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inviato il 09 Febbraio 2026 ore 17:47
Assegnare titoli semplicemente descrittivi credo che sia spesso la cosa più saggia da fare...oltre che la più semplice. In qualche caso interessante un riferimento a qualcosa di specifico, ma in controtendenza. Recentemente su Juza molto apprezzata una foto presa da dietro di una ragazza in piedi nell'atto di cambiare al volo un paio di scarpe con altre, credo, più comode aveva un titolo piacevole e ammiccante "PIT STOP". Spesso insopportabili, almeno per me, titoli altisonanti o dotti: è cosi difficile riuscire ad essere originali! Farlo ad ogni costo può facilmente debordare nel patetico. Perciò preferisco il descrittivo che poi, in fondo, è anche il mezzo migliore, su un social, per essere trovati e per trovare le foto che possono interessare. Ma penso che il titolo serva, il più delle volte, a sé stessi, a divertire sé stessi |
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inviato il 09 Febbraio 2026 ore 18:21
"Parli proprio come un forumista" E infatti dove sono ? Anzi , dove siamo ? |
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inviato il 09 Febbraio 2026 ore 20:02
Sì ma per fortuna fuori da qui esiste un universo un pochino più complesso...se la fotografia si limitasse ai parametri che dici te, tanto varrebbe darsi alle bocce |
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inviato il 09 Febbraio 2026 ore 20:25
Mai detto il contrario. .. comunque, nobilissimo hobby le bocce , non sottovalutiamolo ! |
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inviato il 09 Febbraio 2026 ore 20:28
Senza dubbio, il bocciofilo è uno stato mentale almeno quanto l'umarell. Ma infatti tanti di voi ce li vedrei benissimo, ma mica in senso negativo |
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inviato il 09 Febbraio 2026 ore 20:53
Non l'avrei mai pensato ! ! Comunque , è una attività particolarmente rilassante , ne converrai ! |
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inviato il 09 Febbraio 2026 ore 21:05
Ho visto cose alla bocciofila... Le bocce come la briscola sono una cosa seria |
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inviato il 09 Febbraio 2026 ore 23:04
Sattoh. |
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inviato il 09 Febbraio 2026 ore 23:14
Se per Voi va bene, io userei Sua Eccellenza Illustrissima, che ha un ché di confidenziale e breve. |
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inviato il 10 Febbraio 2026 ore 8:03
tornando sei è ovvio che una foto estetica spesso non ha bisogno per come la vedo io di un titolo, io a volte li metto qui su juza solo perchè il sito lo richiede. Ma ci sono lavori (e sono tanti) dove titolo e contesto sono fondamentali. Questo è un gran lavoro fotografico :
 elysian-collective.com/cdn/shop/files/the-hotel-art_2000x.webp?v=17501 Niente estetica barocca o sovrabbondante, si lavora su frammenti e residui, è l'assenza il protagonista. Ma hanno bisogno del loro titolo e del loro contesto perchè chi osserva comprenda il lavoro di Sophie Calle. Sekula ci ha scritto diversi libri sul fatto che la fotografia ha bisogno di essere integrata da testi e contesti e che questo da davvero il racconto altrimenti resta incompleto |
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inviato il 10 Febbraio 2026 ore 8:10
Qualcuno conosce The Anonymus Projet di Lee Shulman? Foto private di autori sconosciuti, scattate a soggetti altrettanto sconosciuti, non abbiamo nessuna informazione, eppure molte di quelle foto hanno qualcosa da dire, anche senza titoli o descrizioni. www.anonymous-project.com/ |
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inviato il 10 Febbraio 2026 ore 8:23
A volte è proprio quello il gioco vedi il libro Evidence di Larry Sultan e Mike Mandel, prendono foto di archivi statali con scopi ben preceisi e togliendo il contesto e senza dare riferimento creano una narrazione nuova proprio perchè l'immagine da sola non racconta tutto e si è creato uno dei libri più importanti per la fotografia concettuale , |
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inviato il 10 Febbraio 2026 ore 8:30
C'è una foto di quel progetto (quello di Shulman) che mi ha colpito molto, persone fotografate da dietro con un paesaggio maestoso come sfondo, in pratica Ghirri prima di Ghirri, se la trovo la posto qui. |
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inviato il 10 Febbraio 2026 ore 8:53
Sfogliando le immagini dell' anonymous project - interessante rassegna - mi ha colpito od intrigato, all'inglese, la 22: i due coniugi ricordano i soggetti dell' American Gothic di Wood ma più rilassati, come fosse un dopo la posa. Forse in questa raccolta ciò che attrae è la mancanza di informazioni assoluta ( chi le ha fatte, chi era ritratto, dove...) che scatena la nostra immaginazione ed attenzione, però rimarco che è un esperimento, non un sito od una personale ovviamente, e da qui parte lo stimolo. Qui, siamo tanti, pubblici e si scrive sul forum od a corredo dei nostri parti: cose differenti ma sempre o sovente degne di ricerca. |
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inviato il 10 Febbraio 2026 ore 9:02
Il non dover dipendere necessariamente dal titolo per poter “funzionare” è uno dei punti di forza della fotografia come forma di espressione, al pari della pittura, restando nelle medesime modalità di fruizione. Ovvio che non vale per tutti i tipi di fotografia. Diverso è il discorso su commentary, didascalie, contesto, ecc fino ad arrivare a background e “poetica” dell’autore. Opere che non si reggono un minimo da sole sulle proprie gambe (senza bisogno di titolo, didascalie, ecc) non sono la mia cup of tea, ma parliamo di gusti/formazione personale. |
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