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avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2022 ore 9:52    

Ecco, qui la cosa si fa MOLTO interessante: io so benissimo di non essere un fenomeno né come fotografo né come "pittore", so che in entrambi i casi realizzo "immagini" già realizzate da altri ... ma come si fa a diventare "originali"?


"Lezioni di fotografia",di Ghirri.
Lui, per me, è l' incarnazione del " qualcosa di diverso" ma sono conscio che ad altre persone potrebbe non sortire questo effetto . Copiare da lui sarebbe già un bel copiare ,nel mio caso ( ma fallisco miseramente).

avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2022 ore 10:18    

Mc, te lo dico da immenso fan di Luigi Ghirri: è pericolosissimo perché farsi sedurre e colonizzare è un attimo.
Leggilo perché è un critico acutissimo, colleziona i suoi libri perché sono splendidi. Poi chiudi e chiediti chi è Mc Reeny?
Sono le tue fotografie, tu ci devi entrare dentro con una individualità che è irripetibile. Piuttosto sbaglia, rischia di essere ingenuo, ma apri la tua strada anche se non porta da nessuna parte.

avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2022 ore 10:52    

C'è anche da dire che la musica commerciale piace ai più non per un imposizione dall'alto ma poiché la più adatta alle varie situazioni della vita a cui fa da contorno.


Ni... la musica commerciale piace per vari motivi, ma anche quella c'è modo e modo di farla. Tempo fa nei miei giri alla caxxo su youtube mi sono messo a seguire il filone della musica popolare rumena moderna ma di stampo tradizionale... per intenderci un po' quello che per noi è il liscio e le canzoni da ballo da festa all'aperto.
Beh, il livello musicale è nettamente differente, a loro favore: hanno dei violinisti giovani bravissimi, orchestre strepitose e la struttura armonica e melodica di quel che suonano non sarà jazz d'avanguardia ma è molto più interessante ed evoluta di quel che abbiamo noi. Come mai? Non è adesso che ci siano imposiozioni dall'alto, una specie di Grande Fratello ch, allo stesso modo in cui l'ha formato la cocacola e la nutella: schifezze semplici ed accattivantie si occupa anche delle canzonette, ma va detto che da noi la musica popolare è praticamente sparita, cosa che non è successa in altri paesi. Come mai? Per quel poco che ci ho capito perché noi abbiamo avuto la politica culturale del fascismo a seguire, quella della RAI. La Rai negli anni 50/60/70 produceva anche cose egregie però la gran parte della programmazione musicale era di un piattume micidiale.
Queste cose hanno formato il gusto della massa, c'è poco da fare. La musica commerciale non viene imposta, piace di per sé. Ma se la gente avesse una formazione musicale migliore inizierebbe a selezionarla, e le peggiori schifezze non attecchirebbero...
Con questo non voglio dire che la musica commerciale sia di cattiva qualità, in realtà c'è dentro un po' di tutto.

avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2022 ore 11:08    

La musica commerciale non viene imposta, piace di per sé. Ma se la gente avesse una formazione musicale migliore inizierebbe a selezionarla, e le peggiori schifezze non attecchirebbero...

Corretto, ma se non c'è passione per la suddetta arte (musica) alle persone comuni non interessa approfondire l'argomento e quindi si fa andare bene quello che passa il convento, che è anche quello che piace ai più.

Stesso discorso per le fotografie.

Ripeto, gli appassionati di musica, o di fotografia, sono pochissimi, per cui pur "sapendone" di più non possono illudersi che il loro linguaggio sia quello universale, non lo sarà mai.

avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2022 ore 11:18    

Corretto, ma se non c'è passione per la suddetta arte (musica) alle persone comuni non interessa approfondire l'argomento e quindi si fa andare bene quello che passa il convento, che è anche quello che piace ai più.


