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inviato il 10 Giugno 2026 ore 6:30
Con il 18mm Canon f/4 chiudevo al massimo il diaframma. ******************************************* Beh Enrico intanto cominciamo con l'obiettivo sbagliato, Canon non conosce la focale 18 mm, quello a cui ti riferisci è il Canon FD 17/4, ottica di qualità molto buona, caratterizzato da una bassissima distorsione, intorno allo 0,5%, ma anche con una nitidezza non entusiasmante in particolare a TA. Per quanto riguarda la tecnica da te indicata premetto di non conoscerla, conosco però l'obiettivo, bene, e a f 22 non è un mostro di Risoluzione, in altre parole quella che tu, in proiezione, percepivi come PdC estesa dai tuoi piedi all'infinito, altro non era se non una forte perdita di Nitidezza generalizzata su tutto il fotogramma, probabilmente anche agevolata da un'ottica da proiezione non entusiasmante. In altre parole SI, percepivi questa (tanto generica quanto indistinta) estesissina Profondità di Campo... MA solo perché in effetti in nessuna zona del fotogramma c'era un vero, reale picco di qualità. In definitiva si, è tutto a fuoco, ma con che nitidezza? Anche perché, pure a un accurato esame su piano luminoso fatto con l'ausilio di un loupe di qualità, le ridottissine dimensioni dei particolari ripresi con un grandangolo di 104° non consentono in alcun caso una osservazione realmente analitica. |
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inviato il 10 Giugno 2026 ore 7:17
Ognuno ha i suoi metodi io, come tutti, metto a fuoco il soggetto, al limite apro o chiudo il diaframma per avere più o meno a fuoco quello che c'è dietro. E' diverso invece quando voglio avere a fuoco sia un soggetto in primo piano, a mt 2 o anche meno, che il panorama che ci sta dietro. In quel caso, avendo solo ottiche manuali, entra in funzione la lunghezza focale che si può usare, e già col 50 mm non ci si arriva nemmeno chiudendo a f16, e la scala della profondità di campo che sulle mie ottiche esiste: il risultato è più accettabile di quello che si vuol far credere. Questo, almeno sulla Fuji XE3, si fa anche con ottiche autofocus impostandole in manuale ma l'indicazione che si vede attraverso l'oculare è troppo approssimativa, magari su altri sistemi che non conosco à più leggibile. |
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inviato il 10 Giugno 2026 ore 9:10
“ ...così come, se c'è la consapevolezza del formato finale di fruizione, non ha senso demonizzare la pdc, o peggio ripetere come dischi rotti la panzana che "non esiste". Esiste nel momento in cui guardi un'immagine ad una certa dimensione e da una certa distanza: perciò eccome se esiste. „ Esto me gusta mucho!! Tonnellate di fotografia (seria) fatta nel mondo, nei decenni, con quella tecnica e poi in un forum si fa i professoroni per fotografare i i fiorellini. |
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inviato il 10 Giugno 2026 ore 10:15
Bah... la PdC, che ripeto: NON ESISTE, alla fine serve anche per fotografare le pagine dei libri... |
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inviato il 10 Giugno 2026 ore 10:38
Non ho citato Merklinger che ha pubblicato un articolo di confronto con l'iperfocale su "Shutterbug" nel 1992 perché so per esperienza che lo Juzino medio non ama considerazioni scientifiche e con esse anche formule semplici, alla portata di chi ha fatto le elementari. In effetti il ricorso al principio di Fermat non c'è in Merklinger. Lì occorre un pizzico di intuito fisico, se uno non ce l'ha, hai voglia... Ricordando il concetto per cui ci sono a fuoco tutti i punti luminosi che arrivano CONTEMPORANEAMENTE nel fuoco, è ovvio che se il diametro dell'apertura è molto piccolo (cioè almeno dell'ordine di 2-3 mm, meglio ancora 1 mm, se possibile) questa condizione è in prima approssimazione verificata. Precisato che la dimensione del sensore non conta (M. usava una Leica M3 a quei tempi e non occorre che il sensore sia silicio drogato) è chiaro che funziona bene coi grandangoli perché ad un certo punto entra in gioco la diffrazione con obiettivi "normali" con F=50 mm. Allora la velatura, per esempio di un f/32, trae in inganno, si scambia l'abbassamento MTF (cioè meno contrasto) con il tutto a fuoco. Ho spinto un accrocchio di obiettivo a f/45 e nel caso di tele estremo si manteneva la leggibilità di dettagli minuti distanti. Non sarebbe la stessa cosa con un grandangolo. Cioè Merklinger e la diffrazione sono legati