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inviato il 29 Aprile 2026 ore 11:40
purtroppo va sempre peggio....ma era gia' previsto in quanto, per esempio gia' la Svizzera si era lamentata molto per non poter eliminare il lupo ed alla fine prevalgono gli interessi di "qualcuno" e quindi l'Italia non poteva che seguirla, questa "bella Europa"......non ci sara' scampo.....altro che biodiversita'......ripeto, il lupo non conta nulla di fronte agli interessi economici e di sfruttamento del territorio che e' avvenuto e gia' sta avvenendo. Un altro esempio: tra non molti anni lo stambecco sara' estinto, per varie cause che sono davanti agli occhi di chi pratica escursionismo da tempo e che elenco' il direttore del Parco Nazionale del Gran Paradiso e che postai in un altro intervento.....pensate che interessi a qualcuno?? |
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inviato il 29 Aprile 2026 ore 11:54
li stanno ammazzando ovunque in italia |
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inviato il 29 Aprile 2026 ore 14:42
“ purtroppo va sempre peggio....ma era gia' previsto in quanto, per esempio gia' la Svizzera si era lamentata molto per non poter eliminare il lupo ed alla fine prevalgono gli interessi di "qualcuno" e quindi l'Italia non poteva che seguirla, questa "bella Europa"......non ci sara' scampo.....altro che biodiversita „ Comincia a venire il sospetto che anche la salvaguardia della biodiversità sia stata una moda, una moda che è durata finché giravano i soldi. |
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inviato il 04 Maggio 2026 ore 7:59
Quando l'Italia era prevalentemente agricola lupi, cinghiali, daini, caprioli, ecc. erano confinati in aree geografiche ben circoscritte, non erano presenti in quasi tutto il territorio. In compenso c'erano lepri, tortore, ed alri animali che, viveno in sombiosi con l'uomo, ora questi purtroppo sono quasi scomparsi. Lupi e cinghiali, ma anche caprioli e daini creano non pochi problemi alle attività di allevamento ed agricole, per questo - chi ha un gregge di pecore non ha certo piacere vederle preda del lupo, - chi coltiva un campo od un orto certo non gode vederlo devastato dai cinghiali, caprioli e daini. Scrivo queste cose perchè ho visto con i miei occhi il cambiamento che c'è stato a partire dagli anni '60, soprattutto nell'alto Appennino che, di fatto si è quasi del tutto spopolato ed inselvatichito, chi ostinatamente è rimasto (ben poche persone) ora si trova a lottare contro questi animali selvatici, che si sono riprodotti in modo esponenziale ed ostacolano non poco allevamenti e coltivazioni. Insomma è un mondo che è cambiato profondamente e francamente non credo ci sia stato un miglioramento, l'abbandono dei territori montani infatti è forse la causa principale del dissesto idrogeologico e quello credo sia forse il problema più importante che abbiamo tutti noi. |
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inviato il 04 Maggio 2026 ore 11:37
si Gian Carlo, pero', perche' creare Parchi Nazionali inserendovi attivita' umane?? non dovrebbero esistere per proteggere gli animali selvatici? e non l'uomo....come ho gia' descritto, conoscendoli bene, prova a girare per anni all'interno del Parco Nazionale dello Stelvio (lato lombardo) ed il Parco Nazionale del Gran Paradiso poi vedi come sia assurdo ed utopistico far convivere tanti allevamenti con le varie specie che dovrebbero essere "protette". Idem per il Parco Nazionale d'Abruzzo dove hanno sterminato i lupi.....costa molto recintare gli alpeggi? presidiarli e non lasciarli pascolare liberi con tanto di cani da guardiania liberi di morsicare qualunque escursionista che percorra un sentiero segnato? e potrei andare avanti all'infinito per la mia lunga esperienza. E per quanto riguarda il controllo dell'aumento indiscriminato degli animali selvatici, il lupo serve anche a questo ed esiste la caccia controllata con tanto di guardie forestali al seguito. Ti ricordo che viviamo in "Italia" e ti porto un solo esempio: anni fa dovevano svolgersi i campionati mondiali di sci da discesa, purtroppo, all'interno del Parco Nazionale dello Stelvio, proprio sopra S.Caterina di Valfurva e, per poterli svolgere ed allargare bene le piste, hanno autorizzato l'abbattimento di un migliaio di larici....altro che Parchi..... |
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inviato il 04 Maggio 2026 ore 16:37
