficile per un appassionato capire come e dove muoversi con reale consapevolezza sul proprio file.

La ricerca del dato matematico rigoroso o di un profilo ICC perfetto ha un valore fondamentale in un flusso industriale, dove macchinari e operatori diversi devono poter replicare lo stesso identico risultato in serie. Quando però ci spostiamo sul piano dell'uso personale e della ricerca fotografica, le priorità cambiano.

Se la spiegazione si ferma all'approccio da laboratorio, senza dialogare con il modo in cui l'occhio e il cervello leggono l'immagine (compresi aspetti come il contrasto e la tridimensionalità), c'è il rischio che il lettore si scoraggi davanti a una complessità apparentemente distante dalla sua pratica. Il risultato paradossale potrebbe essere quello di spingere le persone ad abbandonare ogni rigore tecnico per affidarsi a programmi che risolvono tutto con un semplice click automatico. Credo che il valore più grande di una guida sia proprio quello di riuscire ad affiancare la solidità tecnica alla consapevolezza del linguaggio visivo."

avatarjunior
inviato il 14 Luglio 2026 ore 18:01    

@Val ho chiesto due pagine fa al buon @Andy come avesse usato l'AI per la sua guida, suggerendo anche una possibile via per rivedere il lavoro svolto.

Il tuo esempio solito della diffrazione, che ho ripreso come tale (per favore non concentriamoci su di esso), serviva a dimostrare che l'AI risponde esattamente alla domanda che fai: domanda generica -> risposta generica (nel senso che ho indicato) con potenziali allucinazioni.
Se si vuole mitigare il rischio allucinazioni e ottenere risposte di qualità, ci si deve sforzare ben di più.

Quindi direi che siamo d'accordo che l'AI sbaglia ma l'entità degli errori che commette dipende da come la si usa.

Quindi si, per me si può usare l'AI per affrontare un argomento complesso come il colore , se si hanno le competenze nel colore e nel come usare l'AI nel modo giusto. MI spingo oltre, se usata in maniera evoluta, l'AI può compensare anche una parte della conoscenza sul colore e permettere la redazione di una guida che, per contenuti, supera la preparazione di chi l'ha creata.

avatarsupporter
inviato il 15 Luglio 2026 ore 1:13    

Per me hai fatto un buon lavoro.
Ecco alcuni suggerimenti emersi da una lettura veloce:

1) Nella pagina della calibrazione hardware, sezione "Perché la calibrazione hardware è più accurata", box "Concetto chiave", la seconda fase (quella sul ruolo del profilo ICC) non è chiarissima. Potresti scriverla meglio o più semplicemente inserire un link alla pagina "calibration-vs-profiling" .

2) Sempre nella stessa pagina del punto1, sezione "Quali Monitor Supportano la Calibrazione Hardware", potresti aggiungere i monitor della linea Proart di Asus. Ad esempio, l'ASUSTek PA27UCGE costa meno di quelli già citati nella pagina, consente di fare un po' di esperimenti con l'HDR e ha un calibratore motorizzato integrato che aggiorna la LUT interna.

3) potresti aggiungere un Knowledge Graph interattivo per facilitare la comprensione della relazione tra gli argomenti, facendoti aiutare dall'AI per la costruzione del grafo.

4) nella sezione HDR, meriterebbe accennare anche all'importanza dei cavi a banda larga che, assieme ad una corretta configurazione del SO (es.: Windows ha diversi punti da configurare) e del monitor (es.: TV e sua configurazione), abilitano la visualizzazione HDR.

5) potresti sfruttare l'AI per analizzare i commenti che ricevi qui sul forum, e inserire una sezione "Cosa NON trovi qui" nella pagina introduttiva del sito.
In questo modo eviti equivoci e false speranze su contenuti che non riguardano strettamente la gestione digitale del colore.
Considerato che nulla batte questo forum nel deragliare velocemente dal topic inizale, vale la pena approfittarne.;-)

avatarjunior
inviato il 15 Luglio 2026 ore 13:33    

Scusate il ritardo nella risposta ma non mi aspettavo si sollevasse un polverone di risposte.

Mi urge sottolineare che questa piattaforma è nata con il solo desiderio di fare ordine tra le molteplici fonti, rendendole più organizzate, chiare e comprensibili da tutti e non solo da chi ha una laurea in fisica o scienze applicate :).

Per chi si chiede se dietro sia stata fatta una ricerca per validare l'operato dell'AI, rispondo NI. Nonostante io faccia il fotografo di professione da 15 anni e abbia lavorato per 2 in un laboratorio di stampa, questa guida nasce come riflesso di un'esigenza pregressa personale nel non reputare il color management argomento di facile reperibilità e chiarezza ma di essenziale importanza nel lavoro di un fotografo professionista. Non nascondo pertanto che nella stessa creazione della piattaforma ho avuto io stesso l'opportunità di approfondire più d'una tematica.

@michaeldesanctis il progetto è stato sviluppato in toto con Claude Code ovviamente in versione a pagamento. A seconda delle task ho usato sonnet o opus, cercando di creare sempre un contesto massimo, partendo da diverse fonti autorevoli come riferimento di partenza, ampliate esse stesse incrociando i riferimenti con altre fonti autorevoli trovate sul web (presenti in bibliografia)

L’intenzione della guida è di fornire un supporto concreto su una tematica specifica quindi sono d’accordo con @wazer sul fatto che l’intenzione è di renderla il più accurata possibile in quello che si prefissa di fare, ciò nonostante c’è sempre stata l’intenzione di creare un contesto per permettere di comprendere al meglio i contenuti.
@filo63 la guida è stata creata, per quanto mi fosse possibile, proprio in quell’ottica. Quindi non solo di spiegare il cosa ma anche il come e il perché, fermo restando che come già detto è tutto in costante sviluppo, aggiornamento e rettifica

La scelta di condividere con la community la piattaforma realizzata finora è proprio per validare, correggere laddove necessario e implementare concetti col supporto di chi ha piacere di dare il proprio contributo. Quindi invito chiunque abbia piacere di contattarmi privatamente!

@motofoto grazie mille degli spunti che appena ho un attimo metterò sicuramente in atto!

Ringrazio tutti per l'interesse riposto nel topic e resto a piena disposizione per un confronto anche in privato.
Mi scuso inoltre anticipatamente se le risposte arrivano a singhiozzi ma sono sovrastato dal lavoro in questo periodo.

Penso inoltre che inserirò sul sito una sezione dedicata a spunti e migliorie di modo da riuscire in maniera più pratica ed efficiente ad aggiornare e migliorare i contenuti presenti.

avatarsenior
inviato il 15 Luglio 2026 ore 21:49    

Complimenti, grazie molte anche da parte mia!! Condivido il tuo lavoro tra amici fotografi, sarà un'utilissima risorsa. Ne seguirò gli sviluppi futuri...

avatarjunior
inviato il 16 Luglio 2026 ore 21:42    

Ms che fffigo, 'mo me lo studio (grazie davvero del lavoro!)

avatarjunior
inviato il 20 Luglio 2026 ore 9:21    

Buongiorno a tutti. Ho provveduto ad effettuare delle modifiche e degli aggiornamenti incorporando anche gli autori e i preziosi suggerimenti arrivati qui sul forum.

Ringrazio tutti per il supporto e la partecipazione al thread!

avatarsenior
inviato il 20 Luglio 2026 ore 9:44    

Bene, appena possibile lo guardo.

Un piccolo suggerimento che non ho mai sottolineato, nel titolo o nel sottotitolo metterei in evidenza Color Management Guide per il fotografo .

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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