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“ che poi stringi stringi il vero motivo è: non lo so usare, non mi va di usarlo, non mi va di imparare a farlo quindi scatto in jpg e critico tutto il resto „
Io ho sempre dichiarato che "non mi va di usarlo" per diversi motivi uno dei quali è ben spiegato nella seguente citazione:
“ In effetti esiste anche chi tutte le scelte che altri demandano al "dopo" se le fa "prima" e dopo aspetta solo che gli ritornino belle e pronte come le ha riprese... PRIMA appunto! „
Poi ritornando nel merito ribadisco che, nel caso specifico dei "prodotti di bellezza", secondo me è corretto vietare l'uso di elaborazioni SW perchè così facendo quella diventa di fatto pubblicità ingannevole.
Generalizzando invece credo che oggi si cominci a sentire il bisogno di tracciare una linea di demarcazione tra la fotografia che vuole continuare a rappresentare una realtà anche se artificialmente costruita su un set dalle varianti virtuali ottenute tramite elaborazioni SW. E non credo che nessuno abbia voglia di vietare niente a nessuno quando afferma che certe elaborazioni SW che modificano più o meno pesantemente la realtà elaborando le immagini dovrebbero essere sempre dichiarate.
PS: Se se ne cominciasse ad abusare potrebbe diventare una scorciatoia "pericolosa" anche quella della correzione automatica via SW di alcune aberrazioni delle lenti...
Certe cose non si possono fare prima come certe non si possono fare dopo....(senza far danni) L'insieme delle possibilità è potenzialmente superiore alle singole. Pare che l'uso di PS significhi solo "stravolgimento"... non è cosi
PS: Se se ne cominciasse ad abusare potrebbe diventare una scorciatoia "pericolosa" anche quella della correzione automatica via SW di alcune aberrazioni delle lenti...
Concordo al 100%. E non solo perché, con questo andazzo che ha già preso piede in maniera irreversibile, io pago con soldi BUONI degli obiettivi NON BUONI!
Il mio parere è che non serve un software come Photoshop per una postproduzione che elimina alcune imperfezioni o che rende migliore uno scatto già studiato nella composizione ed esposizione. Se si paragona l'uso di PS alle istruzioni di sviluppo e stampa di un Henri Cartier Bresson ( che non lo faceva di persona) allora si può convenire che effettivamente non esistono le ipersoluzioni.
1- Concordo che fotografie che devono dimostrare effetti di cure oppure foto di reportage o altro o scatti che rappresentano una testimonianza della realtà, una " memoria" dovrebbero far un uso parsimonioso della postproduzione e rappresentare il vero, avvicinarsi alla oggettività
2- concordo che in determinati casi specifici anche minimi interventi ( foto pubblicitarie di luoghi geografici, etc) debbano essere dichiarati
3- per foto cosiddette artistiche il limite è la capacità del fotografo, la sua arte, la bontà del ..".progetto". Nessuno pensa che i fiori di Monet SIANO la realtà ma nemmeno in fondo che le luci di Caravaggio siano sempre una realtà oggettiva. Perché la fotografia dovrebbe essere diversa?
4- in tutti i casi occorre una notevole abilità oltre che gusto di chi opera , di chi fa la postproduzione.
5- resta però innegabile che ( guarda caso!) a sollevare la questione, a porre limiti e freni siano più spesso fotografi che non sanno o non vogliono appropriarsi della tecnica, non vogliono studiarla e finiscono per far fare alla macchina la post con il jpeg. E questo è fastidiosissimo. Si legge troppe volte che chi non approva in fondo non sa. E io penso che in tutti i casi, per fare certe affermazioni o anche per produrre foto veritiere, completamente aderenti alla realtà, dovremmo in primo luogo ( e mi ci netto io per primo) dominare la tecnica...senza scorciatoie.. Come si cerca di utilizzare al meglio, ed è doveroso, il proprio strumento, la macchina fotografica come un artigiano fa con i propri strumenti, come si cerca di studiare e utilizzare al meglio composizione, colori, la luce ( studiando luogo e orari) , allo stesso modo mi sembra doveroso studiarsi bene quello che viene dopo, la postproduzione, fosse anche solo intesa ( per i più raffinati) come capacita di renderla invisibile. Di tutto questo sono convinto
Approvo i punti 1-5 di Claudio per coerenza intellettuale. Non paragonerei la pittura con la fotografia così come non paragonerei la fotografia con la grafica digitale. E perché allora non mettere due nomi sull'immagine finita. Il fotografo e il postproducer.
“ E perché allora non mettere due nomi sull'immagine finita. Il fotografo e il postproducer. „
Sarebbe cosa buona e giusta, tra l'altro nel cinema dove certe professionalità hanno più peso che in campo fotografico questo accade normalmente già da qualche decennio!
il punto 5 non lo condivido: pur non essendo un mago di photoshop, maschere e filtri sono in grado di utilizzarli ma evito pesanti post produzioni che modificano pesantemente la foto; ma questo è da sempre un mio modo di lavorare le immagini Non giudico chi si sbatte per ore su una foto, ma non voglio neanche sentire la storiella " è quello che hanno visto i miei occhi " perchè, se i tuoi occhi vedono certe cose, sei sotto sostanze stupefacenti
Stavo leggendo i numeri di Vivian Maier. Madre fotografa e zio fotografo. A circa 26 anni compera una Rolleiflex professionale coi soldi di una eredità. Per 17 anni sviluppa senza stampare in un bagno privato tutte le pellicole. Poi smette e usa Kodak e poi Leica a colori. Continua a fare foto e bambinaia e al 1987 si ritrova con 200 casse di cartone di archivio. Nel 2007 il deposito è all'asta per morosità e nel 2009 muore sconosciuta come fotografa. Al momento più di 150.000 scatti maggior parte non sviluppati. Le foto pubblicate le possiamo vedere tutti. La qualità e autenticità e potenza visiva anche. Chi pubblicherà le altre userà il proprio gusto. Come posizionate Photoshop in questo contesto e come giustificare l'esigenza di ritocco?
@Claudio Santoro "5- ...Di tutto questo sono convinto"
+ 1
Nei confronti di quei meschinelli lì, io applico il dantesco " non ragioniam di lor, ma guarda e passa".
E della mia stampante Epson SC P900, guastatasi irreparabilmente da nuova ormai un mese fa, non ne so più niente, aspetto che il negozio me la sostituisca, ma adesso le P900 non ci sono, sembrano irreperibili, era già accaduto a maggio scorso che non fossero reperibili sul mercato.
Se non stampo, non faccio foto, e per stampare bene, il fotoritocco fatto bene, è obbligatorio.
“ Se non stampo, non faccio foto, e per stampare bene, il fotoritocco fatto bene, è obbligatorio. „
A cosa ti riferisci? Lo chiedo perchè non credo che la preparazione dei files per la stampa, pur se effettuata elaborando i files via SW, possa essere equiparata alla postproduzione...
Solite discussioni dove una quota parte di persone non ha voglia di studiare post produzione, e si lamenta di photoshop e simili. Certo essere convinti che basta comprare ff e ottiche 2.8 per fare ottime foto é la considerazione più errata. Poi fare il mischione di tanti tipi di fotografia, con tanti stili diversi e periodi diversi è la ciliegina.
Juan Luca ha detto ......"...Come posizionate Photoshop in questo contesto e come giustificare l'esigenza di ritocco? "
Me lo chiedo anch'io......
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