Non credo sia solo un problema di passione per l'arte. Ci vuole anche un po' di educazione al suono e all'immagine che faccia semplicemente affinare la percezione . Non tanto aumentare le conoscenze ma semplicemente affinare la percezione . Lavorando a scuola vedo che non ci vuole neanche poi molto, basta fare coi bambini le cose giuste al momento giusto nel modo giusto. Certo, bisogna saperlo fare ma dovrebbe esistere, anche tra gli insegnanti, una cosa che si chiama professionalità.
Non ci si pensa mai ma la finezza della percezione è uno dei pilastri della libertà individuale. Mi spiego meglio: la scuola punta principalmente sulle capacità di ragionare, trascurando la finezza della percezione. Ora, la capacità di ragionare va benissimo, anzi ce n'è in giro troppo poca. Ma anche se sai ragionare bene poi finirai per incotrare qualcuno più veloce di te e più bravo coi paralogismi che ti convincerà di quel che vuole. Immaginiamo che sia, per esempio, un venditore di vini: lui è una vita che si studia i possibili discorsi che possono convincere un possibile acquirente a comprare i suoi vini. Quindi se ti metti a discutere con lui è possibile che vinca lui. Ma se quando assaggi il vino capisci che è una schifezza non lo compri lo stesso, qualsiasi cosa dica il venditore. Ma per capire se il vino è buono devi aver fatto delle esperienze che ti abbiano affinato il gusto, perché se non le hai fatte il barolo e il tavernello ti sembreranno la stessa cosa.
Se c'è una vera formazione musicale o all'immagine non importa se sei molto o poco appassionato di quell'arte: se ti hanno insegnato distinguere le cose di qualità da quelle farlocche poi lo farai sempre.

avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2022 ore 13:06    

@Miopia, sarebbe bellissimo se si potesse fare quello che tu scrivi, firmerei oggi stesso.
Purtroppo penso che sia un processo naturale, dato da come si è evoluta la società.
La musica commerciale, la foto dei tramonti, il non saper riconoscere un vino buono da un cancarone e via discorrendo. La società per come è stata impostata non permette, a meno di un intensa passione, di conoscere approfonditamente i vari aspetti che la compongono e quindi siamo costretti quasi naturalmente ad una conoscenza superficiale che sarà anche quella più comune a tutti.

Sinceramente, per quanto possa non piacere, penso che sia un processo naturale sul quale non possiamo praticamente fare nulla.

avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2022 ore 13:12    

Guarda, io lavorando nella scuola non sono così pessimista: basta fare le cose in un certo modo e i ragazzi ci stanno anche ad affrontare cose difficili, e così possono progredire anche di parecchio. Ovvio che si tratta di un processo a lungo termine, se inizi oggi vedrai i risultati magari tra vent'anni, ma secondo me ci sono molte cose che nella scuola si possono fare, volendo. Volendo e lasciando spazio a chi le sa fare...

avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2022 ore 17:26    

C'è del vero sia in quel che dice Peda che Miopia.
Passione e affinamento della percezione s'intrecciano. Coscienza e conoscenza vanno di pari passo, in qualche modo.
Quello che rischia di essere confuso è il fatto che la qualità (del "prodotto"), quand'anche fosse presente nella cultura dominante che chiamiamo commerciale (ma che alla fine si insinua pesantemente anche nell'underground), non esenta da forme di significazione (quindi omologazione) passiva.
Possiamo anche fare dei distinguo tra la musica leggera italiana e il filone popolare rumeno simil-liscio.
Ma cosa va a mettere in discussione l'una piuttosto che l'altra se, oltre alla bravura esecutiva, non c'è nulla di "sovversivo" che faccia tremare un linguaggio secolarizzato con tutti gli assiomi annessi che inglobano anche la percezione di chi ascolta (o guarda)?
Personalmente rimango un po' di stucco quando vedo parlare di arte come se fosse una sfera distinta e distaccata dal fruitore, come se non avesse niente a che fare con la nostra vita (individuale o sociale) e il rispettivo modo di percep.irla e viverla.


avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2022 ore 18:13    

Ma cosa va a mettere in discussione l'una piuttosto che l'altra se, oltre alla bravura esecutiva, non c'è nulla di "sovversivo" che faccia tremare un linguaggio secolarizzato con tutti gli assiomi annessi che inglobano anche la percezione di chi ascolta (o guarda)?


