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Dove sta andando la fotografia?


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avatarsenior
inviato il 21 Marzo 2024 ore 21:17    

Quindi se le foto di tizio,pubblicate,non ottengono nessun gradimento,nessun like,nessun commento positivo,che si fa?

Ci si fa una ragione... Cool

user203495
avatar
inviato il 21 Marzo 2024 ore 21:22    

Ci si fa una ragione... Cool

O si evita di pubblicarle.
Se la componente masochista non è preponderante.;-)
Ma tal McCurry,solo ritratti?
Io ad esempio non pubblico più.Ho ricevuto solo qualche sporadico apprezzamentoTriste
Me ne son fatto una ragione.;-)
ca va sans dire.

avatarsenior
inviato il 21 Marzo 2024 ore 21:38    

Paolo, proprio tu che vai di Velvia;-)

avatarsenior
inviato il 21 Marzo 2024 ore 21:56    

La fotografia non è rappresentazione della realtà, o meglio può anche esserlo, ma i cataloghi moda scattati ad agosto, per i capi autunno inverno,sono fotografia, come è fotografia quella scientifica, ecc ecc

avatarsupporter
inviato il 21 Marzo 2024 ore 22:49    

Ma le foto che ho postato sono di Steve McCurry MrGreen
Quindi, riprendendo il tuo paragone tra la merda e la cioccolata, i ritratti di Steve McCurry sono merda. Libero di pensarla così, ma mi sembra un po' presuntuoso da parte tua Cool


Purtroppo le 2 foto da te postate risalgono al viaggio in India nel 2009 quando McCurry utilizzava ancora la pellicola ed esattamente Kodakcrome 64. Nel 2010 la Kodak donò a McCurry l'ultimo rullino Kodakcrome 64 prodotto.

www.fotografidigitali.it/news/ecco-gli-scatti-realizzati-con-l-ultimo-



avatarsenior
inviato il 21 Marzo 2024 ore 22:53    

@Rombro
Siamo nell'era dell'iper-estetica digitale, dove la spettacolarizzazione riempie l'occhio e appiattisce il cervello, dove la soglia di attenzione è ridotta al minimo perché non c'è nulla che colpisca veramente se non l'edonismo diretto fine a se stesso.
Non c'è da sorprendersi se c'è molto seguito, moda, consumo dietro quel tipo di immagini.
La gente vuole godimento e distrazione, di conseguenza anche la fotografia acquisisce e subisce determinate funzioni.
Ma è anche vero che, alla luce di questo, bisognerebbe chiedersi "cosa posso fare per non alimentare a mia volta questo degrado?"
Io credo che il problema sia un po' più profondo della pp esagerata e snaturante.


Essendo inconsciamente d'accordo con quanto sopra, ma non avendo ben chiaro cosa si intenda per "degrado fotografico", mi presto come cavia invitando Rombro, che fondamentalmente mi sta pure simpatico, a segnalare tra le immagini delle mie gallerie alcune di quelle che lo alimentano (il degrado) e, semmai ci fossero, qualcuna di "salvifica".
Questa non vuol essere "pubblicità occulta" quindi No Like.

user250486
avatar
inviato il 22 Marzo 2024 ore 1:31    

Purtroppo le 2 foto da te postate risalgono al viaggio in India nel 2009 quando McCurry utilizzava ancora la pellicola ed esattamente Kodakcrome 64. Nel 2010 la Kodak donò a McCurry l'ultimo rullino Kodakcrome 64 prodotto.


Ti svelo un segreto: la PP esisteva anche con la pellicola. Inoltre adesso quelle foto si trovano sulla rete, e nel processo per arrivarci potrebbero essere state ritoccate. Di sicuro non sono uscite così dalla macchina...

