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inviato il 06 Marzo 2026 ore 18:24
Vogliamo parlare di sviluppo e stampa? Parliamone... a noi serviva uno sviluppo coerente e ringraziamo il cielo di aver avuto colui che ha sviluppato le diapositive come referente e non qaulcun altro, perche' abbiamo capito in poco tempo con chi avevamo a che fare e anche escludendo la sua unicita' come conoscente del k14 originale; ergo una persona precisa e davvero puntigliosa nello sviluppo. In passato per le altre pellicole, nonostante ci fossimo rivolti a nomi importanti a livello italiano per avere uno sviluppo in camera oscura dei negativi, positivi, piu' eccelso possibile abbiamo poi visto, come spesso succede, che i proclami erano fatti per tradizione e abbiamo ahime visto che livello ha raggiunto l'eccellenza italiana. Bagni fatti una tantum per tutte le c41 o le E6 ecc ecc... cast BESTIALI sui negativi o sui positivi, nomenclature assenti... di tutto di piu. Non dal fabbro sottocasa, ma da sviluppatori seri e COSTOSI. Per Kodachrome da quel punto vista non avremmo potuto trovare di meglio, un grosso e imemnso GRAZIE A TE! Oltre a questo vorrei aggiungere che per tanti anni tutti han scannerizzato le positive, negativi ecc... bene... LI oltre allo sviluppo ormai fatto dai cani, c'e' di mezzo: -qualita' colorimetrica scansione -uso del software -calibrazione dello scanner -metodologia della scansione basta questo per arrivare a dirci.. LA MIA PORTRA E DIVERSA DALLA VOSTRA. Vai a vedere e scannerizza con roba mai calibrata su monitor non calibrato , a secco.. senza saper utilizzare il programma andando su file linearizzati a 8 bit e aprendo chiudendo luci e ombre, bianchi e neri e wb. Giusto per capirci.. per trasformare dalla scansione al tiff finale abbiamo creato routine di editing che NON ESISTONO nel mercato, per usare gli spazi colore piu' adeguati a seconda della procedura necessaria... ma in questo Raamiel puo parlare piu' estensivamente. Ripeto... non esistevano software che riuscivano a fare queste cose... Il tutto per non torcere la colorimetria originale per poi avere la fonte da cui creare i profili.. a anche li.. ormai software PROPRIETARI fatti in casa. Il mercato non offre cio' che serve. |
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inviato il 06 Marzo 2026 ore 20:56
Il mercato non offre cio' che serve. ********************************************* Neppure ai tempi della pellicola, anzi allora offriva anche MOOOLTO meno di oggi. |
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inviato il 06 Marzo 2026 ore 21:21
Grazie per la risposta molto esauriente @Ulysseita Non sono sicura di aver capito tutto fino in fondo ma di sicuro ho capito che dietro tutto questo c'è un lavoro certosino e che vale la pena di essere pubblicizzato e diffuso. A questo punto scatta automatica la domanda su chi sia questo guru della camera oscura. La curiosità è donna, si sa |
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inviato il 07 Marzo 2026 ore 16:14
@Bruno77 grazie. Io ho usato la pellicola solo da ragazzo, poi il salto temporale mi ha portato direttamente al digitale quindi i miei dubbi sono proprio da ignorante in materia. Ma l'argomento mi affascina davvero, tanto da aver provato inutilmente montagne di profili reperibili in rete con la Sony. Quindi, mi sembra di capire che, a parte tutte le altre pellicole che si potevano portare anche sotto casa, la kodachrome era l'unica che forniva un risultato più coerente possibile tra i fotografi perchè il luogo di sviluppo e stampa era unico. Ora, la realizzazione di un lavoro enorme come quello citato da Ulysseita, beh, penso che possiamo parlare tranquillamente di "luogo di sviluppo unico", come un tempo...tanto di cappello davvero, ma come sempre. Ma nel mio immaginario, lavorare al PC è come usare una K64 e portarla al centro commerciale per la stampa. Lavorare al PC si rischia la kodachrome in HDR! Insomma, il mio dubbio era questo, quale sarebbe il corretto flusso per ottenere, dallo scatto alla stampa, una foto che "renda giustizia" al vostro profilo? volendo simulare una pellicola, io vorrei rivivere anche l'emozione della pellicola: scattare con bilanciamento del bianco fisso, passarle in LR per una raddrizzata e poi esportarle direttamente per la stampa senza toccare nulla, magari pure in 10x15 in un piccolo raccoglitore, anche perchè gli esempi visti prima sono proprio quello che cerco di ottenere. Ovviamente, il tutto tanto pourparler P.s. Ormai sono in pensione e ogni volta leggendovi, capisco che importante periodo della fotografia non ho vissuto. |
