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È giusto rimuovere l'opera d'arte di un assassino?


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avatarsenior
inviato il 14 Settembre 2020 ore 16:19    

Io credo che il curatore o chi gestisce il luogo dove c'è l'esposizione ha diritto alle proprie scelte che non credo debbano essere per forza discusse, spiegati si, ma poi la decisione per me è loro in quanto sono loro che stanno creando la mostra o gestendo gli spazi ed è giusto che prendano responsabilità e decisioni che credono le migliori
Non è una questione di migliorare la situazione delle donne, ma visto che esiste un problema grave in merito alla questione della violenza sulle donne può essere una decisione più che condivisibile la rimozione o la volontà di non dare spazio a certe autori

user177356
avatar
inviato il 14 Settembre 2020 ore 16:22    

Matteo, sulla questione della violenza (soprattutto domestica) sulle donne con me sfondi una porta aperta.

Per me il curatore ha preso una decisione piuttosto facile e quasi del tutto inutile. Non sto mettendo in questione il suo diritto di farlo, ma l'opportunità di quella decisione.

Comunque, credo che ci siamo capiti.

avatarjunior
inviato il 14 Settembre 2020 ore 16:25    

se non esistesse questa distinzione ti esorterei a bruciare tutte le opere di Caravaggio e dei tanti altri artisti che non sono pari allo standard richiesto. Proprio come sono state eliminate tutte le statue di persone ritenute (anche a seguito di notevoli voli pindarici) non degne. Con in più la possibilità di usare standard moderni per uomini antichi si fa presto a fare "pulizia".

Se non volete (a ragione) chiamarlo nazifascita chiamatelo orwelliano, distopico o liberale o quello che vi pare. Ci stiamo facendo rinchiudere dentro ad un regime orrendo!

avatarsenior
inviato il 14 Settembre 2020 ore 16:27    

si, come dicevo anche io credo che un'opera possa avere un valore anche se l'autore non è una persona irreprensibile.
In certi casi opera e autore sono molto legate, mi spiego meglio. certi lavori hanno un senso perchè l'artista ha una certa vita, ha fatto certe esperienze, la stessa fatta da una persona diversa non avrebbe lo stesso significato/valore.
Io non conosco bene l'autore in questione e ovviamente il mio è un discorso generale, la mostra è contemporanea inserita quindi nel contesto attuale, credo abbia senso porsi quindi delle domande su cosa sia opportuno o no mostrare.
Non sto dicendo che la scelta sia in assoluto corretta, ma che potrebbe avere un senso decidere di non dare spazio a una persona che ha commesso questo tipo di reato
Uli66 stai veramente sparando alla luna, la tua è un iperbole assurda, e si ho capito cosa si intendeva quando mi è stato detto di non fare l'esempio di Caravaggio che io stesso ho portato.
Stiamo parlando di contemporaneo e va contestualizzato, se io sono curatore e credo che un'opera vada eliminata perchè non voglio dare spazio a qualcuno per quello che ha fatto non sto facendo censura, ma sto facendo il curatore decidendo deliberatamente di portare un messaggio diverso e non voglio dare visibilità o fama indipendentemente dal valore delle opere a qualcuno che non considero degno di avere questa opportunità
è una scelta più che condivisibile e sinceramente mi sono chiesto cosa avrei fatto?
forse avrei agito nello stesso modo per principio

avatarsenior
inviato il 14 Settembre 2020 ore 16:36    

Ci stiamo facendo rinchiudere dentro ad un regime orrendo!

Beh, non siamo esattamente a questo punto; François Pinault, il proprietario di Palazzo Grassi, è anche proprietario del gruppo che comprende brand come Gucci, Yves Saint Laurent e Balenciaga; qualcosa mi dice che la decisione della direzione di Palazzo Grassi di rimuovere l'opera in questione abbia anche lo scopo di non creare eventuali ritorsioni mediatiche contro le attività imprenditoriali del proprietario.

avatarjunior
inviato il 14 Settembre 2020 ore 16:55    

@Matteo Chiaro che sto sparando alla luna, ma una volta passato il principio si fa veramente presto a scendere la china. Le chiamano finestre di Overton.

