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inviato il 22 Aprile 2026 ore 8:00
Occhio che la realtà a volte ce la fa a superare anche le più elaborate fantasie, e questo si verifica di più nella parte tecnica del mondo: a mio personalissimo avviso non bisogna scartare delle ipotesi che sembrano incredibili o assurde fatte su soggetti tecnici, incluso la costruzione delle Piramidi. Di questo fatto, la Meccanica Quantistica ne è la prova più eclatante, quando fu formulata sembrava impossibile, ridicola, ed addirittura la quasi totalità dei Fisici del tempo irrise gli autori, ed invece avevano piane ragione, è la Teoria più precisa mai formulata e non è mai stata smentita. Prevede cose "impossibili" ed invece funziona, la realtà, per quanto strana, stranissima, funziona così, ed a quella Teoria dobbiamo larghissima parte della nostra tecnologia attuale. Che una squadra di tecnici, per quanto bravi, bravissimi, riescono a fare quello che è alla luce del giorno e visibilissimo nella costruzione delle piramidi, ossia precisione globale al centimetro su lunghezza di muri di più di 230 m fatti a blocchetti singoli, io non ci credo, come non ci credo che siano riusciti a fare superfici piane, di granito, con tolleranza di planarità di 0,15 mm su dimensioni di vari metri quadrati, con scalpelli di bronzo, e quella tolleranza l'ho misurata io: anche solo misurarla quella tolleranza lì è un problema oggi, figuriamoci a farla, si parla dello spessore di un capello di un uomo adulto su metri quadri di granito. Su chi l'ha fatta e come l'hanno fatta, io non lo so, ma il campo si restringe: secondo me , o l'hanno fatta i locali con aiuto esterno, o l'ha fatta qualche esterno con l'aiuto dei locali, non credo nemmeno alla bacchetta magica. |
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inviato il 22 Aprile 2026 ore 8:28
Non mi pare che nei messaggi precedenti si sia accennato ai " marchi di cava " (quarry marks) che sono presenti all'interno della Piramide di Cheope, in molti casi in punti difficilmente accessibili, e che sono stati documentati a partire dalle esplorazioni di Howard Vyse nel 1837. Alcuni di questi marchi, dipinti in colore rosso-ocra, proseguono dietro massi non spostabili, che sono stati posizionati all’epoca della costruzione della piramide. Sull’argomento sono intervenuto in UfoForum nel 2011, e visto che si parlava anche di Graham Hancock ho pensato bene di scrivergli per chiedere chiarimenti sulle sue più recenti affermazioni, ovvero che la Piramide di Cheope è stata costruita attorno al 2500 A.C. Affermazioni che contraddicono ciò che scrisse nei suoi primi libri. Cosa è successo? perché ha cambiato idea? Il fatto è che anche Graham Hancock è entrato nella Piramide e ha potuto studiare in loco quei marchi di cava. Dividerò il testo in quattro parti, corrispondenti a quattro miei diversi messaggi in quel forum. |
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inviato il 22 Aprile 2026 ore 8:31
Trystero in UfoForum, 16/06/2011, 00:42 “ le piramidi della quarta dinastia sono completamente mute. Non esiste alcun bassorilievo, pittura o iscrizione nel loro interno che sia riferita al faraone di turno o al suo costruttore. Con una battuta possiamo dire che oltre che inutili sono pure anonime.” „ Quella frase sembra tratta da Von Daniken ( Eyes of the Sphinx , 1996): " The Great Pyramid is a huge, largely anonymous work... There is not a single inscription that would indicate how it was built. No one left behind even the briefest note to answer any of our questions regarding its construction. The pyramid itself features no heiroglyphics at all " Ma è falsa. All'interno della Grande Piramide sono presenti moltissimi "marchi di cava" con geroglifici, dipinti con vernice rossa (come quella usata per i "segni" recentemente trovati all'interno di quel cubicolo esplorato dal robottino). Si trovano nelle "camere di compensazione" che hanno la funzione di scaricare l'enorme peso dei massi sovrastanti all'esterno della camera del re. Vennero scoperti nel 1837 da Howard Vyse… Lo so! ora qualcuno risponderà che Vyse ha falsificato quei groglifici, l'unica ipotesi possibile per rifiutare la datazione classica. C'è infatti chi (ad esempio Sitchin) sostiene che Vyse li avrebbe letteralmente dipinti lui stesso per millantare una grande scoperta archeologica. Ma è impossibile. Quei "marchi di cava" sono semicoperti da enormi lastroni di pietra inamovibili, sbucano da dietro gli angoli, dentro nicchie o fessure impossibili da raggiungere. Anche Graham Hancock fino a una quindicina d'anni fa sosteneva la tesi del falso, poi durante una visita all'interno della grande piramide potè rendersi conto delle posizioni di quei