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I ragazzi non leggono più... e si vede


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user68000
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inviato il 17 Gennaio 2020 ore 1:57    

eccolo, è del 2006 Eeeek!!!

www.independent.co.uk/news/education/higher/university-students-they-c

user111807
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inviato il 17 Gennaio 2020 ore 6:23    

Grazie Claudio interessante articolo.
Ciao

avatarsenior
inviato il 17 Gennaio 2020 ore 9:35    

Che le letture "scolastiche" non siano mai state apprezzate, nemmeno ai miei tempi, è vero; io stesso ho sempre avuto qualche problema a digerire Manzoni, anche se in quegli stessi anni lessi più volte, per mio conto, quell'Ivanhoe di Scott che fece da apripista all'opera del Manzoni stesso.
Il fatto è che 40-50 anni fa erano molti di più i ragazzi che si fermavano dopo la scuola dell'obbligo, c'erano percentualmente meno diplomati e ancor meno laureati, ma in compenso queste ultime categorie erano formate per lo più da persone che avevano coltivato una passione per la lettura e la conoscenza indipendentemente dalle sollecitazioni scolastiche.
Quello che lascia sgomenti oggi è la quantità di giovani laureati e diplomati che questa passione non l'hanno mai avuta e che, addirittura, avrebbero necessità di seguire un corso di lingua italiana anche solo per stilare un curriculum; il problema reale è dato dal fatto che queste persone vanno poi ad occupare quelle posizioni lavorative, economiche, sociali e politiche che per loro natura necessiterebbero di un bagaglio culturale di maggior spessore.
Se aggiungiamo che i più dotati finiscono per emigrare, il quadro che ne esce è più discutibile e controverso di un dipinto di Pollock.

avatarsenior
inviato il 17 Gennaio 2020 ore 10:22    

Daniele hai perfettamente ragione. Le cose non brillavano molti anni fa e non potevano che peggiorare col tempo, vista la qualità dei "riformatori" degli ultimi 30-40 anni. Il nostro è ancora un paese in cui conta chi conosci e non cosa conosci e allora perché impegnarsi in attività, letture, approfondimenti? Per la gloria personale?

avatarsenior
inviato il 17 Gennaio 2020 ore 10:33    

Il nostro è ancora un paese in cui conta chi conosci e non cosa conosci


mi pare che tutto il mondo occidentale ( e buona parte dell'orientale) funzioni cosi'.


Tra figli d'arte, raccomandati e paraculati siamo in buona compagnia.

avatarsenior
inviato il 17 Gennaio 2020 ore 10:39    

si si hai ragione;-) ma la meritocrazia in certi ambiti da noi è totalmente non pervenuta. Senza nessuna polemica. Se si potesse dare ogni tanto ai giovani anche solo l'impressione che l'impegno e la cultura contino forse si avrebbero effetti diversi. Forse.

avatarsenior
inviato il 17 Gennaio 2020 ore 10:44    

Mah.. alla favola del self made man credo poco.

Forse solo i campioni sportivi (quelli fuoriclasse in specialia' dure,pugilato e simili) sono in testa per meriti personali e non per raccomandazioni.

avatarsenior
inviato il 17 Gennaio 2020 ore 10:53    

Beh non mi riferivo alla favoletta ma alla competenza e alla capacità di comprensione e risposte ai problemi che si devono affrontare, almeno in alcuni ambienti strategici. Nel 2020 forse qualche passo avanti andrebbe fatto, ma le premesse non le intravedo. Colpa mia.

avatarsenior
inviato il 17 Gennaio 2020 ore 11:08    

Avevo letto tempo fa uno studio che analizzava le caratteristiche ed i curriculum dei vari ufficiali dell'Esercito Americano.

Il quadro era particolarmente sconfortante. Tanto per dire, tra le principali ragioni di promozione era risultata la prestanza fisica. Piu la persona corrispondeva al modello militare proposto dal cinema e piu' facile era stata la sua carriera.

Esiste anche uno studio che evidenzia come la singola carriera progredisca velocemente fino al livello in cui la persona e' inadatta e non preparata a gestirne le responsabilita'. Determinando quindi organizzazioni la cui struttura e' inadatta a tutti i livelli.

avatarsenior
inviato il 17 Gennaio 2020 ore 11:09    

@Salt:
Esiste anche uno studio che evidenzia come la singola carriera progredisca velocemente fino al livello in cui la persona e' inadatta e non preparata a gestirne le responsabilita'.

Fino al raggiungimento del famoso "livello di incompetenza" MrGreen

avatarsenior
inviato il 17 Gennaio 2020 ore 11:10    

Che le letture "scolastiche" non siano mai state apprezzate, nemmeno ai miei tempi, è vero; io stesso ho sempre avuto qualche problema a digerire Manzoni,

Io per fortuna no, il prof. che era innovatore si era rotto di stò classico propinato già dalle medie a spizzichi e bocconi e decise per lo studio di testi alternativi, quindi mi beccai in cambio:
- "il gattorpardo" di Giuseppe Tomasi di Lampedusa più
- "il giorno della civetta" di Leonardo Sciascia.
Molto meglio e poi two è meglio che one!
Uscire dagli schemi è utile.

avatarsenior
inviato il 17 Gennaio 2020 ore 11:11    

Fino al raggiungimento del famoso "livello di incompetenza"



esattamente MrGreen

quello dove fai solo danni e meno ti muovi meglio e'..MrGreen

avatarsenior
inviato il 17 Gennaio 2020 ore 11:11    

+1

leggete la versione integrale del libro:
it.wikipedia.org/wiki/Principio_di_Peter

avatarsenior
inviato il 17 Gennaio 2020 ore 11:14    

Il Principio di Peter
da leggere assolutamente! ;-)

Ah ah, Centauro mi hai preceduto!!! Cool

user177356
avatar
inviato il 17 Gennaio 2020 ore 11:16    

posizioni lavorative, economiche, sociali e politiche che per loro natura necessiterebbero di un bagaglio culturale di maggior spessore


A cavallo tra gli anni '80 e i '90 ho lavorato nella direzione centrale di una grande banca, occupandomi di grandi operazioni sui mercati internazionali. Ogni volta ci veniva richiesto di produrre una relazione per il consiglio di amministrazione, che doveva essere impeccabile dal punto di vista tecnico-finanziario, sintatticamente e grammaticalmente impeccabile, ma anche efficace dal punto di vista comunicativo.

Il processo di selezione per l'assunzione, non a caso, prevedeva una prova scritta piuttosto impegnativa e un esame di quasi due ore da parte di una commissione di dirigenti e docenti universitari. Eeeek!!!

Quando ho avuto responsabilità dirigenziali, ho sempre chiesto che i miei collaboratori frequentassero corsi di business writing (a spese dell'azienda, è ovvio), perché volevo che avessero le capacità per produrre documenti corretti e convincenti.

Edit: del Principio di Peter ho una copia della prima edizione italiana, regalata a mio padre dal suo capo (persona dotata di grande autoironia).

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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