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inviato il 07 Marzo 2026 ore 18:01
Quindi, mi sembra di capire che, a parte tutte le altre pellicole che si potevano portare anche sotto casa, la kodachrome era l'unica che forniva un risultato più coerente possibile tra i fotografi perchè il luogo di sviluppo e stampa era unico. ********************************************* Beh non proprio Stefano. Innanzitutto non in tutti i Paesi esisteva un solo laboratorio ufficiale Kodak in grado di trattare le Kodachrome, in nazioni dove il mercato della diapositiva era più florido ce n'erano più d'uno, in UK se non ricordo male erano due, e in Germania forse erano addirittura tre, in Svizzera uno, come anche in Italia, e poi non ricordo. Negli Stati Uniti infine, dove dagli anni '30 esiste la legge Antitrust e Antimonopoli, Kodak era obbligata a fornire a qualsiasi laboratorio, anche quelli privati, gli sviluppi del Kodachrome. Tanto è vero che l'ormai celeberrimo Dwayne Photo, il laboratorio del Kansas che ha trattato l'ultimo rullino di Kodachrome di McCurry, è un laboratorio privato. Per la costanza del risultato infine anche qui la situazione non era certo tutta rose e fiori, come ho già spiegato infatti il KM tendeva spesso al Cyan mentre il KR scivolava sul Magenta, PKM e PKR erano un poco più resistenti ma anch'esse a volte sgarravano, e anche lo sviluppo K14, pur più stabile del K12, non poteva garantire la certezza del risultato. |
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inviato il 07 Marzo 2026 ore 18:13
Ma nel mio immaginario, lavorare al PC è come usare una K64 e portarla al centro commerciale per la stampa. ********************************************* ehmmm... le Kodachrome, come tutte le diapositive del resto, non si stampano, si proiettano. Ed è questa la loro bellezza, e in un certo senso pure il palese controsenso del gran lavoro svolto da Ulysseita e Raamiel... visto che la loro simulazione ben di rado, per non dire MAI, sarà usata in proiezione. |
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inviato il 07 Marzo 2026 ore 18:39
“ Che poi ci fosse tutta questa costanza di risultati con la pellicola, nella fase di sviluppo e stampa, parliamone. Diciamo che ci penserei 10 volte prima di metterci la mano sul fuoco, per poi non mettercela. „ Come sempre, la risposta è: dipende! Dipende dall'esperienza e dal background dello sviluppatore/stampatore, dal livello di professionalità e dai tempi richiesti. Non è possibile paragonare un laboratorio artigianale in cui tutto veniva fatto con cura, attenzione e dovizia di particolari, con un minilab, tutto automatizzato, che non teneva conto di nulla e sviluppava tutto allo stesso modo. Io ho lavorato in un laboratorio di sviluppo e stampa. Mio nonno, il titolare, conversava con il cliente e prendeva nota delle modalità di esposizione del singolo rullino. Lo sviluppava singolarmente, mostrava i provini e concordava il tipo di stampa che il cliente desiderava. Tutto ciò aveva un costo e richiedeva del tempo. Del resto non si può pensare che un abito di sartoria, su misura, costi come quello preso all'outlet e prodotto in serie... Con l'avvento dell'automazione, i costi ed i tempi di sviluppo e stampa si sono abbattuti vertiginosamente, così come la qualità del prodotto finale e le aspettative dell'utente. Risultato... Tutti quei laboratori hanno iniziato a fallire. Poi è arrivato il digitale... |
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inviato il 07 Marzo 2026 ore 18:50
“ Quindi, mi sembra di capire che, a parte tutte le altre pellicole che si potevano portare anche sotto casa, la kodachrome era l'unica che forniva un risultato più coerente possibile tra i fotografi perchè il luogo di sviluppo e stampa era unico. Ora, la realizzazione di un lavoro enorme come quello citato da Ulysseita, beh, penso che possiamo parlare tranquillamente di "luogo di sviluppo unico", come un tempo...tanto di cappello davvero, ma come sempre. „ Esatto. La pellicola Kodachrome era corredata di una bustina pre-affrancata per spedire il rullino esposto ad un laboratorio autorizzato Kodak. Inizialmente solo negli USA, poi anche in Europa. In Italia c'erano 5 o 6 laboratori Kodak autorizzati. Uno di questi apparteneva a mio nonno, per