geroglifici, e cambiò idea, scrivendo: " Cracks in some of the joints reveal hieroglyphs set far back into the masonry. No 'forger' could possibly have reached in there after the blocks had been set in place - blocks, I should add, that weigh tens of tons each and that are immovably interlinked with one another. The only reasonable conclusion is the one which orthodox Egyptologists have already long held - namely that the hieroglyphs are genuine Old Kingdom graffiti and that they were daubed on the blocks before construction began." E aggiunge ""For the record I believe that Khufu did build the Great Pyramid - or anyway most of it (perhaps the subterranean chamber and some other rock-hewn parts of the structure may be earlier). " Nessuna falsificazione sarebbe possibile anche per Hancock, perché quei geroglifici proseguono dietro gli enormi e inamovibili massi pesanti decine di tonnellate, e si vedono pure dentro le fessure tra i massi. Quindi, sempre secondo Hancock che conferma le tesi dell'egittologia classica, la grande piramide sarebbe stata costruita all'epoca di Khufu (Cheope), anche se le camere sotterranee e altre strutture potrebbero essere di epoche precedenti. Graham Hancock ha poi aggiunto un capitolo proprio su questo argomento, nelle recenti edizioni di " Fingerprints of Gods ”. grahamhancock.com/methods-of-maat-3/ Ecco le illustrazioni che accompagnano il libro di Howard Vyse Operations carried on at the pyramids of Gizeh in 1837(vol1) :



 E altre due tratte da un altro libro che descrive le scoperte di Vyse, in cui si vedono meglio le posizioni delle pietre:

 Come si può vedere i geroglifici sono posizionati in modo irregolare sui diversi massi, alcuni si vedono in orizzontale, altri in verticale, altri ancora capovolti o tagliati da fenditure delle pietre. Ma soprattutto sono parzialmente coperti dai lastroni di pietra disposti uno accanto all'altro a copertura delle diverse "camere di compensazione". Questa è una foto recente di uno dei geroglifici, di quello che è stato decifrato come il "nome abbreviato" di Khufu.

 Chi sostiene la tesi del falso (ad esempio questo www.rickrichards.com/egypt/Egypt2.htm ) si arrampica sugli specchi sostenendo che l'unica vera immagine probante sarebbe l'illustrazione pubblicata da Vyse nel 1837, che conterrebbe un punto e non tre linee all'interno del cerchio (le tre linee farebbero infatti parte del nome di Khufu), mentre le recenti foto sarebbero falsificate. Ma è assurdo. Quello di Vyse era uno schizzo, ricopiato in condizioni di illuminazione molto precarie nel 1837, e poi a sua volta ricopiato dall'incisore che ha realizzato le illustrazioni del libro. Quello che fa testo non è certo una minuscola illustrazione pubblicata nel 1837 ma le foto scattate di recente. Un articolo che confuta la teoria della falsificazione dei marchi: www.badarchaeology.net/bad/misrepresentation.php Un'altra spiegazione dettagliata dei marchi e ulteriore confutazione della "Sitchin's folly”: www.unexplained-mysteries.com/forum/topic/172788-sitchins-folly-graffi |
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inviato il 22 Aprile 2026 ore 8:35
Trystero in Ufoforum del 16/06/2011, 08:56 ——— I dati che ho derivano da una pagina del sito ufficiale di Hancock, che ho citato nel mio messaggio: grahamhancock.com/methods-of-maat-3/ Hancock si indigna perché Martin Stower afferma una cosa non vera, cioè che lui e Bauval non avrebbero informato i lettori del "cambio di rotta" a proposito dei marchi di cava. E Stower gli invia un messaggio di scuse dopo essersi informato meglio sull'ultima edizione di Fingerprints of Gods ( "I've conceded already that some of my assumptions at the time of posting were erroneous and reflected in particular an incomplete examination of the updated Fingerprints of the Gods. I can see in addition that some of my wording was unfortunate. Their complaint therefore has some justification. ") La posizione ufficiale di Hancock è ben descritta in questa sua dichiarazione intitolata " A Position Statement From Graham Hancock On The Antiquity And Meaning Of The Giza Monuments " e pubblicata nel sito ufficiale: www.grahamhancock.com/features/trenches-p4.htm In quella pagina si legge chiaramente che: " I have changed my views on the validity of the forgery theory. The relieving chambers are strictly off limits to the public and are extremely difficult to gain access to. I had been unable to obtain permission to visit them prior to the publication of Keeper/Message in 1996. However, in December 1997, Dr Zahi Hawass allowed me to spend an entire day exploring these chambers. There were no restrictions on where I looked and I had ample time to examine the hieroglyphs