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inviato il 12 Febbraio 2020 ore 10:47
“ Enzillo secondo me leggere libri non fa mai male, se hai una infarinatura generale (come mi pare di capire e vedere) allora potresti andare su dei libri che parlano di argomenti specifici. Per farti un esempio, io sto leggendo Wave Watching "lo spettacolo delle mareggiate in Liguria", un libro che mi ha consigliato un utente del forum, è un libro che ha un bel portfolio ma che ha anche una parte sulle mareggiate storiche, una su come si generano questi fenomeni e una con schede del luogo. Questo per dire che se interessa un certo ramo può essere molto utile conoscere tutto quello che c'è attorno, la conoscenza può portare ad approcci diversi e interessanti. „ Giusto, dopo aver letto libri dei grandi della fotografia (anche in biblioteca, mica ci si deve svenare per forza), conviene trovare la propria strada anche nelle pubblicazioni. Tra l'altro il libro da te citato, che ho anche io, è una piccola perla, uno degli autori della parte tecnica-meteorologica è il compianto Stefano Gallino, che ci tengo, da ligure, a ricordare. |
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inviato il 12 Febbraio 2020 ore 10:50
“ Essere "professore" è una cosa positiva, perchè significa in teoria che si è studiato e si è in grado di insegnare a sua volta. mi sembra un gran complimento per chiunque „ Si', e' senz'altro positivo. Non dimenticare pero' che per essere "professore", ti serve almeno un allievo. |
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inviato il 12 Febbraio 2020 ore 11:11
Una volta, in un altro forum, c'era un utente, si diceva fosse Claudio Marra; non ricordo se si fosse mai capito se era o non era lui, ma ricordo che io pensavo lo fosse. E faceva riflettere, o avrebbe dovuto far riflettere l'amatore. Io riflettevo, non credo di aver mai smesso, solo diminuito di intensità. E credo che certe critiche, certe considerazioni, fossero giuste, anche con il mio carattere permaloso ci rimanevo male. |
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inviato il 12 Febbraio 2020 ore 11:20
Le foto del sig. Palumbo sono sicuramente ben fatte. Io non le farei nemmeno se pagato però questo rientra nel gusto personale. E su quello non c'è da discutere. Sono immagini prettamente estetiche in cui il punto è creare una immagine impattante visivamente. Sono fatte bene e raggiungono lo scopo secondo me. Prediligo foto con maggiori contenuti ma questo è di nuovo un fattore personale. |
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inviato il 12 Febbraio 2020 ore 11:23
Però Lastprince non fraintendere i miei interventi nei tuoi confronti. Ti ho dato una risposta sicuramente dura e piccata perché credo fermamente in ciò che ti ho scritto. Sono profondamente convinto nel rifuggere ogni forma elitaria di accesso alla fotografia, in quanto per me (la semplifico e banalizzo) il messaggio comunicativo (se chiaro e potente) deve arrivare a prescindere. Tu invece hai scritto una cosa molto sgradevole a mio avviso: “guardate queste due foto, se non le capite non avete cultura.” Ecco, io su questo punto ti rispondo con un “grazie, ma anche no”. Tutto qui |
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inviato il 12 Febbraio 2020 ore 11:25
Un giorno, se non è stato fatto (non so), sarebbe bello leggere qualcosa sui nuovi (?) canoni (estetici) fotografici al tempo di internet. |
user177356
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inviato il 12 Febbraio 2020 ore 11:35
Ammazza quanto scrivete Dunque: David DuChemin è un divulgatore di fotografia molto bravo, ho diversi suoi libri e ho pure acquistato un suo webinar piuttosto corposo e non me ne sono pentito. Non è un Maestro, non farà la Storia della Fotografia, ma per migliorare l'approccio personale, in primis alla composizione, è (a mio avviso) ottimo. Il libro di Marc Silber è ottimo, ma è soprattutto un "breviario". Serve più a ricordare che a capire. Lastprince, io apprezzo il tuo approccio culturale alla fotografia, ma credo che tu cada nel manicheismo. Come in letteratura, in fotografia ci sono i Dostoevskij, i Borges, i Calvino, ma anche i Camilleri o le Ferrante. Direi che ciò che è importante è evitare di diventare dei Moccia, ma pretendere di leggere solo Borges e scrivere solo cose alla sua altezza è quanto meno velleitario. |
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inviato il 12 Febbraio 2020 ore 11:37
