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inviato il 25 Aprile 2026 ore 13:56
Le certezze assolute le lascio volentieri a chi le cerca, preferisco stare sul mio: anch'io decenni fa avevo sentito delle vipere lanciate, come pure i lupi, dagli elicotteri. Vabbè. Quoto e condivido il mettere la testa prima dello scatto o della performance sportiva o supposta tale. |
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inviato il 29 Aprile 2026 ore 1:13
“ Conseguenza, pressoché scomparsi i caprioli in molte zone causa lupo „ questa affermazione non ha fondamento scientifico, va sostituita con questa: il lupo é un superpredatore a tutti gli effetti, poiché occupa il vertice della catena alimentare e non ha predatori naturali nel suo habitat. È definito più correttamente come un regolatore ecologico o una specie chiave, essenziale per mantenere l'equilibrio degli ecosistemi, controllando le popolazioni di ungulati selvatici |
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inviato il 29 Aprile 2026 ore 7:34
Nell' areale al quale mi riferisco, Alpi Graie e prossimità, questo appare il dato dai censimenti che vengono effettuati dalle associazioni venatorie ( non ho pretese di fornire un dato assoluto ma lo ritengo fortemente plausibile ) . Vero che il lupo sia un predatore/ regolatore di vertice. |
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inviato il 29 Aprile 2026 ore 7:49
Beh, in relazione ai censimenti dell'associazione venatorie vengono saltuariamente riaperte la caccia al gallo forcello e alla pernice bianca, è detto tutto.. |
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inviato il 29 Aprile 2026 ore 8:14
Sì, venatorie quello significa - la mia non è assolutamente polemica - ma per molti associati che conosco potrei asserire circa la serietà di fondo su censimenti e controllo sul campo; la plurimillenaria ed istintiva pratica della caccia viene vista ovviamente in modo differente da ognuno, è un atto violento che in natura altri esseri esercitano con altri mezzi, zanne artigli ed altro, noi ci siamo affinati come specie. Non voglio però entrare in giudizi etici che mi porterebbero OT, visto che la discussione procede serenamente. Sicuramente a livello di specie siamo i più invadenti in ogni ambito ,in quanto apicali ovunque. |
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inviato il 29 Aprile 2026 ore 8:21
Discorso caprioli molto complesso. Sicuramente in determinate situazioni il lupo incide sulla popolazione in modo significativo. Ad esempio dalle mie parti sono diminuiti notevolmente. UNA DELLE CAUSE pare sia il lupo che causa peste suina ha visto ridursi notevolmente la sua preda prediletta, il cinghiale, e gioco forza si è diretto sul capriolo. Ma ci sono anche altre cause che paiono essere più impattanti sulla loro diminuzione (caldo anomalo e siccità durante periodo riproduttivo e gestazione, ad esempio). Il lupo, grande predatore naturale, non potrà mai creare squilibrio, ma tutt'al più regolare. |
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inviato il 29 Aprile 2026 ore 8:40
“ questa affermazione non ha fondamento scientifico, va sostituita con questa: il lupo é un superpredatore a tutti gli effetti, poiché occupa il vertice della catena alimentare e non ha predatori naturali nel suo habitat. È definito più correttamente come un regolatore ecologico o una specie chiave, essenziale per mantenere l'equilibrio degli ecosistemi, controllando le popolazioni di ungulati selvatici „ E qui serve misurare che possa significare fondamento scientifico quando viene messo a confronto con dato pratico , non sono scienziato ma cacciatore che per un sacco di anni ha partecipato attivamente assieme ad agenti forestali a censimenti al capriolo sia diurni che notturni per cui dati oggettivi alla mano posso affermare che in un periodo di 10/15 anni il prelievo venatorio possibile si era raddoppiato, e questo non per piacere nel farlo ma perché l'andamento dei censimenti andava di anno in anno sempre in crescendo, motivo? Non certo per lanci di caprioli ma solo per dei prelievi attenti e mirati su tutto, sesso, classe di età e condizioni dei soggetti, prelievi che non sono mai stati assoluti ed esenti da modifiche perché sempre successivi ai censimenti precedenti per cui è inconfutabile come il tutto sia stato svolto al meglio. Dopo questo sono bastati due anni di presenza costante di lupi imbrancati che i numeri sono piombati ben sotto alla metà e se questo non vale come dato certo allora non saprei che serva ancora proporre. Non mi pare il caso di postare le foto delle innumerevoli carcasse ritrovate. Spiegandolo in maniera forse cruenta diciamo che una selezione fatta in regola non mi abbatte la femmina di capriolo adulta e gravida in maggio anzi non la abbatterà mai fino alla fine della sua vita riproduttiva, una selezione non abbatterà mai tutto quello che incontra perché non gli serve, non deve mangiare ma solamente fare in modo che un territorio possa contenere il massimo sostenibile, in buona salute mantenendone un numero che possa fare sempre fronte ad eventi come inverni maggiormente debilitanti, incidenti, malattie ecc. ecc. “ Beh, in relazione ai censimenti dell'associazione venatorie vengono saltuariamente riaperte la caccia al gallo forcello e alla pernice bianca, è detto tutto.. „ Qua invece sempre da cacciatore vado esattamente all'incontrario, forcello e pernice bianca sono due residui delle passate glaciazioni rimasti isolati nei nostri posti, i censimenti possono tornare utili per stabilire le consistenze e vedere gli effetti del cambiamento climatico sul loro andamento ma gli abbattimenti di questi soggetti sono dannosi quanto inutili, non ci sarà mai una espansione tale da dover portare a dei prelievi anzi il disturbo del turismo in quota, il clima cambiato e pure meno pascoli utilizzati contribuiscono da soli a ridurne il numero. |