closely, under powerful lights. Cracks in some of the joints reveal hieroglyphs set far back into the masonry. No 'forger' could possibly have reached in there after the blocks had been set in place - blocks, I should add, that weigh tens of tons each and that are immovably interlinked with one another. The only reasonable conclusion is the one which orthodox Egyptologists have already long held - namely that the hieroglyphs are genuine Old Kingdom graffiti and that they were daubed on the blocks before construction began. " Per quello che mi riguarda questa è ancora la posizione di Hancock, visto che è pubblicata nel suo sito ufficiale. Ma non solo. Anche nel suo libro " Lo specchio del cielo ", afferma che la costruzione della grande piramide risale al 2500 a.C. Lo proverebbero tra l'altro gli allineamenti stellari dei "pozzi" con la posizione che le stelle Kochab, Thuban, Sirio e Zeta Orionis avevano in quell'epoca. Hancock sostiene che la costruzione delle piramidi risale al 2500 a.C ma gli allineamenti dei monumenti e della Sfinge sarebbero una specie di "celebrazione del primo tempo", quello del 10500 a.C., quando la costellazione del Leone sorgeva proprio di fronte alla stessa Sfinge nell'equinozio di primavera (tutto questo nei capitoli 5 e 6). (…) In Google Books cercando col titolo “ Operations carried on at the pyramids of Gizeh in 1837 ” si trova il testo completo di Vyse con le illustrazioni, scansionato pagina per pagina. Aggiungo che lo stesso Vyse in quel libro (pag 280-282) è molto dubbioso su quel marchio e propone diverse interpretazioni. I dubbi si riferiscono al fatto che secondo Vyse sarebbe disegnato male e non corrisponderebbe esattamente al cartiglio di Khufu così come era conosciuto allora. Quello che Vyse non poteva sapere è che solo in seguito si scoprì che il nome del faraone poteva essere scritto in tre modi diversi (abbreviato, reale e divino), quelli che si vedono nell'illustrazione contornata in rosso che ho inserito nel messaggio precedente. Vyse era non solo falsario ma anche paragnosta e preveggente? Se fosse stato un bravo falsario e avesse voluto far credere alla sua scoperta avrebbe molto più semplicemente trascritto il nome di Khufu esattamente come gli studiosi dell'epoca si aspettavano di trovarlo, senza dover riempire pagine del suo libro per descrivere e interpretare la stranezza di un cartiglio inconsueto. |
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inviato il 22 Aprile 2026 ore 8:38
Trystero in UfoForum, 18/06/2011, 12:53 ———————- I marchi di cava non si trovano solo nelle basse e scomode camere di compensazione sopra la camera del re. Uno è stato trovato nel 1944, dietro uno dei grandi massi che si trovano all'esterno, per la precisione nel quarto livello, lato est, settantunesima pietra partendo dal lato nord. E' documentato in un libro che tratta principalmente dei "graffiti" lasciati nei secoli dai visitatori della grande piramide: Georges Goyon, Les Inscriptions et Graffiti des Voyageurs sur la Grande Pyramide (1944) L'autore ne fornisce anche una riproduzione:
 Visibile anche in questa pagina, con il libro in vendita: www.biblio.com/book/inscriptions-graffiti-voyageurs-grande-pyramide-go Un altro autore che cita diversi marchi visibili sulle pietre è L.V.Grinsell nella sua Archaeological Autobiography: “ I made a detailed study of the builder's inscriptions in hieroglyphs on the exposed backing stones of the Giza and other pyramids, from which the casing had been removed in the middle ages to build some of the mosques of Old Cairo. The best time to see these inscriptions (all painted in red ochre which has faded with the passage of time) is in the very early morning. When staying at the Mena House Hotel I would go out at first light before breakfast with sunglasses and search the west face of each pyramid (then of course in shade) when these inscriptions can be clearly seen. They include phrases such as `this side up' (important as sedimentary rock has to be used in a building the same way up as the position it occupied in its original stratum). Other inscriptions indicate the height of the masonry (in Egyptian cubits of around 20.61 inches) above the base-line at a given date. A typical example, on the pyramid of Queen Neit, a wife of Pepy II at South Saqqara, reads `Second month of winter, day 14 . . . work on the building, on the west side'. I found that the west side of each pyramid was where these inscriptions are the best preserved. The winds (Khamseens) from the Western Desert every spring bring sand which accumulates on this side of each pyramid and helps to preserve these inscriptions; but at intervals of every few years (or longer) this accumulation of sand is removed from the west face of each pyramid as part of the pyramid maintenance programme of the Service of Antiquities: and then is the time for studying these inscriptions. “ Entrambi gli autori e le loro testimonianze sui marchi sono citati da Martin Stower in questa pagina web: tinyurl.com/externalquarrymarks Altre dettagliate pagine di Martin Stower sull'argomento: tinyurl.com/forgingthepharaohsname In alto a sinistra si trova un indice con tutti i capitoli dello studio di Martin Stower sui quarry marks, purtroppo ora consultabile solo nell'Internet Archive perché il sito di Stower non c'è più (o non l'ho trovato se si è trasferito). |
