user203495
|
inviato il 22 Marzo 2024 ore 12:32
“ 'nel comportamento della persona' „ I comportamenti sono strettamenti legàti al sentire della collettività. L'etica moderna si discosta da quella precedente.Cambia e si trasmuta in altro per riflesso,appunto,della percezione circa la liceità di un comportamento. E,quali sono questi strumenti? Trovo il tutto un pò vago.Inafferrabile. Opinione mia. |
|
|
inviato il 22 Marzo 2024 ore 12:33
No considerare dove sto pubblicando per chi e perchè, non chiederselo significa non star facendo un buon lavoro. La fotografia è un linguaggio visuale e se non so presentarla nel modo corretto sto esprimendo male il concetto o lo sto facendo nel luogo non adatto |
|
|
inviato il 22 Marzo 2024 ore 12:34
Copio qui, per "futura memoria" : “ Michelangelo avatarsenior inviato il 22 Marzo 2024 ore 11:57 @Viola81 I presupposti sono divisivi e stigmatizzano comportamenti e tecniche moderne come negativi a priori. Il web master è sia un buon fotografo e un un prenditore digitale che oltre 10 anni anni fa ha avuto intuizioni che ne hanno fatto il successo ed è merito suo se questo spazio esiste ancora e tutti possono dire la propria. “ 3- E' più consigliabile difendere e promuovere il codice etico o seguire la logica del profitto? ? Rispondere al punto 3 crea un cortocircuito perché vorrebbe dire ammettere che il tuo modo do vedere le cose sia anche quello degli altri. Rileggendo la discussione delle 4 pagine precedenti quello che a me sembra più evidente è il rifiuto delle esperienze fotografiche moderne come strumenti efficaci anche alla formazione etica, però nel titolo della discussione sono elencati tutti i settori che la fotografia moderna oggi compresi i social. Esiste un principio di democrazia che fonda le proprie ragioni d'essere anche oltre l'idea di qualità assoluta e ti invito a leggere la risposta che ho dato ad un utente in merito a delle proposte su come migliorare questo sito e la qualità media delle foto. Questo per dire che la scelta di proporre un codice che di fatto taglia fuori la maggior parte di chi legge la proposta dovrebbe offrire degli approfondimenti specifici per far capire dove sono questi limiti. Oggi fare foto per internet significa sapere formati colore, tagli e spazi di imbottitura diversi per ogni applicazione, così come in passato facevamo foto decentrate per le doppie pagine delle riviste o le inquadrature generose per dar modo a chi impagina la rivista di avere spazio per la composizione col testo. Nel 2024: Fare una foto in modo che si adatti a box responsive (contenitori che cambiano forma in base al device che usi) di un sito, sapendo il target del cliente e la media delle grandezze dei telefoni (e questo dato cambia ogni tre anni circa), è determinante per un uso corretto della foto sapendo che apparirà in aree dalle forme sempre diverse e che il suo focus deve invece essere sempre visibile. Chi non ha capito cosa ho scritto nel periodo precedente manca di strumenti che si possono paragonare a elementi di cultura fotografia analogica che in questa discussione sono i termini per discriminare la qualità dell'apprendimento. La composizione fotografia digitale destinata alla promozione (che oggi è prevalente come scopo) ha regole diverse e se in questa diversità si vede un limite intrinseco, senza spiegarne il motivo, si crea un cortocircuito. „ |
|
|
inviato il 22 Marzo 2024 ore 12:36
di cui va ben sottolineato questo: “ La composizione fotografia digitale destinata alla promozione „ quale è la destinazione d'uso? |
user207727
|
inviato il 22 Marzo 2024 ore 12:39
“ No considerare dove sto pubblicando per chi e perchè, non chiederselo significa non star facendo un buon lavoro. La fotografia è un linguaggio visuale e se non so presentarla nel modo corretto sto esprimendo male il concetto o lo sto facendo nel luogo non adatto „ mi viene in mente Van Gogh, che in tutta la vita ha venduto un solo quadro ed è morto in disgrazia. Cosa avrebbe prodotto se si fosse posto il problema di esprimersi in un modo più adatto? |
|
|
inviato il 22 Marzo 2024 ore 12:47
Qui si fa un po' di confusione, si pensa che esprimersi in modo adatto significa copiare o standardizzarsi, non è così. Si pensa sempre al genio incompreso quando non è praticamente mai così, questa favola la si usa per giustificare una mancanza in genere. Ci sono ovvie eccezioni ma sono pochissime e Van Gogh in parte aveva una cattiva fama che dopo la morte e col tempo perse di importanza Non scadiamo in espressioni semplicistiche perchè il discorso è più complesso di così |
|
|
inviato il 22 Marzo 2024 ore 14:15