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inviato il 29 Aprile 2026 ore 8:50
Sarogrey Il fatto che i caprioli si siano dimezzati indica che probabilmente prima dell'arrivo del lupo erano in "soprannumero" (con certo impatto ad esempio sulla flora autoctona). Il lupo come predatore certo incide (ci mancherebbe) sulle popolazioni di erbivori. Ma come detto, questa cosa non va certo vista come negativa (a meno che non si sia cacciatori e si perda la possibilità di sparare al proprio trofeo) |
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inviato il 29 Aprile 2026 ore 9:37
“ Sarogrey Il fatto che i caprioli si siano dimezzati indica che probabilmente prima dell'arrivo del lupo erano in "soprannumero" (con certo impatto ad esempio sulla flora autoctona). Il lupo come predatore certo incide (ci mancherebbe) sulle popolazioni di erbivori. Ma come detto, questa cosa non va certo vista come negativa (a meno che non si sia cacciatori e si perda la possibilità di sparare al proprio trofeo) „ Non è proprio così, diciamo che negli anni oltre che a praticare la caccia mi sono appassionato anche seguire dei corsi e a raccogliere dei dati, ogni territorio in base a tanti fattori, altitudine, conformità, tipologie del bosco e dei pascoli compresi tipi di piante, acqua ecc ecc. ha delle varianti abbastanza evidenti sui numeri che può sostenere e quindi uno degli scopi della selezione, se fatta con criterio e non solo per carniere, ha come scopo nel mantenere a regime quel territorio cercando di bilanciare la densità per ogni 100 ettari abbastanza omogenea, i numeri parlavano chiaro, popolazione molto stabile con il raggiungimento della densità ottimale, nessuna forma di malattie particolari, qualche investimento purtroppo ma non per colpa della caccia ma per la presenza di tante strade e anche perché il capriolo più confidente che in passato si era stabilito per bene vicino alle zone abitative per trasformarsi in "silenzioso ladruncolo" notturno di ortaggi vari ma senza fare grossi danni, con un po' di rete riesci a salvare fagiolini e cavoli. Da noi il lupo non ha trovato alternative a parte qualche animale domestico e quindi sul capriolo non abituato a quel predatore è stata una mattanza, in certi settori c'è stato il quasi azzeramento, ora non posso sentire che il pupo starà fino a quando non troverà più niente e poi se ne andrà da solo, non è cosa concepibile. |
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inviato il 29 Aprile 2026 ore 10:42
Sono argomenti molto delicati e complessi e sinceramente non ho le conoscenze sufficienti per esprimere un parere netto. Posso però dire che nelle zone che frequento io (che sono state tra le prime nelle Alpi dove è stata ufficialmente accertata una coppia riproduttiva di lupi) sono stabilmente presenti i lupi da quasi 30 anni ed io continuo a vedere gruppi di caprioli. Riescono a sopravvivere anche i mufloni seppur non particolarmente adatti alla vita in montagna (Alpi Cozie) e non abituati/adatti a convivere con grandi predatori. Invece, in particolare per le pernici con tutte le loro problematiche, trovo folle che sia consentita la caccia. @SaroGrey tu che sei nell'ambiente sai se quest'anno è aperta e come funziona? |
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inviato il 29 Aprile 2026 ore 12:55
Simicic apertura per pernice e gallo forcello và a zone e in base ai censimenti. |
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inviato il 29 Aprile 2026 ore 13:06
Ma per il 24-25 mi pare fosse stata sospesa dal TAR Piemonte. Non sapevo se c'erano novità per quest'anno.. |
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inviato il 29 Aprile 2026 ore 13:30
“ Invece, in particolare per le pernici con tutte le loro problematiche, trovo folle che sia consentita la caccia. @SaroGrey tu che sei nell'ambiente sai se quest'anno è aperta e come funziona? „ Al momento in Trentino Alto Adige rimane sospesa ma è un termine col significato che potrebbe venire riaperta, io come cacciatore la metterei definitivamente nelle specie non cacciabili, idem per forcello e coturnice, metti che un paio di stagioni vadano bene per le covate non significa che si debba ridurne il numero, ci penseranno gli effetti ambientali in caso a ribassarne il numero senza intervento umano, oramai certe forme venatorie non possono più continuare la loro esistenza perché assenti da qualsiasi logica e utilità. Lo stesso vale per la migratoria dei piccoli volatili, non esiste nessun bisogno di controllo, non esistono danni procurati e quindi è assente la logica. |
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inviato il 29 Aprile 2026 ore 13:37
"oramai certe forme venatorie non possono più continuare la loro esistenza perché assenti da qualsiasi logica e utilità Lo stesso vale per la migratoria dei piccoli volatili, non esiste nessun bisogno di controllo, non esistono danni procurati e quindi è assente la logica" Concordo |
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