@Daniele certo se isoli il singolo episodio non siamo (ancora?) a questo punto, ma guardando il contesto un po' più da lontano e cercando di collegare i puntini, beh la direzione è quella.

C'entra probabilmemnte poco, o forse anche no, che il caso voglia che anche qui venga fuori il nome di Gucci che proprio l'altrogiorno mi ha insegnato che non posso pensare che la sua modella sia brutta altrimenti commetto peccato di bodiscemi e di conseguenza perdo la dignità di essere umano.

avatarsenior
inviato il 14 Settembre 2020 ore 17:00    

Gucci non ti ha insegnato nulla, la modella in questione sfila per il marchio da un paio di anni e non è l'unica atipica rispetto alle super model degli anni passati.
Gucci cura un'immagine, fa campagne molto ben studiate e mirate.
Il togliere l'opera non è in contrasto anzi potrebbe essere benissimo qualcosa che possono sfruttare secondo le loro linee guida, non do spazio a qualcuno che ha praticato violenza su una donna.
Ma non devi pensare in termini di giusto o sbagliato, ma di immagine del marchio, di quello che voglio mostrare e come e tutto ciò è ben studiato, non è certo solo per creare discussioni sui social che hanno fatto certe scelte, considera che la maggior parte di chi commenta nemmeno una cintura si può permettere.

user33434
avatar
inviato il 14 Settembre 2020 ore 17:54    

Discussione molto interessante, personalmente ho apprezzato tutti gli interventi. Ho su questo tema una posizione abbastanza radicale, rispondendo alla domanda che poni la mia risposta è NO e ci aggiungo anche MAI. Vado anche oltre, non andrebbe mai occultata un'opera neanche se il comportamento delittuoso del suo autore fosse parte del contenuto dell'opera stessa.
Non posso, se amo l'arte, lasciare che un crimine odioso come lo sfruttamento della prostituzione possa mai influire sulla reputazione artistica di Miles Davis, dovrei scartare uno dei più grandi compositori e musicisti del novecento. Non posso, se mi interessa capire e non giudicare, sminuire praticamente l'intera scena hip hop degli anni novanta perché i suoi migliori rappresentanti sono stati criminali legati o meno alla malavita, e in questo caso le attività criminali sono parte integrante della specifica forma d'arte e non un corollario. Cito come esempio un verso di un brano molto famoso di Eazy-E:
"See I did dirt, put in work, and many niggas can vouch that
So since I got stripes, I got the right to rap about that!"
Chi cantava questo verso (Dresta) era appena uscito dopo una condanna per lesioni aggravate, nel suo modo di vedere l'essere criminali diventa addirittura condizione indispensabile al poter fare musica rap. Per quanto questa cultura possa essere lontana da me questo rimane un gran brano e Eazy-E un grande artista, e aldilà dei gusti riguardo la musica rap questo è un fatto universalmente riconosciuto.
Come la mettiamo allora? Bisognerebbe iniziare a pensare che l'arte può provenire da chiunque e fare lo sforzo più difficile, valutare come ci rapportiamo ad un oggetto d'arte (passatemi la definizione discutibile) e giudicare l'opera, non i valori etici dell'essere umano che l'ha prodotta.

avatarjunior
inviato il 14 Settembre 2020 ore 18:11    

se non esistesse questa distinzione ti esorterei a bruciare tutte le opere di Caravaggio e dei tanti altri artisti che non sono pari allo standard richiesto. Proprio come sono state eliminate tutte le statue di persone ritenute (anche a seguito di notevoli voli pindarici) non degne. Con in più la possibilità di usare standard moderni per uomini antichi si fa presto a fare "pulizia".

scusa ma di quali standard parli?! Eeeek!!!