e il dramma è che su questo Forum non tutti sanno come funziona la diffrazione. Molti pensano che un sensore da 1" soffra di più la diffrazione di un FF. Non è vero. Succede che se ingrandisci un sensore da 1" alla stessa dimensione di un FF, l'immagine è meno nitida, ma non perché la diffrazione è maggiore (è in genere il contrario!). Ricordarsi che il criterio coc è riferito ad una stampa 8x10" visionata a ~ 12". Come fa un sensore da 1" ad avere la stessa qualità di un FF su una stampa 20x30 cm? Questo spiega perché a S. Siro usano costosi tele su FF e non mediotele su 1": è una questione di ingrandimento, non di diffrazione. In ogni caso la lettura del primo articolo di Merklinger del 1991 penso sia consigliabile, specialmente per i paesaggisti. drive.google.com/file/d/1aAfTXYpp6faoe5SkpMfN05lhR7sc50M3/view?usp=sha |
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inviato il 10 Giugno 2026 ore 13:07
Definite tutto a fuoco. |
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inviato il 10 Giugno 2026 ore 14:50
“ Bah... la PdC, che ripeto: NON ESISTE, alla fine serve anche per fotografare le pagine dei libri... „ 35 mm f1.5 fuoco sul soggetto a mt 2 i.postimg.cc/Cx2KzfmD/L1000957.jpg 35mm f11 fuoco in iperfocale a circa 4mt i.postimg.cc/bJcNRc7C/L1000958.jpg E' evidente che in una foto è a fuoco solo il soggetto invece sull'altra tutto è a fuoco. Leggo sempre i tuoi commenti e per questo, almeno per l'analogico, ti considero uno sufficientemente esperto allora, se per te la profondità di campo non esiste, come la possiamo chiamare? |
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inviato il 10 Giugno 2026 ore 15:08
zona "quasi a fuoco" |
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inviato il 10 Giugno 2026 ore 15:17
"zona "quasi a fuoco"MrGreen" Senza entrare in merito: è a fuoco non è a fuoco (una è f1.5 l’altra af11) per te sono uguali? E visto che è evidente che non lo sono secondo te questa differenza a cosa è dovuta se non alla pdc? |
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inviato il 10 Giugno 2026 ore 15:44
@SaroGrey “ Definite tutto a fuoco. „ Dai è semplicissimo: tutto a fuoco è l'illusione del fotoamatore illuso, va comunque detto che ingrandire sfuoca molto, sia la foto che l'illusione del fotoamatore. |
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inviato il 10 Giugno 2026 ore 15:46
Allo sfinimento. Il piano di fuoco è uno ed uno solo. Matematicamente. Gli obiettivi NON sono perfetti, nessuno, ma QUASI riescono ad avere UN piano di fuoco (i migliori...). Poi c'è quello che NOI percepiamo come a fuoco, percezione che varia, essendo funzione di molti parametri, tra cui la acutezza visiva di chi osserva: quella è la PdC. |
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inviato il 10 Giugno 2026 ore 16:04
“ Allo sfinimento. Il piano di fuoco è uno ed uno solo. Matematicamente. Gli obiettivi NON sono perfetti, nessuno, ma QUASI riescono ad avere UN piano di fuoco (i migliori...). Poi c'è quello che NOI percepiamo come a fuoco, percezione che varia, essendo funzione di molti parametri, tra cui la acutezza visiva di chi osserva: quella è la PdC. „ E' quello sostengo da sempre....allo sfinimento (e con prove alla mano). |
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inviato il 10 Giugno 2026 ore 16:15
Le prove non servono, basta informarsi sui principi basilari di ottica fotografica. Cosa che troppi dei frequentatori dei blog "fotografici" ha omesso di fare.... |
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inviato il 10 Giugno 2026 ore 16:46
Io invece credo più ai miei occhi, grazie @Paolo “ quello a cui ti riferisci è il Canon FD 17/4 „ Vero, sono passati tanti anni e la memoria latita. Sul resto del tuo intervento, Paolo, non sono molto d’accordo, ma ripeto, i risultati più belli li ho visti fatti da altri, uno in particolare che fotografava col Nikon 20mm. Poi oh, nessuno è obbligato a crederci eh |
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inviato il 10 Giugno 2026 ore 16:59
“ Definite tutto a fuoco „ Quando, se ovviamente dotato di buona vista, non riesci a distinguere la zona a fuoco da quelle fuori fuoco. È la sensazione che tutto sia nitido alla stessa maniera anche se in realtà non lo è. Ma tu non lo sai e non te ne accorgi, e quindi te ne freghi perché il risultato è quello che conta. Poi ci sono i pippaiuoli, ma quello è un altro discorso |
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