“ si Gian Carlo, pero', perche' creare Parchi Nazionali inserendovi attivita' umane??..... „ certo, ma io non mi riferivo a parchi, ma ad aree normali, pensavo all'alto appennino dove ho visto con i miei occhi i cambiamenti che ho descritto. Poi andrebbe anche detto che, nei parchi, quasi sempre le attività umane c'erano prima che questi si istituissero. Il parco nazionale dello Stelvio, ad esempio, fu istituito nel 1935, l'uomo era presente in quei territori da sempre, lo stesso potrebbe dirsi per il Gran Paradiso e tutti gli altri parchi. La presenza dell'uomo in quasi tutti i parchi credo sia man mano diminuita, non certo aumentata. |
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inviato il 04 Maggio 2026 ore 16:51
“ costa molto recintare gli alpeggi? „ se fosse per i proprietari, recinterebbero tutto, non preoccuparti...è solo che è vietato. E per due semplici ragioni: primo proprio per proteggere il movimento, soprattutto notturno, della fauna selvatica. E poi perchè di fatto praticamente tutta la montagna sarebbe recintata. Dato che le zone di pascolo occupano quasi completamente tutti i territori tra la fine delle piante e la roccia viva, comprendendo spesso moltissimi sentieri pubblici. |
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inviato il 04 Maggio 2026 ore 16:54
Tanto per meglio descrivere gli enormi cambiamenti intervenuti nell'alto appennino vi cito come esempio il Comune di Carrega Ligure (AL), è ubicato ad una altezza di circa 1000m sul confine di 4 regioni (Piemonte, Liguria, Lombardia ed Emilia Romagna). Ai primi del 1900 aveva 2000 abitanti, le migrazioni nelle americhe, il successivo boom economico degli anni '60, hanno man mano fatto quasi estinguere un solo animale: l'uomo! Ora i residenti sono appena 80 (iscritti all'anagrafe, se dovessimo contarli in inverno saranno al massimo una decina). Come scrivevo sopra fino a inizio/metà degli anni '70 di lupi, cinghiali, daini, caprioli, ecc. non c'era nemmeno l'ombra. C'erano volpi, faine, gatti selvatici, lepri, tassi, scoiattoli, ecc. Perchè ora alcune specie (tipo le lepri e scoiattoli) sono di fatto sparite ed altre sono arrivate? Banalmente perchè il territorio è stato abbandonato e si è inselvatichito, quindi occupato da questi nuovi animali ove hanno trovato un habitat idoneo. |
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inviato il 04 Maggio 2026 ore 17:08
esatto...inselvatichito è il termine corretto e inteso nel senso negativo del termine. non si può lasciare che le cose vadano da sole, sperando che si sistemino da sole. Si vuole reintrodurre una fauna scomparsa da secoli? Per me è sbagliato, ma non è questo il punto. Anche ammettendo che sia giusto farlo, il modo non è semplicemente lasciandone qualcuno in libertà e lasciandoli riprodurre come si vuole. E' come ricostruire un pezzo di bosco: non è sufficiente piantare due piante e lasciare che la natura faccia il suo corso. Perchè l'equilibrio che si raggiunge partendo da uno stato alterato, non è lo stesso che la natura aveva raggiunto prima dell'alterazione. Introdurre senza alcun controllo specie erbivore e predatori non è il modo per ripopolare i monti. Perchè se i carnivori sono troppo forti, esauriscono la popolazione delle prede e ti trovi predatori affamati che iniziano ad aggredire in modo sempre più evidente insediamenti o interessi umani. Se viceversa sono gli erbivori ad avere troppe risorse, finiscono per crearsi comunità sovraffollate di animali deboli e malati, con molto probabile diffusione di epidemie. Purtroppo, invece, in molti ambienti che dovrebbero gestire questi argomenti, prevale l'idea della natura che si autoregola. Che è vero, il problema è che non è detto che l'equilibrio si quello che consente la convivenza con le comunità umane che risiedono in quei territori. |
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inviato il 04 Maggio 2026 ore 19:24