@Michelangelo Il webmaster (qualsiasi webmaster) è prima di tutto un imprenditore digitale che, tra le altre cose, deve definire la mission aziendale, i valori da seguire e conoscere le strategie di acquisizione clienti. Pertanto sfruttare il cosiddetto "principio di democrazia" è certamente un criterio fondamentale per favorire la partecipazione di massa e fare business, che poi, naturalmente, è lo scopo principale. Nessuna connotazione negativa in questo, ma è un dato di fatto. Ora, leggendo il titolo e gli interventi, mi pare chiaro che la riflessione posta riguardasse soprattutto il rischio di snaturare il valore della fotografia (Franco si riferiva in particolare al reportage) a motivo di interessi meramente commerciali. Le parole sono importanti perché veicolano i pensieri e condizionano i comportamenti, per questo è fondamentale dare il giusto nome alle cose. Si tratta di etica professionale. Per capirci, facendo due esempi: il reportage è reportage, non "staged photography" e il nudo artistico non è pornografia (anche se attira di più). Accettare questi taciti compromessi, in nome della democrazia, significa svilire il pregio intrinseco della Fotografia e di conseguenza creare disinformazione e/o disvalore. Credo fosse questo il nocciolo della questione. |
|
|
inviato il 23 Marzo 2024 ore 11:17
@Michelangelo Data la tua esperienza di insegnante e data la tua ampia cultura (immagino non solo tecnica) in ambito fotografico, mi piacerebbe conoscere il tuo parere in merito alla mia riflessione precedente. Un pensiero che vuole essere propositivo e non divisivo e che potrebbe contribuire a migliorare anche questo sito. Non trovi? |
|
|
inviato il 23 Marzo 2024 ore 13:38
@Viola81 Risponderti senza ricordare che secondo me in questa discussione un cortocircuito porterebbe solo verso la polemica e questo non è il mio intento. . Cerco di essere breve e spero di poter rispondere con la stessa frase e dare dare risposte anche ad altri. Il rigore nella veridicità è sempre condivisibile se è la regola del tipo di lavoro, come nel caso del reportage citato. In questa discussione si vuole mutuare quel rigore (che in linea di principio è condivisibile da tutti) come filtro di lettura per giudicare il lavoro e la comunicazione in fotografia oggi, anche in altri ambiti. Il cortocircuitò è pensare che la propria esperienza sia applicabile non solo nel principio ma anche come paragone a ciò che viene fatto oggi in tutti gli ambiti perché è stata citata anche la fotografia commerciale; quando nel tempo la fotografia è cambiata così tanto da rendere necessario specificare cosa e come. Un professionista di moda o di prodotto probabilmente violerà molte delle regole della fotografia di giornalismo ma fa il suo lavoro e, rileggendo le 5 pagine precedenti, non ci sono discriminanti. Il titolo è molto ampio e non è detto che l'invito nel secondo intervento a leggere per capire sia sufficiente. “ :) Ciascuno può vedere ciò che vuol vedere, ma occorre saper consultare un sito e saper cercare ... :) :) „ |
|
|
inviato il 23 Marzo 2024 ore 13:56
@Michelangelo Senza polemica, ma guardami come un'allieva che desidera una risposta ad una domanda precisa. Io non ti ho chiesto di rispiegarmi il concetto del topic, che credo di aver capito a fondo, ma di rispondere alla domanda che ti ho fatto sopra e alla quale mi pare tu voglia sviare |
|
|
inviato il 23 Marzo 2024 ore 14:13
@Viola81 Come sopra, dipende dagli ambiti e io ho citato solo quelli commerciali. In home staging la scelta della lente dipende dal target dell'immobile, un wide generoso un BB di fascia media, un tele moderato o lenti normali per locali di pregio (queste sono regole generali, poi vanno declinate in base ai casi) La percezione dello spazio viene ampliata o meno in base a come si vuole che l'impressione iniziale trovi o meno riscontro in chi, visitando l'immobile, trova conferma nella sua memoria visiva. A chi cerca un BB interessano cose meno complesse di chi ha budget per fare investimenti su immobili importanti da vendere. Per certi immobili il cliente ha una visione molto diversa su come comunicare la bellezza e questa passa da un rigore molto maggiore nel descrivere gli ambienti. Tra i due approcci c'è molto in mezzo e bisogna vedere caso per caso. L'analisi del target e delle applicazioni delle foto sono gli elementi che vanno spiegati ad uno studente che vuole fare promozione immobiliare. Dargli strumenti critici da abbinare con le giuste tecniche caso per caso (fino a fare foto anche col telefoni o la insta 360, piuttosto che una testa panoramica con camera Ff) Mia figlia sta facendo un esame di video all'università e il tema è un reportage sulla condizione di vita degli studenti. Le ho dato una Full frame con un 50mm, in post solo BDB. Quello è un ambito dove è specificata la necessità di dare testimonianza nel modo più rigoroso possibile e mai mi sognerei di darle consigli diversi. Ad essere rigorosi non si esce dalla vista normale e questo lo condivido. Forse i mei ragionamento sembrano voler svilire certi principi ma io in realtà non solo li condivido ma cerco il confronto e ho aperto diverse discussioni negli anni su ambiti simili, dalla post produzione fimo alle modifiche generative in fotografia naturalistica. |
