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Io di moto, se moto si può chiamare, riconosco solo il Ciao. Comunque la foto dove compare la, presunta, Gilera è stampata giusta, lo sposo porta il fiore a sinistra e si vede anche l'orologio al polso sinistro. Adesso , dopo aver sfruttato il riparatore, mi concentro su Old-Pentax, lo sommergo di scansioni da sistemare
Quando ho visto L'uomo con la macchina da presa di Vertov mi sono commosso pensando a tutte quelle giovani esistenze, a tutta quella vitalità e gioia di vivere ormai sepolte, ancora di più mi commuovo nel cedere le foto di tutti i giovani le cui vite furono bruciate nella guerra. È il potere della fotografia, come dice Barthes, è il pensiero che le luci che hanno impressionato quelle foto partivano dalle giovani vite delle persone rappresentate ed ora giungono a me quando loro non ci sono più.
user12181
inviato il 30 Luglio 2022 ore 2:00
Di Dziga Vertov probabilmente avevo visto da liceale "L'uomo con la macchina da presa" in qualche cineforum universitario, o in televisione, ma mi ricordo poco. Ricordo di più "Tre canti a/su Lenin", perché oltre ad averlo visto allora, l'ho rivisto alcuni anni fa. Suggestivo, sovieticamente poetico, cioè, con il senno di poi, perchè da giovane studente di una scuola cattolica invece abboccavo alla mistica politica bolscevica, cioè russa, insopportabilmente laido, non molto diverso per natura dal "Triumph des Willens". Che dire, uno che mette in un film la spudorata didascalia "poetica" "Tu sei la nostra eternità", riferito a Lenin, una frase veramente importante e densissima di significati, che riesce a concentrare in poche parole di altissima retorica politica l'essenza del totalitarismo, meriterebbe proprio per questo di essere fucilato sul posto. Però bisogna capirlo, stava faticosamente riuscendo a non essere fucilato da Stalin... Qualche anno dopo Bucharin da innocente si dichiarava colpevole per morire e risorgere nel corpo mistico del partito stato...
"meriterebbe proprio per questo di essere fucilato sul posto. Però bisogna capirlo, stava faticosamente riuscendo a non essere fucilato da Stalin... Qualche anno dopo Bucharin da innocente si dichiarava colpevole per morire e risorgere nel corpo mistico del partito stato..." Mi viene da sorridere Murmunto leggendo la tua esposizione senonché ci sarebbe da piangere pensando a quelle vite spezzate.
Ripenso a quando visitai il cimitero americano ad Omaha Beach. Entrai e sulle prime guardai questa enorme distesa di croci bianche tutte uguali. Poi mi avvicinai e lessi i nomi e le date su di alcune, 20 anni 18 anni... 19... 20 21 mi prese una commozione e non riuscii a frenare le lacrime. Mi figuravo nella stessa situazione, nel fiore della gioventù, prelevato e sbattuto a combattere a 10000km da casa, contro qualcuno di cui non sapevo nulla e per qualcosa di cui, verosimilmente, nulla mi interessava e, pensavo, senza una seconda chance, perché no, non ci sarà una prossima volta dove potrebbe andare meglio. La storia che ci passa sopra e ci stritola, numeri, palline su un pallottoliere. Scusate lo sfogo retorico.
Pianoforte e voce...+ Sax, bella versione, dico la verità che mentre scrivevo quelle righe sopra mi è venuta in mente anche questa canzone. Non so tuttavia se tutti i morti sulle spiagge della Normandia, tutti gli alpini della Armir caduti e dispersi nelle nevi in ritirata dal Don, o tutte le vittime nei campi di sterminio d'occidente e d'oriente sarebbero d'accordo, a loro la Storia li ha semplicemente travolti senza ascoltarli.
user226515
inviato il 30 Luglio 2022 ore 14:32
La storia li ha travolti, e non ascoltati, solo se non la conosci, e permetti che possa ripetersi, ma se la conosci, ed agisci perché non si ripeta, tutti quei morti SONO la Storia.
“ Qualcuno che riesce ad identificare la moto presso il carretto? „
La moto, col beneficio del dubbio, pare proprio una Parilla 175 cc del 1955. Forse una TV, oppure Sport Lusso Corsa (o Veloce).
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