trovo interessante la discussione tra Maurizio Palumbo e Lastprince, credo che entrambe le posizioni siano vere e non è banale sviscerare l'argomento, di certo la tentazione di una conclusione semplicistica è molto alta. Io credo che sia impossibile un messaggio universale come credo che effettivamente per apprezzare alcuni lavori occorra una base. E' un po' come quando si affronta un libro, per esempio mi capitò di leggere Proust, feci molta fatica, non lo annovererei fra i miei autori preferiti, ma non nè discuto il valore, valore attribuito a chi ha più cultura di me in materia letteraria, stesso discorso lo si può fare con l'ulisse di joyce, diamolo in pasto così a una persona a caso e difficilmente l'apprezza. La fotografia per me è uguale ci sono differenti approcci, differenti scopi e anche rappresentazioni, alcune sono più dirette e immediate, colpiscono in pieno al primo sguardo e si rifanno a sentimenti comuni i1.adis.ws/i/canon/canon-pro-james-nachtwey-memoria-image1-1140?w=1140 altri lavori sono meno immediati, serve provare a osservarli o a capirli i.pinimg.com/originals/98/eb/d9/98ebd9a943c24cb67f5865f2c77286b6.jpg Quale è la fotografia migliore? quale la più importante? Io non credo che la risposta possa essere data alla leggera, bisogna sempre pensare allo scopo, al target, ma credo che nel 2020 dire la fotografia deve essere così e basta sia un ragionamento erroneo di base |
user177356
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inviato il 12 Febbraio 2020 ore 11:44
Matteo, condivido quello che sostieni. Però secondo me c'è un ulteriore passaggio: quale linguaggio vogliamo, possiamo, sappiamo adottare? Quali limiti abbiamo (tecnici e culturali) e fino a che punto, plausibilmente, possiamo superarli? Ha senso usare linguaggi che sono a noi estranei, oppure per i quali non saremo mai preparati? |
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inviato il 12 Febbraio 2020 ore 11:48
Aggiungerei.. ha senso studiare o utilizzare linguaggi superati? |
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inviato il 12 Febbraio 2020 ore 11:50
E' una risposta molto personale, io credo che prima di tutto abbia senso capire cosa vogliamo comunicare nel momento che condividiamo. Conoscevo una persona che amava molto la natura, viverla e le sue foto rispecchiano questo, niente retropensieri complessi, ma una rappresentazione di quello che ama. Chiaro lui si nota che ha un'estetica ben chiara e una direzione precisa, non è che butta li degli scatti e via, io per esempio amo vedere quegli stupendi tramonti o le cascate islandesi e le ho anche fotografate, ma non è quella la mia strada, non mi ci ritrovo. Li ho seguito un consiglio di un altro fotografo, tieni la mente aperta ma non perderti in mille rivoli scegli la tua strada e seguila deciso. Io alla fine sono solo un amatore però nel mio piccolo ho provato a seguire questo sui linguaggi è difficile dire cosa è superato di certo le cose si evolvono e ha senso capire bene a chi ci rivolgiamo e usare un linguaggio adatto, è inutile fingere che il modo ci consumare fotografia non sia cambiato |
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inviato il 12 Febbraio 2020 ore 11:51
@Salt: “ Aggiungerei.. ha senso studiare o utilizzare linguaggi superati? „ Cosa intendi per superati? Ogni linguaggio può avere qualcosa da dire. Poi, ognuno ha il suo, frutto delle proprie conoscenze, sensibilità, e desiderio di comunicazione. |
user177356
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inviato il 12 Febbraio 2020 ore 11:52
Se per "superati" intendi "incomprensibili alla generalità delle persone perché desueti", direi di no. Se invece intendi "sostituiti da linguaggi più efficienti", forse sì, perché potrebbero essere funzionali al messaggio. |
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inviato il 12 Febbraio 2020 ore 11:58
Come dire...non ha senso studiare le poesie in endecasillabi ! |
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inviato il 12 Febbraio 2020 ore 12:07
Facciamo un paragone. Pur essendo ugualmente superati ha piu senso studiare il greco ed il latino che il berbero antico. Il che non vuole dire che non debbano esistere persone che li conoscono. Vuole semplicemente dire che, nonostante sia per molte ragioni utile studiare il greco, non ha senso esprimersi correntemente oggi in greco piuttosto che in berbero antico. A meno che tu non sia un medico. La fotografia e' un mezzo espressivo recente il cui linguaggio e' in trasformazione rapida. Essendo fortemente influenzata dalla tecnologia, invecchia velocemente. Se osserviamo le fotografie famose degli ultimi 30 anni, riusciamo a datarle con precisione millimetrica basandoci soltanto sull' aspetto tecnico e sul linguaggio utilizzato. Questo per me significa molto. Significa che se vogliamo una fotografia comprensibile, oggi, DOBBIAMO PRODURRE UNA FOTOGRAFIA CONTEMPORANEA. |
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