avatarsenior
inviato il 22 Marzo 2024 ore 1:33    




avatarsenior
inviato il 22 Marzo 2024 ore 3:32    

Ettore, non mi permetterei mai di fare quello che chiedi. Il mio non vuole mica essere un diktat.
Credo che al di là delle foto, sia proprio l'approccio generale dell'amatore che guarda al suo interesse senza problematizzare questioni più macroscopiche di cui lui fa parte in ogni caso.
Guardiamo anche solo alla quantità: è davvero necessario che uno posti centinaia se non migliaia di foto come se fosse un archivio pubblico? Anche ammesso, come dice Paolo, che l'importanza soggettiva di una foto sia un motivo sufficiente per condividerla (ovviamente non parlo dei social dove, teoricamente, si posta per amici, famigliari e persone scelte), veramente c'è bisogno di tutte queste foto?
In questo senso si può senz'altro dire che il digitale ha sdoganato totalmente la facilità di produzione, consumo e condivisione rispetto ai tempi pre-internet in cui, anche per ovvi costi di pellicola, sviluppo ecc. si scattava probabilmente con più parsimonia (su questo i più anziani potranno confermare) e al massimo si mostravano le foto a parenti ed amici.
Quindi, ritornando all'origine del topic, quello che ci è sfuggito certamente di mano è la condivisione compulsiva e ben poco ponderata.

avatarsenior
inviato il 22 Marzo 2024 ore 6:00    

Paolo, proprio tu che vai di Velvia
*******************

Appunto perché vado di Velvia!
Del resto sai bene da cosa deriva e a cosa rimanda il nome Velvia, quindi...

avatarsenior
inviato il 22 Marzo 2024 ore 6:26    

"Guardiamo anche solo alla quantità: è davvero necessario che uno posti centinaia se non migliaia di foto come se fosse un archivio pubblico?"...poi si lamentano che se le rubano!!! MrGreen

avatarsupporter
inviato il 22 Marzo 2024 ore 6:52    

Ti svelo un segreto: la PP esisteva anche con la pellicola. Inoltre adesso quelle foto si trovano sulla rete, e nel processo per arrivarci potrebbero essere state ritoccate. Di sicuro non sono uscite così dalla macchina...


La post produzione in camera oscura non è la stessa cosa di quella digitale. Sarà un segreto per te non per me che una camera oscura l'ho usata per 20 anni e partiva con il tiraggio della pellicola in fase di sviluppo (agendo sul contrasto) per poi procedere a mascherature e bruciature con l'ingranditore (agendo su luci e ombre), nulla a che vedere con la PP di oggi dove aumenti nitidezza, sharpening, clonazioni, ecc.. Prendete in mano i libri di fotografia e non limitatevi a guardare le foto su internet.

avatarjunior
inviato il 22 Marzo 2024 ore 7:44    

Dite "perché sono gusti, perché gli è rimasto nel cuore". Quindi ritorniamo sempre allo stesso punto: l'umiltà dell'amatore tutto sommato è egoismo mascherato?


Parto da questo per dire...che anche quello è un punto di partenza, per un fotoamatore...ricordiamoci che si parla di fotoamatori, non professionisti. Recentemente sono stato ad una mostra di Monet, e tantissime sue opere sono fatte come presentazione di momenti della sua vita o luoghi a lui cari...quindi valgono di meno?

Altro aspetto da considerare se prendiamo l'esempio della Mole...e qua senz'altro sono i tempi che cambiano...oggi si pubblica la foto...una volta si pubblicavano (e si pubblicano tutt'oggi) libri con una serie di fotografie. Non credo che una volta ci fossero fotografie "migliori" di oggi...semplicemente si fruivano diversamente, o tramite mostre o tramite libri. Oggi con i social si guarda uno scatto alla volta. Ma se prendessi uno scatto "alla volta" di anche grandi della fotografia (quelli che piaccia o meno ma ci vivono di foto) il 90% delle foto non dicono molto, ma prese nell'inisieme allora è un'altro discorso. Senz'altro però i social fanno il resto, dove la gratificazione istantanea è ormai la molla che fa pubblicare le foto. La dopamina aiuta a gratificarsi. Prendiamo anche ad esempio Herzog, Shore, Eggelstone, etc...se si pigliano le foto singolarmente, anche il contenuto a volte lascia perplessi...ma sono Herzog, Shore, Eggelstone e allora si dice comunque wow e giù a copiarli...solo che loro sapevano cosa facevano, noi andiamo senza critica alcuna...C'è un autore moderno che segue le loro tracce, e sembrano le stesse foto fatte però oggi...eppure pubblica...forse bisognerebbe anche ripensare alle case editrici che pubblicano con poca fantasia...(idem per musica e ogni forma d'arte)...

