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inviato il 13 Maggio 2023 ore 14:12
Se prescindiamo dalla risoluzione come qualità, parlando di colore ci troviamo un gamut colore neanche la metà di un sensore, una gamma dinamica neanche la metà di un sensore, colori piuttosto lontani dalla realtà. Lo dico senza fare polemica, anche io mi diverto con la pellicola. |
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inviato il 13 Maggio 2023 ore 14:16
@Belles Secondo me mischiare analogico con digitale complica il processo Io digitalizzo solo per convertire i miei archivi, altrimenti meglio fare tutto analogico o tutto digitale. Poi dipende da cosa confronti: Una pellicola a lastre, 6x6, 35mm? Un sensore medio formato, FF, apsc? Non ho letto tutta questa discussione ma a me sembra che non ci sia più nessuno o quasi che usi la pellicola a livello professionale, qualcosa credo che voglia significare…. |
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inviato il 13 Maggio 2023 ore 14:22
“Se prescindiamo dalla risoluzione come qualità, parlando di colore ci troviamo un gamut colore neanche la metà di un sensore, una gamma dinamica neanche la metà di un sensore, colori piuttosto lontani dalla realtà. Lo dico senza fare polemica, anche io mi diverto con la pellicola.” Esatto, anche secondo me le differenze oggi sono veramente grandi. |
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inviato il 13 Maggio 2023 ore 14:40
Trovo che sia assurdo fare la gara sulla risoluzione, io posso dire che avendo digitalizzato delle diapositive con la reflex ho visto come, perlomeno con pellicole normali, un formato 35mm abbia effettivamente una risoluzione paragonabile o inferiore (manco a farlo apposta) a quella della D90, si nota ad esempio dal fatto che pur non risolvendo grano per grano già è evidente coma informazione utile extra da tirare fuori praticamente non ce ne sia più in quella foto, mentre risultano molto più nitidi e contrastati i granelli di polvere e i pelucchi. www.juzaphoto.com/hr.php?t=2340027&r=7292&l=it Poi di certo con pellicole migliori il dettaglio aumenta, ma non ho MAI, e ribadisco, MAI visto un confronto dove a parità di formato la pellicola offra una risoluzione superiore... magari usando pellicole specialistiche a grana ultrafine se la giocano, ma a quel punto il confronto andrebbe fatto con sensori digitali in B/N altrettanto specialistici. Comunque la maggior parte dei fotografi che mi sono ritrovato ad apprezzare in tempi recenti lavora a pellicola eh, se la si usa bene il look che viene fuori è veramente bello, specialmente con l'aumentare del formato. È una cosa che ho notato in particolare nel cinema, sono veramente pochissimi quelli che con camere digitali riescono ad ottenere un un look degno della pellicola che ahimè in quell'ambito sta scomparendo a causa dei costi e per la minor praticità. “ C'è qualcuno ad es. che per futuri restauri di opere d'arte faccia scatti con banco ottico? (Qui poi viene in ballo un altro aspetto qualitativo di cui non si è tenuto conto fino ad ora nella discussione ed è la durata alla distanza della qualità di una pellicola a colori) „ Non credo, dove serve veramente il dettaglio, specialmente se il soggetto è statico nulla batte una "panoramica" fatta in digitale dove puoi avere tutti i megapixel che vuoi. Ci sono un sacco di opere d'arte visibili come panoramiche gigantesche dove dettagli ne hai addirittura troppo hyper-resolution.org/view.html?pointer=0.281,0.000&i=Rijksmuseum/S E vabbè il discorso della conservazione delle informazioni poi è veramente a senso unico, un file digitale può durare "in eterno" ed essere backuppato, il supporto fisico prima o poi ti abbandona. “ Per quale motivo le nikon sono uscite con sensori Sony applicando una sensibilità base di 64 ISO anziché di 100 come sulle Sony A7R? „ Per ottenere ancora più pulizia dato che con i tempi più lunghi permessi da ISO base un po' più bassi puoi raccogliere più segnale. “ una gamma dinamica neanche la metà di un sensore, c „ Mmm su quello non ci giurerei, il comportamento di certi negativi è molto particolare perché nelle alte luci perdono molto la linearità nella risposta, quindi puoi sovraesporre un sacco senza buttare via la foto, e anche nei punti in cui è sovraesposta hai un effetto più piacevole rispetto al bianco puro fastidioso che hai con il digitale. Al contrario del digitale mettere dei numeri esatti non è facile, ma credo che in certi casi non siamo troppo distanti. Poi vabbè, ovviamente con il digitale puoi fare stacking e potenzialmente simulare una gamma dinamica infinita, ma è un altro discorso :fgreen |
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inviato il 13 Maggio 2023 ore 14:47
