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Appunto, ormai anche il superfluo è diventato necessario, inoltre siamo tutti così viziati da non voler rinunciare a ciò che ci soddisfa, quindi inutile parlare di risparmio energetico. Volenti o nolenti siamo tutti complici di questo sistema
Ti obbliga ? Ho conosciuto una persona che mangiava e parlava poco. Lui aveva scelto di non consumare. Quando e' passato a miglior vita i parenti hanno trovato una fortuna in contanti nei comodini. Hanno consumato loro....
user126772
inviato il 17 Dicembre 2023 ore 17:41
Se decrescita deve essere che sia non dico felice ma almeno consapevole.
Credo che per noi "Occidentali" l'illusione che possiamo scegliere se decrescere o rinunciare sia il peggior inganno, l'aver voluto la globalizzazione è stato un suicidio di massa, la torta è insufficiente per tutti gli 8 miliardi e chi non ha avuto accesso fino ad ora non chiederà certo il permesso di azzannare la propria fetta.
user126772
inviato il 17 Dicembre 2023 ore 19:10
La decrescita consapevole appunto, che non e' volontaria.....
“ la torta è insufficiente per tutti gli 8 miliardi e chi non ha avuto accesso fino ad ora non chiederà certo il permesso di azzannare la propria fetta.Eeeek!!! „
In pratica sarà meglio preparare sotto forma di duro granito le fette che ci verranno sottratte e nascondere quelle morbide.
“ Ho conosciuto una persona che mangiava e parlava poco. Lui aveva scelto di non consumare. Quando e' passato a miglior vita i parenti hanno trovato una fortuna in contanti nei comodini. Hanno consumato loro.... „
Questo è il paradosso delle posizioni estremizzate, ma entrambe legate al concetto di "crescita": chi lo vive come accumulo di denaro, rinunciando perciò a spenderlo, nel bene e nel male, perché questo costituirebbe una "decrescita" economica (e perciò un fallimento personale), e chi invece, trovandoselo improvvisamente tra le mani, lo spende immediatamente nella logica del consumismo visto come "crescita" sociale. Sono punti di vista differenti, ma che convergono sul medesimo desiderio di "possesso" come espressione della crescita; poco importa se si tratta di possesso del semplice controvalore della "crescita" (il denaro) o della sua manifestazione materiale ed esteriore (i beni di consumo). A prima vista sembrano due mentalità opposte, ma in realtà rispondono alla medesima logica: "avere". Forse nel primo caso è ravisabile un comportamento che mostra qualcosa di "patologico", ma il succo del discorso non cambia. Per questo credo che prima di affrontare argomenti come un'eventuale decrescita, dovremmo cercare di capire cos'è la crescita a oltranza e se potrà realmente continuare ad libitum. Progresso e sviluppo non sono necessariamente sinonimi, e tenere a freno il secondo non significa immediatamente rinunciare al primo.
La crescita ha portato la felicità o solamente una sorta di effetto placebo? Qualunque cosa abbia portato, l'ha portata a tutti o a pochi? Se non potrà continuare in eterno, cosa accadrà quando, per forza di cose, si interromperà bruscamente? Quando si interromperà, sarà così per tutti o solo per le masse?
Direi che non sono domande di poco conto. Il problema è che tutte le ricerche tecnologiche per trovare fonti energetiche alternative, ma direi tutte le ricerche per contrastare tecnologicamente gli effetti negativi della "rivoluzione industriale" e della sua evoluzione attuale, sembrano andare nella direzione di cercare solamente di allontanare di qualche misero anno il momento in cui la crescita finirà per la pura e semplice impossibilità di continuare: chi sostiene che il pianeta potrebbe sfamare anche 12 miliardi di persone si guarda bene dal chiedersi se riuscirà anche a fornire a tutti quei 12 miliardi gli "standard" di crescita del consumismo. Il non rinunciare a "tipologie" di beni che alleviano dalle incombenze della quotidianità, o permettono cose che altrimenti non sarebbero alla nostra portata, non significa assecondare la "scimmia" per ogni minima novità come vediamo in certi 3d anche qui su Juza: ho già una reflex digitale che mi permette di fotografare anche se non ho più lo spazio per allestire una camera oscura, farei davvero foto migliori continuando a cambiarla ogni volta che viene pubblicizzato un modello "migliore"? Avete presenti i titoli del tipo: "Hanno ancora senso 12 MP oggi?" Mi scappa da ridere: la mia fotocamera ne ha solo 10! Forse, allora, la risposta non è la decrescita come oggi viene intesa, ovvero tornare ad un livello tecnologico del passato, ma accostarci in maniera più oculata alla tecnologia attuale, evitando eccessi e consumi immotivati.
E poi rimane l'annoso problema che "sviluppo" e "crescita" sono concetti legati essenzialmente all'allargamento del mercato, non all'aumento di progresso; l'idea di Elon Musk di "fare più figli" è dovuta al fatto che lui possa aumentare la propria ricchezza assicurandosi nuove fette di mercato, ma dove li metteremo a vivere 12 miliardi di persone? Riciclare è bello e utile, ma funziona in un'economia circolare a numero pressoché chiuso (le famose economie di sussistenza); se aumenti la popolazione di altri 4 miliardi, hai voglia le nuove miniere che devi aprire per fornirgli le stesse cose che hanno gli altri! Hai voglia l'ulteriore cementificazione per fornirgli una casa! Hai voglia il fabbisogno energetico in più! L'unica vera decrescita che si renderà necessaria è quella strettamente numerica della popolazione mondiale, da questo non si scappa! Tornare a non più di 4 miliardi e consumare di meno. Magari tornando anche all'idea che gli oggetti devono durare di più; ci hanno campato per millenni costruendo oggetti che duravano una vita, possibile che oggi gli industriali muoiano di fame se non sostituisci l'automobile o la fotocamera ogni 5-6 anni al massimo? Non c'è uno spreco energetico insostenibile anche dietro a questa mentalità?
Musk intende spedire miliardi di persone su un altro pianeta, è evidente dalle sue attività, anzi spera che diventi un esigenza/emergenza per poter guadagnare ancora di più(che ca..o se ne farà poi .... boh). Credo che dovremo provare a trovare anche punti di vista alternativi, nei nostri ragionamenti/speranze/desideri siamo saldamente attaccati ai beni materiali, anche nel concetto di progresso/sviluppo, ma ci dovrà essere un progresso/sviluppo nel campo spirituale se vorremo poter convivere in così tanti, Intanto dovremmo poter prendere coscienza che l'omino che per primo ha buttato a terra alcuni semi di grano, inventando l'agricoltura, ha iniziato un intervento dell'uomo sul pianeta che è aumentato esponenzialmente sino al nostro tempo , ormai il pianeta lo abbiamo cambiato in quasi tutto, ma non ci sta ancora bene .......
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