“ Introdurre senza alcun controllo specie erbivore e predatori non è il modo per ripopolare i monti. Perchè se i carnivori sono troppo forti, esauriscono la popolazione delle prede e ti trovi predatori affamati che iniziano ad aggredire in modo sempre più evidente insediamenti o interessi umani. „ Perdona ma non è così che funziona. Innanzitutto nessuno ha introdotto erbivori e carnivori. L'unica specie introdotta è una varietà europea di cinghiali, a scopo venatorio, che peraltro il lupo ha cominciato a contenere. Gli altri animali si sono diffusi autonomamente. Anche i daini e i mufloni sono stati anticamente introdotti dall'uomo, ma queste specie non si sono dimostrate invasive come il cinghiale. Negli scorsi decenni si sono diffusi gli ungulati a causa dell'abbandono delle aree marginali e, a conseguenza della grande disponibilità di prede, successivamente si è diffuso anche il lupo, che li sta riportando a numeri più consoni alla capacità dell'ambiente di sostenerli. Peraltro il lupo è utile proprio a evitare i problemi di sovraffollamento e al miglioramento delle razze delle sue prede, poiché predano principalmente animali deboli, vecchi o malati. I carnivori, che sono in cima alla catena alimentare, non possono essere "troppo forti" poiché si estinguerebbero molto prima di riuscire a estinguere completamente le proprie prede. Sono fenomeni naturali ben studiati e conosciuti. La dieta dei lupi si è dimostrata essere composta al 92% da ungulati e selvatici in genere e solo all'8% di animali da allevamento. Quota, quest'ultima, che con un minimo impegno delle istituzioni potrebbero essere notevolmente ridotta (finanziamento di sistemi di protezione delle greggi, ristoro economico per gli animali predati, eccetera). La convivenza tra allevatori e selvatici non è un obiettivo irraggiungibile ed è nell'interesse comune di tutti perseguirlo, sia che si tratti di allevatori che di qualsiasi altro genere di cittadino. L'orso, invece, è stato reintrodotto in un'area dove era assente da molto tempo, in un'area che nel frattempo è molto cambiata, da quando si registrava la sua presenza naturale e in tale caso anch'io ho dei dubbi se fosse effettivamente il caso di farlo. |
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inviato il 04 Maggio 2026 ore 23:32
si, ho un po' generalizzato. però a parte le giuste correzioni, ammetterai che in ogni caso non è un processo che può essere lasciato a se' stesso. Deve essere governato, in un modo o nell'altro. |
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inviato il 05 Maggio 2026 ore 0:07
“ ammetterai che in ogni caso non è un processo che può essere lasciato a se' stesso. Deve essere governato, in un modo o nell'altro. „ è già governato |
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inviato il 05 Maggio 2026 ore 7:51
come, se posso chiedere? intendo nella realtà pratica, non nelle righe di qualche regolamento o legge scaturita da "cervelloni" dietro a qualche scrivania. è solo una curiosità, dato che sarebbe una delle pochissime situazioni dove in italia le istituzioni siano riuscite veramente a governare un fenomeno. |
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inviato il 05 Maggio 2026 ore 8:43
“ è solo una curiosità, dato che sarebbe una delle pochissime situazioni dove in italia le istituzioni siano riuscite veramente a governare un fenomeno. „ È proprio questo il problema, secondo me. I ristori a chi ha perduto animali causa predazione non vengono erogati uniformemente e puntualmente in tutte le regioni e non tutte stanziano adeguati fondi per la prevenzione. Nel nostro paese ci sono aree naturalistiche che sono suddivise tra più province e anche tra più regioni, quindi risultano sottoposte a leggi e regole diverse in relazione a quale ente le amministra. Sarebbe necessario che dell'ambiente naturale si occupasse uno specifico ministero in grado di sovrintendere all'attività degli specifici assessorati regionali. Ma le competenze sono frazionate tra ministero per l'ambiente e della sicurezza energetica e quello dell'agricoltura, sovranità alimentare e foreste, quindi già a monte c'è un discreto frazionamento delle competenze. Troppa gente che comanda, in pratica, ma nessuno che risolve. |
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inviato il 05 Maggio 2026 ore 8:49
Io credo banalmente che, se venissero a scarseggiare prede, i predatori affamati non è che si estiguano in automatico perchè, prima di morire di fame, allargherebbero automaticamente il loro campo di azione ed ecco lì che lupi ed orsi guarderebbero con maggior interesse (a fini alimentari) noi uomini. Insomma il problema di sovraffollamento e relativo equilibrio secondo me c'è per tutti, prede e predatori e noi umani apparteniamo a questo insieme. |
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