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inviato il 24 Gennaio 2026 ore 11:22
“ La fotografia è un insieme di cose, ma la principale è conoscere la luce, poi arriva tutto il resto. „ Assolutamente ecco peechè anche uno scenario "banale" può dare molto con una luce intrigante, stesso discorso viceversa...una scena intrigante ma una luce piatta o poco sensata per quella scena può sminuire la scena stessa |
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inviato il 24 Gennaio 2026 ore 12:10
Non sono un esperto e ho tanto da imparare, non dovrei forse nemmeno permettermi di dire la mia in questi casi e non mi permetto di dire cosa è fotografia e cosa non lo è, però ciò che mi fa storcere il naso è quando nella postproduzione vengono inseriti elementi che nell'attimo dello scatto non c'erano. Siccome cerco di apprendere il più possibile dagli altri bazzico spesso per gruppi di appassionati di fotografia sui social, e molto spesso vedo questo genere di cose. Ad esempio, raw scattati in condizioni di cielo nuvoloso ecc il cui sfondo magicamente diventa un rossissimo tramonto con raggi di sole che pervadono l'intera scena. Questo può essere fuorviante per gli occhi non esperti e anche per chi vuole imparare e non riesce ad ottenere certi scatti, credendo di poterli ottenere magari direttamente dalla fotocamera. Fotografie molto belle a prodotto realizzato, che catturano l'occhio e mi fan dire 'wow!', però semplicemente non era quello il momento fotografato. Ma fa parte del gioco. Apprezzo di più i tramonti replicati con flash e gelatine colorate, credo che abbia fatto qualche video a riguardo Neil Redfern. Ovviamente comporta spese e sbattimenti ulteriori, però lo trovo ingegnoso. Ovviamente dipende da quale sia il fine ultimo. Io sono un appassionato e non ho interesse magari nel modificare un cielo rispetto a quello che ho fotografato, però capisco benissimo che per lavoro o con richieste da parte di clienti questa sia una scelta obbligata, e la condivido al 100%. Come han già fatto notare inoltre, se per richieste particolarmente perfezioniste bisogna arrivare a smantellare e ricostruire una fotografia in postproduzione, in certi casi, tanto vale lasciar fare all'AI il prodotto perfetto ed evitare di consumare la fotocamera |
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inviato il 24 Gennaio 2026 ore 13:34
Secondo il mio pensiero molti pensano a compartimenti stagni nel senso: Faccio molta fatica a comprendere questa cosa: Non capisco la differenza in questi esempi; -fotografia interno, entra il sole dalla finestra, per mostrare i raggi del sole nel RAW uso una macchina del fumo o getto in aria della polvere. - In pp li aggiungo con Photoshop...e quindi? sempre quelli sono, 2 modi per mostrare la stessa cosa. Oltre a questo esempiuccio non mi sembra di aver mai sentito qualcuno lamentarsi di tutte quelle scene dei film girate in diurno ma che sulla pellicola sono in notturna. Forse perchè passa il concetto che "il cinema è finzione" e quindi l'animo di ognuno di noi accetta la qualunque. Mentre per la fotografia si hanno ancora dei preconcetti che poi, d'accordissimo con tutti voi che se stravolgo palesemente una scena allora si tratta di creazioni di immagini ecc. ma se restiamo nel concetto della fotografia e utilizzo tutti gli strumenti di oggi ( o in parte) per ottenere qualcosa di "migliore" e possibilmente coerente non ne vedo l'utilità o il fine di questa discussione. Poi ok fotografo un grattacielo, ci metto il classico Boing poi aggiungo una luna rossa accanto al sole di mezzogiorno, sul palazzo ci metto king Kong ecc.ecc. ok,palesemente stiamo parlando di altro. Un altro esempio: Il mio genere fotografico si svolge in luoghi abbandonati dove spesso e volentieri la luce buona è dove è, quindi la modella non può andarsene tanto in giro, quindi scatto e spesso mi ritrovo in post a cancellare una applique o una presa a muro, o altri oggetti che materialmente non avrei potuto togliere. Quindi sarei un falsario? non penso, ho tolto solo quello che poteva distogliere/infastidire l'attenzione sul soggetto. Per me una qualunque persona che utilizza la pp in maniera sensata (rimanendo nel concetto di fotografia e non di arte o pure immagini digitali) può dare solo un valore aggiunto a quanto ha scattato. |