cui so di cosa sto parlando... La formula dello sviluppo del K14 era secretata e bisognava firmare una liberatoria in cui ci si impegnava a non diffonderla o impiegarla al di fuori dei clienti ufficiali Kodak... Niente di fantascientifico... Solo dei passaggi critici che richiedevano preparazioni al momento, con sostanze non commerciabili al di fuori dei laboratori autorizzati, bagni freschi e temperature precise al decimo di grado. Pena la completa scompaginazione cromatica.... Quindi, sì, parliamo di un prodotto unico nel suo genere e per questo iconico. Poi, che possa piacere o meno, rispetto ad altri competitor, ci sta tutto. Come diceva correttamente l'amico Paolo, per la proiezione esistevano ed esistono alternative migliori. In stampa, invece, le Kodachrome erano il riferimento mondiale per l'editoria. E forse questo rende molto sensato l'uso dei profili Kodachrome in digitale. Sulla stampa avrai una resa indistinguibile dalla stampa analogica. In riferimento alla resa cromatica, ovviamente. In proiezione... Non lo sapremo mai (anche qui devo dar ragione a Paolo, dal momento che non penso che siano in tanti a proiettare fotografie digitali, quotidianamente) |
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inviato il 07 Marzo 2026 ore 19:05
Ed a questo punto, posso fare Coming Out e confessare di essere l'artefice dello sviluppo delle Kodachrome in questione... È stata un'esperienza davvero incredibile poter lavorare con Ulysseita e Raamiel, (persone, peraltro, molto umili e di spirito) mettendo a disposizione le mie conoscenze chimiche ed analogiche per un progetto così ambizioso. Li ho visti lavorare con precisione chirurgica e, alla fine di quei due giorni ho dovuto ricredermi sul fatto di essere un tipo pignolo io... Loro mi danno dei punti! Mi spiace solo non poter usare quei profili. Ma se avessi una fotocamera digitale, li userei certamente! |
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inviato il 07 Marzo 2026 ore 19:25
....la discussione e l'argomento ...si fanno sempre più interessanti ... |
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inviato il 07 Marzo 2026 ore 19:37
In proiezione... Non lo sapremo mai (anche qui devo dar ragione a Paolo, dal momento che non penso che siano in tanti a proiettare fotografie digitali, quotidianamente) ********************************************* E soprattutto con videoproiettori seri, ossia non i soliti da 2/3000 € ma almeno quelli da 40 o 50.000 €* *) e ce ne sono da oltre 200.000... |
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inviato il 07 Marzo 2026 ore 19:43
Ed a questo punto, posso fare Coming Out e confessare di essere l'artefice dello sviluppo delle Kodachrome in questione... ********************************************* Ah vedi? ecco perché mi fischiavano le orecchie |
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inviato il 07 Marzo 2026 ore 19:49
Credo che si parli di proiettori al di fuori della portata dei comuni mortali... E comunque io non scambierei mai quei gioielli elettronici con il mio Götschmann medio formato |
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inviato il 07 Marzo 2026 ore 20:41
E vorrei vedere... |
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inviato il 07 Marzo 2026 ore 22:25
Di sicuro nel 1982 in Italia c'erano almeno 5 laboratori dove si sviluppava il Kr. Uno addirittura a Palermo, laddove portai le mie Kr durante l'anno del militare. Sviluppavano benissimo, mai avuto dia così pulite, almeno a confronto con quelle di Milano, che sviluppavano a Cinisello balsamo. Forse perchè a confronto ne facevano poche. Fino all'arrivo della Velvia, in ambito naturalistico non c'era storia, tutti quelli che conoscevo (a Milano) tendevano a usare Kr. Qualcuno la Ektachrome 64, ma pochi. Poichè ho quasi sempre solo proiettato, ho proiettato sempre Kr, nelle tre sensibilità. Per cui non capisco chi dice che non era ideale in proiezione. Anche in medio formato, quel breve periodo in cui fu disponibile il Kr 64 120. Ho ancora tutte quelle dia di 40-50 anni fa e sono tuttora perfette. Prima della Velvia, (che comunque non era migliore, ma diversa, e dipendeva dalla scena e dalla luce), quale sarebbe stata la pellicola migliore in proiezione, la Ekta 64? Per quanto riguarda la video proiezione, ma davvero pensate che ci vogliano proiettori da 5 zeri per avere buoni risultati? |
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