qui si parla di un caso specifico, e cioè del fatto che il curatore di una mostra ha deciso di rimuovere un'opera di un autore che proprio nei giorni della mostra risultava colpevole di omicidio

ripeto, per me è una decisione assolutamente legittima, ma non ho la presunzione di poter dire che la scelta sia giusta o sbagliata in senso assoluto. ognuno avrà la sua idea al riguardo

sic et simpliciter

avatarjunior
inviato il 14 Settembre 2020 ore 18:14    

Gucci mi ha "insegnato" eccome, la modella in questione è brutta, e ogni volta che lo dico 10 persone mi tolgono il saluto. Non importa se poi questi comperano o meno Gucci, fanno marketing indiretto per suo conto. E lo fanno volentieri perché i "creativi"?? di Gucci cavalcano l'onda di cosiddetta "social justice" che sembra tutelare i diritti di minoranze e persone trascurate quando invece, per conto del capitale, divide e fa identificare i meno abbienti in tante tribù per impedire che si uniscano poveri contro ricchi. È il liberalismo bellezza! E quasti tutto quello che accade oggi ci gira attorno da vicino.

avatarsenior
inviato il 14 Settembre 2020 ore 18:20    

Vedi tu vieni scelto per un marchio e tutti si sentono in diritto di dirti che fai cagar.e, in genere chi lo dice si è visto poco allo specchio, non ha idea dell'immagine che da un po' di anni usa il marchio e spara una frase così.
In più non cavalcano nulla perchè come detto la modella sfila per il marchio già da 2 anni e non è l'unica ad avere un viso atipico, tutto ciò quindi è studiato da tempo a tavolino, ma non per creare scandalo per te, ma con una precisa direzione di immagine.
Ma tutti si sentono in diritto di scrivere cessa, brutta, ecc.. nessuno però che ha visto le tendenze della moda e le scelte anche nelle sfilate di Gucci che già da tempo fa, ma solo ora sembra sia qualcosa che va commentato perchè solo ora cascate dal pero e scoprite lei, ma nessuno ha detto nulla nemmeno per gli altri volti molto particolari scelti anche nella moda maschile (ma si sui maschi non si fanno commenti perchè non frega a nessuno... ).
Brutta poi in base a cosa? a uno standard creato dalla stessa moda negli anni scorsi insieme alle riviste patinate
Quindi è tuo diritto esprimere un'opinione? si ma tu giudichi una persona inadatta di fare un lavoro basandoti su una tua idea di esteriorità rendendola assoluta e questo che è giudicato body shaming e chi lo fa in genere non ha una fisicità atta a fare certi commenti
comunque Alessandro Michele è il nome che cerchi parlando di Gucci che ha portato certe scelte per il marchio

avatarsenior
inviato il 14 Settembre 2020 ore 18:44    

direi che il curatore puo "legittimamente" rimuovere una opera dalla mostra che "gestisce". In fin dei conti e' lui che decide cosa esporre e cosa non esporre nella sua mostra.

Ma direi anche che io posso legittimamente perdere fiducia nella sua qualita' di curatore. Probabilmente piu' interessato al marchio ed alla pecunia che all'arte..

avatarsenior
inviato il 14 Settembre 2020 ore 18:51    

Caspita, per una volta che la moda si è accorta che bellezza e bruttezza alla nascita non guardano al patrimonio di famiglia e persino la pubblicità non ci sforna più un Napoleone Bonaparte palestrato e alto 2 metri come faceva il Canova, serve tutto sto polverone?
Chissà che i pubblicitari non si accorgano che esistono anche i cervelli, oltre che il fisico! MrGreen

avatarsenior
inviato il 14 Settembre 2020 ore 18:53    

Ma direi anche che io posso legittimamente perdere fiducia nella sua qualita' di curatore. Probabilmente piu' interessato al marchio ed alla pecunia che all'arte..

Ecco, messo in questi termini il concetto è ben più condivisibile

user33434
avatar
inviato il 14 Settembre 2020 ore 19:07    

Ma direi anche che io posso legittimamente perdere fiducia nella sua qualita' di curatore.

Concordo in pieno, aldilà del mero eventuale ritorno economico c'è un danno che viene procurato dal sottrarre al fruitore la possibilità di interfacciarsi con l'opera. Se mi privi della possibilità di scegliere, la tua reputazione certo non potrà guadagnarci.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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