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inviato il 24 Gennaio 2026 ore 13:58
Ottimo spunto di riflessione Miky! La differenza tra i tuoi esempi è, secondo me, che nel primo caso artificiale o meno l'effetto c'era davvero, nel secondo è inventato. Io personalmente apprezzo piu' un effetto realizzato 'davvero' ingegnandosi, come nell'esempio che facevo del flash che simula il tramonto. Nel primo caso hai fotografato del fumo, che seppur generato con una macchina del fumo, nel momento c'era veramente. Sono d'accordo con il tuo esempio del cinema, ma li bisogna 'consegnare' un prodotto e penso che 'il fine giustifica i mezzi'. E' lavoro. Io, da hobbista, non ho motivo di mettere nella foto del grattacielo un boeing che quando ho scattato la foto non c'era. Per il discorso invece di 'cancellare' qualcosa sono effettivamente combattuto, ma trovo che rimuovere per pulire un oggetto non rilevante non sia come 'inventare' di sana pianta un dettaglio o un oggetto importante dello scatto. La presenza o assenza di una presa a muro non è importante per lo scatto come possono esserlo magari dei raggi solari che occupano il 70% del frame. Comunque son chiacchiere da bar, dai, spero nessuno prenda troppo seriamente queste discussioni e spero che non si arrivi a litigare |
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inviato il 24 Gennaio 2026 ore 19:27
“ Miky00 „ La differenza principale è nella testa: - regista medio: "wow, come hai magheggiato bene, tu sì che te ne intendi" e vedi alieni, gente volare ed animali parlare... - fotografo medio "è impossibile che il Colosseo sia vuoto, hai tolto la gente sei un fetentone" Il cinema ha passato da tempo il confine tra finzione e rappresentazione della realtà (anche nei documentari spesso le trame vengono studiate e poi montate magari stravolgendo i tempi) e, anzi, la finzione talvolta è più accattivante. La fotografia è legata all'atto del "prima", non al risultato finale; in un sacco di generi il discorso regge: nel paesaggio se ci aggiungo fulmini e lampi sto creando un'immagine, diversa dalla fotografia; in un ritratto se colo gli occhi, piallo la pelle, cambio i vestiti e la location, viro le luci avrò l'effetto che voglio ma viene meno la capacità del fotografo di scattare e del modello di posare... Oggi come oggi la post-produzione è obbligatoria: scattando in .jpg la si lascia fare alla fotocamera e scattando in .raw la si prende in carico (anche prima comunque, ma con iul digitale la cosa è sicuramente più forte), sta tutto al risultato finale se voglio creare un qualcosa di più veritiero possibile (fotografia) o se voglio liberare la mente e creare quello che mi passa per la testa (immagine); alla fine cambia poco e ad ognuno piace il suo, nel bene o nel male! |
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inviato il 24 Gennaio 2026 ore 19:37
“ fotografo medio "è impossibile che il Colosseo sia vuoto, hai tolto la gente sei un fetentone" „ Un altro esempio che calza a pennello, bene, posso montare un filtro ND da 12 stop e fotografare ...le persone e auto spariranno, non è finzione, non è taroccamento ma è fisica. Ecco perché sostengo che si pensa a comparti, se tolgo la gente con la AI sei un produttore di immagini, ma se le tolgo con un ND sono un fotografo..mmmm la cosa mi puzza un pochetto “ sta tutto al risultato finale se voglio creare un qualcosa di più veritiero possibile (fotografia) „ Quindi tutte le fotografie delle varie aurore boreali e astrofotografia sono solo immagini perchè non rispecchiano la realtà...anche questo è un bel dilemma... |
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inviato il 24 Gennaio 2026 ore 19:41
Certo, e infatti è tutto nella mente... Che tanto anche se la togli con il filtro poi una botta di PP gliela dai lo stesso! Poi ripeto, c'è caso e caso, se mi metto mano nella mano con Jennifer Aniston non ci crede nessuno... |