La cosa divertente che oggi spopolano le lenti vintage e Leica a rispolverato vecchi schemi ottici che rendono l'immagine più accattivante di quelle ottiche chirurgiche di ultima generazione, un esempio è il noctilux e58 primi esemplari purtroppo solo pochi c'è l'hanno |
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inviato il 13 Maggio 2023 ore 15:02
“ Mmm su quello non ci giurerei, il comportamento di certi negativi è molto particolare perché nelle alte luci perdono molto la linearità nella risposta, quindi puoi sovraesporre un sacco senza buttare via la foto, e anche nei punti in cui è sovraesposta hai un effetto più piacevole rispetto al bianco puro fastidioso che hai con il digitale. Al contrario del digitale mettere dei numeri esatti non è facile, ma credo che in certi casi non siamo troppo distanti. Poi vabbè, ovviamente con il digitale puoi fare stacking e potenzialmente simulare una gamma dinamica infinita, ma è un altro discorso :fgreen „ @Bubu93 secondo me hai fatto ottime osservazioni, quelle poi dei pelucchi sulle diapositive ecco... sono la cartina di tornasole, anche a me è successa la stessa cosa (proprio con la "famigerata" D90 ), se i pelucchi e i granelli di polvere sono dettagliatissimi e la dia o negative un po' meno è evidente che il misero sensore da 12mp vince sulle dia e negative. Riguardo la gamma dinamica non so, ma anche lì credo che il digitale (soprattutto a partire dai sensori da 24 e 36mp) ne abbia ben di più della pellicola. - Con le diapositive ricordo che esponevo in prevalenza per le luci, perchè anche lì il rischio tragico di bruciarle era dietro l'angolo, le ombre però diventavano nere e non le recuperavi affatto. Quante dia buttavamo perchè erano mal esposte? Mica poche.... - con il bianco e nero invece esponevo prevalentemente per le ombre e, nel contempo, cercavo di evitare di fotografare in pieno sole con luci ed ombre nette, se proprio dovevo allora usavo sviluppi più diluiti per ottenere negativi non troppo contrastati. Con il digitale la musica è ben diversa, anche lì (come con le diapositive) bisogna stare ovviamente attenti a non bruciare le luci, ma le ombre le recuperi sempre eccome! Insomma la pellicola era progettata per scene standard con i classici 7 EV e quella credo fosse grossomodo la loro gamma dinamica. I sensori ti tagliano gli EV in alto e basso sempre per darti quel contrasto ottimale dei circa 7 EV della "scena normale", ma poi (ovviamente se scatti in RAW) ne hai altrettanti da recuperare, un po' nelle luci e soprattutto nelle ombre. Anche quì qualche RAW si può buttare perchè esposto a pene di segugio, ma quanti sono quelli veramente irrecuperabili? |
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inviato il 13 Maggio 2023 ore 16:25
Giustissimo Gian Carlo F! Aggiungo che con i sensori a matrice dei Bayer puoi anche sovraesporre le alte luci (diciamo 2EV) e poi recuperarle senza problemi in PP, cosa invece impossibile a farsi con i sensori monocromatici (come le Leica) che devi usare come un pò le diapositive di un tempo esponendo per le alte luci. |
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inviato il 13 Maggio 2023 ore 16:40
“ Aggiungo che con i sensori a matrice dei Bayer puoi anche sovraesporre le alte luci (diciamo 2EV) e poi recuperarle senza problemi in PP, cosa invece impossibile a farsi con i sensori monocromatici (come le Leica) che devi usare come un pò le diapositive di un tempo esponendo per le alte luci. „ questa non la sapevo, buono a sapersi.... D'altra parte, tornando alla pellicola, i produttori di pellicole dovevano dare ai loro prodotti una gamma dinamica e curva tonale prefissata per determinate condizioni di luce che, grossomodo, corrispondevano ad una giornata soleggiata e a metà mattina o pomeriggio, e quelle condizioni erano grossomodo a 7EV, anche la temperatura del colore era fissa (luce giorno o artificilale). In pratica succedeva che se riprendevo un bel tramonto dovevo stare molto attento a non fare disastri con un sole troppo bianco o uno sfondo troppo nero, lì gli EV della scena sono ben più dei 7 (almeno il doppio?) della pellicola..... con una moderna digitale lavoro decisamente più comodo e riprendo piuttosto bene un po' tutto, sole, luci ed ombre. |
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inviato il 13 Maggio 2023 ore 17:24