Mah, la differenza sta nel fatto che i bambini romeni vivono dentro una tradizione popolare che si collega senza soluzione di continuità alla musica colta e quindi in generale, a differenza dei nostri, sanno cantare intonato e a tempo e molti di loro suonano uno strumento e spesso più che benino. Quando diventano grandi quelli che si propongono come cantanti e musicisti ma non lo sono li mandano a stendere. Le orchestre che suonano nelle feste di paese spesso sono formate da elementi di prim'ordine.
Da noi ai concerti in piazza delle feste di paese capita spesso di vedere il solito cantantorello accompagnato (si fa per dire) da quattro figuranti con gli strumenti in mano che fanno finta di suonare mentre la musica la fa una base registrata. Uno squallore del genere non dovrebbe essere sopportato, e invece pare che vada bene così, da noi. Il che spiega molte cose...
Non importa se la musica che si ascolta si basa su strutture vecchie di secoli o se è musica d'avanguardia, in prima battuta è importante che sia musica fatta bene e che sia spesso eseguita dal vivo, in maniera da avere una forma di vera comunicazione tra chi suona e chi ascolta. Chi si forma ascoltando musica popolare o classica o jazz eseguita bene ha la possibilità di addentrarsi, se vuole, anche in altri linguaggi musicali, perchè le sue orecchie sono aperte. Chi ha sempre soltanto "consumato" musica commerciale... beh, è come far capire l'alta cucina a chi ha mangiato sempre e solo nei fast food.
Mutatis mutandis credo il discorso valga anche per l'educazione all'immagine.

avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2022 ore 18:35    

Sì, teoricamente chi ha una buona formazione in campo artistico, dovrebbe essere anche mentalmente "aperto" (che poi anche qua ci sarebbe da intendersi su cosa s'intenda). Teoricamente.
Ma possiamo ben vedere che poi, anche chi ha una formazione accademica, spesso rimane incagliato in delle idee radicate su cosa sia l'arte e su come questa possa inficiare la vita nei suoi vari aspetti (funzionali, percettivi, comunicativi, etici, politici ecc.).
L'essere dei buoni esecutori non basta per mettere in moto dei meccanismi che vadano a scuotere gli aspetti sopracitati.
Se fosse così, tutta la musica virtuosa o le foto realizzate tecnicamente alla perfezione, sarebbero sufficienti e quella che chiamiamo arte non avrebbe nessun impatto se non ai fini dell'intrattenimento.

avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2022 ore 18:44    

Mah, che i "professionisti dell'arte" (sempre che questa espressione significhi qualcosa) tendano a sclerotizzarsi e ad attaccarsi troppo alla tradizione nella quale si sono formati senza mai schiodarsene è anche vero. Però i normali utenti della musica e delle immagini li vedo più flessibili, e credo abbiamo, in generale, meno pregiudizi e mentalità più aperta. Ma spesso manca loro una formazione di base, anche minima, purtroppo...

avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2022 ore 18:51    

Il punto è: come possiamo essere in grado di vivere l'arte (o tramite l'arte) in modo attivo se non ci poniamo delle domande sulla vita stessa? Credo che un fattore di "crisi" di fondo sia necessario a livello individuale, se si vuole mantenere una visione aperta. Il problema è che siamo (generalmente) "accomodati" (nel bene e nel male) su dinamiche che ci accomunano (anche nella fruizione dei fenomeni di cui stiamo parlando), perché probabilmente ci sentiamo meno spaesati, meno soli e ci rende la vita meno..."pesante". Per la maggior parte delle persone questo è un pregio...

avatarsenior
inviato il 16 Luglio 2022 ore 9:52    

La Madonna del parto di Piero era destinata a contadine e contadini, non serviva la laurea per vederla.

avatarsenior
inviato il 16 Luglio 2022 ore 10:50    

La Madonna del parto di Piero era destinata a contadine e contadini, non serviva la laurea per vederla.


Infatti: quando parlo di affinare la percezione come punto di partenza parlo di qualcosa che non ha molto a che fare con l'acculturamento più o meno consistente. Ho conosciuto persone che hanno fatto a malapena le elementari sensibili e capaci di commuoversi davanti alla vera arte, e fior di laureati pesantemente ottusi. Musicisti che suonavano a orecchio, senza saper leggere la musica, veramente fini ed espressivi nel loro suonare e diplomati di conservatorio che erano delle macchine sparanote e basta.
Vero anche che lo sviluppo della sensibilità dovrebbe essere curato anche dalla scuola, ma fin'ora in questo campo ho visto pochino.

avatarsenior
inviato il 16 Luglio 2022 ore 11:29    

La dote è una cosa, l'istruzione è un'altra cosa.
La dote è innata.




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