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inviato il 22 Aprile 2026 ore 8:42
Molto interessante Trystero, grazie. |
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inviato il 22 Aprile 2026 ore 8:48
Finisco con questo messaggio la serie di quelli inviati 15 anni fa in Ufoforum... Trystero in UfoForum, 18/06/2011, 13:06 ———— Ieri ho scritto a Graham Hancock per chiedergli chiarimenti. Mi ha risposto questa mattina. Dice che in effetti sull'argomento c'è un po' di confusione ( this is a confusing issue ) e mi rimanda a questa discussione nel suo forum, nella quale ha esposto il suo preciso punto di vista ( You can see a full discussion, and my exact view, here: ). grahamhancock.com/phorum/read.php?1,301606,301961#msg-301961 “ In 'Fingerprints' I supported the Vyse forgery theory. Later when I got into the relieving chambers myself and saw that some quarry marks disappear far back into the gaps between the blocks I felt that I must be wrong to support the forgery theory -- because no one could have got a brush into those gaps to carry out the forgery. Therefore the quarry marks must be genuine and must have been put on the blocks before they were put into place in the chamber. Accordingly I retracted the position I had taken in Fingerprints. It's possible I threw the baby out with the bathwater with that retraction. Unlike the unforgeable quarry marks positioned between the blocks, the Khufu cartouche is in plain view and could easily have been forged by Vyse. I do not insist it was, I just accept that it could have been, and that some interesting doubts have been raised over its authenticity. I await further evidence one way or the other. ” Il suo ufficiale "statement point" è dunque che i marchi di cava che si trovano nelle camere sopra quella del re nella grande piramide non possono essere falsi perché proseguono anche dietro i massi e nessuno può aver infilato un pennello in quelle fessure dopo che i massi sono stati posizionati. Ma alcuni, e tra questi anche il più famoso che contiene il nome di Khufu, si trovano in posizioni più "aperte" e per questo avrebbero potuto essere falsificati. Hancock precisa che avrebbero potuto , non che sono stati e che aspetta prove dell'una o dell'altra ipotesi. Quindi Khufu o non Khufu, nella grande piramide ci sono marchi di cava scritti con uno stile riconducibile ad un' epoca storica ben conosciuta e documentata. Niente a che fare col 10500 a.C. o con costruttori alieni. --------------------------------------------------------------------------------------------------------- Altra scoperta da considerare: www.newscientist.com/article/mg21028144-500-first-images-from-great-py www.nbcnews.com/id/wbna43183094 In italiano GRANDE PIRAMIDE, LE PRIME IMMAGINI DELLA CAMERA SEGRETA www.enricobaccarini.com/grande-piramide-le-prime-immagini-della-camera Ci sono foto dei marchi di cava, sempre di colore rosso, fotografati dal robot che ha percorso il lungo e stretto condotto cieco della Grande Piramide di Giza, penetrandovi poi attraverso un foro che ha permesso l'inserimento di una micro videocamera. « Numeri e graffiti dipinti in rosso sono molto comuni a Giza» , spiega Peter Der Manuelian, un egittologo presso la Harvard University e direttore degli Archivi di Giza al Museum of Fine Arts di Boston. « Sono spesso identificatori di gruppi di muratori o marchi che denotano numeri, date o anche nomi». Shaun Whitehead della Scoutek nonché designer della telecamera ha affermato «Le nostre foto della parte posteriore di queste maniglie indicano che terminano in piccoli anelli molto ben fatti, e ciò indica che esse erano più probabilmente oggetti ornamentali, piuttosto che i collegamenti elettrici ». ---------------------------------------------------------- E per finire, un recente documentario trasmesso da Channel 4: m.youtube.com/watch?v=PpuI63lADRc |
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inviato il 22 Aprile 2026 ore 10:22