“ @Paco piu' che i numeri e' significativo questo passaggio di Henning Serger (penso sarai d'accordo con lui): " I think we have to be precise here: Sharpness (edge sharpness / contour sharpness) ist not a problem with modern digital cameras. With a bit PP you can get brutally sharp results. Personally I don't like it, because it looks very unnatural. Our eyes work different, create a different sharpness character. And film in its sharpness characteristics is much more similar to our eyes, it looks more natural " Guardando le cose im maniera oggettiva qui ammette chiaramente: " Digital sensors don't benefit in resolution from such higher object contrast, because their resolution is limited by the Nyquist freqency. It's impossible to get higher resolution as the Nyquist frequency. But the D800 and 800E have a very good resolution at low object contrasts (in the 1:1,3 to 1:2 range). In this range they perform better than most films. " Oggi comunque il limite di nyquist si e' spostato a risoluzioni maggiori attorno ai 50mpx su 35mm.. „ Si, concordo. “ Poi di certo con pellicole migliori il dettaglio aumenta, ma non ho MAI, e ribadisco, MAI visto un confronto dove a parità di formato la pellicola offra una risoluzione superiore... magari usando pellicole specialistiche a grana ultrafine se la giocano, ma a quel punto il confronto andrebbe fatto con sensori digitali in B/N altrettanto specialistici. „ Credo che questo nessuno l'abbia mai detto. La pellicola è strettamente legata alla sua grandezza, più aumenta, e migliore è la qualità d'immagine che viene sottoposta ad ingrandimento. Sui sensori interviene il fattore megapixel. Quindi non si può fare un confronto a parità di formato e qualora si facesse, il digitale ne uscirebbe superiore. Ma il grande vantaggio della pellicola è che ha una varietà di formati pazzesca, laddove i sensori si fermano al 54x41. Scansionare una 6x17 con un imacon, produce un file di circa 230MP.... ecco.... confrontiamolo con una FF digitale e vediamo cosa ne esce... |
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inviato il 13 Maggio 2023 ore 18:08
[Ma il grande vantaggio della pellicola è che ha una varietà di formati pazzesca, laddove i sensori si fermano al 54x41. „ Esistono sensori più grandi utilizzabili su banco ottico. Sono leggermente più piccoli del 4x5 pollici e utilizzabili solo per soggetti statici dato che funzionano operando 3 scansioni separate per ciascun canale |
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inviato il 13 Maggio 2023 ore 18:50
“ Esistono sensori più grandi utilizzabili su banco ottico. Sono leggermente più piccoli del 4x5 pollici e utilizzabili solo per soggetti statici dato che funzionano operando 3 scansioni separate per ciascun canale „ Se parli dei sensori a scansione Fabio, io non li considererei. Esiste anche un artigiano che fa un sensore 4x5 ma ne ha creato uno solo. Direi di rimanere sulla produzione standard in serie per fare i confronti. |
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inviato il 13 Maggio 2023 ore 19:17
“ .... Attenzione comunque a non farsi ingannare dai pelucchi prendendoli come punto di riferimento: potrebbero essere piu' grandi dei particolari registrati sulla pellicola „ vero, ma la osservazione di Bubu93 a me convince molto, purtroppo quella dei pelucchi e dei granellini di polvere, anche minuscoli, è una noiosata pazzesca e quella si vede bella nitida ed in evidenza sul nostro raw. Ci ho lavorato quasi un intero inverno con Photoshop per toglierli dalle mie digitalizzazioni. Una domanda, che formato hai stampato in BN? Te lo chiedo perchè, avendo stampato per qualche decennio, sotto l'ingranditore, tra un 35mm e un 6x6, c'è una differenza di definizione, ampiezza di grigi, ecc. non da poco. |
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inviato il 13 Maggio 2023 ore 19:18
Una 20ina di anni fa i dorsi digitali CCD a scansione per grande formato erano prodotti industriali non artigianali, costavano delle cifrette ovviamente. Poi la limitazione a scene statiche fotografate in studio con illuminazione artificiale rigorosamente perfetta ne ha decretato la morte commerciale. Non so se ancora ne esistano. Quello che io avevo provato agli inizi degli anni 2000 era un occasione usato, mi pare di ricordare che facesse un unica passata piuttosto lunga, non tre, probabilmente per ogni linea alternava i tre filtri. |
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inviato il 13 Maggio 2023 ore 19:19
Non credo cmq. che Bubu si riferisse a pelucchi, penso che si riferisse alla grana della pellicola. |
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inviato il 13 Maggio 2023 ore 19:28
Riguardo ai colori digitali la Leibovitz dichiara: “I believe you are better able to capture what you really see in color with digital. There's a distinctive intensity in a digital file. Digital gives a more honest view of how things actually look, and with the advent of all these possibilities, I still want the pictures to look real. Whatever camera helps me do that is the camera I'm going to use. I'm not nostalgic about cameras.” |
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