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inviato il 24 Gennaio 2026 ore 19:42
Eppure è abbastanza semplice. Prendiamo alcune foto iconiche


 Chiedo chi tra voi, se fossero costruite ad arte, anziché 'candid' shots, gli attribuirebbe un valore e perché. |
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inviato il 24 Gennaio 2026 ore 19:48
@Fabrizio, per me non cambierebbe nulla, stimo e mi piace comunque Doisneau nonostante alcuni taroccamenti di street posata e costruita, quegli scatti hanno il medesimo valore (per me) Quindi le immagini da te proposte per me non cambierebbe assolutamente nulla sia se fossero "taroccate " o meno. |
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inviato il 24 Gennaio 2026 ore 20:08
Queste sono fotografie "limite", qui è il fotografo che fa la differenza, non c'entra la strumentazione, la post-produzione, il ritocco o il montaggio... qui è tanto di cappello già solo per essere lì! E la maggior parte del "wow" viene dal fatto che l'utente della fotografia vede scene che sono fuori portata per la gente comune... Se fossero montate avrebbero comunque un effetto di impatto, ma come si diceva anche in qualche post indietro anche la parte "emozionale" ha la sua parte e queste hanno un'alta percentuale di parte emozionale che, spesso, il fotomontaggio estremo non da (in questi generi). E' difficile che un fotografo che monti una di queste immagini possa dire che sono fotografie... puoi cambiare il cielo sopra al lupo, puoi colorare l'acqua sotto l'iceberg (esempi a caso), ma comunque non cambiano l'aspetto della foto: aggiungere il lupo o i pinguini sarebbe la macchia, ma stiam parlando di nomi grossi nella fotografia! Io personalmente sono a favore dello "sviluppo consapevole", ma ci sono generi fotografici in cui il montaggio ci sta: la foto di qualche pagina indietro con la poltrona che vola mi piace e la mia mente dal presupposto che le poltrone non volano, sarebbe diverso se l'autore dicesse "oh raga, ho visto le poltrone volare, guardate"! |
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inviato il 24 Gennaio 2026 ore 21:07
“ In alcuni casi si confonde la cronaca che è per testimoniare un evento o qualcosa da ricordare, dalla fotografia in senso generale „ Ma infatti il problema è che molti danno per scontato che la fotografia sia intrinsecamente documentaristica, cosa che non è mai stata vera, e qui poi sorgono i patemi. Detto questo non è neanche vero che non c'è nessuna differenza perché altrimenti diventa tutto grigio e conta solo la capacità di impressionare chi guarda. Che poi questa sia la tendenza dei media oggi - creare narrazioni ad impatto a prescindere dai dati di realtà - è un altro paio di maniche. Ma il risultato è caos, non libertà. Nel caso della fotografia gli strumenti tecnici sono anche strumenti di comunicazione e come tali vanno considerati, senza preclusioni, ma nella consapevolezza che la fotografia ha anche un potenziale documentaristico che altre forme di comunicazione non raggiungono, e questo richiede una certa etica per essere gestito. |
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inviato il 25 Gennaio 2026 ore 11:49
Ecco un PDF che ho tradotto con Google (mi scuso delle imperfezioni) estratto da un articolo della rivista francese "Reponses Photo" che tratta esattamente del soggetto di questo 3D, ci potrete trovare degli spunti interessanti. www.swisstransfer.com/d/f9ccac26-d084-4df4-a2f3-9cfd8fca65de PS : avevo già condiviso quest'articolo nel Gioco di Post-Produzione su Juza. |
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inviato il 25 Gennaio 2026 ore 17:23
e con questo tuo PDF...direi....che almeno io, personalmente non ho più nulla da dire oltre a quanto già detto e quanto appunto riportato in questo tuo file condiviso, grazie @Leo45 |
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inviato il 25 Gennaio 2026 ore 18:11
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