C'era giusto appunto ieri un reel che avevo visto su IG, di un fotografo che rispondeva ad un utente il quale diceva "perchè pubblichi in loop le tue foto?" (grosso modo era questo il succo)...il fotografo ha risposto, perchè dopo settimane in camera oscura prove di stampa, carta, etc penso sia importante far vedere il risultato...cosa che se publicassi una sola volta andrebbe perso nello streaming dei social..." concordavo con lui, ormai sembra che devi pubblicare una foto al giorno diversa...quando invece guardare e riguardare è importante.


avatarjunior
inviato il 22 Marzo 2024 ore 7:45    

Poi i social senz'altro indirizzano le mode più di libri e mostre di una volta. Guardiamo alla street, ormai sono foto tutte uguali, fare cose "diverse" è difficile (l'ultimo libro di Trent Parke, Monument è un libro di Street diverso da quello che si vede in giro...ma è Trent Parke)...io stesso quando mi cimento con la street raramente ho uno scatto che mi soddisfa, in 6-7 anni che provo a fare street se avrò 10 scatti decenti è tutto quello che ho....

ma in generale anche nei professionisti ormai vedo poca fantasia, una produzione infinita di scatti che anche messi insieme dicono poco...(ripeto guardare Monument di Parke per il genere street è tanta roba)...quindi se pure i professionisti faticano, figuriamoci noi fotoamatori...(parlo di street ma posso dirlo di ogni genere fotografico)...

Quindi se la foto in sè, cioè quello che è ritratto, l'immagine, è "Banale", ricorre alla PP per cercare di renderla più accattivante, più particolare, per farla risaltare...e qua entrano in gioco alcune cose...l'incapacità della maggioranza di noi, me incluso, di usare adeguatamente i software (chissà perchè Fuji e direi anche Ricoh hanno cosi successo con i loro Jpeg) e il gusto che da un lato è influenzato da quello che si vede in giro e dell'altro è un fattore personale, ma che andrebbe anche allenato.

Detto questo, ritengo che ognuno può fare quello che vuole e alla fine siamo tutti nella stessa barca, in tempesta. Poi personalmente non andrei mai a giudicare lo scatto di qualcuno, per il semplice motivo che potrebbe essere anche il più grande fotografo del mondo ma non mi trasmette niente...Anche quando vado alle mostre non sempre esco "soddisfatto" anche se ha esposto il super fotografo...alla fine la foto, come la musica, il cinema, la letteratura è una forma d'arte che può piacere o meno, e questo piacere o meno è basato su cosa muove in noi.

Se faccio vedere una foto di Todd Hido (ad esempio, o Steve McCurry), quanti mi dicono Wow...e quanti mi dicono bah...? (ps a proposito di Steve McCurry bisogna anche ricordare che è sempre un insieme di foto il suo lavoro...)

Ecco forse bisognerebbe ritornare a pensare la foto come un progetto, che racconta qualcosa.

avatarsenior
inviato il 22 Marzo 2024 ore 7:52    

" il digitale ha sdoganato totalmente la facilità di produzione, consumo e condivisione rispetto ai tempi pre-internet in cui, anche per ovvi costi di pellicola, sviluppo ecc. si scattava probabilmente con più parsimonia (su questo i più anziani potranno confermare) e al massimo si mostravano le foto a parenti ed amici."... il digitale è un arma a doppio taglio, la sua facilità di utilizzo ha permesso di far emerergere autori interessanti e allo stesso tempo invadere il web di foto inutili. I critici ormai devono rendere conto al popolo del web, a quanto pare hanno sempre meno voce in capitolo. Conosco fotografi emersi grazie al web, hanno un seguito è un numero di follower da paura, guadagnano bei soldi grazie alle visualizzazioni, richiestissimi da brand importanti che gli affidano campagne pubblicitarie oltre che fare da ambassador dei loro prodotti. Questo fenomeno è sempre più in crescita. Se il loro linguaggio fotografico porta profitto al committente vuol dire che funziona per cui chi gestisce il mercato delle immagini non può che prenderne atto. Come diceva una mia vecchia amicizia: se la tua foto porta soldi vuol dire che è buona, il resto solo chiacchiere.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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