|
|
inviato il 23 Marzo 2024 ore 14:36
@Michelangelo Mi scuso se non riesco a farmi capire, ma il mio non è un discorso di lenti e obiettivi. Provo, rifacendomi al titolo, a riscrivere la mia precedente riflessione sulla responsabilità di autori e webmaster in ambito fotografico Il webmaster (qualsiasi webmaster) è prima di tutto un imprenditore digitale che, tra le altre cose, deve definire la mission aziendale, i valori da seguire e conoscere le strategie di acquisizione clienti. Pertanto sfruttare il cosiddetto "principio di democrazia" è certamente un criterio fondamentale per favorire la partecipazione di massa e fare business, che poi, naturalmente, è lo scopo principale. Nessuna connotazione negativa in questo, ma è un dato di fatto. Ora, leggendo il titolo e gli interventi, mi pare chiaro che la riflessione posta riguardasse soprattutto il rischio di snaturare il valore della fotografia (Franco si riferiva in particolare al reportage) a motivo di interessi meramente commerciali. Le parole sono importanti perché veicolano i pensieri e condizionano i comportamenti, per questo è fondamentale dare il giusto nome alle cose. Si tratta di etica professionale. Per capirci, facendo due esempi: il reportage è reportage, non "staged photography" e il nudo artistico non è pornografia (anche se attira di più). Accettare questi taciti compromessi, in nome della democrazia, significa svilire il pregio intrinseco della Fotografia e di conseguenza creare disinformazione e/o disvalore. Data la tua esperienza di insegnante e data la tua ampia cultura (immagino non solo tecnica) in ambito fotografico, mi piacerebbe conoscere il tuo parere in merito alla mia riflessione. Un pensiero che vuole essere propositivo e non divisivo e che potrebbe contribuire a migliorare anche questo sito. Non trovi? |
|
|
inviato il 23 Marzo 2024 ore 14:38
Curiosità: hai spiegato a tua figlia la differenza tra staged e reportage? |
|
|
inviato il 23 Marzo 2024 ore 17:25
@Viola81 +100, Sono tutte ottime considerazioni che sposo in pieno, sia le considerazioni riguardo alla importanza su come difendere l'etica fotografica che sul fatto di doversi confrontare con lo stato di fatto su come regole e convenienze hanno cambiato un po' l'uso della fotografia nei media. Così argomentato non può che incontrare il favore di tutti e mi ci ritrovo molto di più che non cercando di capire il senso dei due video proposti come chiave di lettura al tema, entrambi generici e con una punta di ironia. Reportage, concorsi, foto giornalismo sono tutte cose dove le regole devono essere sempre stringenti ma i soggetti della critica dei 2 video proposto non sembrano aziende o testate. Questo può generare forse confusione. L'esempio delle focali era la risposta, un esempio pratico per spiegare come trasmettere il giudizio critico che in quel tipo di fotografia passa prima dalla scelta di come rappresentare lo spazio, più o meno verosimilmente e con tecniche fotogeniche serie o meno. Infine, per rispondere alla tua domanda su mia figlia, no; come ho già scritto ho capito che anche se penso di poter dare dei contributi devo aspettare di valutare il suo contesto e dato che è il primo anno serve tempo anche a me per valutare le scelte degli stessi insegnanti che sinceramente a volte non comprendo proprio, abbiamo 20 anni di differenza. Non faccio mai la prima mossa, aspetto di vedere come si evolvono le cose e poi dico la mia. Questo vale sia per le mie idee che per consigli pratici, altrimenti mi manda a quel paese :) |
Che cosa ne pensi di questo argomento?
Vuoi dire la tua? Per partecipare alla discussione iscriviti a JuzaPhoto, è semplice e gratuito!
Non solo: iscrivendoti potrai creare una tua pagina personale, pubblicare foto, ricevere commenti e sfruttare tutte le funzionalità di JuzaPhoto.
Con oltre 258000 iscritti, c'è spazio per tutti, dal principiante al professionista. |

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info) |