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Beh certo. Adesso come adesso non possiamo fare niente se non con progetti faraonici tesi a condizionare la temperatura delle nostre città per renderle più vivibili d'estate.
Ecco, appunto. Che ce ne facciamo della riduzione imposta dal green deal se poi dobbiamo star male ? Penso a quelle centomila famiglie.... Se proprio si voleva salvare l'industria automobilistica europea, invece di favorire l'auto elettrica ( e in questo i costi dei cinesi sono sempre inferiori), bisognava vietare l'uso delle auto elettriche. Altro che incentivi. Spero proprio che il 2035 sia la fine dell'auto elettrica per legge e non di quelle endotermiche.
Materia Oscura Presto le costellazioni visibili tra i palazzi o nelle aperte campagne non esisteranno più: saranno sostituite da brillanti satelliti artificiali delle aziende della space economy che le oscureranno definitivamente.
Per moltissimo tempo internet e il web sono sembrati il più formidabile strumento di progresso dell’umanità dai tempi dell’invenzione della carta stampata o dell’elettricità. Dovevano servire ad «abbattere muri e costruire ponti», motivo per cui si iniziò a parlare di «tech democracy», di una nuova stagione della democrazia potenziata proprio da internet, aperta alla partecipazione diretta dei cittadini e al loro controllo. Era la nuova terra promessa, quella in cui saremmo stati tutti felici, finalmente. E invece, ormai è chiaro, la rete si è trasformata nel più insidioso strumento per picconare le democrazie. In vent’anni di vita social ci siamo persi per strada un’idea condivisa di futuro, inteso come un mondo migliore dove arrivare tutti assieme.
Quand’è, precisamente, che la storia è cambiata? Quando i bambini hanno smesso di sognare di essere astronauti e hanno iniziato a voler diventare influencer e creator? E perché? Ci siamo illusi o qualcuno ha truccato le carte del mazzo con cui stavamo giocando?
Riccardo Luna pone queste e altre domande sull’identità del web oggi, e lo fa andando a ritroso fino alla sua nascita, quando non era ancora compromesso dall’eccesso di narcisismo alimentato dalla digital economy; e quando gli algoritmi non favorivano le fake news «perché fanno più traffico».
Un viaggio che ricostruisce l’epopea della Silicon Valley, da quando gli imprenditori tecnologici sembravano tutti buoni fino al patto di Big Tech con la Casa Bianca di Donald Trump e alla tragica vicenda di Gaza, in cui l’uso dei social dal basso ha consentito di sconfiggere la censura e avviare una mobilitazione globale.
Un segnale, forse, che nulla è del tutto compromesso e che siamo ancora in tempo per cambiare il futuro.
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