che le piramidi risalgano agli Egizi e non siano opera di una civiltà precedente, ci sono prove incontestabili anche dai papiri trovati, minuziose contabilizzazioni del costo della costruzioni compresi gli stipendi degli operai |
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inviato il 22 Aprile 2026 ore 10:31
capisco il dubbio di dire, e impossibile che lo abbia fatto gli egizi, una civiltà se paragonata a noi estremamente primitiva, e lo stesso modo di ragionare di quando non si crede all'allunaggio viste le difficolta che abbiamo oggi, con una tecnologia grazie ai computer infinitamente superiore, come e possibile che ci siano riusciti, basti pensare che le orbite furono calcolate manualmente da centinaia di matematici in giorni, bastava un errore per mandare tutto in casino, ma erano perfette, cosa che adesso noi facciamo in pochi secondi con un click, ma se provassi a farle manualmente oggi noi commetteremmo degli errori e qui viene un paradosso che abbiamo nella difficolta ad accettare che opere antiche siano frutto di quelle civiltà, la tecnologia ci agevola in moltissimi ambiti, ma ci fa perdere competenze in altri, la manualità e moltissime tecniche di costruzione sono andate perse, basti pensare al cemento dei Romani, gia nel medioevo non sapevano piu ricrearlo con eguale efficacia |
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inviato il 22 Aprile 2026 ore 11:09
“ ma ci fa perdere competenze in altri „ anni fa... visitai una mostra sul Giappone al palazzo ducale di Venezia tra l'altro, c'erano alcune katana appartenute a nobili d'alto lignaggio la cosa assolutamente straordinaria erano le cesellature che ornavano le lame, cesellature in oro ed altri metalli che riproducevano dei fiori, con dettagli finissimi, fin anche nei loro colori. lavori di una delicatezza e finezza che nessun orafo, per quanto abile, oggi saprebbe riprodurre |
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inviato il 22 Aprile 2026 ore 14:15
Certo , per quel periodo era una cosa incredibile.. come lo erano certe pietre preziose che ornavano le corone dei re , lavorazioni pazzesche.. Ma oggi con le tecniche e la strumentazione che c'è , credo proprio che si potrebbe fare altrettanto o forse anche meglio... Certo non a mano come facevano allora.. ma con la tecnica di oggi si può fare .. Una volta chiunque poteva fare un muro a secco , oggi ci vogliono operai specializzati per farli , per farli bene.. La manualità si sta perdendo.. é la tecnologia che la sostituisce.. Quindi sono d'accordo che a parità di strumenti oggi non riusciremmo ad eguagliare cesellature di secoli fa.. ma con i nostri attuali strumenti si.. |
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inviato il 22 Aprile 2026 ore 14:23
“ Che una squadra di tecnici, per quanto bravi, bravissimi, riescono a fare quello che è alla luce del giorno e visibilissimo nella costruzione delle piramidi, ossia precisione globale al centimetro su lunghezza di muri di più di 230 m fatti a blocchetti singoli, io non ci credo, come non ci credo che siano riusciti a fare superfici piane, di granito, con tolleranza di planarità di 0,15 mm su dimensioni di vari metri quadrati, con scalpelli di bronzo, e quella tolleranza l'ho misurata io: anche solo misurarla quella tolleranza lì è un problema oggi, figuriamoci a farla, si parla dello spessore di un capello di un uomo adulto su metri quadri di granito. „ Quando Alessandro dice che ha potuto verificarlo di persona io gli credo....e credo che, con tutto rispetto, non si possa paragonare un muro a secco, che con un po di ingegno se mi ci metto lo faccio anche io, con una piramide! |
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inviato il 22 Aprile 2026 ore 16:58
infatti Roby, se tu che non sai far nulla puoi fare un muro a secco, una civiltà con centinaia di migliaia di uomini puo fare una piramide poi non tutti i blocchi hanno la stessa planaria, puoi esserci quello a 0,15 e quello che ha tolleranza piu alta, infine non li hanno livellati con gli scalpellini in bronzo, come l'ho detto in un intervento pagine indietro, ma Pollastrini non legge, va per la sua strada |
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inviato il 22 Aprile 2026 ore 18:19
Non ci sono più gli extraterrestri pignoli di una volta... Concedetemela questa battuta Amici.. Lo ripeto , agli extraterrestri io ci credo.. ma a casa loro purtroppo.. Anche perché diciamola tutta , se una intelligenza così evoluta da poter piegare lo spazio e il tempo fosse sulla terra, avrebbe già sterminato tanti di quei capi di stato e capi vari, che non avremmo più una rogna manco a cercarcela.. e invece quelli prosperano , si ingrassano e ci schiacciano.. anzi schiacciano tutto ciò che gli si para davanti.. |
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