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inviato il 21 Maggio 2026 ore 9:28
Tutti i Topolini che non ho letto...scusate ma non ho resistito |
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inviato il 21 Maggio 2026 ore 10:05
Una arvicola ! Graziosissima ! |
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inviato il 21 Maggio 2026 ore 13:05
Si è passati dai piccioni, alle pensioni (?!), ai topi, agli animali parassiti in generale. Sinceramente non saprei rispondere se i piccioni siano utili o no e quali siano gli esseri viventi utili ed inutili, dal batterio alla balena. Un animale viene considerato parassita quando "è di troppo" per l'umano. Ho appena letto una notizia di un agricoltore che si lamentava giustamente delle gazze ladre che vanno a bucare i tubi in gomma degli impianti si irrigazione. Con certi uccelli basta mettere in campo un predatore naturale, senza bisogno di intervenire con piani di contenimento. |
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inviato il 21 Maggio 2026 ore 13:26
La fattoria degli animali, la lezione sul potere che arriva dai maiali | by Lorenzo Fabbri | Medium share.google/nY1E4QOFfbDsBljTQ |
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inviato il 21 Maggio 2026 ore 14:10
chissà qual è il nemico dei pavoni |
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inviato il 21 Maggio 2026 ore 14:14
“ Con certi uccelli basta mettere in campo un predatore naturale, senza bisogno di intervenire con piani di contenimento. „ ogni volta che negli anni passati sono state tentate queste vie "naturali", sono stati fatti più danni che altro: non funziona così semplicemente che ho un parassita, introduco un suo predatore che stermina il parassita e poi egli stesso scompare. La natura non funziona così. Oltretutto non capisco nemmeno quale differenza ci sia tra sterminare una popolazione di piccioni sparandogli piuttosto che facendoli cacciare da un altra specie introdotta solo per quello scopo. Per assurdo, infatti, posso far cacciare i piccioni da un falco ammaestrato ma non cacciarli io stesso. Cosa cambia? A parte questioni ideologiche, dal punto di vista razionale è ben meglio una caccia di selezione/contenimento, che almeno può essere usata esattamente per quel che serve ed è controllabile. una rapida ricerca con gemini: Rospo delle canne (Australia, 1935): Introdotti originariamente dal Sud America per eliminare il coleottero della canna da zucchero (\(Dermolepida\ albohirtum\)), questi anfibi (\(Rhinella\ marina\)) si sono rivelati inadatti allo scopo perché i coleotteri vivevano troppo in alto. I rospi, estremamente tossici e senza predatori naturali, hanno invaso l'ecosistema australiano avvelenando la fauna nativa e i predatori locali. Mangusta indiana (Hawaii e Caraibi, 1883): Importata per combattere i ratti che infestavano le piantagioni di canna da zucchero, la mangusta si è rivelata una letale cacciatrice diurna. Poiché i ratti sono animali notturni, la mangusta ha preferito nutrirsi di uccelli endemici (molti dei quali incapaci di volare) e uova di tartaruga, decimando la fauna locale e non risolvendo il problema dei topi. Lumaca cannibale (isole del Pacifico, 1974): La grande lumaca carnivora africana (\(Euglandina\ rosea\)) fu introdotta in diverse isole tropicali (come Tahiti e le Hawaii) per debellare un'altra specie di lumaca invasiva (\(Achatina\ fulica\)). Tuttavia, la lumaca predatrice ha ignorato il parassita bersaglio e ha spinto all'estinzione numerose specie di chiocciole endemiche, stravolgendo gli ecosistemi forestali. Coccinella asiatica (Nord America ed Europa, 1988): La specie \(Harmonia\ axyridis\) fu introdotta per controllare gli afidi nelle coltivazioni. Purtroppo, si è diffusa rapidamente soppiantando le specie di coccinelle autoctone. Inoltre, nei periodi di scarsità di prede, aggredisce la frutta matura danneggiando i vigneti e, durante l'autunno, invade le abitazioni diventando un fastidioso insetto molesto. |
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inviato il 21 Maggio 2026 ore 14:41
Comunque il piccione un’utilità ce l’ha: ha carni deliziose. |
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inviato il 21 Maggio 2026 ore 14:49
I torresani li trovo molto utili però |
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inviato il 21 Maggio 2026 ore 15:10
“ Comunque il piccione un’utilità ce l’ha: ha carni deliziose. „ A Treviso esiste un piatto della tradizione a base di carne di piccione disossato, molto ricercato: la Sopa Coada. Pare che tale piatto fosse originario di Ferrara, ma sembra che in alcune varianti questa ricetta siano in uso in svariate aree del paese. A Treviso il piatto è stato valorizzato nel dopoguerra da Giuseppe Maffioli. Nel centro storico alcuni ristoranti lo propongono con successo. Mia nonna mi raccontava come durante la seconda guerra mondiale di piccioni non se ne vedessero più. Per la verità anche i cani e i gatti non se la passavano benissimo in quel nefasto periodo. |
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inviato il 21 Maggio 2026 ore 15:11
Anche quelli di strada? |
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inviato il 21 Maggio 2026 ore 15:14
Attualmente no, vengono macellati solo quelli di allevamento. Più che altro per il rispetto delle norme igienico/sanitarie. |
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inviato il 21 Maggio 2026 ore 15:41
Menomale perché da quello che so le carni dei piccioni di strada non sono molto salutari |
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inviato il 21 Maggio 2026 ore 16:45
l'ho provato un paio di volte e per essere una pantegana volante è buono |
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inviato il 21 Maggio 2026 ore 16:51
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inviato il 21 Maggio 2026 ore 17:00
In certe aree rurali i piccioni selvatici se li mangiano ancora, da quanto ho sentito dire. C'è il piccione urbano di strada, ma anche quelli che frequentano i coltivi, le aie delle case coloniche, i pollai all'aperto, eccetera. Non mi riferisco al colombaccio, che è un'altra specie. |
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